Prosegue infine la riduzione dell’esposizione verso la Russia, scesa di oltre il 94%, pari a più di 3,4 miliardi di euro, rispetto a fine giugno 2022. L’esposizione residua rappresenta ora lo 0,05% del totale dei crediti verso clientela del gruppo.
Nel trimestre una distribuzione di 2,6 miliardi
«Il solido andamento economico e patrimoniale del trimestre si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder da parte del gruppo, che si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale», si legge in una nota della banca. Nel trimestre, la banca ha generato un ritorno cash per gli azionisti con 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata, di cui 2,1 miliardi come dividendi, che si aggiungono ai 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026 e al buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026.
Il ceo Messina: «Il nostro miglior risultato trimestrale, nel 2026 ai soci 9,4 miliardi»
«In questo avvio di piano registriamo il nostro miglior risultato netto trimestrale e del primo trimestre di sempre, pari a 2,8 miliardi di euro, grazie al contributo positivo di tutte le componenti della voce ricavi e la riduzione dei costi». Così il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando i risultati.
«Con una delle remunerazioni per gli azionisti - aggiunge - più elevate nel panorama bancario europeo, quest’anno restituiremo circa 9,4 miliardi di euro agli azionisti, considerando il saldo dividendo di maggio, il buyback di luglio e l’atteso interim dividend di novembre».
«Nessun tipo di acquisizione per limiti Antitrust»
«Non posso fare altro che sottolineare che l’antitrust è un aspetto cruciale per noi che non ci permette di considerare nessun tipo di acquisizione». Così l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, rispondendo nel corso della conference call a una domanda che riguarda Generali.