Banche

L’utile Mps sale a 3,04 miliardi, nuovo piano il 27 febbraio

Il ceo Lovaglio: «Mediobanca sarà focalizzata su Cib e private banking». Ai soci 2,6 miliardi di monte dividendi

di Luca Davi

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Mps chiude il 2025 con un utile netto di gruppo di 3,036 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,95 miliardi dell’esercizio precedente, grazie anche al contributo del consolidamento di Mediobanca nell’ultimo trimestre dell’anno e dopo gli effetti negativi della ’ppa’ (allocazione del prezzo di acquisto). L’utile netto della sola Mps si attesta a 2,75 miliardi di euro, in crescita del 17,7% su base annua al netto degli effetti fiscali, si allinea così alle attese del mercato. Grazie a una struttura patrimoniale al top del sistema, la banca mette a disposizione dei soci una cedola di 0,86 euro, per un monte dividendi di oltre 2,6 miliardi di euro, con un rendimento (dividend yield) del 10%.

Ricavi in crescita, nonostante i tassi

La banca guidata da Luigi Lovaglio registra ricavi complessivi per 4,957 miliardi di euro, di cui 883 milioni riconducibili a Mediobanca. A perimetro omogeneo, i ricavi si attestano a 4,074 miliardi, in crescita dell’1% rispetto al 2024, confermando una tenuta complessiva del business pur in una fase di normalizzazione del contesto macro e dei tassi. Lo scenario pesa inevitabilmente sul margine di interesse di Mps, che scende a 2,182 miliardi di euro (−7,4% su base annua).

Loading...

A confermarsi il principale driver di crescita, in linea con le altre banche italiane, sono le commissioni nette, che raggiungono quota 1,586 miliardi di euro a perimetro omogeneo (+8,2%), grazie soprattutto al contributo del wealth management e dell’advisory, che registrano una crescita a doppia cifra (+13,3%), rafforzando il mix dei ricavi.

Costi stabili, crediti deteriorati in calo

Sul fronte dei costi, gli oneri operativi ammontano a 1,885 miliardi di euro, in aumento dello 0,8% nonostante l’impatto del rinnovo del contratto nazionale, con un cost/income stabile al 46%.

Prosegue il miglioramento della qualità del credito: lo stock di crediti deteriorati scende a 2,9 miliardi di euro, l’Npe ratio lordo cala al 3,5% (dal 4,5% del 2024) e il costo del rischio si riduce a 40 punti base, rispetto ai 53 bps dell’anno precedente, grazie a flussi a deteriorato più contenuti e maggiori recuperi.

Ai soci 0,86 euro per azione

Dal punto di vista patrimoniale, la banca si conferma a livello top di sistema. Il Cet1 ratio fully loaded post-acquisizione di Mediobanca si attesta al 16,2%, con un buffer di circa 720 punti base sopra i requisiti regolamentari. In termini di remunerazione degli azionisti, il CdA ha annunciato oltre 2,6 miliardi di euro di dividendi, pari a 0,86 euro per azione, con un dividend yield intorno al 10% sulla base dei prezzi di Borsa, sostenuto dall’eccesso di capitale accumulato nel corso dell’esercizio.

Il nuovo piano il 27 febbraio

Per quanto riguarda l’operazione Mediobanca, il contributo economico nel 2025 resta limitato al quarto trimestre, mentre gli effetti patrimoniali sono consolidati dal 30 settembre. Il gruppo ha confermato che il piano industriale della business combination sarà presentato il 27 febbraio, momento chiave per capire il nuovo assetto operativo, le sinergie reali dell’operazione e i target di redditività.

Il ceo Lovaglio: «Mediobanca sarà focalizzata su Cib e private banking»

«Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, muovendoci verso un modello di business operativo specializzato che rafforza il valore dei brand, le capacità e i talenti di entrambe le organizzazioni, con Mediobanca come entità giuridica focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e di private banking di fascia alta, intraprendendo un percorso di crescita e sviluppo molto ambizioso», dice l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call con gli analisti. Il manager conferma «che la struttura del nostro gruppo sarà pienamente allineata al nostro progetto industriale per massimizzare la creazione di valore e il livello di integrazione». Per Lovaglio «si confermano i 700 milioni di sinergie» con Mediobanca «con un potenziale di ulteriore miglioramento».

«Il futuro di Mediobanca? Il Cda non ha ancora preso decisioni definitive»

«Per quanto riguarda la riorganizzazione» di Mediobanca «ci concentreremo sulla creazione di valore e sulla massimizzazione del livello di rendimento per gli investitori e delle sinergie industriali» e l’integrazione tra le due banche, secondo le attese del manager, dovrebbe essere completata entro fine anno. Tuttavia sul destino di Mediobanca ancora ci sono delle incognite. «Devo rinviarla alle nostre guidelines che verranno finalizzate nelle prossime settimane», ha detto l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, interpellato da un analista in merito al destino di Mediobanca, dopo le indiscrezioni sul possibile delisting. «Il cda non ha ancora preso tutte le decisioni definitive quindi vi chiedo di avere pazienza ed aspettare il piano industriale».

Sui deflussi dei banker «azioni per trattenerli»

E sul tema dei deflussi di private banker di Mediobanca, spiega Lovaglio, «sono già stata messe in atto azioni per trattenere i miglior talenti, che sono fondamentali per la nostra attività, e saranno messe in atto ulteriori iniziative per trattenerli, la cosa adesso è perfettamente sotto controllo», ha assicurato Lovaglio nel corso della conference call con gli analisti. «Sono sicuro che i vertici di Mediobanca abbiano intrapreso tutte le azioni necessarie per invertire questa tendenza».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti