Intelligenza artificiale: Broadcom gioca le carte con software e microchip
Dopo la bocciatura in Borsa dei dati di Nvidia c’è attesa per la trimestrale della società. Il colosso Usa integra hardware e software. Il titolo non è a sconto
class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini
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Da una parte, tramite l’integrazione di VMware, la spinta al business del Software per infrastrutture (Infrastructure Software). Dall’altra l’accelerazione, concretizzata con lo shopping della stessa WMware, sull’Intelligenza artificiale. Così può descriversi, in linea di massima, il nucleo dell’attuale strategia di sviluppo dell’attività Broadcom.
Oggetto sociale
Già, l’attività. Il colosso dei chip, che secondo companiesmarketcap.com è l’ottava azienda hi tech al mondo per capitalizzazione (674 miliardi di dollari), divide l’oggetto sociale in due grandi aree: le Semiconductor solutions (Soluzioni per semiconduttori) e l’Infrastructure Software (Software per infrastrutture). La prima divisione, a ben vedere, comprende la progettazione e produzione di microchip per diverse attività: dalla gestione dei flussi di dati nei data center alla connessione wireless fino ai set-top box e i sistemi di archiviazione. Appannaggio della seconda, invece, sono i software per, tra le altre cose, gestire App in ambienti differenziati (dalle piattaforme edge al cloud) oppure automatizzare i processi informatici. Senza dimenticare, peraltro, le soluzioni utili a gestire le reti, in fibra ottica, che specificatamente collegano server e dispositivi di archiviazione di dati. Si tratta, evidentemente, di aree sinergiche tra loro. Due segmenti che riflettono la volontà di combinare l’offerta di hardware e software, al fine di presentarsi al cliente quale unico fornitore su diverse tecnologie.
La spinta dell’M&A
Ebbene: alla fine dell’ultimo trimestre (il gruppo pubblica i nuovi dati il 5 Settembre) il giro d’affari delle Semiconductor solutions è stato di 7,2 miliardi di dollari (+6% rispetto allo stesso periodo del 2023) mentre l’Infrastructure software ha realizzato ricavi per 5,3 miliardi. Un dato quest’ultimo che implica l’incremento del 175%. Il balzo in avanti è soprattutto dovuto al contributo di WMware. L’acquisizione dell’azienda di Paolo Alto, completata nel Novembre del 2023, ha consentito - per l’appunto - a Broadcom di spingere la divisione del software. Sempre al termine dell’ultimo quarter (5 Maggio scorso) l’area in oggetto valeva il 42% dell’intero fatturato (58% per i semiconduttori) a fronte del 21,3% registrato sull’intero 2023. Si dirà: un singolo trimestre è un periodo troppo breve per trarre conclusioni definitive. L’obiezione non regge. Ampliando l’analisi ai due trimestri del 2024 fin qui realizzati, la percentuale di Infrastructure software si assesta al 40% rispetto al 21% di dodici mesi prima. Insomma: i numeri raccontano dell’accelerazione sul fronte in oggetto.
La strategia
La dinamica - come detto - è voluta, ma per quali motivi? In primis perché, dal punto di vista contabile ed industriale, la marginalità di questo settore è più alta di quello dei microchip. Le soluzioni software, alla fine dei due trimestri del 2024, hanno un rapporto tra utile operativo e ricavi del 59,6%. L’Ebit margin dei semiconduttori, dal canto suo, si è assestato al 55,5%. Chiaro quindi che l’espansione del mondo del software, grazie allo stesso M&A, ha la sua logica nella ricerca di maggiore redditività. Non solo. Altro motivo - ugualmente rilevante - di carattere strategico e che attiene al settore operativo di VMware è il maggiore presidio del comparto del cloud computing. Broadcom, in scia alla stessa operazione straordinaria, è adesso in grado di offrire soluzioni più integrate e sofisticate per la nuvola informatica, soprattutto in funzione dello sviluppo dell’Intelligenza artificiale.
L’integrazione
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Bisogna rimarcare che l’integrazione di una nuova realtà (peraltro importante come WMware il cui M&A è valso 69 miliardi di dollari) non è semplice. C’è sempre il risk execution, oltre che la possibile diluzione dei margini. In tal senso - secondo alcuni esperti - l’Ebit margin dell’Infrastructure software, escludendo i costi di integrazione della neoacquisita, sarebbe stato - nel secondo trimestre - del 64%. Vale a dire, superiore al dato riportato da Broadcom. La società da parte sua, rispetto al tema in discussione, non esprime preoccupazione. Il colosso hi tech dapprima rammenta che «da inizio anno i costi di ristrutturazione ed integrazione sono stati circa 2 miliardi (...)». Poi, indica che il suo «tasso di spesa in MVware, nel secondo trimestre, è calato a 1,6 miliardi (dai 2,3 miliardi nel quarter pre- acquisizione)». Non solo: da una parte, «la spesa - viene spiegato - continuerà a calare, arrivando intorno a 1,3 miliardi in uscita dal quarto trimestre»; dall’altra, invece, «i ricavi accelereranno verso 4 miliardi per quarter». Un combinato disposto il quale -sempre secondo Broadcom - dovrebbe permettere ai margini operativi di VMware di allinearsi a quelli della sua divisione software nell’esercizio fiscale del 2025.



