Da Siracusa a Ragusa tra archeologia, cibo e mare
L’incanto eterno del teatro classico Inda a Siracusa
Il programma delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa allestito dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico prevede che siano messe in scena I Persiani di Eschilo e l’Iliade tratta dal magmatico poema di Omero. Per gli appassionati che vengono ad assistere a queste emozionanti opere si tratta di un rito estivo che si ripete: gli spettatori varcano la soglia del Parco Archeologico della Neapolis, uno dei cinque che componevano Siracusa in età greca e romana, poco prima che scenda il tramonto. Magari hanno terminato da poco la visita all’Anfiteatro Romano, all’Ara di Ierone II, il grandioso altare deputato ai sacrifici pubblici, alla Via dei Sepolcri, avente impianto ellenistico e incastonata nella roccia, e sono rimasti incantati - dopo avere gustato una granita alla mandorla nella caffetteria botanica Momento adagiata tra le vestigia - dal magnifico arco delle latomie del Paradiso e di Santa Venera, dalle antiche cave di pietra, così come dalla Grotta dei Cordari e dall’Orecchio di Dionisio. Altrimenti, possono scegliere, in attesa che giunga il momento catartico per gli amanti della tragedia greca di entrare nella cavea semicircolare dai 67 ordini di gradini destinata in origine ad accogliere anche le assemblee popolari - le scenografie e le interpretazioni, così come i costumi e le luci si presentano in chiave assai contemporanea - di seguire l’itinerario all’interno del Palazzo Apostolico di Ortigia. Così scoprono la Cappella Sveva dalla splendida volta a crociera, gli altari di argento e gli ostensori decorati con pietre preziose del Museo Diocesano e soprattutto la seicentesca Biblioteca Alagoniana, uno scrigno in legno di noce che custodisce 70 mila manoscritti antichi. A pochi passi, sulla punta di Ortigia si può visitare il federiciano Castello Maniace, affacciato sulle falesie e i fari della preziosa Area Marina Protetta Plemmirio. E poco più avanti ci si concede un bagno a ridosso del Forte Vigliena, lungo il periplo delle mura che proteggono dalle mareggiate i palazzi barocchi addossati alla Cattedrale della Natività di Maria Santissima sorta sulle rovine del tempio greco di Atena di cui conserva le colonne risalenti al V secolo a.C. mentre la facciata è settecentesca. Intanto, però, sulla scalinata verticale montata sulla scena del teatro è comparso un muscoloso Apollo il cui corpo brilla alla luce del sole calante: la magia delle rappresentazioni antiche e al tempo stesso moderne può iniziare.

