Intelligenza artificiale: sulla corsa di Tsmc il pericolo della Cina
Il colosso della produzione di chip per conto di terzi sfrutta la domanda legata alle nuove tecnologie. Profitti in rialzo ma c’è l’incognita dei nuovi dazi
class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini
6' di lettura
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Da una parte l’espansione del business aziendale, anche in scia alla domanda di microchip per l’Artificial intelligence (Ai). Dall’altra il rischio rappresentato dalle mosse della Cina rispetto all’isola di Taiwan e la guerra dei dazi spinta da Washington. Il tutto con il focus sulla frontiera dell’innovazione, al fine di contrastare la concorrenza. Così puo fotografarsi – in linea di massima – il contesto dell’attività di Taiwan Semiconductor Company (Tsmc).
Già, Tsmc. Questa, va ricordato, opera come una cosiddetta “pure-play foundry”. In altre parole: il gruppo si concentra esclusivamente sulla realizzazione di chip per conto terzi. In tal modo il colosso tecnologico non entra in competizione con i clienti, garantendosi – a suo dire – una più efficace e trasparente collaborazione.
L’evoluzione tecnologica
La multinazionale taiwanese, quale parte della sua strategia, punta molto – per l’appunto – sull’evoluzione tecnologica. Nel 2024 gli investimenti capitalizzati (Capex) sono previsti poco sopra 30 miliardi di dollari.
Ebbene: tra il 70 e l’80% degli impieghi in oggetto viene indirizzato verso le tecnologie di processo avanzate. Di cosa si tratta? Sono le metodologie e gli strumenti più sofisticati per produrre chip con transistor e circuiti integrati estremamente piccoli e complessi. Un approccio il quale permette di avere prodotti caratterizzati da prestazioni più elevate, minore consumo energetico e maggiore densità di transistor. Ogni tecnologia di processo è indicata nella misura dei nanometri (nm). Ad esempio: 7 nm, 5 nm o 3 nm. Questi, nel passato, rappresentavano la dimensione fisica reale del gate di un transistor. Cioè: la porta/interruttore che controlla se la corrente può passare o meno tra due parti del transistor stesso. Applicando una tensione al gate, si apre o si chiude il percorso per il flusso di corrente, permettendo al transistor di funzionare. Oggi, invece, l’uso del numero in nanometri ha una valenza più commerciale e serve a distinguere ogni generazione di tecnologia di processo.
Si tratta di un contesto dove – essendo serrata la corsa alla sempre maggiore miniaturizzazione – le società del settore, da un lato, tentano di avere tecnologie contraddistinte da meno nanometri; e, dall’altro, vogliono aumentare i ricavi generati da quest’ultime.



