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Intesa Sanpaolo oltre le stime, l’utile nel trimestre sale a 2,76 miliardi

Confermata la guidance di utile pari a 10 miliardi per il 2026. Messina: «Generali? Nessuna acquisizione per limiti Antitrust»

di L. D.

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Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre del 2026 con un utile netto di 2,76 miliardi di euro, superiore ai 2,62 miliardi attesi dal consensus degli analisti e n crescita del 5,6% rispetto al primo trimestre 2025. Il gruppo conferma inoltre la guidance per l’intero 2026, con un utile netto atteso a circa 10 miliardi di euro.

Nel trimestre, i proventi operativi netti si sono attestati a 7,154 miliardi da 6,796 miliardi del primo trimestre 2025 (+5,3%), sopra le attese degli analisti pari a 6,91 miliardi. Il margine di interesse è stato pari a 3,64 miliardi, mentre le commissioni nette hanno raggiunto 2,52 miliardi.

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Il Cet1 ratio, informa un comunicato, si è attestato al 13%, deducendo dal capitale 2,6 miliardi di distribuzione maturata nel primo trimestre 2026 e 2,6 miliardi di buyback da avviare a luglio 2026; al 13,9% considerando oltre 80 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (Dta).

Le rettifiche su crediti del trimestre sono state pari a 170 milioni di euro.

La banca ha inoltre lanciato un programma di buyback da 2,3 miliardi di euro, il cui avvio è previsto per luglio 2026.

Prosegue infine la riduzione dell’esposizione verso la Russia, scesa di oltre il 94%, pari a più di 3,4 miliardi di euro, rispetto a fine giugno 2022. L’esposizione residua rappresenta ora lo 0,05% del totale dei crediti verso clientela del gruppo.

Nel trimestre una distribuzione di 2,6 miliardi

«Il solido andamento economico e patrimoniale del trimestre si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder da parte del gruppo, che si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale», si legge in una nota della banca. Nel trimestre, la banca ha generato un ritorno cash per gli azionisti con 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata, di cui 2,1 miliardi come dividendi, che si aggiungono ai 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026 e al buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026.


Il ceo Messina: «Il nostro miglior risultato trimestrale, nel 2026 ai soci 9,4 miliardi»

«In questo avvio di piano registriamo il nostro miglior risultato netto trimestrale e del primo trimestre di sempre, pari a 2,8 miliardi di euro, grazie al contributo positivo di tutte le componenti della voce ricavi e la riduzione dei costi». Così il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando i risultati.

«Con una delle remunerazioni per gli azionisti - aggiunge - più elevate nel panorama bancario europeo, quest’anno restituiremo circa 9,4 miliardi di euro agli azionisti, considerando il saldo dividendo di maggio, il buyback di luglio e l’atteso interim dividend di novembre».

«Nessun tipo di acquisizione per limiti Antitrust»


«Non posso fare altro che sottolineare che l’antitrust è un aspetto cruciale per noi che non ci permette di considerare nessun tipo di acquisizione». Così l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, rispondendo nel corso della conference call a una domanda che riguarda Generali.

«La risposta per quanto riguarda Generali è sempre la stessa. Abbiamo un modello di impresa che è basato sulla wealth management e protection, ma abbiamo anche una quota di mercato in Italia che non ci permette di intraprendere transazioni nel sistema bancario e nel sistema assicurativo, perché incorreremmo in problematiche di tipo Antitrust».

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