Palazzi distrutti a Nabatiye in Libano da raid israeliani durante la tregua Iran-Usa  REUTERS/Zohra Bensemra REUTERS

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Guerra ultime notizie. Libano, due aerei israeliani colpiscono Nabatiye

La quinta sessione di colloqui tra Israele e Libano, con mediazione statunitense, proseguirà oggi a Washington

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Libano, leader Hezbollah: «Israele non ha altra scelta che ritirarsi»

Il Segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato oggi che Israele “non ha altra scelta che ritirarsi completamente da ogni centimetro del territorio libanese e mettere fine alla sua aggressione via terra, mare e aria”. Nel discorso televisivo tenuto in occasione della festa di Ashura e riportato dall’emittente al-Manar, Qassem ha rivendicato il successo contro “il progetto israelo-americano” di “eliminare Hezbollah, il suo ambiente, il suo popolo”, sottolineando che “siamo entrati in una nuova fase e qualsiasi azione futura dovrà basarsi sulla realtà di questa nuova fase”.

Il leader di Hezbollah ha quindi ringraziato l’Iran, con cui “abbiamo collaborato durante il periodo dell’aggressione”, affermando che “i nemici hanno cercato di dividerci e isolarci, ma noi siamo rimasti uniti come un asse compatto”.

Libano, 4 soldati dell’Idf feriti da un miliziano Hezbollah

Quattro soldati delle Forze di Difesa Israeliane, tra cui due ufficiali, sono rimasti feriti ieri sera in uno scontro con un uomo armato di Hezbollah nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall’esercito. Nell’incidente un ufficiale è rimasto ferito in modo non grave, mentre un altro ufficiale e due soldati hanno riportato ferite lievi, secondo quanto comunicato dall’esercito israeliano.

Wsj: base in Bahrain gravemente danneggiata cambia strategie Usa nella regione

I missili e i droni lanciati dall’Iran durante il conflitto hanno colpito ripetutamente la base navale statunitense di Naval Support Activity Bahrain, il principale avamposto della Marina americana in Medio Oriente, provocando danni estesi che il Pentagono non ha finora reso pubblici. È quanto emerge da un’inchiesta del Wall Street Journal, basata sull’analisi di immagini satellitari, filmati diffusi sui social media e testimonianze di militari in servizio ed ex ufficiali. Secondo il quotidiano, gli attacchi, avvenuti tra la fine di febbraio e giugno, hanno reso inutilizzabile parte del quartier generale della Quinta Flotta e danneggiato almeno una dozzina di edifici, due terminali per le comunicazioni satellitari e numerose altre infrastrutture strategiche. Il Pentagono ha confermato che non vi sono state vittime nella base e ha ribadito che le operazioni non hanno subito conseguenze significative, pur avendo evacuato gran parte del personale.

L’entità dei danni avrebbe però spinto Washington ad avviare una profonda revisione della propria presenza militare nella regione. Secondo funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal, il Dipartimento della Difesa starebbe valutando una riorganizzazione del dispositivo militare nel Golfo. Tra le ipotesi allo studio figurano una riduzione della presenza in Kuwait e Arabia Saudita, il trasferimento di alcune funzioni operative più a ovest, fuori dalla portata dei missili iraniani, fino all’impiego di Israele come possibile sede di alcune attività militari. Sul tavolo ci sarebbero anche la realizzazione di centri di comando sotterranei, una maggiore dispersione delle capacità operative e la scelta di non ricostruire alcune delle strutture distrutte.

L’inchiesta stima in circa 400 milioni di dollari il solo costo di ricostruzione degli edifici danneggiati nella base del Bahrain, calcolato utilizzando il modello ufficiale del Dipartimento della Difesa per la valutazione dei costi delle infrastrutture militari. La cifra, tuttavia, non comprende la sostituzione delle apparecchiature distrutte, la rimozione delle macerie, il rafforzamento delle difese e altri interventi necessari, che potrebbero far lievitare sensibilmente il conto finale. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) stima invece tra 2,2 e 5,1 miliardi di dollari i danni complessivi subiti dalle basi statunitensi nella regione durante il conflitto, a fronte di un costo totale della guerra valutato in circa 40 miliardi di dollari.

26 giugno 2026

Velayati: «Stabilità del Golfo dipende dal controllo dell’Iran su Hormuz»

Ali Akbar Velayati, che è stato consigliere senior della Guida suprema iraniana Ali Khamenei, ha rivendicato il ruolo dell’Iran nello Stretto di Hormuz e attaccato duramente i paesi arabi del Golfo, dopo la dichiarazione congiunta Usa-Gcc sulla sicurezza regionale e la libertà di navigazione.

In una serie di messaggi pubblicati su X, Velayati - uno dei principali esponenti del regime iraniano - ha sostenuto che “la stabilità degli Stati arabi del Golfo Persico è debitrice del controllo secolare dell’Iran sullo Stretto di Hormuz”.

Velayati ha poi rivolto un avvertimento ai paesi della regione, definiti “abitanti del vicinato e piccoli attori politici”, invitandoli a non consolarsi con “dichiarazioni su misura”.

“State certi che la vostra esistenza si nutre delle briciole che cadono da questa tavola”, ha scritto il consigliere di Khamenei.

In un altro passaggio, Velayati ha affermato che “nella ricostruzione dei grandi equilibri, i piccoli attori periferici non hanno posto al tavolo” e ha aggiunto che essi “vengono eliminati” se superano i limiti consentiti da Teheran.

“Le loro risorse strategiche devono la propria esistenza al tetto di tolleranza di Teheran”, ha sostenuto Velayati.

26 giugno 2026

Iran, il sultano dell’Oman lunedì da Macron

Il sultano dell’Oman in visita in Francia. L’Eliseo ha annunciato in una nota che lunedì il presidente francese Emmanuel Macron accoglierà sua maestà Haitham bin Tarik per la sua prima visita nel Paese, che “conferma la relazione rafforzata tra la Francia e il Sultanato dell’Oman in numerosi settori, in particolare economico, scientifico, culturale e industriale”. “Questa visita - sottolinea una nota - sarà anche l’occasione per i due capi di Stato di affrontare la situazione internazionale e regionale. Gli scambi permetteranno di riaffermare l’importanza del sostegno alla de-escalation regionale e affronteranno la sicurezza delle rotte marittime che passa attraverso un passaggio libero e incondizionato nello Stretto di Hormuz”.

26 giugno 2026

Iran, Gharibabadi: nessun passaggio sicuro a Hormuz senza Teheran

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha affermato oggi che un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz non può essere garantito senza un coordinamento con l’Iran e che l’assenza di coordinamento potrebbe portare alla sospensione di qualsiasi rotta designata.

“Il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, con accordi ambigui, rotte parallele o processi decisionali al di fuori delle considerazioni dell’Iran in quanto Stato costiero, non può essere garantito. Qualsiasi quadro credibile deve basarsi sul coordinamento con l’Iran e sulle disposizioni del paragrafo cinque del Memorandum d’intesa di Islamabad. In caso contrario, il risultato sarà la sospensione della rotta parallela designata”, ha spiegato su X il diplomatico iraniano.(

26 giugno 2026

Iran: media, Usa valutano di spostare alcune basi dal Golfo, anche in Israele

Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di spostare alcune basi militari dai Paesi del Golfo verso ovest, incluso in Israele, per ridurre la loro esposizione ai missili e ai droni iraniani. Lo riferisce il Wall Street Journal spiegando che la decisione arriva dopo gli ingenti danni causati da Teheran alla base navale in Bahrain, che il quotidiano ha rilevato attraverso immagini satellitari e provenienti dai social media. Gran parte di questi danni non è stata riconosciuta dal Pentagono. Gli Stati Uniti, sempre secondo il Wall Street Journal, potrebbero anche ridurre la propria presenza in Kuwait e Arabia Saudita.

26 giugno 2026

Nna, due aerei israeliani colpiscono Nabatiye

Due raid aerei israeliani hanno colpito questa mattina i dintorni di Nabatiye, principale cittadina nell’entroterra del sud del Libano, segnando le prime incursioni condotte da caccia israeliani dall’entrata in vigore del cessate il fuoco sabato scorso. Secondo fonti locali citati dall’agenzia nazionale libanse (Nna), gli attacchi sono avvenuti mentre nella città erano in corso processioni per le commemorazioni dell’Ashura, principale ricorrenza nel calendario religioso sciita. Nella notte, poco dopo la mezzanotte, altri due raid di caccia israeliani avevano preso di mira Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil

26 giugno 2026

Vertice Meloni-Macron, la premier: «Non abbiamo partecipato al conflitto in Iran, Rutte ha confuso i voli autorizzati»

Manuela Perronedalla nostra inviata ad Antibes Manuela Perrone

Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, 25 June 2026.  EPA/Manon Cruz / POOL  MAXPPP OUT EPA

«L'Italia non ha partecipato al conflitto in Iran, e altrimenti non si spiegherebbe la delusione del presidente americano. Rutte ha confuso la tipologia dei voli autorizzati, ha corretto e poi puntualizzato». Giorgia Meloni parla al termine del 36° vertice intergovernativo Italia-Francia che va in scena ad Antibes.

26 giugno 2026

Esperti Ue, «ripresi flussi petrolio dal Golfo, ci vorrà tempo per forniture

Si è riunito ieri a Bruxelles il gruppo Ue di coordinamento sul petrolio accogliendo una “lenta ripresa dei flussi commerciali” dall’area del Golfo dopo il memorandum d’intesa firmato tra Iran e Usa ma avvertendo che “ci vorrà del tempo prima che le forniture provenienti dalla regione raggiungano l’Europa”. Secondo i rappresentanti Ue di Commissione e Stati membri, il mercato petrolifero dell’Ue è rimasto “solido e resiliente” di fronte alla crisi, mentre il mercato del jet fuel “è riuscito a limitare l’impatto della chiusura dello Stretto di Hormuz sostituendo parzialmente i volumi con importazioni da altre fonti e con un aumento della produzione dentro l’Ue”. Quanto al greggio, il gruppo - si legge in una nota - ha osservato che la situazione è per il momento stabile, in gran parte grazie al prelievo dalle scorte globali negli ultimi mesi.

Nel complesso, il mercato dei prodotti petroliferi ha dimostrato solidità e resilienza, con l’azione collettiva dell’Aie che ha contribuito a fornire un’ulteriore fonte di approvvigionamento all’Ue. Il mercato del carburante per aerei è riuscito a limitare l’impatto della chiusura dello Stretto di Hormuz, sostituendo parzialmente i volumi mancanti dal Medio Oriente con importazioni da altre fonti e aumentando la produzione di carburante per aerei nell’Ue. Per quanto riguarda il petrolio greggio, il Gruppo ha rilevato che la situazione è al momento stabile, in gran parte grazie al prelievo delle scorte globali negli ultimi mesi. La Commissione e i Paesi dell’Ue hanno sottolineato l’importanza di un coordinamento continuo, vista l’evoluzione della situazione di mercato.

26 giugno 2026

Presidente Libano, bene gli sforzi di Francia e Italia per coalizione dopo Unifil

Il presidente libanese, Joseph Aoun, plaude agli sforzi di Parigi e Roma per costituire una coalizione che subentri alla missione Unifil, il cui mandato scadrà a dicembre. Ieri Emmanuel Macron e Giorgia Meloni hanno annunciato durante il vertice ad Antibes che Francia e Italia intendono creare una “coalizione” multinazionale al termine del mandato della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), previsto per dicembre, al fine di rafforzare la “sovranità in Libano”.

26 giugno 2026

Iran respinge dichiarazione Usa-Paesi Golfo: «Provocatoria»

L’Iran ha respinto la dichiarazione congiunta del segretario di Stato Usa Marco Rubio e dei ministri degli Esteri del Consiglio di cooperazione del Golfo, definendola “interventista, irresponsabile e provocatoria”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in una nota diffusa dall’agenzia Fars, riferendosi al comunicato congiunto di ieri.

Il ministero degli Esteri della Repubblica islamica ha sostenuto che le posizioni contenute nella dichiarazione rappresentano un’ingerenza negli affari regionali e ha messo in guardia contro la prosecuzione di “comportamenti ostili e interventisti” nella regione.

Nel testo congiunto, gli Stati uniti e i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno accolto con favore il memorandum d’intesa Usa-Iran del 17 giugno e riconosciuto il ruolo di mediazione svolto da Pakistan e Qatar.

I ministri hanno però sottolineato che una pace duratura deve impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e affrontare “l’intero spettro” delle minacce attribuite a Teheran, inclusi missili balistici, droni e sostegno ai proxy regionali.

26 giugno 2026

Capo Hezbollah, «Israele deve ritirarsi dal libano incondizionatamente»

Israele deve ritirare tutte le sue forze dal Libano “incondizionatamente”, secono quanto dichiarato dal capo di Hezbollah, Naim Qassem, che in un discorso in diretta Tv ha inoltre definito il memorandum in discussione fra Usa e Iran “una sconfitta per gli Stati Uniti e per Israele”.

26 giugno 2026

Iran, comando: voli israeliani in paesi vicini passo pericoloso

- Il quartier generale militare iraniano Khatam al-Anbiya ha avvertito che eventuali voli militari israeliani diretti verso l’Iran attraverso lo spazio aereo di paesi vicini costituirebbero un “passo pericoloso” e una minaccia contro Teheran.

In una nota, il comando iraniano ha affermato che la Repubblica islamica si riserva il diritto di rispondere a simili movimenti, sostenendo che non tollererà il transito di velivoli israeliani verso il proprio territorio se gli Stati uniti non impediranno a Israele di compiere tali azioni.(

26 giugno 2026

Iran, Grossi (AIEA): «Urgente sistema verifica estremamente avanzato»

Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa in Giappone che in Iran è necessario urgentemente un sistema di verifica “estremamente avanzato” per garantire che il Paese non sviluppi armi nucleari.

“Credo che l’obiettivo dell’accordo tra Stati Uniti e Iran sia quello di garantire che in Iran non ci sarà alcuno sviluppo di armi nucleari. Il governo iraniano ha chiaramente affermato che questa non è la sua intenzione, ma ovviamente le intenzioni non bastano”, ha aggiunto Grossi, secondo quanto riferisce il giornale israeliano Ynet.

26 giugno 2026

Iran, Grossi (Aiea): pronti a nuove ispezioni nucleari

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) intende avviare al più presto ispezioni negli impianti nucleari iraniani. Lo ha detto il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi, parlando in conferenza stampa a Tokyo.

“Non abbiamo ancora iniziato questo processo di verifica”, ha spiegato Grossi. “Abbiamo appena avviato conversazioni con l’Iran per determinare le modalità”, ha aggiunto, precisando che il confronto riguarda frequenza, luoghi da visitare e altri aspetti operativi delle ispezioni.

Grossi ha ricordato che lo scorso fine settimana si sono svolti colloqui iniziali a Burgenstock, in Svizzera. “Mi aspetto che questo lavoro riprenda presto”, ha affermato.

26 giugno 2026

Iran, smentisce Usa su acquisti con fondi sbloccati

L’Iran ha smentito le affermazioni secondo cui gli Stati uniti acquisteranno prodotti americani per Teheran utilizzando beni iraniani sbloccati. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf.

Mercoledì Fox News aveva riferito, dopo un colloquio con il presidente Usa Donald Trump, che Washington avrebbe acquistato almeno 500 milioni di dollari di prodotti da aziende statunitensi destinati all’Iran, usando fondi iraniani non più congelati.

“L’America sostiene falsamente che i nostri beni sbloccati compreranno la loro agricoltura. Interessante”, ha scritto Ghalibaf su X. “L’unico raccolto che stiamo raccogliendo è quello che voi avete seminato: decenni di sfiducia. E’ biologico, abbondante e prodotto in casa. Ma a quanto pare gli Stati uniti esportano solo soia Ogm, promesse infrante e chiacchiere spazzatura”.

Il governatore della Banca centrale iraniana Abdolnaser Hemmati ha però affermato che Teheran non vede problemi nell’acquistare beni dagli Stati uniti, a condizione che prezzo e qualità siano accettabili per l’Iran.

Hemmati ha aggiunto che non esistono misure coercitive sugli acquisti effettuati con i fondi sbloccati.

Nella notte del 18 giugno, Iran e Stati uniti hanno firmato a distanza un memorandum che prevede la fine del conflitto militare iniziato il 28 febbraio. Il documento stabilisce anche scadenze per la revoca del blocco navale statunitense dei porti iraniani e per il ripristino da parte dell’Iran della navigazione nello Stretto di Hormuz.

26 giugno 2026

Trump assicura, «lo Stretto di Hormuz è aperto»

Lo Stretto di Hormuz “è aperto”: ieri sono transitati 19 milioni di barili di petrolio; “i prezzi del greggio stanno crollando e i mercati azionari salgono”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, nel corso di una cena per gli agricoltori Usa. Trump ha quindi assicurato che gli Stati Uniti aiuteranno il Venezuela, “colpito da un terribile terremoto”.

26 giugno 2026

Libano, proseguono oggi coloqui con Israele a Washington

La quinta sessione di colloqui tra Israele e Libano, con mediazione statunitense, proseguirà oggi a Washington, invece di concludersi oggi come previsto. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato Usa.

“Le discussioni tra Israele e Libano sono ancora in corso mentre continuiamo a facilitarle. Le due parti riprenderanno domani alle 9 per continuare il loro lavoro verso un accordo”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato all’Afp. L’orario corrisponde alle 15 italiane.

Il proseguimento dei negoziati arriva mentre Hezbollah ha nuovamente accusato Israele di “flagrante violazione” del cessate il fuoco, dopo un attacco con drone che ha provocato tre morti. L’esercito israeliano ha affermato di avere ucciso combattenti della formazione sciita filo-iranian

26 giugno 2026

Iran: Rutte, Italia ha fatto quanto previsto da accordi con Usa

L’Italia “non ha fatto di più”, ma “quanto previsto dagli accordi bilaterali” con gli Stati Uniti. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, chiarendo all’Atlantic Council il senso delle sue dichiarazioni sull’uso delle basi italiane da parte degli Usa nella campagna militare contro l’Iran.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 26 giugno

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26 giugno 2026

Iran: Aiea, «dopo guerra, necessaria verifica nucleare molto rigorosa»

Dopo la guerra, l’Iran necessita di un sistema di verifica “molto solido” per garantire che il Paese non sviluppi armi nucleari. Lo ha dichiarato il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi. “Credo che l’obiettivo di questo (recente accordo tra Stati Uniti e Iran) sia quello di garantire che in Iran non si sviluppino armi nucleari. Il governo iraniano ha dichiarato in modo piuttosto chiaro che questa non è la sua intenzione”, ha aggiunto Grossi parlando con i giornalisti in Giappone. “Ma ovviamente le intenzioni non bastano. Dobbiamo avere un sistema di verifica molto solido, il prima possibile”.

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