Il presidente Usa Donald Trump durante la conferenza stampa del 6 aprile.  EPA/YURI GRIPAS / POOL EPA

06 aprile 2026

Trump: se scade ultimatum Iran sarà distrutto in quattro ore

Il presidente Usa ha sottolineato che la proposta di Teheran è un “grande passo”, ma “non è sufficiente” e ha ribadito che il Paese non può avere l’arma nucleare

English Version

6 aprile 2026

Trump: se scade ultimatum Iran sarà distrutto in quattro ore

Se scadrà l’ultimatum, fissato alle 20 di domani (ora americana), l’Iran verrò completamente distrutto. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, nella conferenza stampa alla Casa Bianca.

Passato l’ultimatum, senza un accordo, ha spiegato Trump “ogni ponte sarà distrutto in Iran entro la mezzanotte di domani sera. Ogni centrale elettrica sarà resa inservibile e non sarà possibile utilizzarla in futuro, ci sarà una demolizione completa e ci vorranno 20 anni per ricostruire il paese”. “Succederà tutto nell’arco di quattro ore - ha aggiunto - ma non vogliamo che succeda”.

6 aprile 2026

Trump: la guerra sta finendo? Dipende da cosa faranno

“Non posso dirvelo, dipende da cosa faranno loro. Questo è un periodo critico”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo in conferenza stampa a chi chiedeva se la guerra con l’Iran stia volgendo al termine. Trump ha ribadito la sua scadenza fissata per martedì per un accordo con l’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz: “Hanno tempo fino a domani alle 20 ora della costa est, ho concesso loro una proroga”, ha dichiarato. Trump ha aggiunto che la sua scadenza iniziale fissata per lunedì “era inappropriata il giorno dopo Pasqua. Voglio essere una persona gentile”. “Ora vedremo cosa succederà. Posso dirvi che stanno negoziando. Crediamo in buona fede. Lo scopriremo”, ha detto ancora. Trump ha minacciato di colpire infrastrutture civili ed energetiche se Teheran non dovesse rispettare il suo ultimatum.

6 aprile 2026

Trump: farò arrestare giornalista se non rivelerà fonte fuga notizia piloti dispersi

Stiamo cercando “con grande impegno” la persona che ha fatto trapelare le informazioni sui militari dispersi in Iran. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando in conferenza stampa dalla Casa Bianca, aggiungendo che il responsabile “ha messo a grave rischio la missione”. Si tratta di una questione di “sicurezza nazionale”, ha detto ancora Trump prima di lanciare un avvertimento al giornalista che ha scritto l’articolo, minacciandolo di arresto se non rivelerà l’identità della “fonte della fuga di notizie”.

6 aprile 2026

Nuovo messaggio di Khamenei: «Crimini e uccisioni non ci scalfiranno»

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio diffuso oggi ha affermato che “gli assassinii e i crimini non scalfiranno la causa jihadista delle forze armate iraniane”. La Guida Suprema da giorni non interveniva attraverso i suoi consueti messaggi, diffusi regolarmente dopo la nomina seguita all’uccisione del padre senza mai mostrarsi in pubblico.

6 aprile 2026

Trump: gli americani che non sostengono la guerra «sono degli sciocchi»

Sono degli sciocchi”. Così Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha definito gli americani che non sostengono la sua guerra contro l’Iran.

Leggi anche: Trump e gli insulti ai leader, da Macron a Starmer al principe bin Salman

6 aprile 2026

Trump: non mi preoccupa rischio commettere crimini guerra

Donald Trump “non è preoccupato” dal rischio di commettere crimini di guerra in Iran se dovesse dare seguito alla sua minaccia di bombardare infrastrutture civili. “Questo non mi preoccupa”, ha detto il presidente americano ai giornalisti nel giardino della Casa Bianca, sostenendo che il “crimine di guerra” sarebbe lasciare che l’Iran si doti dell’arma nucleare e accusando il regime di “uccidere i manifestanti: sono animali”.

6 aprile 2026

Trump, Witkoff, Kushner e Vance parlano con gli intermediari sull’Iran

Gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner e il vicepresidente JD Vance continuano a parlare con gli intermediari riguardo alla guerra in Iran. Lo ha detto Donald Trump.

6 aprile 2026

Iran, Trump: se dipendesse da me prenderei il petrolio

Purtroppo, il popolo americano vorrebbe che tornassimo a casa. Se dipendesse da me prenderei il petrolio, lo terrei e faremmo un sacco di soldi. E mi prenderei cura del popolo iraniano molto meglio di quanto sia stato fatto finora”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca a proposito dell’Iran, a margine dell’Easter Egg Roll.

Alcune foto dall’Easter Egg Roll

REUTERS/Evan Vucci

AP Photo/Alex Brandon

REUTERS/Nathan Howard

EPA/JIM LO SCALZO

EPA/JIM LO SCALZO

EPA/JIM LO SCALZO

REUTERS/Nathan Howard

AP Photo/Alex Brandon

6 aprile 2026

Media: 10 morti per attacco Idf nella Striscia di Gaza centrale

Almeno 10 persone sarebbero rimaste uccise e decine ferite in un attacco delle Forze di Difesa Israeliane a est del campo profughi di Al-Mawasi, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Lo riporta il sito di notizie israeliano Ynet.

6 aprile 2026

Trump: la proposta dell’Iran è un grande passo ma insufficiente

La proposta dell’Iran è un “grande passo”, ma “non è sufficiente”. Lo ha detto Donald Trump ribadendo che l’Iran non può avere l’arma nucleare. “Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose”, ha osservato. “Un crimine di guerra sarebbe consentire all’Iran di avere un’arma nucleare”. E ancora: “Abbiamo inviato delle armi in Iran. Erano destinate ai manifestanti, ma un altro gruppo se le è tenute”.

Per approfondire: Perché il tempo gioca a favore di Teheran

6 aprile 2026

Trump: domani è la scadenza definitiva per un accordo con l’Iran

Martedì è la scadenza definitiva per l’Iran per fare un accordo. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando di aver visto tutte le proposte. “Ho visto tutte le proposte che potere immaginare”, ha aggiunto.

6 aprile 2026

L’Iran respinge la tregua e fa una controproposta in 10 punti

L’Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta “in 10 punti” alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. Lo riferisce l’agenzia Irna citata dai media israeliani, sottolineando che la posizione iraniana si basa sull’esperienza passata e “respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto”. La risposta include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni.

6 aprile 2026

Iran, portavoce Esercito: continueremo a combattere finché opportuno

L’Iran continuerà a combattere “fino a che i responsabili politici lo riterranno opportuno”. Lo ha detto il portavoce dell’Esercito di Teheran, Mohammad Akraminia, citato dall’agenzia di stampa iraniana Isna. “Il nemico deve certamente pentirsi (dell’inizio del conflitto, ndr) affinché dopo questa guerra possiamo ritrovare la sicurezza ed evitarne una nuova”, ha affermato.

Leggi anche: «Io, araba cristiana, vi spiego perché credo nella pace e nel dialogo»

6 aprile 2026

Idf: colpiti 3 aeroporti di Teheran

L’esercito israeliano (Idf) ha riferito di avere colpito 3 aeroporti di Teheran, cioè l’aeroporto di Bahram, l’aeroporto di Mehrabad e l’aeroporto di Azmayesh. L’Idf sostiene che gli attacchi abbiano colpito decine di elicotteri e aerei che appartenevano all’Aeronautica Militare iraniana.

6 aprile 2026

Iran: ritorsioni “devastanti” se continuano attacchi a target civili

L’Iran ha minacciato di lanciare attacchi di ritorsione “più devastanti” e “più estesi” se i raid aerei israelo-statunitensi contro obiettivi non militari dovessero proseguire. “Fin dall’inizio - ha dichiarato un portavoce del quartier generale centrale - abbiamo chiarito che qualsiasi aggressione contro siti non militari sarà seguita da una risposta esponenziale contro gli interessi del nemico in tutta la regione”. Il portavoce ha aggiunto che, se tali attacchi continueranno, potrebbero “imporre costi ben più elevati ai responsabili qualora persistano in questo approccio”.

Per approfondire: Trump, il ritorno «all’età della pietra» e la lezione del Vietnam

6 aprile 2026

Docente a Teheran: il regime è più repressivo di prima

“Ciò che sta accadendo oggi in Iran non può onestamente essere definito ’aiutare il popolo iraniano a raggiungere la libertà’: innumerevoli persone sono state lasciate senza casa”. A raccontarlo all’Ansa è Hasti Diyè, 40enne docente iraniana che vive con la sua famiglia a Teheran. “Le infrastrutture vitali del Paese vengono distrutte una dopo l’altra e parte del patrimonio storico iraniano, vecchio di 2.500 anni, ha subito gravi danni - continua -. Quartieri, edifici pubblici, università, frammenti della memoria storica della nazione sono stati ridotti in macerie e ricostruirli, a prescindere da quale governo salirà al potere, non sarà facile. L’Istituto Pasteur, una delle più antiche e importanti istituzioni iraniane per la ricerca medica e la sanità pubblica, è stato bombardato, colpendo direttamente sia il personale che i civili residenti nelle vicinanze”.

La Repubblica Islamica, almeno in termini di repressione, è diventata più forte di prima. Ogni giorno molti - spiega - vengono rapiti, accusati di spionaggio, scompaiono senza lasciare traccia, mentre il Paese diventa più militarizzato che mai. Allo stesso tempo, continuano le segnalazioni di sparatorie dirette contro i civili, e coloro che si trovano sotto i bombardamenti vivono nella paura costante, sia degli attacchi che della repressione, senza quasi avere il tempo di respirare”.

La donna racconta che per ora la Repubblica Islamica non ha fallito nella distribuzione di cibo: “I negozi hanno ancora scorte. Ma la crisi principale è il potere d’acquisto della popolazione. I prezzi sono saliti alle stelle, tanto che la classe media è di fatto caduta in povertà, mentre i poveri non hanno quasi più mezzi per sopravvivere”. Un gran numero di persone ha perso il lavoro o le proprie fonti di reddito e molti anche la casa. Tuttavia, chi ha l’abitazione ancora intatta apre le porte a familiari, amici, vicini e a chi ha perso tutto. “Diverse famiglie - fa sapere Hasti - vivono sotto lo stesso tetto, condividendo cibo, spazio e quel che resta. Ciò che rende ancora bello l’Iran è la silenziosa solidarietà della gente comune: le persone non saccheggiano i negozi, comprano solo ciò di cui hanno bisogno e, se possono, comprano anche per gli altri e fanno donazioni”. “Volevamo, e vogliamo tuttora, la libertà dalla corruzione e dalla repressione della Repubblica Islamica, ma la guerra, la distruzione e la sofferenza della gente comune non sono mai libertà”, conclude la docente.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 6 aprile

Photogallery12 foto

6 aprile 2026

Iran, Israele ammette errore: ucciso esponente partito cristiano contrario a Hezbollah

Le forze militari israeliane hanno ucciso per errore in Libano Pierre Mouawad, un esponente di spicco del Partito delle forze libanesi, un gruppo cristiano fortemente contrario a Hezbollah, al posto di un esponente di spicco della milizia sciita e filo iraniana, obiettivo reale dell’attacco. L’Idf ha ammesso l’errore, parlando con la Bbc, esprimendo rincrescimento per le perdite di civili. Nel raid contro un edificio residenziale ad Ain Saadeh, una cittadina in una zona di colline a maggioranza cristiana a est di Beirut, lontana dalle zone in cui Hezbollah è radicata, è rimasta uccisa anche la moglie di Mouawad, Flavia, e un’altra donna, come ha reso noto il ministero della Salute libanese. Le vittime si trovavano al piano inferiore a quello dell’appartamento considerato come obiettivo. “Diverse persone non coinvolte sono state colpite in risultato dell’operazione”, ha dichiarato l’Idf. Mouawad, ha sottolineato il suo partito, “non era un combattente e non era un obiettivo militare”. Celebrava oggi la Pasqua a casa con la famiglia.

6 aprile 2026

Una terza petroliera turca passa attraverso Hormuz

Una nave di proprietà turca ha attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto con un messaggio sui social il ministro dei trasporti turco, Abdulkadir Uraloglu. Si tratta della terza imbarcazione turca a transitare nello stretto dall’inizio della guerra. La nave Ocean Thunder, che trasporta petrolio greggio iracheno verso la Malesia, ha attraversato lo stretto, mentre altre otto imbarcazioni di proprietà turca con 156 membri dell’equipaggio a bordo restano nel Golfo Persico in attesa di poter uscire, ha aggiunto il ministro. Ankara - ha concluso Oraloglu - sta continuando gli sforzi per garantire anche a queste un transito sicuro attraverso il canale internazionale.

6 aprile 2026

Iran: nessun Paese escluso da pagamento per attraversare Hormuz

Anche le navi di paesi amici devono pagare per attraversare lo stretto di Hormuz. È quanto riporta l’agenzia Nournews in relazione alla notizia che l’Iran avrebbe concesso l’autorizzazione alle navi irachene a transitare nello Stretto di Hormuz. “Una fonte informata - si legge sul sito dell’agenzia - ha fatto riferimento a un nuovo protocollo redatto e adottato per il traffico navale nello Stretto di Hormuz, affermando che il rilascio di permessi per un passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz per i Paesi amici avverrà esclusivamente previo pagamento di tariffe di sicurezza, e nessun Paese sarà esentato da questo requisito”. La fonte ha inoltre sottolineato che la strategia del Paese è quella di compensare parte dei danni derivanti dall’aggressione nemica attraverso la riscossione di tariffe di sicurezza sullo Stretto di Hormuz. L’attuazione del nuovo protocollo sarà applicata rigorosamente a tutti i Paesi non ostili, inclusi gli Stati amici.

Per approfondire: Le quattro opzioni dell’Europa per Hormuz

6 aprile 2026

Casa Bianca: Trump non ha ancora approvato la tregua di 45 giorni

Donald Trump non ha per ora approvato un cessate il fuoco di 45 giorni proposto dai mediatori. Lo afferma un funzionario della Casa Bianca citato dai media americani.

6 aprile 2026

Iran, Netanyahu: uccisi responsabili attacchi a israeliani ed ebrei, “continuiamo con tutta la forza”

Benjamin Netanyahu assicura che Israele “continuerà con tutta la forza” a perseguire i suoi obiettivi in Iran, dopo l’assassinio del capo dell’intelligence dei Pasdaran, Majid Khademi, e di Yazdan Mir, noto anche con l’alias di Sardar Bagheri, a capo dell’unità 840 della forza Quds, “responsabile di attacchi contro ebrei ed israeliani nel mondo”. “Ricadrà sulla loro testa il sangue di chiunque agisce per assassinare i nostri cittadini, chi dirige il terrorismo contro Israele, chi costruisce l’asse iraniano del male - ha scritto il premier israeliano in un post su X - Agiamo con forza e determinazione, raggiungeremo chiunque cerchi di farci del male. Continueremo con piena forza, su tutti i fronti, finché la minaccia non sarà rimossa e tutti gli obiettivi della guerra non saranno raggiunti”.

6 aprile 2026

Colpito un secondo impianto petrolchimico iraniano

Un altro complesso petrolchimico nel sud dell’Iran è stato attaccato da Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito oggi l’agenzia iraniana Fars.

Secondo quanto riportato, il complesso petrolchimico di Marvdasht, nella provincia meridionale di Fars, è stato colpito ma l’incendio è stato contenuto nel giro di pochi minuti, senza provocare danni significativi all’impianto industriale. L’agenzia aggiunge che non si registrano vittime a seguito dell’attacco. In precedenza, Israele ha rivendicato l’attacco contro gli impianti petrolchimici di Assaluyeh.

6 aprile 2026

Katz: Idf continuerà a colpire infrastrutture iraniane

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato alle Forze di difesa israeliane di continuare a colpire le infrastrutture in Iran. Lo ha dichiarato oggi il ministro della Difesa Israel Katz, citato dal suo ufficio. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo istruito l’Idf a continuare ad attaccare con tutta la forza le infrastrutture nazionali in Iran”, ha affermato Katz.

6 aprile 2026

Libano: uccisi due paramedici in attacchi israeliani. L’allarme dell’Oms

Due paramedici sono stati uccisi e un terzo è rimasto gravemente ferito in attacchi israeliani condotti domenica sulla località di Haris, nel Libano meridionale. Lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità libanese, secondo quanto riferito dalla National News Agency.

In una dichiarazione diffusa dall’agenzia ufficiale libanese, il ministero ha accusato Israele di rifiutarsi di rispettare il diritto internazionale “per quanto riguarda la protezione degli operatori sanitari nelle aree di conflitto”. Il dicastero ha inoltre annunciato che presenterà ricorsi davanti ai tribunali internazionali per le uccisioni di operatori sanitari libanesi.

“Dal 28 febbraio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha verificato 92 attacchi contro strutture sanitarie, veicoli medici, personale e magazzini, che hanno provocato 53 morti e 137 feriti. Questi atti non possono diventare la nuova normalità. Il mondo deve riaffermare, inequivocabilmente, che la protezione dell’assistenza sanitaria non è un’opzione, ma un obbligo universale e una misura della nostra umanità collettiva”. Così il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, commenta su X l’attacco avvenuto a soli 100 metri dall’ospedale universitario Rafik Hariri, la più grande struttura medica pubblica del Libano.

In particolare, guardando agli ultimi giorni, tra il 28 e il 31 marzo, scrive Ghebreyesus, l’Oms ha verificato 11 attacchi che hanno colpito strutture sanitarie libanesi. “Si tratta di una media di 2 attacchi al giorno, con 5 attacchi verificatisi solo il 28 marzo, che hanno colpito strutture a Kfar Tibnit, Ghandouriyeh, Zawtar al Gharbiyeh, Kfar Dajal e Jazzine, causando 9 morti e 5 feriti. Il 29 marzo, attacchi contro strutture sanitarie a Bint Jbeil e Chakra hanno causato un morto e nessun ferito. Il 30 marzo, un attacco all’ospedale Rihab, nella periferia sud di Beirut, ha ferito 4 persone, mentre il giorno successivo due strutture a Kafra e Bint Jbeil sono state danneggiate, causando 1 morto e 3 feriti”.

Mentre Israele intensifica le sue operazioni militari, sottolinea il direttore dell’agenzia Onu, “esorto tutte le parti a rispettare le proprie responsabilità ai sensi del diritto internazionale umanitario e a garantire una protezione proattiva delle strutture sanitarie, degli operatori sanitari e dei pazienti”. Quindi la conclusione del post, accompagnata da un hashtag: Healthcare is #NotATarget, le cure sanitarie non possono essere un obiettivo da colpire.

Per approfondire: Cpj: record di 129 giornalisti uccisi nel 2025, 86 da Israele

6 aprile 2026

Israele afferma d’aver ucciso un comandante Forza Quds

L’esercito israeliano ha annunciato di avere ucciso ieri a Teheran Asghar Bagheri, comandante dal 2019 dell’Unità operazioni speciali 840 della Forza Quds. Secondo quanto riferito dall’aviazione israeliana, l’attacco è stato condotto sulla base di “precise informazioni di intelligence” dell’Idf. Israele sostiene che Bagheri abbia ricoperto negli ultimi anni una serie di incarichi di alto livello all’interno della Forza Quds, promuovendo numerose operazioni e risultando coinvolto in attacchi contro cittadini israeliani e americani in varie parti del mondo. Secondo l’Idf, avrebbe inoltre pianificato e portato avanti azioni contro lo Stato di Israele, comprese operazioni all’interno del territorio israeliano, oltre che in Siria e in Libano. L’esercito israeliano afferma che sotto il suo comando l’unità avrebbe sviluppato operazioni contro soldati israeliani lungo il confine tra Siria e Israele, servendosi di operativi siriani che in precedenza avevano prestato servizio nell’esercito di Bashar al Assad. Queste attività, secondo la ricostruzione israeliana, sarebbero state guidate personalmente da Bagheri insieme al suo vice Mohammad Reza Ansari e con l’assistenza di Qassem Salah al-Husseini, ucciso nei pressi di Beirut nel 2025. Israele sostiene inoltre che Bagheri fosse coinvolto nel trasferimento di armi dall’Iran verso Israele. Secondo l’Idf, la sua uccisione rientra nei “danni significativi” inflitti all’Unità operazioni speciali della Forza Quds e rappresenta “un ulteriore colpo” alla capacità della struttura di condurre attacchi contro Israele e i suoi civili.

6 aprile 2026

Idf: intercettato drone Houthi sul Mar Rosso

Un drone lanciato dagli Houthi dello Yemen contro Israele è stato intercettato sul Mar Rosso. Lo ha riferito l’Idf. In precedenza le sirene avevano risuonato nella città costiera israeliana di Eilat.

Per approfondire: Yemen, Al-Madhaji: «Così gli Houthi potrebbero diventare il cuore dell’Asse della resistenza»

6 aprile 2026

Iran: Aiea denuncia raid in area centrale nucleare Bushehr, “attacchi ad alto rischio”

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha confermato “impatti recenti di raid militari vicino alla centrale nucleare di Bushehr in Iran, incluso uno a soli 75 metri dal petrimetro del sito”. L’impianto non è stato danneggiato, si conclude, sempre sulla base di analisi indipendenti di nuove immagini satellitari di ieri. Il direttore generale dell’Agenzia Rafael Grossi “denuncia ancora una volta che la continua attività militare vicino alla centrale, un impianto operativo con una grande quantità di combustibile nucleare, rischia di provocare un incidente grave radiologico con conseguenze per le persone e l’ambiente in Iran e oltre”. Tali attacchi “pongono un pericolo davvero reale alla sicurezza del nucleare e devono cessare”, ha ribadito Grossi.

6 aprile 2026

Teheran: formulata risposta a proposta tregua, no negoziati con ultimatum e minacce

L’Iran, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei , ha reso noto di aver formulato la sua risposta e le sue richieste in merito alla proposta di cessate il fuoco presentata da Paesi intermediari. I negoziati, ha spiegato il portavoce, “sono incompatibili con ultimatum e minacce di crimini di guerra”. Le richieste di Teheran sono già state comunicate sempre attraverso gli intermediari. “L’Iran non esita a esprimere chiaramente quelle che considera come richieste legittime e farlo non deve essere considerato come segno di compromesso ma piuttosto una autoriflessione sulla sua fiducia nel difendere le sue posizioni. Abbiamo formulato le nostre risposte” che annunceremo nei dettagli a tempo debito.

6 aprile 2026

Iran: ministro degli Esteri iraniano sente Barrot

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto oggi un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. Lo riferisce una dichiarazione rilanciata dall’agenzia semiufficiale iraniana Tasnim. Nel corso della conversazione, Araghchi ha commentato le minacce del presidente Usa Donald Trump di colpire infrastrutture civili iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz. “Questa minaccia equivale a normalizzare crimini di guerra e genocidio e, se attuata, affronterà senza dubbio una risposta decisiva e complessiva da parte delle Forze armate della Repubblica islamica dell’Iran”, ha affermato il capo della diplomazia iraniana.

Per approfondire: Trump minaccia centrali elettriche e ponti in Iran: «Aprite lo Stretto, bastardi»

6 aprile 2026

Esercito Israele: ucciso capo unità sotto copertura dei pasdaran

L’esercito israeliano ha affermato di aver ucciso il capo dell’unità sotto copertura della Guardia Rivoluzionaria, parte della Forza Quds. Il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce militare, ha confermato l’uccisione di Asghar Bakeri in una conferenza stampa. Bakeri, ha detto, aveva pianificato attacchi contro obiettivi israeliani e americani, nonché operazioni in Israele, Siria e Libano.

6 aprile 2026

Missile Teheran su Haifa provoca 4 morti, i corpi estratti dalle macerie

Un missile iraniano ieri ha provocato 4 morti ad Haifa. I corpi delle vittime sono stati estratti dalle macerie, hanno reso noto oggi i servizi di emergenza israeliani. Sono i corpi di un uomo e una donna di circa 80 anni, di un bambino di circa 4 e di una donna di 35.

6 aprile 2026

Sette bambini morti in attacco Usa nella notte

Sette bambini di età inferiore ai dieci anni sono stati uccisi nel corso di un attacco statunitense condotto nella notte su Teheran. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero della Sanità iraniano, Hossein Kermanpour, in un messaggio pubblicato su X.

Kermanpour ha scritto che tra i morti c’è anche un neonato di meno di un anno, “appena identificabile”.

6 aprile 2026

Iran: abbiamo presentato risposta a mediatori, piano Usa inaccettabile

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l’Iran. Lo riferisce la Bbc. Esmail Baghaei, citato dall’agenzia di stampa statale Irna, ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari “non era in alcun modo accettabile per noi”. I negoziati per porre fine al conflitto sono “incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra”. L’Iran ha stilato una serie di richieste “basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni”.

6 aprile 2026

Esercito Israele avverta di nuova raffica di missili dall’Iran

L’esercito israeliano ha messo in guardia la popolazione da un’altra raffica di missili provenienti dall’Iran. Si tratta del quinto allarme di questo tipo della giornata.

6 aprile 2026

Premier Giappone organizza colloqui con Iran

Il dossier ha un rilievo diretto per Tokyo anche sul piano energetico. Il Giappone dipende infatti dalla regione per oltre il 90 per cento delle proprie importazioni di greggio e la gran parte di questi flussi passa attraverso lo stretto di Hormuz, snodo cruciale per le spedizioni energetiche globali che l’Iran ha di fatto chiuso, alimentando i timori sull’offerta di petrolio e la corsa dei prezzi.

Secondo quanto riportato, Trump ha prorogato la pausa sugli attacchi minacciati contro le infrastrutture energetiche iraniane, spostando da oggi a domani, martedì, la scadenza entro cui Teheran dovrebbe riaprire lo stretto. In un’intervista al Wall Street Journal, il presidente Usa ha dichiarato: “Se non lo fanno, se vogliono tenerlo chiuso, perderanno ogni centrale elettrica e ogni altro impianto che hanno nell’intero Paese”.

Trump ha inoltre pubblicato sui social un messaggio senza ulteriori spiegazioni: “Martedì, 8.00 pm, Eastern Time!” (le 2 di notte di mercoledì in Italia).

Il Giappone, stretto alleato degli Stati uniti ma tradizionalmente in rapporti amichevoli con l’Iran, ha condannato sia il blocco di fatto dello stretto da parte di Teheran sia gli attacchi iraniani contro altri Stati del Medio Oriente in risposta ai raid americano-israeliani. Il governo Takaichi, tuttavia, non ha ancora espresso una valutazione giuridica sulle operazioni militari condotte da Israele e Stati uniti contro l’Iran.

6 aprile 2026

Israele s’intesta uccisione capo intelligence Pasdaran

Più tardi in giornata, Israele ha confermato di avere colpito Khademi. In una nota, l’Idf ha affermato che “la scorsa notte” l’Aeronautica militare israeliana, “agendo con intelligence precisa”, ha condotto un attacco a Teheran eliminando Majid Khademi, definito “capo dell’intelligence del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica”.

Secondo l’esercito israeliano, Khademi era “uno dei comandanti più anziani” dei Pasdaran e aveva maturato una vasta esperienza militare e di sicurezza. L’Idf sostiene inoltre che era stato nominato dopo l’uccisione del suo predecessore Mohammad Kazemi e che, nel suo incarico, era responsabile della raccolta di informazioni e della definizione del quadro di situazione per i vertici del regime.

Israele accusa inoltre Khademi di avere avuto “un ruolo chiave” nella campagna contro lo Stato ebraico, sostenendo che le informazioni raccolte sotto la sua direzione siano state utilizzate per “promuovere ed eseguire attività terroristiche”. Nella stessa nota, l’Idf afferma che il dirigente iraniano avrebbe anche lavorato per colpire obiettivi israeliani ed ebraici nel mondo, partecipato a tentativi di prendere di mira cittadini americani e monitorato i civili iraniani nell’ambito della repressione delle proteste interne.

Per Israele, la sua eliminazione “si aggiunge a decine di altri comandanti di alto livello del regime iraniano” uccisi nel corso dell’operazione e rappresenta “un ulteriore colpo significativo” ai sistemi di comando e controllo dei Pasdaran e alla loro capacità di condurre operazioni contro Israele e altri Paesi.

Nello stesso aggiornamento operativo, l’Idf ha reso noto anche che truppe dell’unità di ricognizione Nahal hanno ucciso nel sud del Libano tre miliziani ritenuti responsabili della morte di quattro soldati israeliani: il capitano Noam Madmoni, il sergente maggiore Ben Cohen, il sergente maggiore Maxsim Entis e il sergente maggiore Gilad Harel. Secondo l’esercito, i tre sono stati eliminati in combattimento ravvicinato e la loro identità è stata successivamente verificata “attraverso intelligence precisa”.

6 aprile 2026

Iran: non riapriremo Hormuz in cambio di una tregua temporanea

L’Iran ⁠non riaprirà lo Stretto di Hormuz in ⁠cambio di una “tregua temporanea”: lo ha detto un alto funzionario iraniano citato da Reuters online, chiedendo l’anonimato e aggiungendo ‌che Teheran ritiene che Washington non sia pronta per una tregua permanente. Il funzionario ha poi confermato che l’Iran ha ricevuto la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco immediato e la sta esaminando, aggiungendo che Teheran non accetta di essere messa sotto pressione per accettare scadenze e prendere una decisione. (

6 aprile 2026

Almeno 9 morti in nuovi raid israeliani in Libano

Almeno nove persone sono morte in attacchi sul Libano delle ultime ore attribuiti alle forze armate israeliane: lo riferiscono media della regione. Secondo l’agenzia libanese Nna, tre persone sono state uccise in un raid a Burj Rahal, nel sud, mentre altre due vittime, secondo un bilancio preliminare, sono state registrate a Mashghara, circa 85 chilometri a nordest. In entrambi i casi, si contano anche diversi feriti. Al Jazeera, invece, riferisce di un attacco mirato su un’auto a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, in cui sono state uccise quattro persone.

6 aprile 2026

Iran: Teheran e Usa hanno ricevuto proposta mediatori per fine guerra

L’Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto una bozza di proposta che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz come possibile soluzione per porre fine alla guerra. Lo hanno riferito all’Associated Press due funzionari mediorientali che hanno parlato a condizione di anonimato. La proposta proviene dai mediatori egiziani, pakistani e turchi impegnati a fermare i combattimenti. Questi sperano che 45 giorni siano un tempo sufficiente per colloqui approfonditi tra i Paesi per raggiungere un cessate il fuoco permanente.

6 aprile 2026

Pasdaran, capo intelligence ucciso in attacco Usa-Israele

Il capo dell’intelligence dei pasdaran, Majid Khademi, è stato ucciso in un attacco di Stati Uniti e Israele diretto contro di lui. Lo ha riferito la Guardia Rivoluzionaria, secondo quanto riportano i media statali iraniani. Non sono stati forniti dettagli sul luogo in cui Khademi è stato ucciso. Questa mattina presto diversi attacchi aerei hanno colpito zone residenziali nei dintorni della capitale iraniana, Teheran.

6 aprile 2026

Oltre 25 morti in raid di Israele e Usa

I media iraniani hanno riferito che gli edifici dell’Università tecnica Sharif di Teheran hanno riportato danni e che è stato danneggiato anche un impianto di distribuzione di gas naturale adiacente al campus.

Non è chiaro quale fosse l’obiettivo all’interno del campus universitario che al momento non ospita studenti perché la guerra ha costretto tutte le strutture educative del Paese a passare alla didattica online. Tuttavia è da notare che nel corso degli anni diversi Paesi hanno sanzionato l’università per la sua collaborazione con l’esercito, in particolare per quanto riguarda il programma missilistico balistico iraniano, controllato dalla Guardia Rivoluzionaria.

L’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha riferito che almeno 13 persone sono morte in un attacco vicino a Eslamshar, a sud-ovest di Teheran. Altre cinque persone sono morte in un attacco a un’area residenziale nella città di Qom, e altre sei sono state uccise in attacchi su altre città, secondo quanto riportato dal quotidiano statale Iran. Altre tre persone sono morte quando un raid aereo ha colpito un’abitazione a Teheran, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana.

6 aprile 2026

Teheran: risposte ancora più devastanti se colpiti obiettivi civili

Il comando militare centrale iraniano ha lanciato un avvertimento a Stati Uniti e Israele, affermando che, qualora gli attacchi contro obiettivi civili dovessero continuare, la rappresaglia dell’Iran “sarà messa in atto con una forza molto più devastante ed estesa”. Ne danno notizia i media iraniani che citano un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya.

6 aprile 2026

Attacco a siti Usa in Emirati Arabi e Kuwait

L’agenzia iraniana Fars ha riferito che il regime degli Ayatollah sta sferrando attacchi ai siti Usa negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait.

Usa e Israele in precedenza hanno sferrato una serie di attacchi contro l’Iran che hanno causato la morte di oltre 25 persone. Secondo i media iraniani tra le vittime ci sarebbero anche sei bambini che avevano meno di 10 anni.

6 aprile 2026

Messo a morte un altro degli arrestati durante le proteste di gennaio

La magistratura iraniana ha annunciato che Ali Fahim, arrestato durante le proteste di gennaio, è stato impiccato stamani. Fahim e altri sei manifestanti sono stati accusati di aver attaccato una base dei Basij a est di Teheran l’8 gennaio e di aver dato fuoco al centro, si legge nel comunicato, citato dall’IRNA, che aggiunge: “Sono stati accusati di Moharabeh (guerra contro Dio) e condannati a morte. Fahim è stato inoltre condannato alla confisca dei suoi beni”. Altri tre condannati nello stesso caso sono stati impiccati nei giorni scorsi.

6 aprile 2026

Media, Israele e Usa stilano elenco obiettivi in Iran se non ci sarà accordo

Israele e gli Stati Uniti hanno stilato un elenco completo di obiettivi strategici da colpire in Iran qualora la Repubblica islamica non dovesse soddisfare le richieste dell’imminente ultimatum del presidente statunitense Donald Trump. Lo confermano al Jerusalem Post due fonti. L’accordo sulla lista degli obiettivi fa seguito a una serie di intense discussioni di alto livello volte a sincronizzare le risposte americane e israeliane alla continua sfida di Teheran. Oltre alla lista definitiva degli obiettivi, è stato completato il coordinamento operativo tra le forze armate statunitensi e quelle israeliane.

Gli ultimi ritocchi al piano operativo congiunto sono stati apportati durante un incontro giovedì scorso tra il capo di Stato Maggiore dell’Idf Eyal Zamir e i vertici del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom); i funzionari hanno discusso e definito la specifica divisione dei ruoli e gli obiettivi della missione nel caso in cui il presidente degli Stati Uniti dovesse ritenere scaduto l’ultimatum. In un duro avvertimento al regime di Teheran,

Trump ha dichiarato: “Senza un accordo, per lo Stato iraniano è finita”. Alla luce di questi sviluppi, ieri sera il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato il Gabinetto di Sicurezza per informare i ministri. Netanyahu e i funzionari della difesa israeliani hanno fatto pressioni sull’amministrazione Trump affinché desse priorità al settore energetico e alle infrastrutture nazionali iraniane in eventuali nuovi attacchi.

Sebbene a Gerusalemme si stia diffondendo la convinzione che il presidente darà alla fine il “via libera” agli attacchi contro infrastrutture di così alto valore, Israele è attualmente in attesa dell’autorizzazione definitiva della Casa Bianca prima di avviare qualsiasi operazione di questo tipo.

Un funzionario israeliano ha dichiarato al Post che la strategia alla base del targeting del settore energetico è chiara: “Colpire obiettivi energetici porterà al collasso economico totale dell’Iran e a un significativo indebolimento della presa del regime terroristico sul potere”.

6 aprile 2026

Media, in corso mediazione per tregua di 45 giorni

Gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra, secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui. Lo riferisce il sito Axios.

Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Ma questo ultimo tentativo, aggiungono, è l’unica possibilità per prevenire una drammatica escalation della guerra che includerà massicci attacchi contro le forze di sicurezza israeliane e una rappresaglia contro l’Iran.

6 aprile 2026

Raid Usa-Israele: almeno 13 morti tra cui sei bambini

L’agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone. La contea è un’area densamente popolata nella provincia di Teheran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla Fars che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso.

“Ieri sera, 6 bambini sono stati martirizzati nella provincia di Teheran”. Lo scrive l’agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran. “A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati” afferma l’agenzia.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti