Lettera al Risparmiarore

La sfida di Samsung: più ricavi e produzione nei chip di memoria

Tech. Il colosso sudcoreano fa leva sui microprocessori super veloci legati all’intelligenza artificiale. Negli smartphone c’è la concorrenza di Apple e cinesi

di Vittorio Carlini

Un uomo passa davanti a un negozio Samsung Gangnam a Seoul, Corea del Sud.(AP Photo/Ahn Young-joon)

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Intelligenza artificiale. Sempre lei. Declinata, nel caso specifico di Samsung Electronics, soprattutto nella forma dei nuovi super chip per la memoria dei calcolatori. È uno dei tasselli della strategia di sviluppo su cui punta la conglomerata sudcoreana.

Oggetto sociale

Un colosso il quale, vale la pena ricordarlo, divide l’attività essenzialmente in quattro grandi aree: Device eXperience (Dx), Device solutions (Ds), Samsung display corporations (Sdc) e Harman. Il primo segmento (48.400 miliardi di won di ricavi nel terzo trimestre del 2025, pari a circa 28 miliardi di euro) rappresenta il fronte consumer. Qui sono compresi smartphone, tablet, wearable, Tv, elettrodomestici e le soluzioni di rete 5G e 6G. Device solutions (33.1oo miliardi di won), invece, costituisce il motore tecnologico della società. Ad esso sono ricondotti i chip di memoria per l’Ia come Dram e Hbm, oltre ai processori progettati internamente e ai chip realizzati nelle fonderie dell’azienda (anche per conto terzi). C’è poi Sdc (8.100 miliardi). Vale a dire: la divisione che da un lato fornisce schermi Oled per smartphone premium, laptop e monitor; e, dall’altro, realizza i pannelli Qd-Oled destinati a tv di fascia alta. Infine: Harman (4.000 miliardi di fatturato). Appannaggio di quest’area ci sono i sistemi audio e le tecnologie per l’auto connessa.

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I super chip per l’Ia

Ebbene: rimarcando l’articolazione del business, che è uno dei punti di forza di Samsung, nel terzo quarter la divisione Ds è stata contraddistinta dal maggiore rialzo dei ricavi (+13% anno su anno). In particolare, la parte del leone l’ha recitata il mondo delle Memory – in scia soprattutto alla domanda legata all’Artificial intelligence (Ai) – che è salito del 20%. Non solo. Anche a livello di utile operativo la Device solutions è stata caratterizzata dal maggiore aumento di redditività (espansione di 3.100 miliardi di won). Insomma: il motore principe di fatturato e redditività del colosso sudcoreano è stato, per l’appunto, il business delle memorie e dei componenti avanzati richiesti per l’Ai. Soprattutto: le memory “impilate” ultra veloci chiamate Hbm (insieme alle Ddr5) e i cosiddetti eSsd sfruttati sul fronte dei data center per le imprese.

TRIMESTRI A CONFRONTO

In migliaia di miliardi di won sud coreani al 30/9/2024 e 2025

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Il medio periodo

Fin qua alcune suggestioni riguardo a talune delle più recenti dinamiche di conto economico. Sennonché – come sempre accade – per meglio cogliere l’andamento del gruppo è utile ampliare l’arco di tempo di analisi. Nel 2020 Samsung ha chiuso l’esercizio con circa 236.8oo miliardi di won di ricavi e 35.990 miliardi di Ebit. Il margine operativo, dal canto suo, è stato del 15,2%. Nel 2021, nel pieno della corsa al digitale, le vendite consolidate sono aumentate a circa 279.600 miliardi e l’utile operativo si è assestato a 51.600 miliardi, con un margine in doppia cifra superiore al 18%. Nel 2022, invece, il fatturato ha toccato quota 302.230 miliardi di won: un record per volumi. E, tuttavia, il risultato operativo è scivolato a 43.38o miliardi (margine al 14,4%). Un trend che ha segnalato come il semplice incremento dei volumi non bastasse a garantire profitti elevati. Poi è arrivato il 2023, il punto più critico. In quell’esercizio la domanda dei semiconduttori è caduta e – complice un eccesso di offerta che ha schiacciato i prezzi – l’azienda ha archiviato l’anno con ricavi per 258.940 miliardi di won e un Ebit risicato, intorno a 6.570 miliardi: margini minimi, perdite di competitività nel segmento memoria e forti dubbi sul futuro. Un contesto che ha concretizzato diverse nuvole sull’orizzonte della conglomerata asiatica.Nel 2024, tuttavia, la domanda si è stabilizzata: c’è stato il graduale recupero del settore chip e una moderata ripresa del comparto consumer. Così Samsung è riuscita a risalire a 300.900 miliardi di won di giro d’affari totale, con l’Ebit di 32.700 miliardi e un margine operativo del 10,9%, Il 2025, infine, ha segnato, per l’appunto, l’inversione di tendenza. Nel terzo trimestre – a livello complessivo – il gruppo ha generato vendite per 86.100 miliardi di won e un utile operativo di 12.200 miliardi. Al di là delle dinamiche passate, il risparmiatore fai-da-te però domanda: quali le mosse future? Riguardo ai semiconduttori, divisione Ds, la società nell’esercizio in corso punta soprattutto sulle memorie di fascia alta: le Hbm3E, cioè memory “impilate” a banda ultra-larga per GPU e Ai, e le Ddr5 da 128GB, utilizzate nei server di nuova generazione. Il gruppo prevede, più in generale, di fare leva su tutte le memorie a maggiore valore aggiunto. Riguardo all’anno prossimo, invece, Samsung – tra le altre cose – conferma l’obiettivo dell’avvio della produzione nella nuova fabbrica di Taylor (Texas) negli Stati Uniti. Dai microchip alla Device eXperience (Dx), che comprende tutti i prodotti consumer. Qui l’azienda, sempre nel quarto quarter, vuole concentrarsi sulle vendite di smartphone (anche in prospettiva della stagione natalizia). In particolare, la volontà è puntare sulla gamma Galaxy S25 e sui cellulari pieghevoli, da integrarsi con le funzioni di Intelligenza artificiale per differenziare i prodotti e spingere i modelli premium.Rispetto invece a Sdc il gruppo prevede – nel quarto trimestre – un contributo positivo grazie al lancio dei nuovi modelli premium dei principali clienti e all’aumento della domanda per monitor da gaming basati su tecnologia Qd-Oled. Infine, il settore di Harman. La controllata focalizzata su audio premium e tecnologie per auto, entra nel quarto trimestre con attese di crescita sia nelle soluzioni consumer – grazie alla stagionalità – sia nei sistemi di infotainment automobilistici. E riguardo al 2026? La previsione è ampliare la presenza nel settore auto attraverso un portafoglio più diversificato di costruttori e di nuovi marchi audio.

RICAVI E DIVISIONI

In migliaia di miliardi di won sud coreani al 30/9/204 e 2025

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Le problematiche

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. In primis, sul versante geopolitico, debbono ricordarsi le tensioni commerciali e i dazi Usa sulle importazioni dal Vietnam. Si tratta di una questione rilevante, in quanto il Paese in oggetto è un hub strategico per i telefonini di Samsung. Tanto che l’azienda sta rivedendo catene di produzione e costi. Non solo. Un altro aspetto rimarcato dagli operatori riguarda la governance e la struttura interna. La società – viene indicato – è “plasmata” in base (anche) alla complessa struttura cosiddetta “chaebol” tipica della Corea del Sud: un’organizzazione la quale rischia di limitare efficienza e trasparenza nelle decisioni strategiche.Un altro elemento, poi, di potenziale vulnerabilità è la forte dipendenza dalle memorie Dram e Nand, settori che in passato hanno subito forti oscillazioni di prezzo e di domanda a causa dell’eccesso di capacità produttiva globale. Di più. Sempre sul fronte dei semiconduttori la competizione su diversi fronti – dai rivali cinesi fino ad altri fabbricanti di chip avanzati quali Qualcomm nel mobile e Tsmc nelle foundry – rappresenta un’ulteriore criticità per crescita e margini. Infine, ma non meno importante, c’è la forte concorrenza nel segmento smartphone, soprattutto con marchi quali Apple nel segmento premium e con i produttori cinesi sull’offerta più economica. Vero, secondo Idc Samsung alla fine del terzo trimestre del 2025 vanta il primo posto come market share globale (19%) sull’intera quantità di telefonini venduti (Apple ha la seconda posizione con il 18,2%). Ciò detto, tuttavia, la considerazione di fondo non muta: la competizione su questo tipo di device è molto forte e i risultati aziendali possono essere impattati (in positivo o in negativo) dal trend dei ricavi legati a smartphone et similia.

REDDITIVITÀ E DIVISIONI

Ebit in migliaia di miliardi di won sud coreani al 30/9/204 e 2025

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Il mondo della Borsa

A fronte di un simile contesto, quale allora l’andamento della società in Borsa? Samsung Electronics – quotata sia al mercato di Seul che, con l’Adr, a quello di Londra – da inizio anno (sul Kospi) sale del 102,4%, a detta del terminale Bloomberg. Rispetto ai 12 mesi il guadagno è del 99,4% mentre nel biennio la perfomance positiva si riduce al 47,5%. Con riferimento, invece, al lungo periodo – dieci anni – c’è da sottolineare la differenza tra la performance semplice e il total return. Detto diversamente: la cedola assume la sua importanza.Da sottolineare, poi, il tema dei multipli. L’attuale rapporto tra prezzo ed utili di Samsung – sempre secondo il terminale Bloomberg – è di 22,3 volte. Quello prospettico sul 2025, invece, è di 18,5. Si tratta di valori che sono all’interno della forchetta in cui si è mosso il rapporto negli ultimi 14 anni, che hanno visto il minimo di 5,99 (2018) e il massimo di 36,8 (2023). Un po’ diverso il discorso per il Price to Book value. In questo caso, nonostante l’indicatore sia sempre all’interno della forchetta dal 2013 ad oggi, va sottolineato che il multiplo è situato nella parte alta dell’intervallo. Il P/book value è di 1,57, con il tetto massimo raggiunto nel 2020 di 1,8 volte.

LA MARGINALITÀ

Il rapporto tra Ebit e ricavi. In %

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