Trasporti

Ita-Certares, per il piano condiviso necessari altri dati e altro tempo

Dopo il summit fra il fondo e i vertici della compagnia verso la proroga dell'esclusiva. Per gli americani di Delta ruolo di primo piano come partner industriale

di Giorgio Pogliotti

 Trattative serrate per la riprivatizzazione di Ita Airways

3' di lettura

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È entrata nel vivo la trattativa in esclusiva per la vendita di una quota di Ita Airways, dopo l’expert session che si è svolta ieri a Fiumicino tra i vertici della compagnia, il presidente esecutivo Alfredo Altavilla e l’ad Fabio Lazzerini (accompagnati dal management) con i rappresentanti del consorzio guidato dal fondo Usa Certares che ha proposto l’acquisto del 50% più un’azione.

Mercoledì tra le 9,30 e le 17,30, in diverse sessioni si è di fatto entrati nella due diligence con un approfondimento a tutto campo di temi che vanno dai canali di vendita agli aspetti finanziari, dal potenziamento della flotta alla profittabilità delle rotte, con l’obiettivo di definire un nuovo piano Ita condiviso. Agli incontri hanno partecipato la delegazione di Certares, affiancata dagli advisor Vitale e Chiomenti, i rappresentanti di Delta, un emissario di Air France ed Equita, l’advisor finanziario del Mef.

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Quanto al ruolo dei due partner commerciali: Air France ha un ruolo più defilato, peraltro non avendo firmato tutta la documentazione per l’Antitrust Ue, non ha avuto accesso a tutte le sessioni, ma non sembra interessata ad investire in Ita mentre sembra pronta a farlo per l’acquisto della compagnia portoghese Tap. Da Delta, invece, è emersa la volontà di avere un ruolo più attivo: negli incontri si è ragionato sia di possibili sinergie sui macro capitoli di spesa (acquisti e manutenzione degli aerei), che di un impegno della compagnia americana sul fronte dell’equity, con la disponibilità manifestata, a medio termine, di metter sul piatto circa 100 milioni per acquisire fino al 10% della nuova Ita.

Sembra scontato che alla scadenza di venerdì per la trattativa in esclusiva verrà chiesta da Certares al Mef una proroga per proseguire a negoziare. L’intesa non è dietro l’angolo, sono attese nuove sessioni, il consorzio guidato da Certares ha chiesto altre informazioni a Ita che verranno caricate nella Data room. Si lavora per completare la due diligence, ma prima si dovrà approfondire il capitolo partner industriale, per predisporre il business deal e poter finalizzare contratti relativi all’acquisto di azioni e alla governance. Certares, forte del suo network commerciale distributivo di biglietti per viaggiatori nord americani nei segmenti business più redditizi, ha però bisogno di un partner industriale e, con Air France in posizione defilata, Delta potrebbe assumere questo ruolo.

Si è parlato di possibili sinergie per manutenzione e acquisti, ma questa partnership difficilmente produrrà vantaggi per consentire a Ita di fare massa critica nell’hedging sul carburante - principale voce che pesa sui bilanci delle compagnie aeree -, perché Delta si rifornisce in casa propria. Inoltre Delta sta potenziando i collegamenti tra Usa e Italia, nell’estate 2023 aggiungerà un terzo volo giornaliero tra Roma Fiumicino e New York (Ita ne fa due), aprirà la Roma-Detroit raddoppiando sulla Roma-Atlanta; questo scenario apre una serie di interrogativi sullo spazio che verrà lasciato per lo sviluppo di collegamenti di Ita Airways verso gli Usa.

L’attenzione è rivolta alla stagione invernale che porterà all’erosione della cassa, il prezzo alle stelle del carburante ha già determinato un extracosto di 250 milioni sul budget di Ita che, al netto di questa variabile esogena, presenta le voci della gestione caratteristica migliori rispetto alle previsioni. La compagnia si stima che al 30 settembre avrà una cassa di 200 milioni, ma secondo le previsioni il costo del carburante avrà un impatto di 140 milioni a fine anno. Ecco dunque che per allentare le tensioni sulla cassa è fondamentale l’iniezione di liquidità da parte del Mef, i 400 milioni che hanno avuto l’ok della commissione Ue, attesi entro la fine dell’anno, l’ultima tranche si 250 milioni entro marzo 2023. Mentre i 350 milioni di Certares arriveranno solo al closing dell’operazione - se, una volta raggiunta l’intesa,ci sarà il via libera dell’Antitrust europeo -, seguiti da 600 milioni che dovrebbero arrivare per la patrimonializzazione aziendale.

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