L’annuncio

L’ex OpenAI Mira Murati lancia la sua startup sull’intelligenza artificiale

Si chiama Thinking Machines Lab e al fianco della founder ci sono altri fuoriusciti dall’azienda di Sam Altman

di B.Sim.

Mira Murati

2' di lettura

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Ormai è un classico: lascio OpenAI e fondo una startup sull’intelligenza artificiale. È già successo in passato, succede di nuovo, succederà ancora. Stavolta a compiere il salto è Mira Murati, ex Chief Technology Officer di OpenAI. La scienziata ha annunciato la fondazione di una nuova startup nel campo dell’intelligenza artificiale chiamata Thinking Machines Lab. Questa iniziativa ha attirato circa 30 ricercatori e ingegneri di alto profilo provenienti da aziende come la stessa OpenAI, Meta e Mistral.

Murati aveva lasciato OpenAI qualche mese fa, mostrando un certo malcontento verso le mutazioni dell’azienda (una no profit, nata con lo scopo di creare un’AI per il bene dell’umanità, diventata ultimamente un’azienda che invece cerca profitti). E allora non sorprende che Thinking Machines Lab abbia come obiettivo sviluppare sistemi di intelligenza artificiale che incorporino i valori umani e possano essere applicati in una gamma più ampia di contesti rispetto ai concorrenti attuali.

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La startup ha dichiarato l’intenzione di contribuire alla ricerca sull’allineamento dell’AI condividendo codice, dataset e specifiche dei modelli, promuovendo così una maggiore trasparenza e collaborazione nel settore.

Tra i membri chiave del team di Thinking Machines Lab figurano John Schulman, uno dei co-fondatoroi di OpenAI, che ricopre il ruolo di Chief Scientist, e Barret Zoph, ex ricercatore di spicco sempre diOpenAI, ora Chief Technology Officer della nuova startup. La presenza di questi esperti sottolinea la capacità di Mira Murati di attrarre talenti di primo piano. Non certo un dettaglio di poco conto.

Murati, che ha ricoperto temporaneamente il ruolo di amministratore delegato di OpenAI durante il fallito “golpe” contro il fondatore Sam Altman, ha anche assunto ricercatori e ingegneri con esperienza in altre aziende concorrenti come Google, Meta, Mistral e Character AI.

«Il progresso scientifico è uno sforzo collettivo», hanno scritto da Thinking Machines Lab. «Crediamo di poter far progredire in modo più efficace la comprensione dell’AI da parte dell’umanità collaborando con una comunità più ampia di ricercatori e costruttori».

Mira Murati ha lavorato in OpenAI per più di sei anni, guidando gli sforzi dell’azienda per costruire ChatGPT come prodotto autonomo e lavorando sulle scoperte tecniche dei grandi modelli linguistici dell’azienda. Ma non è la sola fuoriuscita che prova la strada autonoma.

Ilya Sutskever, cofondatore e scienziato capo di OpenAI, anch’egli coinvolto nel tentativo di defenestrare Altman, ha lasciato l’azienda per lanciare una startup chiamata Safe Superintelligence. L’azienda ha raccolto 1 miliardo di dollari a settembre per concentrarsi sullo sviluppo di sistemi di AI sicuri con un’intelligenza di livello umano o superiore.

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