Ristorazione veloce

La Piadineria sbarca a New York. Oltre 500 locali attivi entro fine anno

I piani di sviluppo secondo l’ad Valota: vogliamo essere un brand globale. Fatturato a 223 milioni nel 2024: «Obiettivo è il raddoppio in 4 o 5 anni»

di Emiliano Sgambato

 La Piadineria sta per superare i 500 punti vendita

3' di lettura

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«Hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola? Facciamo dopo il diploma?». Sembrava un’idea bizzarra nel 1994 quando Samuele Bersani cantava così nella sua “Freak”, ma nel frattempo il made in Italy ha fatto passi da gigante sui mercati internazionali del food e ora La Piadineria, dopo aver consolidato la sua presenza in Francia, annuncia a Food24 lo sbarco a New York tra dicembre e gennaio.

«Non sarà assolutamente un’operazione spot, ma il primo passo di una fase pilota che prevede l’apertura di un gruppo di ristoranti in location mirate (potrebbero essere una ventina, ndr) per mettere a punto al meglio l’offerta per il mercato Usa, ad esempio capire quali sono gli ingredienti e i formati più riconoscibili e apprezzati. Per poi programmare una accelerazione come quella che stiamo facendo in Francia, verso una presenza più vasta e strutturata», assicura il ceo Andrea Valota. L’obiettivo è quello di diventare «un brand globale».

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Dopo la Francia l’espansione negli Usa

La società controllata da Cvc Capital Partners (che l’ha rilevata da Permira a inizio 2024) ha deciso il passaggio dalla Francia direttamente negli States. «Non vuol dire che non ci espanderemo anche in Europa, ma gli Usa sono un banco di prova importante e in un certo senso affermarsi oltreoceano significa potercela fare ovunque», continua Valota.

Il debutto estero ci fu già nel 2017 a Nizza e poi a Marsiglia (città più “vicine” e frequentate da italiani), poi il piano di sviluppo Oltralpe, dopo il rallentamento causato dal Covid, è ripreso in modo sistematico dal 2022 e oggi sono attivi 9 ristoranti, di cui cinque a Parigi. Ora il cambio di passo è alle porte: «Apriremo presto oltre nuove 15 location in Francia - annuncia Valota - e un’ottantina di aperture sono previste nei prossimi cinque anni».

Andrea Valota, ceo de La Piadineria

«Come in Italia, abbiamo scelto anche all’estero la gestione diretta, almeno nella fase iniziale. Questo consente un controllo accurato delle fasi operative e del posizionamento di brand, con una veloce capacità di adattamento. L’esperienza in Francia ci ha confermato che con la corretta comunicazione e con un buon lavoro di messa a punto locale su alcuni fattori, anche un prodotto sconosciuto all’estero come la piadina può affermarsi rapidamente. La forza de La Piadineria è anche quella di essere partiti sin da subito con l’idea di costruire un progetto scalabile, che ci consente di pensare in un’ottica di catena e non di singolo flagship. In questa strategia il sostegno della dei fondi è stato fondamentale», spiega Valota.

L’approccio francese verrà applicato anche negli Usa. «Gli americani sono già dei grandi compratori di prodotti italiani - spiega Valota - Nelle indagini fatte abbiamo visto un forte innalzamento qualitativo dell’offerta di prodotti italiani che ha portato a una maggior competenza nei consumatori. Riteniamo quindi che il mercato sia pronto e che oggi ci sia l’energia del nostro team e le risorse finanziarie adeguate per affrontare una scommessa così impegnativa». Proprio nel momento dei dazi. «I dazi potrebbero comportare un aumento dei costi, ma marginale rispetto al progetto complessivo che comporta ad esempio costi immobiliari e assunzioni in loco», commenta l’ad.

Il modello vincente in Italia

La Piadineria è seconda solo a McDonald’ con 481 punti vendita (il 15% in franchising, quota che però aumenterà in futuro) e 3.300 collaboratori. Ogni giorno vengono vendute 74mila piadine. Nel 2024 sono stati inaugurati 57 locali; le aperture previste per il 2025 sono 75, di cui 65 in Italia. «L’espansione sta guardando con più attenzione alle regioni del Sud, dove la presenza è minore – specifica Valota – e contiamo di riuscire ad aprire anche più delle previsioni. Così supereremo presto i 500 punti vendita (il traguardo è previsto per ottobre, ndr). Ma stiamo investendo anche sulla ristrutturazione e digitalizzazione degli store, così come sulla formazione».

Il fatturato nel 2024 è stato di 223,1 milioni (+20% sul 2023), e l’obiettivo «è quello di raddoppiare i ricavi in quattro o cinque anni». Un obiettivo ambizioso se si considera anche il momento non facile che stanno attraversando i consumi fuori casa, seppur in un contesto dove la ristorazione veloce ha visto una accelerazione, con le catene italiane che sono passate del 6% del totale delle ristorazione del pre Covid al 10% di oggi. «Vero che c’è stata una contrazione di visite sul totale mercato dell’1,6% nel 2024 e del 2% del 2025, tuttavia siamo convinti che in Italia arriverà una ripresa soprattutto per i format come il nostro con un’alta accessibilità di prezzo», conclude Valota.

Ruolo centrale dello sviluppo del brand è ricoperto dallo stabilimento centrale di Montirone (Brescia) che prepara i quattro impasti di piadine poi farcite negli store: inaugurato nel 2010, è stato ampliato nel 2024 con un investimento di 6 milioni. Un modello che sarà esportato anche negli Usa nella seconda fase di sviluppo.

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