Il presidente russo Vladimir Putin, a destra, stringe la mano al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante il loro incontro alla Biblioteca presidenziale Boris Eltsin, a San Pietroburgo, in Russia, lunedì 27 aprile 2026. (AP Photo/Dmitri Lovetsky, Pool)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

27 aprile 2026

Guerra ultime notizie. Iran, Araghchi incontra Putin: «Ottime basi per cooperazione tra Teheran e Mosca»

La leadership iraniana è divisa sulle concessioni da fare. Il ministro degli Esteri dei Pasdaran, in Russia, parla di «idee molto buone» del Cremlino. Il Pakistan agevola la strada all’Iran per importare merci da paesi terzi attraverso il suo territorio, aprendo nuove rotte di transito

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27 aprile 2026

Teheran: da Ue sanzioni disumane, niente a che fare con diritti umani

«Le disumane sanzioni dell’Ue contro l’Iran non hanno mai avuto a che fare con i ’diritti umani’, bensì concepite per calpestare i diritti fondamentali dei comuni cittadini iraniani. Nessuno crede a questa stanca farsa moraleggiante». Lo ha scritto su X Esmail Baghaei, portavoce del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle dichiarazioni di Ursula von der Leyen, secondo cui la revoca delle sanzioni «è prematura». «Un simile atteggiamento non farà guadagnare a voi, né ai vostri elettori, un briciolo di credibilità sulla scena internazionale. Anzi, non fa altro che dimostrare ulteriormente il doppio standard e l’ipocrisia della classe dirigente europea, accelerando la vergognosa discesa dell’Europa nell’irrilevanza», ha spiegato Baghaei.

27 aprile 2026

Libano, Netanyahu: «Razzi e droni Hezbollah impongono proseguimento azioni militari»

La duplice minaccia di razzi e droni di Hezbollah impone la continuazione dell’azione militare in Libano. E’ quanto sostenuto dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo quanto riferito dal suo ufficio. “Restano ancora due minacce principali provenienti da Hezbollah: i razzi di tipo 122 e i droni. Ciò richiede una combinazione di azioni operative e tecnologiche”, ha affermato Netanyahu.

Un pescatore si accende una sigaretta al tramonto, durante una tregua temporanea tra Libano e Israele, nel porto di Tiro, nel sud del Libano, il 27 aprile 2026. REUTERS/Marko Djurica TPX IMMAGINI DEL GIORNO

27 aprile 2026

Usa, Rubio: «Se Iran pensa di tenere controllo di Hormuz, non significa riaprirlo»

Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato a Fox che la posizione dell’Iran sullo Stretto di Hormuz non soddisfa le richieste degli Stati Uniti. «Se ciò che intendono per aprire gli stretti è “sì, gli stretti sono aperti a condizione che vi coordiniate con l’Iran, otteniate il nostro permesso o vi faremo saltare in aria e ci pagherete”, questo non significa aprire gli stretti», ha detto Rubio in un’intervista. «Non possono normalizzare - né possiamo tollerare che cerchino di normalizzare - un sistema in cui gli iraniani decidono chi può usare una via navigabile internazionale e quanto bisogna pagare per usarla», ha affermato.

27 aprile 2026

Il ritorno del «patto dei fratelli» per sconfiggere Netanyahu

Dopo mesi di trattative sotto banco e battaglie di ego, l’opposizione israeliana compie il primo passo verso un compattamento per cercare di sconfiggere Benjamin Netanyahu, il premier più longevo della storia del Paese. Naftali Bennett e Yair Lapid hanno rilanciato domenica il “patto dei fratelli”, testato già nel 2021 con il governo di rotazione che li vide entrambi premier della coalizione più eterogenea che avesse mai visto Israele: dalla sinistra liberal, alla destra nazionalista, passando per un partito arabo. Un esperimento che durò poco più di un anno per la fragilità dell’alleanza. Bennett, che da allora aveva preso una pausa dalla vita politica, e il centrista Lapid, oggi capo dell’opposizione in caduta libera nei sondaggi, hanno annunciato una lista congiunta, “Yachad” (insieme), in vista delle elezioni che si terranno al più tardi il 27 ottobre prossimo. Il tentativo è quello di rivolgersi all’elettorato del Likud, mettendo alla guida della formazione Bennett, ex imprenditore dell’hi-tech, religioso liberale, che quando era sceso in campo nel 2013 superava a destra Netanyahu in materia di sicurezza e concessioni territoriali. «Agli elettori della coalizione che non accettano la degenerazione di questo governo dico: questa è la vostra casa. Io sono di destra, una destra liberale, e sono al comando», ha detto Bennett in conferenza stampa, cercando di posizionarsi come il Magyar israeliano. «Oggi mettiamo da parte l’ego per il bene dello Stato d’Israele», ha aggiunto Lapid. La frecciatina è rivolta a Gadi Eizenkot, pure lui di posizioni centriste, già capo di Stato maggiore, un figlio rimasto ucciso durante la guerra a Gaza, che per ora ha declinato l’invito a mettere a favore della nuova alleanza il suo tesoretto stimato intorno ai 15 seggi. La doccia fredda è arrivata il giorno dopo l’annuncio: nei sondaggi il “patto dei fratelli” si attesta sempre secondo al Likud a guida Netanyahu, che si rafforza di un punto (28 seggi). Con Eizenkot invece, la lista supererebbe i 40 seggi, aggiudicandosi il mandato per formare il prossimo governo. Tuttavia, i sondaggi da oltre un anno fanno scomparire dalla mappa politica Betzalel Smotrich, l’ala più oltranzista dell’attuale governo, lontano dalla soglia di sbarramento del 3,25%. Questo significa che lo stallo istituzionale che ha accompagnato le cinque tornate elettorali tra il 2019 e il 2022 potrebbe replicarsi: anche invertendo i fattori il risultato rimane inalterato, e nessuna delle parti avversarie riuscirebbe a formare una maggioranza stabile. Sullo sfondo, rimane sempre l’incognita più grande: se Netanyahu si farà da parte, in cambio di una forma di condono dei processi che lo vedono imputato - di cui oggi riprendono le udienze per la prima volta dall’inizio della guerra con l’Iran: il New York Times riporta che il presidente Herzog starebbe per rilanciare una mediazione civile fuori dall’aula del tribunale. Oppure, se i “fratelli ritrovati” Bennett e Lapid (e Eizenkot) saranno disposti a inghiottire il rospo più grande: rinunciare al veto all’attuale premier per formare un governo di ampie intese, marginalizzando le frange più estreme e accantonando una polarizzazione interna che dilania la società civile israeliana, già stremata da tre anni di guerre non ancora concluse.

27 aprile 2026

Kiev convoca l’ambasciatore israeliano per il «contrabbando di grano ucraino»

«Ho convocato ufficialmente l’ambasciatore israeliano a Kiev. Domani mattina presenteremo la nostra nota di protesta e richiederemo i provvedimenti del caso». Lo afferma su X Andrii Sybiha, ministro degli Esteri ucraino, in merito all’acquisto israeliano di grano ucraino rubato dai soldati russi nei territori occupati. «È difficile comprendere la mancanza di una risposta adeguata da parte di Israele alla legittima richiesta dell’Ucraina riguardo la precedente nave che ha consegnato merci rubate ad Haifa», ha dichiarato Sybiha in riferimento all’Abinsk, portarinfuse battente bandiera russa entrata nello Stato ebraico due settimane fa. «Ora che un’altra imbarcazione di questo tipo è arrivata ad Haifa, avvertiamo Israele affinché non accetti il grano rubato, in modo da non compromettere le relazioni amichevoli tra i nostri Paesi», conclude il titolare degli Esteri di Kiev in riferimento alla nave Panormitis.

27 aprile 2026

Casa Bianca: Trump ha discusso con team Sicurezza proposta Teheran

Stamattina Donald Trump ha incontrato il suo team per la Sicurezza nazionale. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, riferendo che nell’incontro è stata discussa la proposta iraniana di una reciproca riapertura dello Stretto di Hormuz, rimandando le discussioni sul nucleare ad una fase successiva del negoziato. Tuttavia, ha detto Leavitt, «le linee invalicabili» indicate da Trump riguardo all’Iran sono state espresse «molto chiaramente».

27 aprile 2026

Vance scettico su narrazioni trionfalistiche Pentagono

Il vicepresidente americano Jd Vance avrebbe espresso in privato perplessità sulla rappresentazione del conflitto con l’Iran fornita dal Pentagono, in particolare sulle rassicurazioni relative alla solidità delle scorte militari statunitensi. Secondo fonti dell’amministrazione citate da The Atlantic, Vance teme che le munizioni chiave - inclusi sistemi missilistici e intercettori - si stiano rapidamente esaurendo, con possibili ripercussioni sulla capacità degli Stati Uniti di affrontare altri scenari strategici, dalla difesa di Taiwan alla sicurezza in Europa e Asia. Una linea - quella del vice di Donald Trump - che contrasta con quella del segretario alla Difesa Pete Hegseth e dei vertici militari, che continua a descrivere pubblicamente le scorte come «robuste» e la campagna contro l’Iran come un successo significativo. Tuttavia, valutazioni interne citate da fonti informate indicano che Teheran conserverebbe ancora gran parte delle proprie capacità militari, mentre le forze statunitensi avrebbero già impiegato una quota rilevante di armamenti strategici. Pur evitando di rendere la questione «personale» o di accusare direttamente di informazioni fuorvianti, Vance avrebbe sollevato ripetutamente il tema sia con il presidente Trump che con altri responsabili della sicurezza nazionale, insistendo sulla necessità di valutazioni più accurate e complete sull’andamento del conflitto e sulle reali condizioni delle riserve militari.

27 aprile 2026

Witkoff chiama Abdelatty: «Sforzi per soluzione reciprocamente accettabile»

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha ricevuto una telefonata da Steve Wittkof, Inviato Speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, per discutere dei progressi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e degli sforzi per allentare le tensioni nella regione. La conversazione - afferma un portavoce egiziano - si è concentrata sulla valutazione dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, sulle proposte avanzate dalle parti coinvolte e sugli sforzi in corso per raggiungere una «soluzione reciprocamente accettabile» tra Stati Uniti e Iran. Abdelatty ha sottolineato l’importanza di proseguire i negoziati per consolidare il cessate il fuoco e lavorare per porre fine al conflitto, e ha ribadito che le soluzioni diplomatiche e il dialogo sono la via migliore per rafforzare la sicurezza e la stabilità regionale. «L’Egitto - ha detto - continuerà i suoi instancabili sforzi, in coordinamento con i suoi partner regionali e internazionali, per promuovere soluzioni politiche che favoriscano la sicurezza e la stabilità».

27 aprile 2026

Cremlino, da Usa nessun segnale negativo su incontro Putin-Araghchi

Gli Stati Uniti non hanno espresso alcun atteggiamento negativo nei confronti dell’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Lo ha affermato il consigliere presidenziale Yuri Ushakov. «No, nessuno ha espresso alcun atteggiamento negativo. Fa parte del normale lavoro diplomatico. Inoltre, dato l’impegno della Russia per la soluzione del conflitto iraniano, è naturale che incontriamo Araghchi, il quale, credo, abbia qualcosa da dire», ha dichiarato Ushakov a all’agenzia di stampa Vesti.

27 aprile 2026

I tentativi estremi di rianimare i negoziati tra Usa e Iran

Marco Masciagadal nostro corrispondente Marco Masciaga

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif (a sinistra) mentre saluta il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in occasione del loro incontro a Islamabad, in Pakistan, il 25 aprile 2026.  EPA/UFFICIO DEL PRIMO MINISTRO DEL PAKISTAN EPA

NEW DELHI - I due C-17 dell’aeronautica militare americana su cui viaggiano i Suv blindati riservati ai negoziatori americani sono già decollati da Islamabad. Eppure, nonostante il prematuro fallimento del secondo round negoziale tra Stati Uniti e Iran, le diplomazie pakistana e iraniana ieri erano già al lavoro per cercare di rimettere insieme i pezzi di un negoziato complesso che ogni giorno rischia di deragliare. Non solo per il costante rischio di incidenti innescati dai blocchi navali nel Golfo Persico e per la distanza che separa le due parti, ma anche per le continue sollecitazioni provenienti dal fronte secondario, ma mai davvero chiuso, tra Israele e le milizie di Hezbollah nel Libano meridionale.

Ieri, per esempio, c’è stato prima un ordine di evacuazione di sette villaggi che si trovano al di là della zona cuscinetto occupata dalle forze israeliane nel Paese confinante e quindi, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa libanese Ani, dei bombardamenti condotti da aerei da guerra israeliani che avrebbero causato un numero imprecisato di vittime. In serata Hezbollah ha comunicato che i suoi attacchi contro le zone occupate dalle truppe israeliane e contro le regioni settentrionali dello Stato ebraico sono stati compiuti in risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte delle forze armate di Tel Aviv.

27 aprile 2026

Netanyahu, arsenale di Hezbollah richiede altre azioni militari in Libano

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che i razzi e i droni in possesso del gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, rimangono una minaccia fondamentale che richiede ulteriori azioni militari da parte dell’esercito israeliano in Libano. “Ci sono ancora due minacce principali da parte di Hezbollah: i razzi da 122 mm e i droni. Ciò richiede una combinazione di attività operative e tecnologiche”, ha affermato in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio.

27 aprile 2026

Araghchi dopo incontro con Putin: «proposte idee molto buone»

«Idee molto buone» sono state proposte durante il colloquio che si è tenuto a Mosca tra il presidente russo, Vladimir Putin, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha indicato in una nota il capo della diplomazia di Teheran, definendo «molto positivo» l’incontro con Putin, durato più di un’ora e mezza. «Sono stati discussi e analizzati nel dettaglio tutti gli argomenti, dalle relazioni bilaterali alle questioni regionali, così come la guerra e l’aggressione del regime americano e del regime sionista», ha dichiarato Araghchi, parlando di «basi ottime» per la cooperazione con Mosca. «Putin ha anche affermato che non solo la Russia, ma ora il mondo intero ammira il popolo iraniano, per la sua resistenza contro l’America e per la sua vittoria in questa guerra iniqua e ingiusta - ha aggiunto Araghchi - Ringraziamo i nostri amici russi per il loro sostegno durante questa guerra e dichiariamo la volontà della Repubblica Islamica dell’Iran di continuare le relazioni strategiche e il partenariato strategico con la Russia nelle nuove condizioni».

27 aprile 2026

Pakistan autorizza transito merci da paesi terzi verso Teheran

Il Pakistan ha agevolato la strada all’Iran per importare merci da paesi terzi attraverso il suo territorio, aprendo nuove rotte di transito. Secondo una notifica governativa diffusa durante il fine settimana, sono state designate sei rotte che collegano porti come Karachi, Port Qasim e Gwadar con i principali valichi di frontiera nella provincia sud-occidentale del Balucistan. La notifica è stata emessa durante una visita alla capitale Islamabad del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha incontrato funzionari pakistani per discutere della crisi tra Teheran e gli Stati Uniti. Secondo gli analisti, queste nuove rotte commerciali consentiranno ai prodotti destinati all’Iran di attraversare rapidamente il Pakistan senza subire ritardi dovuti a ostacoli burocratici.

27 aprile 2026

Libano, almeno 2.521 morti in attacchi Israele dal 2 marzo

È di almeno 2.521 morti e 7.804 feriti il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo ad oggi: lo ha reso noto il Ministero della Sanità libanese.

27 aprile 2026

Macron: dialogo con l’Iran per riaprire Hormuz

«La causa principale del problema [dell’aumento dei prezzi] è l’attuale blocco e la chiusura dello Stretto di Hormuz. Dobbiamo quindi affrontare il problema alla radice e permettere che la situazione torni alla normalità»: lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron.

Macron ha affermato di voler parlare «con le autorità iraniane, auspicando di «convincere« le parti interessate «nei prossimi giorni»: «È importante poter riaprire il traffico su entrambi i lati per consentire il passaggio di gas, petrolio, fertilizzanti e altre merci attraverso questo stretto, perché ciò ha un impatto sull’economia globale».

27 aprile 2026

Bahrein revoca cittadinanza a 69 persone per sostegno a Teheran

Il ministero dell’Interno del Bahrein ha annunciato la revoca della cittadinanza a 69 persone accusate di aver espresso «simpatia e sostegno per gli atti ostili e criminali dell’Iran». Il provvedimento, secondo quanto riferito dalle autorità, riguarda anche i familiari degli interessati. Il Bahrein è tra i Paesi del Golfo che hanno imposto un rigido controllo sulle informazioni relative agli attacchi iraniani durante il conflitto, arrestando residenti e cittadini stranieri che li avevano filmati. La monarchia sunnita, che governa una popolazione a maggioranza sciita, è stata teatro di manifestazioni filo-iraniane fin dalle prime fasi della guerra.

27 aprile 2026

Kallas: Negoziati con Iran devono riguardare anche missili e proxy, no a pedaggi a Hormuz

Le parole della Vicepresidente della Commissione Europea Kaja Kallas in un punto stampa a margine della Riunione informale dei Capi di Stato Ue a Cipro.

27 aprile 2026

Agenzia marittima Onu, no a diritto passaggio per Stretto Hormuz

L’Organizzazione marittima internazionale, l’agenzia specializzata delle Nazione Unite, ribadisce la sua contrarietà a qualsiasi tipo di diritto di passaggio nello Stretto di Hormuz. «Non esiste alcun fondamento giuridico per l’introduzione di tasse, dazi doganali o qualsiasi altro costo sugli stretti utilizzati per la navigazione internazionale», commenta il segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo), Arsenio Dominguez, durante una conferenza stampa in merito al diritto di passaggio che Teheran intende imporre nello Stretto. Secondo l’Iran, in base a una proposta di legge, il suo esercito dovrebbe avere autorità sullo Stretto di Hormuz, ha sostenuto Ebrahim Azizi, presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale incaricata di esaminare il testo. Il progetto prevede inoltre che i diritti di passaggio vengano pagati nella valuta locale, il rial iraniano. Dominguez, intervenuto a margine del Comitato per la protezione del settore marittimo dell’Imo, dove si discutono anche misure per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, ha affermato di essere in contatto con «tutti i paesi della regione», inclusa l’Iran. Il numero uno dell’Agenzia ha respinto con fermezza la possibilità che una soluzione per la riapertura dello Stretto di Hormuz possa prevedere il pagamento di qualsiasi tipo di tassa e ha inoltre confermato che un piano di evacuazione, al quale l’Imo si è impegnata a lavorare, dei 20.000 marinai bloccati, distribuiti su circa 1.600 navi nel Golfo, potrà avvenire solo una volta che il passaggio sarà completamente sicuro e in nessun caso tramite il pagamento di un diritto di passaggio.

27 aprile 2026

Israele, posa prima pietra per un insediamento di 12.000 unità abitative

La posa della prima pietra di un nuovo quartiere nella città-insediamento israeliana di Ariel è avvenuta nel corso di una cerimonia celebrativa alla quale hanno partecipato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e altri alti esponenti del governo. Lo riporta il Times of Israel. Il nuovo quartiere costituisce la prima parte di un progetto per la costruzione di circa 12.000 unità abitative a ovest della città, nella parte settentrionale della Cisgiordania, e per l’espansione della città dagli attuali 22.000 circa abitanti a 80.000, secondo quanto dichiarato dall’ufficio del sindaco di Ariel, Yair Chetboun. Non tutte le 12.000 unità abitative hanno ancora ottenuto il permesso di costruzione. “Non c’è rumore più gioioso di quello dei bulldozer che stanno costruendo Israele e distruggendo l’idea dello Stato palestinese”, ha dichiarato Smotrich durante la cerimonia. «Stiamo facendo tutto il possibile per costruire la Terra d’Israele e distruggere la terribile idea di coloro che cercano di impadronirsi della regione per danneggiare lo Stato di Israele», ha continuato.

27 aprile 2026

Ucraina, Axios: «Rischio crisi diplomatica con Israele per nave con grano rubato diretta ad Haifa»

Kiev ha avvertito che ci saranno ripercussioni diplomatiche se Israele permetterà a una nave che trasporta grano rubato dai territori ucraini occupati dalla Russia di attraccare e scaricare il suo carico nel porto di Haifa. Lo riporta Axios, citando una fonte ucraina anonima, secondo cui la nave Panormitis, battente bandiera panamense, sarebbe entrata nella baia di Haifa ieri mattina e sarebbe in attesa di entrare in porto. I servizi di monitoraggio del traffico marittimo mostrano l’imbarcazione ferma in prossimità della costa israeliana. La notizia giunge dopo che un’altra nave, la portarinfuse russa Abinsk, ha attraccato ad Haifa all’inizio di aprile con quasi 44.000 tonnellate di grano ucraino ’rubato’, suscitando la condanna di Kiev. Un’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz ha rivelato che almeno quattro carichi di grano ucraino rubato sono già stati scaricati in Israele quest’anno. Secondo quanto riportato due giorni fa dalla giornalista Kateryna Yaresko del progetto SeaKrime del Centro Myrotvorets, la Panormitis era inizialmente partita dal porto di Kavkaz, nel Territorio di Krasnodar, in Russia, con a bordo oltre 6.200 tonnellate di grano e 19.000 tonnellate di orzo. La nave era carica di grano proveniente dai territori ucraini occupati, tramite trasbordi da altre navi, ha scritto Yaresko. La fonte di Axios ha affermato che l’Ucraina si riserva il “diritto di mettere in atto una serie completa di risposte diplomatiche e legali internazionali”, se alla Panoramitis sarà consentito l’attracco, sottolineando che Israele “ha sostanzialmente ignorato” le richieste di Kiev relative alla nave che aveva attraccato in precedenza.

27 aprile 2026

Usa offrono 10 mln dollari per informazioni su leader milizia irachena

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per chi fornirà informazioni su Haydar Muzhir Ma’lak al-Sa’idi, noto anche come Haydar al-Gharawi, segretario generale del gruppo armato iracheno Harakat Ansar Allah al-Awfiya (Haaa), organizzazione considerata vicina all’Iran. Haaa e il suo leader furono inseriti nella lista degli ’Specially Designated Global Terrorists’ nel giugno 2024, in seguito al coinvolgimento del gruppo nell’attacco con droni del 28 gennaio 2024 contro la base Tower 22 in Giordania, in cui moririono tre militari statunitensi. Il Dipartimento di Stato sostiene inoltre che membri del gruppo abbiano condotto attacchi contro sedi diplomatiche Usa in Iraq e contro basi e personale militare statunitense in Giordania e Siria. Haaa opera all’interno della cornice della Resistenza Islamica in Iraq (Rii), una coalizione di gruppi armati filo-iraniani che, secondo Washington, ha rivendicato oltre 750 attacchi contro obiettivi statunitensi in Iraq e nella regione dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele con l’Iran nel 2026. Gli attacchi vengono presentati dai gruppi come azioni di sostegno a Teheran. Le operazioni attribuite a queste milizie hanno colpito anche l’ambasciata Usa a Baghdad, l’aeroporto internazionale della capitale, scali nel Kurdistan iracheno e infrastrutture energetiche nella regione.

27 aprile 2026

Scuole chiuse nelle comunità israeliane al confine con il Libano

I leader delle comunità israeliane del nord al confine con il Libano annunciano la sospensione delle lezioni nelle scuole, sfidando le direttive dell’Idf, visto il persistere degli attacchi di Hezbollah. Lo riporta The Times of Israel. «Non aspetteremo che si verifichi una catastrofe prima di prendere decisioni che possano salvare vite umane», afferma durante una conferenza stampa a Shtula Moshe Davidovich, presidente del Forum che riunisce le comunità di confine settentrionali. A partire da domani, le lezioni saranno sospese per almeno 24 ore, dopodiché la decisione verrà rivalutata. Davidovich ha criticato la classificazione dell’area come «verde» da parte del governo, che permette la normale attività scolastica, definendola «negligente» a causa del conflitto in corso. «Ci assumiamo la responsabilità della vita dei nostri figli e classifichiamo l’area come arancione», livello che vieta lo svolgimento delle attività educative e limita gli assembramenti. La decisione arriva dopo la diffusione online di immagini che mostrano bambini nelle comunità settentrionali rifugiati nei bunker durante un attacco di droni di Hezbollah questa mattina, che ha fatto scattare le sirene in una dozzina di città.

27 aprile 2026

Gaza, Commissione Ue «scoraggia» missioni come la Flottilla Sumud

La Commissione europea «scoraggia» le iniziative come la nuova missione pacifica degli attivisti della “Global Sumud Flotilla” per Gaza, salpata ieri dal porto di Augusta, in Sicilia, per tentare di portare aiuti umanitari nella Striscia, contro il blocco navale illegale nelle acque territoriali palestinesi. Lo ha detto oggi a Bruxelles, rispondendo a una domanda durante il briefing quotidiano per la stampa, la portavoce per l’Aiuto umanitario dell’Esecutivo comunitario, Eva Hrncirova.

«Pur rispettando l’impegno umanitario di tutte le persone a bordo della Flottilla, devo dire che scoraggiamo questo tipo di iniziative, perché - ha spiegato la portavoce - mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti».

«Nell’Ue, naturalmente, - ha ricordato Hrncirova - abbiamo il diritto di esercitare questo tipo di attivismo e godiamo della libertà di riunione. Inoltre, il diritto relativo alla navigazione nelle acque internazionali deve essere rispettato. Queste sono le regole di base che si applicano, in generale, per quanto riguarda questo tipo di flottiglie».

«Posso dire che siamo in contatto regolare con gli Stati membri e con Israele riguardo alla situazione umanitaria a Gaza e chiediamo costantemente un accesso senza ostacoli a Gaza per poter consegnare i nostri aiuti umanitari» ha aggiunto la portavoce.

A una giornalista che chiedeva di precisare se la Commissione sia dunque contraria alla “Global Sumud Flottilla”, Hrncirova ha risposto: «No, dico che sosteniamo la distribuzione degli aiuti umanitari secondo principi etici, come facciamo a Gaza. Noi lavoriamo con i nostri partner. E, di fatto, abbiamo lo stesso obiettivo: vogliamo portare cibo e attrezzature necessarie a Gaza e alleviare le sofferenze della popolazione locale».

Un’altra giornalista ha chiesto allora: «Voi scoraggiate la partenza delle flottiglie perché i partecipanti rischiano la vita. Ma a questo proposito, c’è qualcosa che chiedete a Israele di non fare nei confronti della Flottilla?»

A questo punto, è intervenuto il vice capo portavoce Olof Gill, che conduceva il briefing, e ha tagliato corto: «Grazie per la domanda, ma Eva ha già fornito la risposta e non aggiungeremo altro su questo argomento oggi», ha concluso.

27 aprile 2026

Idf, demoliti 14 km di tunnel di Hamas in nord Striscia di Gaza

Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver demolito, negli ultimi mesi, 14 chilometri di tunnel di Hamas nella Striscia di Gaza settentrionale. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, le Idf hanno dichiarato che i tunnel si trovavano sul lato israeliano della linea di demarcazione del cessate il fuoco a Gaza, in particolare nella zona di Beit Hanoun. I militari della Brigata Nord della Divisione Gaza - riferiscono ancora le Idf - stanziati nella parte settentrionale della Striscia, hanno ucciso circa 70 presunti miliziani che avevano violato i termini del cessate il fuoco e «rappresentavano una minaccia».

27 aprile 2026

Iran, ammiraglio Cavo Dragone: alla fine prevarrà la negoziazione

«È difficile dire adesso» chi sarà il vincitore nel conflitto in Iran, «c’è stato un attacco enorme, davvero massiccio, che ha devastato il territorio. C’è anche una sorta di nuova resilienza da parte dell’altra parte. Sono due fattori importanti. Aspetterei ancora un po’ prima di decidere chi sta vincendo e chi sta perdendo, perché la situazione è ancora in evoluzione. Credo che alla fine prevarrà la negoziazione». Lo dice il presidente del Comitato militare della Nato, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, in un’intervista a Rbc Ukraine.

27 aprile 2026

Iran, Araghchi: con Mosca partnership strategica di altissimo livello

Le relazioni tra Iran e Russia si rafforzeranno nonostante gli eventi attuali. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante un incontro con il presidente russo Vladimir Putin a San Pietroburgo. Lo riporta Interfax. «Durante questo viaggio mi è stato chiesto di confermare che per noi le relazioni iraniano-russe rappresentano un partenariato strategico al più alto livello, e questa è la strada che seguiremo» ha affermato. Il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che il mondo intero ha potuto constatare che «il popolo iraniano, grazie alla sua resistenza e al suo coraggio, è stato in grado di resistere agli attacchi e all’aggressione americani, e continuerà a resistere e a rimanere saldo anche in questo periodo».

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi arriva per partecipare ai colloqui con il presidente russo Vladimir Putin presso la Biblioteca presidenziale Boris Eltsin, a San Pietroburgo, in Russia, lunedì 27 aprile 2026. (AP Photo/Dmitri Lovetsky, Pool) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

27 aprile 2026

Iran, Starmer: «Conseguenze economiche guerra ci accompagneranno ancora per un po’ di tempo»

Le parole del primo ministro britannico parlando della guerra in Iran sul palco l’assemblea annuale dei delegati dell’Usdaw, il sindacato dei lavoratori del commercio e della distribuzione.

27 aprile 2026

Iran, Putin incontra Araghchi a San Pietroburgo: «Faremo di tutto per la pace»

La Russia farà tutto il possibile nell’interesse dell’Iran e degli altri paesi della regione per garantire la pace in Medio Oriente il più rapidamente possibile. È quanto ha detto il presidente russo Vladmir Putin in un colloquio con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, capo della delegazione diplomatica di Teheran, a San Pietroburgo, secondo l’agenzia Ria Novosti. All’incontro ha partecipato anche il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

Il presidente russo Vladimir Putin partecipa ai colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi presso la Biblioteca presidenziale Boris Eltsin, a San Pietroburgo, in Russia, lunedì 27 aprile 2026. (AP Photo/Dmitri Lovetsky, Pool) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

27 aprile 2026

Iran, Araghchi: «Approccio Usa ha causato il rinvio dei negoziati»

27 aprile 2026

Iran: Araghchi ringrazia Putin per sostegno e gli consegna messaggio Khamenei

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ringraziato il presidente russo Vladmir Putin per il sostegno che Mosca ha offerto a Teheran. Lo riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti affermando che durante l’incontro a San Pietroburgo Araghchi ha consegnato a Putin un messaggio della Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, e uno del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Il ministro degli Esteri iraniano ha anche elogiato le relazioni tra Mosca e Teheran e ha sottolineato che continueranno a rafforzarsi, aggiunge la Ria. Presenti all’incontro tra Putin e Araghchi anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov e il capo della Direzione generale dello Stato Maggiore delle Forze Armate Igor Kostyukov. La delegazione iraniana, oltre ad Araghchi, comprendeva il suo vice, Kazem Gharib-Abadi, e l’ambasciatore a Mosca Kazem Jalali.

27 aprile 2026

Traffico marittimo a Hormuz resta debole

Nelle ultime 24 ore, almeno sette navi, principalmente portarinfuse, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Il dato è in linea con la ridotta attività di traffico marino registrata nei giorni scorsi, mentre i colloqui tra Iran e Stati Uniti sono in una fase di stallo. Secondo la società di tracciamento navale Kpler e un’analisi satellitare separata condotta dagli specialisti di analisi dati SynMax, tra le imbarcazioni figurano navi in partenza da porti iracheni e una nave da carico di rinfuse secche proveniente da un porto iraniano. Il traffico marittimo che ha attraversato la cruciale via d’acqua all’ingresso del Golfo, durante il precario cessate il fuoco tra Washington e Teheran, rappresenta solo una frazione dei 140 transiti giornalieri medi registrati prima dell’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dirottato 37 navi da quando è stato imposto il blocco all’Iran il 13 aprile, ha dichiarato l’esercito il 25 aprile. Secondo le analisi satellitari di TankerTrackers.com, sei petroliere iraniane sono rientrate nei porti iraniani e hanno fatto ritorno a Hormuz nei giorni scorsi, trasportando circa 10,5 milioni di barili di petrolio. Secondo un’analisi satellitare separata condotta da TankerTrackers.com, circa quattro milioni di barili di petrolio iraniano a bordo di petroliere hanno attraversato il blocco statunitense il 24 aprile.

27 aprile 2026

Iran: nostro esercito deve avere autorità su Stretto Hormuz

L’Iran ritiene che il suo esercito debba avere autorità sullo Stretto di Hormuz, secondo una proposta di legge. Lo ha dichiarato un alto funzionario. Nel dettaglio Ebrahim Azizi, presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale, incaricata di esaminare il testo, ha precisato alla televisione di Stato che le forze armate controllerebbero lo Stretto per impedire, tra l’altro, il passaggio di “navi ostili”. Il progetto prevede inoltre che i diritti di transito vengano versati nella valuta locale, il rial iraniano.

27 aprile 2026

Iran, proposta di legge affida a forze armate controllo Stretto di Hormuz

Le forze armate iraniane saranno l’autorità incaricata di gestire lo Stretto di Hormuz, secondo una proposta di legge attualmente in esame al Majlis. Lo ha sottolineato il presidente della commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, spiegando alla tv di Stato che l’obiettivo è affidare ai militari il controllo del passaggio strategico, anche per impedire l’attraversamento di “navi ostili”. La bozza di legge, ha aggiunto il capo della commissione incaricata di esaminare il testo, prevede inoltre che i diritti di transito nello stretto vengano pagati in valuta locale, il rial iraniano.

27 aprile 2026

Libano, respingeremo qualsiasi accordo umiliante con Israele

Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che i negoziati diretti con Israele mirano a porre fine al conflitto con Hezbollah, accusando al contempo di «tradimento» coloro che hanno trascinato il Libano in guerra, in un implicito rimprovero al gruppo armato sostenuto dall’Iran. «Il mio obiettivo è raggiungere la fine dello stato di guerra con Israele, in modo simile all’armistizio del 1949», ha affermato Aoun in una dichiarazione, aggiungendo: «Vi assicuro che non accetterò di raggiungere un accordo umiliante». «Coloro che ci hanno trascinato in guerra in Libano ora ci ritengono responsabili perché abbiamo preso la decisione di avviare i negoziati... Quello che stiamo facendo non è tradimento. Piuttosto, il tradimento è commesso da coloro che portano il proprio paese in guerra per perseguire interessi stranieri», ha concluso.

27 aprile 2026

Iran, Merz: Usa senza strategia convincente per fine guerra, situazione complessa

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, non crede che gli Stati Uniti possano porre fine rapidamente alla guerra in Iran. «Perché gli iraniani sono evidentemente più forti di quanto si pensasse in precedenza, e gli americani non hanno chiaramente una strategia davvero convincente nei negoziati», ha affermato Merz durante un incontro con gli studenti a Marsberg, nella regione del Sauerland. «Il problema di questi conflitti è sempre lo stesso: non solo bisogna entrare, ma anche uscirne. Lo abbiamo visto a nostre spese in Afghanistan, per 20 anni. Lo abbiamo visto in Iraq», ha spiegato il cancelliere. Merz ha criticato gli americani, affermando che «è evidente che sono entrati in questa guerra in Iran senza alcuna strategia». Questo, a suo dire, rende ancora più difficile porre fine al conflitto. «Soprattutto perché gli iraniani sono chiaramente abili negoziatori, o meglio, molto abili nel non negoziare. Un’intera nazione viene umiliata dalla leadership iraniana», ha affermato Merz. «Al momento la situazione è piuttosto complessa. E ci sta costando moltissimo. Questo conflitto, questa guerra contro l’Iran, sta avendo un impatto diretto sulla nostra produzione economica», ha affermato ancora il cancelliere. La Germania ribadisce la sua offerta di fornire dragamine per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, cruciale per le forniture globali di petrolio. Tuttavia, ciò è subordinato alla cessazione dei combattimenti prima di tale data.

27 aprile 2026

Iran: Trump terrà oggi una riunione sulla crisi

Il Presidente americano Donald Trump terrà oggi, secondo i media statunitensi, una riunione di crisi sull’Iran. Trump incontrerebbe il suo team di punta per la sicurezza nazionale e la politica estera, come riportato dal sito web Axios. «Si prevede che la riunione si concentrerà sull’attuale stallo nei negoziati con l’Iran e sulle possibili opzioni per le prossime fasi della guerra» viene spiegato dal sito che stamani aveva già rilanciato la notizia dell’offerta di un accordo da parte di Teheran agli Usa solo sulla navigazione di Hormuz sganciando il tema dal nodo del nucleare. Secondo Abc News, che cita «due funzionari statunitensi a conoscenza dei preparativi», l’amministrazione Trump sta diventando sempre più fiduciosa nell’impatto del blocco navale in corso dei porti iraniani e sempre più scettica sulla capacità dei colloqui con gli attuali negoziatori iraniani di produrre i risultati desiderati.

27 aprile 2026

Ministro Esteri Oman: «Su Hormuz noi e Iran responsabili davanti al mondo»

«Ottima discussione sullo Stretto di Hormuz con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. In quanto Stati costieri, riconosciamo la nostra responsabilità condivisa nei confronti della comunità internazionale e l’urgente necessità umanitaria di liberare i marittimi trattenuti fin troppo a lungo. Sono necessari molti sforzi diplomatici e soluzioni concrete per garantire una libertà di navigazione duratura». Lo scrive su X il ministro degli Esteri dell’Oman Badr Albusaidi.

27 aprile 2026

Media, il Pakistan continua a mediare per colmare le lacune tra Usa e Iran

Il lavoro del Pakistan per colmare le lacune tra Stati Uniti e Iran non si è fermato nonostante il fallimento del faccia a faccia dopo che Donald Trump ha annullato un viaggio dei suoi inviati e ha detto all’Iran di telefonare quando vorrà un accordo. Lo riporta Reuters sul sito.

Soldati dell'esercito montano la guardia su un ponte sopraelevato per garantire la sicurezza dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, a Islamabad, in Pakistan, sabato 25 aprile 2026. (AP Photo/Anjum Naveed)

27 aprile 2026

Iran, Cremlino sottolinea rilevanza incontro tra Putin e Araghchi

Vista la situazione in Medio Oriente, l’importanza di una conversazione tra il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non può essere sottovalutata, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, in vista dell’incontro a San Pietroburgo tra il leader russo e il diplomatico iraniano. «L’importanza di questa conversazione non può essere sottovalutata, considerando l’evoluzione della situazione in Iran e in Medio Oriente», ha affermato Peskov.

27 aprile 2026

L’Iran vieta l’esportazione di lastre e lamiere d’acciaio

L’Organizzazione iraniana per la promozione del commercio ha dichiarato, tramite una direttiva, che l’esportazione di lastre e lamiere d’acciaio è vietata fino al 30 maggio, a causa delle pressioni che l’industria siderurgica del Paese sta subendo in seguito agli attacchi statunitensi e israeliani. Lo riporta Iran International. Il segretario dell’associazione dei produttori di acciaio iraniani aveva precedentemente affermato che erano in corso i lavori per un piano urgente di importazione di bramme e lamiere laminate a caldo e ha inoltre esortato le industrie a gestire con attenzione la domanda di materie prime per i prossimi due mesi.

27 aprile 2026

Iran, von der Leyen: «Troppo presto per togliere sanzioni Ue a regime»

«Riteniamo che la revoca delle sanzioni sia prematura, perché le sanzioni sono state imposte all’Iran per un motivo ben preciso: il suo comportamento nei confronti della popolazione. Solo quest’anno, all’inizio dell’anno, il regime ha ucciso 17.000 giovani. La repressione dei diritti umani, e in particolare dei diritti delle donne, e molti altri temi sono alla base delle sanzioni. Dobbiamo prima assistere a un cambiamento, un cambiamento fondamentale, in Iran, prima di poter revocare le sanzioni, e per questo riteniamo che sia troppo presto». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen , in conferenza stampa dopo la riunione del consiglio direttivo del gruppo CDU/CSU presso il Bundestag tedesco.

27 aprile 2026

Araghchi ai mediatori, manca consenso nella leadership iraniana su richieste Usa

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe chiarito ai mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatariani, durante il fine settimana, che non c’è consenso all’interno della leadership iraniana su come affrontare le richieste statunitensi. Lo riporta Axios citando una fonte. Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di sospendere l’arricchimento dell’uranio per almeno un decennio e di rimuovere l’uranio arricchito dal Paese. La nuova proposta, presentata agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani, si concentra innanzitutto sulla risoluzione della crisi dello stretto di Hormuz e del blocco statunitense. Nell’ambito di tale accordo - ricorda il media americano - il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero per una fine definitiva della guerra.

In questa foto diffusa dall'Ufficio del Primo Ministro pakistano, il Primo Ministro Shehbaz Sharif, a sinistra, saluta il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi prima del loro incontro a Islamabad, in Pakistan, sabato 25 aprile 2026. (Ufficio del Primo Ministro pakistano via AP)

27 aprile 2026

Iran, Araghchi: in Pakistan discusso come proseguire dialogo con Usa

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aver discusso modi per continuare il dialogo con gli Stati Uniti durante la sua visita in Pakistan. «Ho avuto buone consultazioni con i miei amici in Pakistan e la visita è stata positiva. Abbiamo discusso in quali condizioni e su quale percorso i negoziati possano proseguire», ha scritto Araghchi su Telegram.

Il ministro ha inoltre affermato che, durante la sua visita in Oman, ha discusso della situazione nello stretto di Hormuz. Teheran e Mascate condividono molte posizioni comuni e le parti hanno concordato di continuare il dialogo a livello di esperti, ha aggiunto Araghchi.

27 aprile 2026

Guerra in Iran e Medio Oriente, 27 aprile

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27 aprile 2026

Iran, ministro Esteri Araghchi incontrerà anche Lavrov in Russia

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi incontrerà oggi il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov durante la sua visita a San Pietroburgo. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Fars. L’Irna aveva in precedenza riferito che, durante la visita a San Pietroburgo, Araghchi sarebbe stato impegnato in colloqui con il presidente russo Vladimir Putin. L’ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali ha affermato ieri che la visita del ministro degli Esteri iraniano è volta a promuovere gli interessi del Paese in un contesto di minacce provenienti dall’estero.

27 aprile 2026

Iran, Trump: «Se Teheran vuole ci chiami»

Restano in stallo i negoziati tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbero scongiurare la ripresa del conflitto. Al momento, dopo che Donald Trump ha annunciato di aver cancellato la missione di Steve Witkoff e Jared Kushner a Islamabad, l’ipotesi di un nuovo round di colloqui diretti appare remota. Il presidente degli Stati Uniti, tuttavia, non chiude la porta a Teheran e ribadisce di non avere fretta di raggiungere un accordo. Il tycoon esclude prossimi viaggi in Pakistan della delegazione Usa, «si tratta di ore e ore di volo», ma se «vogliono parlare, possono venire da noi o chiamarci. C’è il telefono», ha detto in un’intervista rilasciata domenica al programma “The Sunday Briefing” di Fox News Channel.

27 aprile 2026

Israele, annullata udienza Netanyahu per motivi di sicurezza

La testimonianza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel processo a suo carico per frode e corruzione, prevista per oggi dopo una pausa di due mesi del processo a causa della guerra contro l’Iran, è stata annullata per motivi di sicurezza su richiesta del suo avvocato Amit Hadad. Lo rende noto il sito di Ynet precisando che l’udienza avrebbe dovuto iniziare tra circa un’ora.

27 aprile 2026

Petrolio ancora in rialzo con negoziati Usa-Iran annullati, Brent a 107$

Ancora rialzi per il prezzo del petrolio dopo che anche il secondo round di negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran è stato annullato e il Presidente Trump ha dichiarato che eventuali ulteriori negoziati con l’Iran potrebbero svolgersi per telefono.

Il Brent in scadenza a giugno segna un rialzo dell’1,87% a 107,3 dollari al barile, mentre il Wti di pari scadenza sale dell’1,66% a 95,97 dollari. Gli analisti di Citi, intanto, hanno posticipato lo scenario di base per la riapertura dello Stretto di Hormuz a fine maggio da metà-fine aprile, e ribadiscono l’obiettivo rialzista sul prezzo del Brent per un massimo di tre mesi a 120 dollari al barile.

27 aprile 2026

Araghchi: «Incontro con Putin sarà importante per gli sviluppi della guerra»

L’incontro con Putin «sarà una buona opportunità per discutere gli sviluppi della guerra». Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a San Pietroburgo, secondo quanto riportato da Al-Jazeera. Obiettivo della visita, ha detto ancora, «proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali». Ha affermato che l’incontro con il presidente russo previsto per oggi «sarà una buona opportunità per fare il punto sulla situazione attuale. Sono fiducioso che queste consultazioni e il coordinamento tra i due Paesi in questo ambito saranno di particolare importanza», ha aggiunto. Araghchi ha affermato inoltre che il suo viaggio a Islamabad è stato «molto produttivo» e ha comportato «buone consultazioni», durante le quali i funzionari «hanno esaminato gli eventi passati e le condizioni specifiche in base alle quali i negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbero proseguire». Durante la sua visita in Oman, Araghchi ha affermato che le due parti hanno avuto colloqui sullo Stretto di Hormuz: «L’Iran e l’Oman sono i due Stati costieri dello Stretto di Hormuz, il che rende necessarie consultazioni reciproche, soprattutto perché la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto è diventata una questione globale di grande rilevanza», ha dichiarato. «È naturale che, in quanto due nazioni costiere di questo Stretto, dobbiamo dialogare per garantire che i nostri interessi comuni siano tutelati e per rimanere coordinati in qualsiasi azione intrapresa, poiché gli interessi sia dell’Iran che dell’Oman sono direttamente coinvolti». Araghchi ha aggiunto che vi è stato un «alto grado di consenso» tra Iran e Oman e che le due parti hanno concordato «che le consultazioni debbano proseguire a livello di esperti». Per quanto riguarda il Pakistan, questo Paese «ha svolto un ruolo importante nella mediazione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti di recente, ed era necessario discutere degli ultimi sviluppi», ha affermato.

27 aprile 2026

Israele, Ft: i principali rivali di Netanyahu uniscono i propri partiti

Gli ex primi ministri israeliani Naftali Bennett e Yair Lapid hanno unito i loro partiti politici in vista delle elezioni di quest’anno, nel tentativo di spodestare Benjamin Netanyahu, a caccia del suo settimo mandato come primo ministro. Questa mossa render il nuovo partito - chiamato “Insieme” - il più grande nei sondaggi. «L’unità tra noi è un messaggio a tutto Israele: l’era delle divisioni è finita. È arrivato il tempo della ricostruzione. Quando combattiamo insieme, vinciamo», ha dichiarato Bennett in una conferenza stampa con Lapid. I consensi del partito di Lapid sono calati bruscamente nell’ultimo anno, mentre Bennett e altri politici anti-Netanyahu hanno guadagnato popolarità. Secondo gli analisti, questo spiega la disponibilità di Lapid a cedere la leadership. «Mettiamo da parte l’ego e facciamo ciò che è meglio per questo Paese», ha detto Lapid in conferenza stampa.

27 aprile 2026

Iran, Araghchi: «Approccio Usa ha causato il rinvio dei negoziati»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, arrivando in Russia, ha affermato che è stato l’approccio degli Stati Uniti a «causare il rinvio dei negoziati» che erano stati programmati a Islamabad, in Pakistan. «Quelli precedenti, nonostante i progressi compiuti, non erano riusciti a raggiungere i propri obiettivi», ha aggiunto, attribuendo la colpa a quelle che ha definito le «richieste eccessive» di Washington.

27 aprile 2026

Iran, ministro Esteri Araghchi a San Pietroburgo per incontrare Putin

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a San Pietroburgo, dove ha in agenda un incontro con Vladimir Putin, nuova tappa di un percorso diplomatico riguardante il conflitto in Medio Oriente, dopo il mancato incontro con gli Stati Uniti a Islamabad. «Il ministro degli Affari esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi, è arrivato a San Pietroburgo, in Russia, lunedì mattina, per incontrare e avere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin», hanno riferito diversi media di stato iraniani.

27 aprile 2026

Centcom, Marina Usa ha intercettato 38 navi in Stretto Hormuz

«Le forze statunitensi hanno intercettato 38 navi» nello Stretto di Hormuz a cui è stato ordinato «di invertire la rotta o tornare in porto». Lo riporta in un post su X il Centcom, lo Us Central Command.

27 aprile 2026

Iran a Usa, negoziati sul nucleare dopo apertura Hormuz e revoca del blocco

L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l’avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva. Lo riporta Axios. Secondo le fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. «La diplomazia è in una fase di stallo e la leadership iraniana è divisa su quali concessioni sul nucleare debbano essere messe sul tavolo. La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido», osserva Axios. La proposta «si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense». «Come parte di questo accordo - spiega Axios - il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero su una fine definitiva della guerra. Secondo la proposta, i negoziati sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l’apertura dello stretto e la revoca del blocco». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere lunedì un incontro sull’Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per «discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi».

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