La partita di CrowdStrike: dopo il crash del 2024 spingere gli abbonamenti
Cybersecurity. Un software del gruppo aveva mandato in tilt pc di mezzo mondo: oggi il titolo in Borsa è sui massimi. Sfida sul sostegno ai margini
6' di lettura
6' di lettura
Viaggio all’inferno. Andata e ritorno. Così può descriversi - dal punto di vista borsistico - la dinamica del titolo di CrowdStrike nell’ultimo anno. La società statunitense, attiva nella sicurezza informatica e quotata al Nasdaq, nella seconda metà del luglio dello scorso anno e’ letteralmente tracollata. Alla chiusura del 16/7/2024 viaggiava intorno a 369 dollari. Poi, il 5 agosto le sue azioni sono arrivate a toccare il minimo intraday di 200,8 dollari. Il tonfo è stato del 45,6%. Successivamente, il titolo si è ripreso e, attualmente, viaggia sui massimi storici.
Il black out
Perché? E’ accaduto che CrowdStrike è rimasta coinvolta in uno dei maggiori blackout digitali non causati da attacchi informatici. Milioni di computer Windows hanno smesso improvvisamente di funzionare. Aeroporti bloccati. Aziende ferme. Ospedali in difficoltà. La causa? Un aggiornamento per software - almeno questa è la versione ufficialmente accettata - rilasciato proprio da CrowdStrike.
In particolare, il 19 luglio - mentre molti sistemi della casa di Redmond andavano in crash - ci si interrogava su cosa stesse accadendo. Per un po’ non sono arrivate spiegazioni: non si capiva se l’ “incendio” fosse nel prodotto “made in Microsoft” o nel software di CrowdStrike. Solo qualche ora dopo lo stop generalizzato - e molte proteste dei clienti - è arrivata la giustificazione tecnica.
Di lì il gruppo californiano ha avviato diverse misure di emergenza: dalla pubblicazione online di una guida su come rimuovere il file difettoso alla creazione di unità di intervento presso gli utenti fino all’apertura di linee dirette con gli utenti stessi. Poi, al di là della risposta della prima ora, c’è stata l’offerta - da parte dell’azienda di cybersecurity - di supporti aggiuntivi e compensazioni (ad esempio, forme di credito o estensioni contrattuali). Inoltre: CrowdStrike ha annunciato -e concretizzato - la revisione dei processi interni di test e rilascio software, aggiungendo controlli extra prima di ogni aggiornamento.
Reazioni
Certo! I problemi non sono stati risolti dall’oggi al domani. Alcuni soggetti, come indica la medesima azienda nel file 10 Q sull’ultimo trimestre, hanno intentato causa contro l’azienda di sicurezza informtaica. Così tra le altre - seppure non sia esplicitamente citata nei documenti presso la Security and exchange commission - può ricordarsi che Delta Airlines punta ad ottenere 500‑550 milioni di dollari per cancellazioni di voli, interruzioni operative e altri danni. Il tutto accusando CrowdStrike - che rigetta la considerazione- di negligenza nel rilascio dell’aggiornamento software. Non solo. Il fronte reputazionale - lo stesso gruppo hi tech, sempre nel file 10 Q , parla di potenziale danno - è stato sottoposto a pressione . L’allure aziendale si è un po’ appannato.



