La nuova strada di Tip: investire nelle società potenziali aggregatrici
Il gruppo punta con più forza sulle operazioni con imprese private per accompagnarle in Borsa. Il rischio dell’eccesso di liquidità sul mercato
di Vittorio Carlini
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Investire in società che possano aggregare, a loro volta, altre aziende anche nell’ottica di diventare capo filiera. Inoltre: accrescere l’impegno sulle imprese private per, poi, accompagnarle nel cammino verso la Borsa. Ancora: concretizzare le prime operazioni legate a realtà distressed. Sono tra i focus di Tamburi Investment Partners (T.I.P.) a sostegno del business.
Il bilancio
Già, il business. Il gruppo indipendente, quotato a Piazza Affari, di recente ha pubblicato i dati sui primi nove mesi del 2021. L’utile pro forma è salito a 115,9 milioni mentre il patrimonio netto consolidato è risultato di circa 1,12 miliardi (erano 1,07 a fine 2020). La redditività netta indicata è conseguenza del risultato delle società collegate e anche, e soprattutto, del disinvestimento di gran parte della partecipazione in Prysmian. In particolare la quota delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto ha implicato proventi di 44,074 milioni. Quelli finanziari pro forma invece, che comprendono tra le altre cose proprio la vendita dei titoli Prysmian (ad oggi TIP possiede lo 0,9% del capitale), si sono assestati a 134,538 milioni. Ciò detto quali, allora, le prospettive della reddività netta pro forma per l’intero esercizio del 2021? TIP, di cui la “Lettera la risparmiatore” ha sentito i vertici, risponde che l’utile netto pro forma dovrebbe chiudere l’anno in ulteriore crescita.
Le strategie
Già, la crescita. Questa, evidentemente, è la conseguenza delle strategie d’investimento del gruppo. TIP in generale investe in aziende acquisendone, in linea e d’intesa con l’imprenditore, quote di minoranza con un fronte temporale di medio-lungo periodo. Un approccio finalizzato a sostenere attivamente l’espansione della società oggetto dell’operazione. Riguardo alla scelta delle società con cui operare TIP, finora, si è basata soprattutto guardando al singolo business. All’azienda in sé che, per l’attività, il posizionamento di mercato, il management, rappresenta un’ eccellenza da aiutare nella crescita. Ebbene: rispetto alle modalità di selezione può rilevarsi una novità. Il gruppo vuole concentrarsi su realtà le quali rappresentino dei potenziali aggregatori di altre aziende, soprattutto nell’ottica di assumere il ruolo di capo filiera. Cioè: non più solo singole eccellenze a sé stanti, ma anche, e soprattutto, possibili consolidatori del mercato.
Le diverse aree
A ben vedere il nuovo approccio costituisce un fil rouge che attraversa le diverse aree di business. Un esempio? Lo offre proprio la recente mossa, la cui esecuzione operativa è attesa entro fine anno, effettuata dal gruppo con Limonta. Si tratta di un’operazione che rientra nell’attività tradizionale di TIP. La boutique d’affari (stante l’ammontare dell’operazione -circa 89 milioni - è stata designata per la sua realizzazione la controllata Asset Italia) acquista il 25% del capitale del gruppo tessile. In parte mediante aumento di capitale ed in parte mediante acquisto azioni. Ebbene: tra gli obiettivi di TIP, oltre al sostegno alla crescita organica, c’è proprio quello di affiancare il management nell’espansione per linee esterne. Cioè: si punta a far sì che Limonta possa diventare aggregatore nel settore del tessile ad alto valore aggiunto in Italia.
Ma non è solo il business tradizionale. La eco della ricerca di TIP di aggregare realtà, in questo caso più piccole, la si sente anche nell’area dov’è attiva StarTIP. Cioè la controllata del gruppo focalizzata sulle start up e il digitale. Rispetto a questo settore, nell’esercizio in corso, sono state realizzate alcune mosse: dall’incremento della quota in Bending Spoons fino a diventare il primo azionista (22% del capitale) di Digital Magics che è un incubator. Al di là delle singole operazioni è chiaro che, com è peraltro normale nell’innovazione hi tech, può concretizzarsi la volontà di sostenere dei processi di consolidamento.


