Nuove regole

Ipo più facili a Piazza Affari: per i mercati è un primo passo

Eliminati vari obblighi documentali e snellite le procedure per la quotazione. Gli operatori: «Riforma importante per attirare Pmi, ma ancora non sufficiente»

di Matteo Meneghello

Borsa Italiana, strategia per la crescita

3' di lettura

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Il nuovo quadro delle regole di Borsa per il processo di quotazione è pronto e sarà operativo dal 3 ottobre. L’annuncio arriva dopo l’ok di Consob dei giorni scorsi. Sono stati semplificati gli obblighi di documentazione per le società quotande, le competenze di Borsa su ammissione e le responsabilità dello Sponsor. Un corpus di innovazioni (relative ad Euronext Milan) che si affiancano alle novità varate da Consob ad agosto (su tempistica dei processi di approvazione, pre-filing e regime linguistico). Entrambi i «pacchetti» sono uno dei primi approdi del percorso avviato dal Mef con il Libro Verde: ora però - è il parere degli attori del mercato - serve uno sforzo più ampio, e spetterà al nuovo Governo decidere se e in che misura accogliere le ulteriori indicazioni del documento e le sollecitazioni della Peer review dell’Esma, mettendo mano al Tuf e al diritto societario.

Gli obiettivi

Tornando al nuovo quadro operativo, è «una riforma che porterà a risultati importanti per crescita e competitività dell’intero sistema italiano - spiega Fabrizio Testa, ad di Borsa italiana -. L’Italia ha un ottimo tessuto imprenditoriale, capitali privati e un’efficiente infrastruttura di mercato. Grazie allo sforzo congiunto con Consob, associazioni e altri soggetti, possiamo semplificare l’accesso ai mercati, facendo in modo che fungano da strumento per finanziare crescita, innovazione e sostenibilità». Grazie all’integrazione in Euronext - si legge in una nota - le modifiche allineano il processo di quotazione in Italia agli standard europei e globali.

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Nel dettaglio, per quanto riguarda gli obblighi di documentazione, si elimina il Memorandum descrittivo del sistema di controllo di gestione, sostituito da una dichiarazione. Eliminati anche gli obblighi documentali relativi al piano industriale dell’esercizio in corso e dei due precedenti, quelli riferiti alla Relazione che confronta il sistema di governo societario con le raccomandazioni del Codice di autodisciplina, al Documento a supporto della Valutazione, alle copie degli ultimi tre bilanci e della relazione del revisore, oltre all’analisi di eventuali rapporti di debito scaduti. Lo Sponsor diventa poi «listing agent», con rimodulazione di responsabilità e oneri.

I temi ancora aperti

«Gran parte dei suggerimenti del Libro Verde sono stati accolti e le modifiche sono state celeri - commenta Guglielmo Manetti, ad di Intermonte -; è certamente un passo avanti importante, ma non sufficiente per rendere il mercato più attrattivo. Ora restano aperti diversi temi di diritto societario, ad esempio legati alla quotazione di azioni a voto multiplo, una delle ragioni principali alla base di recenti delisting, come nel caso di Exor. Altro tema è legato alle tempistiche per gli aumenti di capitale in borsa, che ancora ci penalizzano rispetto a quanto succede all’estero. Si tratta di uno sforzo normativo complesso, che speriamo affronti il nuovo Governo».

Anche per Andrea Vismara, ad di Equita Group, le iniziative di Borsa e Consob «rappresentano un messaggio a chi ci governerà: questo tema è prioritario, il mercato dei capitali italiano ha perso competitività negli anni, come testimoniato dal numero di delisting e di trasferimenti di quotazioni e sedi societarie all’estero. Il Libro Verde - prosegue - ha mostrato grande coesione degli operatori sulle iniziative da intraprendere, che dovrebbero includere anche una rivisitazione del Tuf che ha ormai più di 20 anni e in alcune parti è obsoleto, e del diritto societario che si confronta con altri mercati più moderni e accoglienti per le imprese. Il nuovo Governo dovrà partire da lì, con iniziative legislative concrete».

Primo passo

Franco Gaudenti, presidente di EnVent CM, sottolinea che le recenti novità sono «un passaggio importante, ma in un contesto di capitali globali e di competizione per attrarre il maggior numero di aziende in quotazione o per garantirne la permanenza in condizioni competitive, è solo un primo passo». Il Libro Verde, ricorda, ha identificato altri aspetti, «come la revisione delle norme relative alle azioni a voto plurimo e maggiorato, anche con l’obiettivo di riconoscere un peso superiore nella governance a fondatori e management per le decisioni più rilevanti; elementi questi previsti su primarie piazze finanziarie come Amsterdam e Londra, dove peraltro due giorni fa è stato preannunciato per i prossimi mesi un “Big Bang 2.0” allo scopo di rendere la City più attraente dopo il rallentamento post Brexit». Tuttavia, molti di questi obiettivi «necessitano di un intervento legislativo superiore e di una revisione del Tuf che allo stato non sembra attuale data la situazione politica in atto, frustrando le aspettative anche temporali e il lavoro fin qui svolto».

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