Intercos, più investimenti nella struttura produttiva. Spinta sulla innovazione
Impieghi capitalizzati al 7% dei ricavi: focus su Asia e Stati Uniti. In America anche la leva del M&A. La bolletta energetica impatta sui margini
di Vittorio Carlini
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Da un lato spingere gli investimenti per ampliare la base produttiva. Dall’altro continuare a sfruttare la leva dell’innovazione di prodotto, anche per realizzare soluzioni più eco-sostenibili. Sono tra i focus di Intercos a sostegno del business. Già, il business. L’azienda, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, produce soluzioni, in larga parte da lei brevettate, per clienti business. Tra questi: grandi marchi multinazionali, brand più giovani e locali od operatori attivi nel canale retail. Il gruppo divide l’attività in tre business unit: il Make Up, lo Skincare e l’Hair&Body. La prima, il 64,3% dei ricavi totali nel primo semestre del 2022, comprende la creazione, sviluppo, produzione e vendita di diversi prodotti: dalle polveri per viso e occhi al fondotinta fino ai rossetti e gli smalti. Appannaggio della seconda area (17,8% del fatturato al 30/6/2022), invece, c’è la creazione, produzione e vendita di prodotti quali, ad esempio: creme o sieri, oppure lozioni cosmetiche e dermocosmetiche. Infine il mondo delle soluzioni (settore più giovane per il gruppo) finalizzato alla cura di capelli e corpo. Queste, al 30 giugno scorso, hanno generato il 18% del fatturato.
Investimenti e produzione
Ciò detto una priorità, per l’appunto, è l’espansione della capacità produttiva. I Capex dell’azienda, nel recente passato, annualmente e in media si assestavano a circa il 5% dei ricavi. Nel 2022, e tendenzialmente per alcuni esercizi a seguire, la percentuale dovrebbe arrivare intorno al 7%. Gli esborsi verranno utilizzati per diverse finalità. Così è essenziale la digitalizzazione e informatizzazione del business. Poi, in scia all’acquisto di nuovi macchinari produttivi, c’è l’allargamento degli spazi necessari sia per accogliere gli stessi macchinari che per lo stoccaggio di materiali e prodotti. L’obiettivo? Riuscire a incrementare di almeno il 30%, rispetto all’attuale situazione, la capacità produttiva potenziale.
Al di là delle percentuali, il gruppo, con riferimento alle geografie, punta ad aumentare l’output, oltre che in Europa, soprattutto in Asia. Altro mercato importante sono gli Stati Uniti. Qui Intercos segue una duplice strategia. La società, presente in America con la produzione nel Make Up, da tempo vuole acquistare un impianto per lo Skincare. Finora non si è presentata l’occasione giusta. Di conseguenza il gruppo ha deciso d’intrapendere la strada della crescita organica, allargando la fabbrica nello Stato di New York (l’investimento dovrebbe partire il prossimo anno). La decisione, però, non significa che la società abbandona l’opzione dello shopping. Intercos prosegue nel valutare dossier e, contestualmente, vara la strategia “green field”.
Innovazione
Ma non è solamente una questione di base produttiva. Altro focus riguarda l’innovazione di prodotto. Su questo fronte la società, in media all’anno, investe circa il 5% del fatturato. In questo ambito l’impegno è su due fronti. Il primo è la ricerca in senso stretto, finalizzata alla scoperta di nuovi materiali di base e principi attivi. Il secondo, invece, è l’ulteriore sviluppo, sull’individuazione dei trend di mercato, di formulazioni già esistenti. Riguardo al primo fronte va ricordato che Intercos fa delle soluzioni proprietarie, e brevettate, un punto di forza del business model. Questo non si fonda sulla semplice produzione per conto terzi, ma anche sull’individuazione e creazione delle formule alla base dei prodotti. Così può ad esempio ricordarsi che, a fronte della sempre maggiore importanza data dai consumatori ai temi della eco-sostenibilità, di recente l’azienda ha creato una tecnologia che consente di produrre negli ombretti il colore rosso carminio senza l’utilizzo dell’insetto della cocciniglia. Non solo. Più in generale la società è impegnata nello sviluppo, ed efficientamento, dei macchinari per la produzione. In tal senso può, tra le altre cose, rammentarsi la realizzazione di sistemi che permettono la migliore pressatura delle polveri per il Make Up. Riguardo, invece, all’innovazione marketing driven, il gruppo, anche con l’uso dell’intelligenza artificiale, analizza i dati - in arrivo da clienti, social network o Google - per cogliere, e anticipare, le tendenze dei consumatori. Un’attività essenziale, per l’appunto, al fine di realizzare l’evoluzione dei prodotti. Insomma: è chiaro come l’innovazione sia un key driver del business.
Inflazione e commodity
Sennonché il risparmiatore fa una considerazione. Negli ultimi mesi, soprattutto a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, i prezzi delle materie prime e dell’energia sono balzati verso l’alto. Si tratta di un contesto che incrementa il costo del venduto e impatta la redditività delle imprese, Intercos compresa. La società, pure consapevole della situazione, invita a un’analisi più articolata. Dapprima, viene ricordato, l’80% delle formule con cui vengono realizzati i prodotti sono di proprietà dell’azienda stessa. Una condizione che, sottolinea Intercos, dando al gruppo un importante pricing power, permette di traslare sul listino finale i maggiori costi. Inoltre, afferma sempre la società, gli investimenti in automazione ed efficienza operativa, consentono di mitigare l’impatto dei più alti oneri.



