Lettera al risparmiatore

L’obiettivo di Unieuro: più ricavi da servizi. Focus sulle acquisizioni

La strategia: nonostante il contesto difficile continua l'impegno sul digitale. Magazzino sotto controllo, ma l'inflazione pesa sulla redditività operativa

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Da una parte il continuo impegno sulla trasformazione digitale. Dall’altra il costante focus su capitale circolante e maggiori efficienze, anche per meglio gestire le crescenti difficoltà del mercato di riferimento. Il tutto con la volontà d’incrementare, unitamente a eventuali operazioni straordinarie, il business dei servizi. Sono tra le priorità di Unieuro a sostegno dell’attività.

Digital transformation

La società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, prosegue, nonostante il contesto di riferimento sia peggiorato rispetto alla data di presentazione del piano d’impresa al 2026, sul fronte della digitalizzazione del business. Nell’esercizio 2022-23 i Capex previsti sono 38-40 milioni di euro. Di questi poco più della metà vengono, per l’appunto, indirizzati verso la digital transformation. In tal senso, uno dei fronti è la cosiddetta etichettatura elettronica. Cioè: l’indicazione del prezzo del singolo prodotto non su supporto cartaceo, bensì su quello digitale. A oggi più di un terzo dei negozi di proprietà (Dos) è dotato della tecnologia. Nel 2023 tutti i principali Dos utilizzeranno la soluzione e, nel 2024, sarà appannaggio dell’intera rete di punti vendita. Il passaggio, a ben vedere, è importante. In primis perché, permettendo la veloce modifica delle etichette, rende più flessibile ed efficiente la gestione del business. Poi perché, tra le altre cose, consente di mantenere una maggiore conformità tra le dinamiche del canale online e quello off-line.

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I SEMESTRI A CONFRONTO

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Dati e informazioni

Dalle etichette ai data analytics. Questi ultimi sono un altro aspetto, cui è dedicato un apposito team, attraverso i quali si esplica la stessa digital transformation. Unieuro, nel rispetto delle norme sulla privacy, utilizza le informazioni sull’attività della clientela, o dei fornitori, ad esempio per costruire analisi predittive rispetto all’andamento della domanda. Una strategia che, da un lato, consente di programmare (ed eventualmente modificare) la creazione del giusto assortimento di prodotti per i negozi fisici diretti; e che dall’altro, permettendo di gestire al meglio il magazzino, aumenta l’efficienza aziendale.

Ma non è solo questione di etichettature elettroniche o data analytics. Il fil rouge della digital transformation si coglie anche nell’ambito della logistica. Il gruppo, finora, ha un unico grande hub presso Piacenza. Il procedimento per realizzarne un secondo, a Colleferro (Roma), è però avviato. La struttura, al netto di imprevisti, sarà pronta a fine del 2023. Si tratta di un’operazione, per un esborso intorno ai 10 milioni, finalizzata anche, e soprattutto, a supportare l’espansione nel Centro-Sud d’Italia e nelle Isole. L’obiettivo, tra gli altri, è arrivare a dimezzare i tempi di consegna dei prodotti in quell’area. Al di là di ciò, tuttavia, va sottolineato che, nella realizzazione della nuova struttura, un focus è stato - per quanto più possibile - proprio l’informatizzazione e l’automazione dei processi operativi. Di nuovo, quindi, si concretizza una spinta sulla trasformazione digitale.

Quel digitale la cui espansione, peraltro, va notata anche nell’incremento delle vendite sull’online. Nei primi sei mesi dell’esercizio 2022-2023 (chiusi il 31/8/2022) i ricavi consolidati (a fronte del calo dello 0,9% del mercato dell’It) sono saliti dell’1,9 per cento. Un forte contributo al rialzo l’ha dato (grazie allo stesso Monclik) l’e-commerce: questo è aumentato del 23% rispetto a un anno prima. Sia ben chiaro: la strategia del gruppo prevede la omnicanalità. In altre parole: il negozio fisico resta centrale e la volontà è offrire al consumatore più «strade» per realizzare lo shopping. Tanto che non stupisce come oltre il 70% della clientela abbia comunque, in media, almeno un contatto con il punto di vendita fisico. Ciò considerato, però, la spinta dell’online è nei numeri. Un andamento che prosegue? I tassi di penetrazione delle vendite via Internet, dopo il boom legato alla pandemia, sono ovviamente calati e vanno normalizzandosi. Al di là di ciò, e al netto dell’obiettivo di espandersi in tutti i canali di vendita, Unieuro comunque prevede che l’incidenza dell’online, sul fatturato complessivo, sia destinata ad aumentare. Nel giro di 2-3 anni dovrebbe arrivare intorno al 30%, rispetto a circa il 18% di fine agosto scorso.

RICAVI E CANALI DI VENDITA

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Il caro bolletta

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime una preoccupazione: nel primo semestre del 2022-2023 i ricavi sono saliti ma la redditività normalizzata (ad esempio a livello di Ebit) è calata. Un andamento quest’ultimo causato, tra le altre cose, dall’incremento del costo dell’energia. Il gruppo, pure conscio del tema, dice che della questione si occupa e non preoccupa. Così, in primis, viene ricordato che, fino al 28 febbraio, il 50% della fornitura elettrica è bloccato su prezzi fissi. Il che, da un lato, permette di limitare l’impatto di ulteriori rialzi delle quotazioni dei Mega Watt; e, dall’altro, consente all’azienda di rimanere esposti a eventuali cali del prezzo. Inoltre, viene sottolineato, c’è il focus sull’efficientamento energetico. Sono stati investiti circa 3 milioni per la sostituzione, nella rete di negozi, delle vecchie luci con lampade led. Un progetto che, a parità di struttura rifornita, dovrebbe consentire il risparmio intorno a 3 Giga Watt nel 2022-2023 rispetto all’esercizio precedente. Infine, dice sempre la società, è al vaglio un programma per l’installazione di pannelli fotovoltaici nei punti vendita (nel negozio più grande a Roma già sono funzionanti) e nell’hub logistico.

Ciò considerato, però, può ulteriormente obiettarsi che la dinamica inflattiva riguarda anche altre voci come, ad esempio, i canoni d’affitto dei negozi o il costo del carburante nella logistica. Vero dice Unieuro, il quale tuttavia afferma che: da una parte tutti i contratti di locazione sono in fase di ri-negoziazione; e dall’altra, rispetto ai maggiori costi di logistica, si punta ad incrementarne l’efficientamento. Nessuna imprudente accelerazione, invece, sul fronte del pass-through . Il gruppo ricorda che il trasferimento dei maggiori costi sul listino finale è realizzato parzialmente e con molta cautela. I prezzi, ad esempio dell’It, sono infatti trasparenti e facilmente comparabili dai consumatori. Quindi, facendo anche leva sulla qualità del servizio, deve evitarsi il rischio di perdere clienti. A fronte di ciò la società conferma, per la fine dell’esercizio 2022-2023, la stima dell’Ebit normalizzato tra 35-40 milioni. Una previsione che, nella parte media della forchetta, implica il calo dell’utile operativo, rispetto al 2021-2022, di circa 35 milioni. Una diminuzione la quale, indica la società, è da attribuirsi per circa 8 milioni all’effetto volumi. E, per i restanti 28 milioni, essenzialmente ai maggiori costi per energia, trasporto, canoni di locazione.

RICAVI PER CATEGORIA MERCEOLOGICA

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Il mondo dei servizi

Fin qui alcune considerazioni su trasformazione digitale, caro bolletta e inflazione in generale. Altra priorità, però, riguarda il mondo dei servizi. Un primo obiettivo è riuscire, nel medio periodo, ad aumentare della metà la percentuale del peso dei services sul fatturato. La strategia, a ben vedere, è comprensibile. I services, al di là del fatto che sono contraddistinti da più elevata marginalità, consentono, tra le altre cose, di fidelizzare il cliente e incrementare le vendite. Basta in tal senso, rispetto a quest’ultimo punto, ricordare come, nel primo semestre 2022-23, c’è stata la crescita del segmento climatizzazione grazie anche, e soprattutto, al servizio dell’installazione.

Ciò detto Unieuro, per crescere nel mondo dei servizi, pensa anche all’M&A. Una leva delle operazioni straordinarie che, più in generale, non è stata utilizzata nel recente passato. Il fatto è dovuto, principalmente, ai prezzi eccessivi degli eventuali target. La maggiore debolezza del mercato, tuttavia (rispetto all’impatto della possibile recessione vedere box sotto i grafici), induce ad ipotizzare che il gruppo, in particolare nella seconda metà del 2023, vorrà riproporsi quale consolidatore del frammentato contesto domestico. Su questo fronte Unieuro punta a potenziali obiettivi, che in linea di massima sono realtà da 10-20 negozi, con metrature ciascuno in media da 1.000 a 1.500 metri quadrati, collocate in aree dove è insufficiente la copertura dei Dos del gruppo. Qualche esempio? Tra gli altri: la regione Campania, il centro di Milano oppure la città di Firenze.

Se questo il contesto, quali allora le prospettive sull’intero esercizio 2022-23? Unieuro conferma la stima di ricavi intorno a 2,9 miliardi con, per l’appunto, l’Ebit adjusted compreso tra 35 e 40 milioni. La Posizione finanziaria netta, dal canto suo, è prevista positiva all’interno della forchetta di 110-130 milioni.

LA DINAMICA DELL'EBIT

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Per approfondire

L'andamento del titolo

L'analisi tecnica del titolo

L'analisi di Finlabo research

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