Fineco vuole aumentare i ricavi da private banking e sfrutta l’Intelligenza artificiale
Credito. L’istituto sfrutta, seppure in maniera graduale, l’Intelligenza artificiale. Priorità all’espansione organica. Il rischio della nuova concorrenza tecnologica
class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini
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Da una parte l’obiettivo di aumentare i ricavi del private banking, contribuendo così a spingere anche il giro d’affari del mondo della consulenza. Dall’altra, grazie all’uso della stessa Intelligenza artificiale, proseguire lungo la strada dell’efficientamento operativo. Sono tra le priorità di Finecobank, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno dell’attività.
Oggetto sociale
Già, l’attività. L’istituto divide il modello integrato di business in tre aree. In primis il Banking (58% dei ricavi alla fine del 2023). Questo rappresenta il mondo “tradizionale” - seppure sostenuto dall’approccio tecnologico del gruppo - di fare banca: dai conti correnti al pagamento ed emissione di carte di debito fino all’erogazione di mutui, fidi e prestiti personali. Poi c’è il Brokerage (15%). Cioè: l’attività d’intermediazione finanziaria, nell’ambito del quale - tra le altre cose - è ricompreso l’internalizzatore dell’istituto. Infine: l’Investing (27%). In altre parole: l’offerta - unitamente alla consulenza - di una gamma di prodotti di risparmio gestito e gestioni patrimoniali.
Il private banking
Ebbene, proprio riguardo all’Investing Fineco ha una priorità. Quella, per l’appunto, di spingere sul mondo del private banking. Lo sforzo su questo fronte - non da oggi - è ben visibile nel momento in cui si analizza l’andamento della segmentazione della clientela in rapporto agli asset finanziari totali. La quota delle persone con più di mezzo milione di ricchezza (segmento private) rappresentava, nel 2018, il 37% del Total financial asset (Tfa). Poi, via via, è aumentata, arrivando al 46% dei Tfa lo scorso anno e assestandosi al 47% nel primo trimestre del 2024. L’obiettivo? Continuare ad aumentare l’incidenza di questi clienti i quali, sempre al 31/3/2024, da un lato hanno una quota in depositi (sui loro asset) bassa (10%); e, dall’altra, sono contraddistinti da una percentuale di asset in gestione (AuM) del 50%. Il che per Fineco, la quale ovviamente fa leva sulle commissioni da gestione e consulenza, è un aspetto positivo.
La concorrenza
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore rimarca che il private banking è un po’ l’Eldorado per tante istituzioni finanziarie in Italia. Detto diversamente: la concorrenza è molto forte e questo crea dei limiti all’espansione nel settore. Fineco, invitando ad un’analisi più articolata, non condivide la considerazione. L’istituto rammenta che, crescendo più dell’industria di riferimento, nel corso degli anni ha acquisito quote di mercato. La sua market share - è l’indicazione - valeva il 2,9% nel 2016 ed è arrivata al 4,7% nello scorso esercizio. Si tratta di una dinamica - dice sempre Fineco - la quale, da un lato, dimostra la sua capacità di espansione; e dall’altro è conseguenza (anche) di un’offerta diversificata e di qualità in rapporto al costo del servizio. Non solo. Il gruppo rimarca che in Italia è in atto un ricambio generazionale, con il conseguente passaggio in eredità di patrimoni. Un contesto - conclude Fineco - che agevola il mondo del private banking e, quindi, lo stesso istituto.
Ma non è solamente questione esclusiva di private banking. Rimanendo all’interno dell’Investing, il gruppo punta (anche per sviluppare il medesimo private) su Fineco Asset Management (Fam). Nel corso dell’ultimo anno il rapporto tra Fam retail e lo stock delle masse in gestione da parte dell’istituto è salito. L’indicatore è passato dal 32,2% (Marzo 2023) al 35,1% di fine Aprile scorso. La società punta - mantenendo un approccio di architettura aperta sui prodotti - ad una sempre maggiore interazione tra la società di gestione collettiva (e fabbrica prodotto) con la rete di consulenza al fine di intercettare le esigenze dei clienti (ed aumentarne, quindi, il numero). Si tratta di una strategia la quale, tra le altre cose, deve contribuire alla crescita del mondo dell’Investing. In tal senso Fineco conferma, per l’intero 2024, la stima di incremento dei ricavi della divisione in oggetto ad una bassa doppia cifra percentuale (10-15%).



