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La mossa di Amazon: più efficienza operativa con robot e logistica

Il mercato, nonostante 75 miliardi di investimenti capitalizzati, plaude al programma di contenimento dei costi. In Borsa il titolo ha multipli elevati

di Vittorio Carlini

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Intelligenza artificiale. Ancora: cloud computing. Di più: commercio elettronico. Sono parole le quali, da un lato, calzano a pennello ad Amazon; e che, dall’altro, sono costantemente utilizzate in riferimento al business del colosso fondato da Jeff Bezos. Sennonché, esistono altri vocaboli - raramente riferiti all’azienda di Seattle dai media - che, invece, descrivono un’importante parte dall’attuale strategia. Di cosa si parla? Essenzialmente dei vocaboli efficientamento operativo e riduzione dei costi. È un focus che il mercato ha apprezzato più volte. Un esempio? La reazione degli investitori ai risultati del terzo trimestre dello scorso esercizio. Il titolo di Amazon, nel giorno successivo alla pubblicazione dei dati, è salito del 6,2%. Certo! Il salto in alto delle azioni è stato causato anche, e soprattutto, da ricavi e utili superiori alle stime. Il giro d’affari trimestrale è risultato di 158,9 miliardi contro le aspettative di 157,3 miliardi. L’utile per azione diluito, dal canto suo, è stato di 1,43 dollari a fronte di un consensus che aveva previsto 1,14 dollari. Ciò detto, però, gli investitori sono stati favorevolmente impressionati dal programma di efficientamento e pressing sulle spese.

PRIMI NOVE MESI A CONFRONTO

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Una più ampia analisi

Per capire il perché di quest’atteggiamento bisogna all’allargare l’angolo visuale. Le big tech - e non solo - stanno aumentando gli investimenti capitalizzati al fine di occupare la prima classe del treno diretto verso l’Artificial intelligence (Ai). Gli operatori, in generale, non paiono accogliere con tanto entusiasmo simili esborsi. In particolare, perché temono che gli ingenti Capex non garantiscano in futuro il corretto ritorno. Così non stupisce che il mercato, sempre nell’ultimo quarter, abbia storto il naso rispetto ad alcune aziende. Una tra le altre: Meta. La società di Mark Zuckeberg - il quale insieme allo stesso Bezos saranno ad omaggiare Trump nel giorno dell’insediamento- aveva riconquistato gli investitori dopo essersi rifocalizzato sul core business dei social ed avere messo un sullo sfondo il fallimentare metaverso. Vero! L’ottimizzazione, ad esempio, della pubblicità con l’Ai ha dato i suoi frutti. Al di là di ciò, però, i Reality Lab (cui è ricondotto il metaverso stesso e sui Zuckeberg continua ad investire) sempre nel terzo trimestre hanno iscritto una perdita operativa di 4,4 miliardi. A fronte di ciò gli operatori - timorosi di nuove “meta fughe” in avanti - hanno espresso i loro timori.

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REDDITIVITÀ DELLE AREE OPERATIVE

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Il riscontro dei numeri

Differente il film proiettato in quel di Amazon. La multinazionale di Seattle - nonostante indichi che i Capex nel 2025 dovrebbero superare i 75 miliardi di dollari del 2024 - ha, per l’appunto, focalizzato l’attenzione sull’efficientamento aziendale. Un fattore che - è qui il vero punto di discrimine - non rimane al solo livello di narrazione, bensì trova riscontro nei numeri. Nei primi nove mesi del 2024, l’utile operativo dell’area Nord America - cui è essenzialmente ricondotto l’e-commerce e la pubblicità di quei mercati - è salito a 15,7 miliardi di dollari (erano 8,4 miliardi un anno prima). La medesima attività poi -ma nel resto del mondo - ha ragiunto l’Operating income di 2,5 miliardi a fronte della perdita di 2,2 miliardi di 12 mesi prima. In altre parole, le due divisioni - che da sempre hanno una redditività volatile - sono riuscite ad incrementare l’utile operativo. E questo anche grazie alle maggiori efficienze. Il discorso, peraltro, può replicarsi a livello consolidato e più sul lungo periodo. Come? Analizzando la dinamica del rapporto tra Operating income a ricavi dal 2019 ad oggi. Ebbene: il margine sei anni fa era del 5,2%. L’indicatore, passando per il 5,3% del 2021 e la caduta del 2022 (2,4%), è arrivato al 6,4 nel 2023. Infine, nei primi nove mesi del 2024, ha raggiunto la doppia cifra. Certo! Da una parte, l’indicatore reported così calcolato è grezzo; dall’altra, i singoli dati annuali sono sempre conseguenza di voci contabili una tantum. Quindi il loro valore segnaletico non è elevato. Ciò considerato, tuttavia, la tendenza di fondo del miglioramento del margine rimane. Ed è questa caratteristica che - almeno negli ultimi riscontri trimestrali - è stata apprezza dal mercato che ha dato fiducia alla società in merito alla capacita di riuscire a monetizzare gli alti Capex.

I FLUSSI DI CASSA

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Interventi concreti

Già, la fiducia. Ma quali in concreto le mosse di Amazon sull’efficientamento? In primis, a livello contabile, può rilevarsi -sempre nei primi nove mesi del 2024 -il calo delle spese sia per il marketing che nell’ambito amministrativo. Inoltre, più sul fronte operativo, c’è la regionalizzazione della logistica e delle consegne. Si tratta di un progetto avviato in America -e che verrà ampliato al resto del mondo - il quale permette, ad esempio, di migliorare la capacità di distribuzione del magazzino. Non solo. Altro focus è la continua implementazione delle strutture di consegna in giornata. «Qui -ha indicato il ceo Andy Jassy nella conference call sull’ultima trimestrale -oltre 40 milioni di clienti nel terzo quarter hanno ricevuto gratuitamente l’ordine in giornata». Il che «implica l’incremento di oltre il 25% anno su anno». Infine, c’è l’impegno sulla robotizzazione dei processi. Lo scorso settembre è stato inaugurato a Shreveport, Louisiana, il magazzino di 12ª generazione. L’immobile rappresenta un passo in avanti nelle operazioni logistiche dell’azienda. Esso contiene sistemi che, da un lato, coordinano robot mobili e bracci robotici per ottimizzare lo stoccaggio e il recupero dei prodotti; e che dall’altro, grazie all’Ai, gestiscono selezione, impilamento e consolidazione degli ordini dei clienti.Insomma: è chiaro lo sforzo sul fronte in oggetto.

LA STORIA DI RICAVI E REDDITIVITÀ

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La nuvola informatica

Fin qua alcune suggestioni su numeri ed efficientamento operativo. Non deve, però, dimenticarsi che - nonostante l’incremento della profittabilità, in scia allo stesso efficientamento, dell’e-commerce -il motore della ricchezza di Amazon resta il cloud computing. La divisione cui è ricondotto - Aws - nei primi nove mesi del 2024 ha realizzato un Operating income di 29,2 miliardi (erano stati 17,5 un anno prima). Ciò detto, nel terzo trimestre il giro d’affari di Aws è aumentato del 19%. Il dato è in rialzo, ma in linea con l’espansione del secondo trimestre. Un fatto -quest’ultimo - che gli “insaziabili” investitori hanno interpretato quale il possibile effetto della dura concorrenza nel cloud. Soprattutto adesso che la corsa all’oro dell’Ia è entrata nel vivo. Vero! Aws - a detta di Statista - mantiene salda la prima posizione del settore della nuvola informatica con il 31% di quota di mercato. E, però, la concorrenza di altre realtà è sempre più agguerrita. Così, ad esempio, è il caso di Microsoft che vanta la market share del 20% o dello stesso Google cloud (12% di quota di mercato). Secondo alcuni esperti proprio la società fondata da Bill gates è un temibile rivale. In particolare, suol medio lungo periodo. Microsoft - è l’indicazione- ha una posizione dominante nel mercato dei software per le aziende, con prodotti chiave tra cui Office 365. Inoltre, Microsoft ha ulteriormente consolidato la sua solida relazione con la comunità degli sviluppatori e delle aziende attraverso l’ecosistema Windows. Si tratta di una condizione - spiegano sempre gli analisti - che può consentire alla società di Redmond - anche facendo leva sui suoi prodotti già presenti nelle imprese - di crescere nella nuvola informatica, dando filo da torcere ad Amazon.

Il mondo della Borsa

Già, filo da torcere. Ma quale, a fronte dello scenario descritto, l’andamento di Amazon sul listino? Da inizio anno (chiusura al 15/1/2025) la performance è negativa per lo 0,7%. Sui 12 mesi, invece, c’è l’incremento del 40,8%. Guardando, infine, sul medio lungo periodo la crescita è del 121,9% (2 anni) e del 34,3% (3 anni). Detto diversamente: Amazon in Borsa ha corso parecchio. Un andamento che - giocoforza -si riflette sui multipli del gruppo. Secondo il terminale Bloomberg, il rapporto tra prezzo ed utili di Amazon corrente è di 45 volte. Il dato -nonostante l’indicatore nel 2022 sia arrivato anche a quota 122 - è elevato. Lo stesso PEG non GAAP (sui 3-5 anni) è - a detta di Seeking Alpha- di 1,96 (1,6 la mediana del settore di riferimento). Vale a dire: le azioni di Amazon sono care. La condizione è comune a molte società tecnologiche: la quotazione elevata riflette la fiducia nel modello di business e le aspettative per la crescita futura degli utili. La scommessa è che la fiducia venga ripagata. Per l’intanto, più sul breve, la multinazionale - che nel prossimo futuro comunicherà i dati dell’ultimo quarter del 2024 - ha previsto proprio sul quarto trimestre ricavi tra 181,5 e 188,5 miliardi di dollari. L’Operating income, dal canto suo, è atteso nella forchetta di 16-20 miliardi di dollari.

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

L’analisi di Finlabo research

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