Lettera al risparmiatore

La sfida di Fiera Milano: aumentare il numero delle esposizioni proprie

Il gruppo punta ad acquisire eventi oppure a realizzarne di nuovi Focus sull’infrastruttura tecnologica e sul digitale. L’incognita recessione

di Vittorio Carlini

(Imagoeconomica)

5' di lettura

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Da un lato spingere il business e i servizi digitali, da integrarsi con l’attività fisica (cosiddetto “phygital”). Dall’altro, nell’ottica di un portafoglio di manifestazioni competitivo, aumentare il numero di esposizioni di proprietà. Sono tra le priorità di Fiera Milano a sostegno dell’attività.

Oggetto sociale

Già, l’attività. Per meglio comprendere le strategie di sviluppo della società è utile ricordarne l’oggetto sociale. L’azienda, che gestisce il quartiere fieristico di Rho e il centro congressi Allianz-Mico a Milano (entrambi proprietà della Fondazione Fiera Milano, azionista al 63,8% della stessa società), divide il business in tre settori operativi. Il primo, più rilevante per incidenza sui ricavi (82,6% al 30 settembre 2022 con le elisioni intercompany), è “Attività fieristiche Italia”. Qui è ricompresa l’organizzazione e ospitalità di manifestazioni, sia di proprietà che di terzi, attraverso l’uso di spazi espositivi e l’erogazione di servizi (ad esempio allestimento degli stand, supporto progettuale, fornitura di contenuti ed advertising).

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Il secondo, invece, è la cosiddetta “Attività fieristiche estero”. Appanaggio di essa (3,15% del giro d’affari) è l’organizzazione oltreconfine di esposizioni tramite l’utilizzo e messa a disposizione di spazi fieristici. In particolare: l'operatività finalizzata all’offerta di esposizioni organizzate dal gruppo o in partnership con terzi. Infine: i Congressi. A quest’ultima divisione (18,5% del fatturato al 30 settembre scorso) è essenzialmente ricondotta la gestione di congressi ed eventi e servizi.

NOVE MESI A CONFRONTO

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Digitale e mondo fisico

Una delle priorità della società, unitamente alla maggiore articolazione internazionale, è come si accennava lo sviluppo del digitale. In generale il gruppo, in linea con la sua media storica, nel 2022 dovrebbe realizzare intorno a 5 milioni di Capex. Di questi, circa 2,7 milioni sono indirizzati proprio verso sistemi informatici e digitale. Quest’ultimo, va sottolineato, non sostituisce l'esposizione fisica la quale, al contrario, resta essenziale. Tanto che, come indicato nel piano d’impresa 2021-2025, l’obiettivo è l’integrazione dei servizi (digitali e fisici) nell’ottica “phygital”.

Ciò detto quali sono i services hi tech, di base e a valore aggiunto, offerti ai clienti di Fiera Milano? Tra gli altri può ricordarsi la possibilità, ad esempio dell’espositore, di comprare, tramite la piattaforma digitale e prima di arrivare in Fiera, la progettazione e realizzazione dello stand. Cui aggiungere, eventualmente, la promozione e il marketing del business.

RICAVI E BUSINESS UNIT

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L’oro del dati

Non solo. Altro fronte importante è la raccolta e utilizzo, nel rispetto della privacy, dei dati di chi prende parte ad un’esposizione: dai visitatori fino agli espositori. Una spinta a questa parte di business arriverà dall’ammodernamento dell’infrastruttura tecnologica del polo fieristico di Rho. Nel primo semestre del 2023 sarà avviato il nuovo network Wi-Fi, unitamente alla copertura con la rete 5G. Poi ci sarà l’installazione di telecamere in 4 k. Al di là del fatto che gli investimenti non sono in capo a Fiera Milano (l’esborso è riconducibile a Fondazione Fiera), è chiaro che il miglioramento tecnologico consentirà, tra le altre cose, una più efficiente e puntuale acquisizione dei dati. I quali, se adesso sono sfruttati di fatto in maniera statica, in futuro potranno essere approcciati in ottica maggiormente dinamica. Tanto che, ad esempio, può ipotizzarsi l’opportunità per l’espositore di ricevere, e comprendere, in tempo reale flussi di dati su visitatori e potenziali clienti.

Di più. L’obiettivo sul fronte digitale è consentire anche la creazione di community online tra i vari partecipanti alla fiera, in modo che l’evento di pochi giorni “prosegua” nel tempo. Al che, però, il risparmiatore fa una considerazione. Agevolare nel digitale il crearsi di gruppi, contraddistinti da reciproci interessi di economico-commerciali, rischia di cannibalizzare l’evento fisico dell’esposizione. E quindi la crescita aziendale. Fiera Milano, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, rigetta la preoccupazione. Post pandemia, è l’indicazione, le imprese sono tornate a partecipare alle esposizioni, ri-affermando l’importanza della presenza fisica alle medesime. Il mondo digitale in realtà, afferma il gruppo, è un acceleratore del business nel suo complesso.

EBITDA E BUSINESS UNIT

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Manifestazioni di proprietà

Fin qui alcune considerazioni riguardo al cosiddetto “phygital”. Altro focus, però, riguarda il continuo miglioramento, e ottimizzazione, del portafoglio delle esposizioni. Così tra gli obiettivi, in linea con il business plan 2021-2025, c’è l’incremento delle manifestazioni di proprietà. Attualmente Fiera Milano ne ha 30. Di queste 13 sono in Italia e le rimanenti all’estero. Un’opzione per aumentare il numero è usare la leva dell’M&A. In questo caso l’approccio è cosiddetto bolt-on. Cioè: vengono colte le eventuali occasioni che si presentano. Rispetto, invece, all’identikit del potenziale target i requisiti sono piuttosto generali. Da una parte si tratta di esposizioni che debbono essere leader nel loro mercato, seppure non ci sia una preferenza rispetto ad un particolare settore. Dall’altra è richiesto il carattere dell’internazionalità.

Ciò detto, c’è un’altra strada per incrementare le esposizioni proprie: quella di crearne di nuove. Qui Fiera Milano punta a sfruttare quattro macro-trend. Il primo, per cui è stata lanciata una manifestazione nel 2021, è quello dei trasporti. Poi ci sono le scienze della vita (nel 2023 è previsto un nuovo format) e l’economia circolare. Infine, un focus è sulla trasformazione digitale. In generale, entro il 2025, la volontà è avere almeno una nuova manifestazione in tutte e quattro le aree.

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda il forte balzo del costo dell’energia. Un caro-bolletta che, incidendo sul costo del venduto, impatta la redditività delle imprese, compresa Fiera Milano. Il gruppo, conscio del tema, invita ad un’analisi articolata. Nel 2022, è l’indicazione, la società ha beneficiato di contratti di fornitura e coperture che hanno calmierato la dinamica inflattiva. Il costo energetico, sull’intero anno corrente, è stimato in linea con il passato. Nel 2023, afferma sempre Fiera Milano, gli oneri dovrebbero aumentare di circa 2,5 volte.

Ciò detto, nel breve periodo il gruppo, seppure in maniera prudente ed oculata, ha trasferito parte dei maggiori costi sul listino finale. Inoltre, viene spiegato, da un lato sono state adottate misure operative per mitigare il caro bolletta (ad esempio abbassando la temperatura media nelle strutture); dall’altro è stato definito, con un fornitore energetico, un contratto flessibile che permette l’acquisto dell’energia al migliore prezzo. Più sul medio periodo invece - cioè per fine 2023 ed inizio 2024 - la società rammenta che la fornitura di energia fotovoltaica prodotta in casa passerà dall’attuale 15% al 30% del suo fabbisogno medio. In conclusione, Fiera Milano dice di essere in grado di gestire la situazione.

I FLUSSI DI CASSA

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La frenata economica

Sennonché il risparmiatore sottolinea un altro aspetto. Molte economie, in scia alle politiche monetarie restrittive e alle conseguenze della guerra in Ucraina, finiranno in una, più o meno, grave recessione. Si tratta di un contesto dove è possibile che le aziende riducano il budget per le fiere, impattando cosi la crescita del gruppo. Fiera Milano, sul tema in oggetto, fa professione di fiducia. Il gruppo rimarca che ad oggi, come indica la stessa dinamica dei ricavi, non c’è stata alcuna cancellazione rispetto alle presenze. Inoltre, conclude la società, dalle imprese - che al contrario mostrano la voglia di incontri in presenza - non arriva alcun segnale di volere ridurre il budget sul fronte delle esposizioni. A fronte di un simile contesto, quali allora le prospettive sul 2022? Fiera Milano ribadisce la stima di un Ebitda compreso tra 50 e 55 milioni. Inoltre il gruppo, ad oggi, da un lato dice di essere in linea con il piano industriale e dall’altro conferma al 2025 ricavi stimati a 290-310 milioni e il Mol nella forchetta tra 110 e 120 milioni.

Target economico-finanziari i quali, va sottolineato, dovrebbero essere raggiunti in un contesto dove il peso delle singole divisioni operative sul giro d’affari non è previsto, in linea di massima, cambiare. Il gruppo prevede che organicamente, nel medio periodo, la velocità di crescita delle tre aree dovrebbe essere più o meno la medesima.

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