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Intelligenza artificiale: Broadcom gioca le carte con software e microchip

Dopo la bocciatura in Borsa dei dati di Nvidia c’è attesa per la trimestrale della società. Il colosso Usa integra hardware e software. Il titolo non è a sconto

class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini

5' di lettura

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Da una parte, tramite l’integrazione di VMware, la spinta al business del Software per infrastrutture (Infrastructure Software). Dall’altra l’accelerazione, concretizzata con lo shopping della stessa WMware, sull’Intelligenza artificiale. Così può descriversi, in linea di massima, il nucleo dell’attuale strategia di sviluppo dell’attività Broadcom.

Oggetto sociale

Già, l’attività. Il colosso dei chip, che secondo companiesmarketcap.com è l’ottava azienda hi tech al mondo per capitalizzazione (674 miliardi di dollari), divide l’oggetto sociale in due grandi aree: le Semiconductor solutions (Soluzioni per semiconduttori) e l’Infrastructure Software (Software per infrastrutture). La prima divisione, a ben vedere, comprende la progettazione e produzione di microchip per diverse attività: dalla gestione dei flussi di dati nei data center alla connessione wireless fino ai set-top box e i sistemi di archiviazione. Appannaggio della seconda, invece, sono i software per, tra le altre cose, gestire App in ambienti differenziati (dalle piattaforme edge al cloud) oppure automatizzare i processi informatici. Senza dimenticare, peraltro, le soluzioni utili a gestire le reti, in fibra ottica, che specificatamente collegano server e dispositivi di archiviazione di dati. Si tratta, evidentemente, di aree sinergiche tra loro. Due segmenti che riflettono la volontà di combinare l’offerta di hardware e software, al fine di presentarsi al cliente quale unico fornitore su diverse tecnologie.

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TRIMESTRI A CONFRONTO

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La spinta dell’M&A

Ebbene: alla fine dell’ultimo trimestre (il gruppo pubblica i nuovi dati il 5 Settembre) il giro d’affari delle Semiconductor solutions è stato di 7,2 miliardi di dollari (+6% rispetto allo stesso periodo del 2023) mentre l’Infrastructure software ha realizzato ricavi per 5,3 miliardi. Un dato quest’ultimo che implica l’incremento del 175%. Il balzo in avanti è soprattutto dovuto al contributo di WMware. L’acquisizione dell’azienda di Paolo Alto, completata nel Novembre del 2023, ha consentito - per l’appunto - a Broadcom di spingere la divisione del software. Sempre al termine dell’ultimo quarter (5 Maggio scorso) l’area in oggetto valeva il 42% dell’intero fatturato (58% per i semiconduttori) a fronte del 21,3% registrato sull’intero 2023. Si dirà: un singolo trimestre è un periodo troppo breve per trarre conclusioni definitive. L’obiezione non regge. Ampliando l’analisi ai due trimestri del 2024 fin qui realizzati, la percentuale di Infrastructure software si assesta al 40% rispetto al 21% di dodici mesi prima. Insomma: i numeri raccontano dell’accelerazione sul fronte in oggetto.

RICAVI E DIVISIONI

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La strategia

La dinamica - come detto - è voluta, ma per quali motivi? In primis perché, dal punto di vista contabile ed industriale, la marginalità di questo settore è più alta di quello dei microchip. Le soluzioni software, alla fine dei due trimestri del 2024, hanno un rapporto tra utile operativo e ricavi del 59,6%. L’Ebit margin dei semiconduttori, dal canto suo, si è assestato al 55,5%. Chiaro quindi che l’espansione del mondo del software, grazie allo stesso M&A, ha la sua logica nella ricerca di maggiore redditività. Non solo. Altro motivo - ugualmente rilevante - di carattere strategico e che attiene al settore operativo di VMware è il maggiore presidio del comparto del cloud computing. Broadcom, in scia alla stessa operazione straordinaria, è adesso in grado di offrire soluzioni più integrate e sofisticate per la nuvola informatica, soprattutto in funzione dello sviluppo dell’Intelligenza artificiale.

REDDITIVITÀ E DIVISIONI

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L’integrazione

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Bisogna rimarcare che l’integrazione di una nuova realtà (peraltro importante come WMware il cui M&A è valso 69 miliardi di dollari) non è semplice. C’è sempre il risk execution, oltre che la possibile diluzione dei margini. In tal senso - secondo alcuni esperti - l’Ebit margin dell’Infrastructure software, escludendo i costi di integrazione della neoacquisita, sarebbe stato - nel secondo trimestre - del 64%. Vale a dire, superiore al dato riportato da Broadcom. La società da parte sua, rispetto al tema in discussione, non esprime preoccupazione. Il colosso hi tech dapprima rammenta che «da inizio anno i costi di ristrutturazione ed integrazione sono stati circa 2 miliardi (...)». Poi, indica che il suo «tasso di spesa in MVware, nel secondo trimestre, è calato a 1,6 miliardi (dai 2,3 miliardi nel quarter pre- acquisizione)». Non solo: da una parte, «la spesa - viene spiegato - continuerà a calare, arrivando intorno a 1,3 miliardi in uscita dal quarto trimestre»; dall’altra, invece, «i ricavi accelereranno verso 4 miliardi per quarter». Un combinato disposto il quale -sempre secondo Broadcom - dovrebbe permettere ai margini operativi di VMware di allinearsi a quelli della sua divisione software nell’esercizio fiscale del 2025.

FLUSSI DI CASSA

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L’Intelligenza artificiale

Fin qui alcune suggestioni su marginalità ed M&A. Altro focus, trasversale a Soluzioni per semiconduttori e Infrastructure software, è però quello sull’Artificial intelligence (AI). Proprio nella discussione con gli analisti sull’ultimo trimestre, l’azienda ha previsto - sull’intero esercizio fiscale del 2024 - che i ricavi legati all’AI dovrebbero arrivare a 11 miliardi. Si tratta di una dinamica la quale si basa - in linea di massima - su tre pilastri principali. Il primo è quello di spingere nello sviluppo di acceleratori personalizzati (XPU). Cioè soluzioni hardware, spesso realizzate in collaborazione con il cliente, che da una parte permettono di ridurre i tempi per l’addestramento dell’Intelligenza artificiale; e che dall’altra, dopo che l’Ai è stata allenata, consentono al modello di eseguire rapidamente operazioni quali il riconoscimento vocale o l’elaborazione delle immagini. Il secondo pilastro, invece, è la connettività per l’Artificial intelligence. Broadcom sta investendo parecchio in reti (Ethernet) ed interconnessioni ottiche per supportare l’infrastruttura dell’AI. Infine, terzo pillar, è la creazione di partnership strategiche. Sennonché, nonostante la positiva performance riguardo all’Intelligenza artificiale, gli esperti sottolineano il rischio della concorrenza. Nvidia ad esempio, ancorché abbia problemi nella produzione, sta lanciando il nuovo prodotto negli acceleratori. Una mossa che può impattare Broadcom. Il gruppo, sul tema in oggetto, professa tranquillità. L’azienda indica di non essere in reale competizione con le soluzioni di terze realtà. Le sue proposte, presentate a hyperscaler - società che offrono cloud computing di grandi dimensioni- selezionati, riguardano carichi di lavoro molto complessi e specializzati. Di conseguenza non esisterebbe una concorrenza con gruppi come Nvidia, la quale è focalizzata sulle GPU.

Il rischio della Cina

Ma non è solo questione di concorrenti. Un’ulteriore questione - trasversale tra le note degli analisti - è il rischio geopolitico. Il tema, a ben vedere, si concretizza, tra le altre cose, nei divieti di export verso la Cina ad opera di Washington. L’azienda, nell’ultimo modello 10 Q inviato alla Sec, scrive che «le azioni restrittive del Governo» americano, «(…) specialmente alla luce delle attuali tensioni commerciali con la Cina (…) potranno», in parte, «incidere negativamente la nostra capacità di vendere prodotti (…)». Si tratta di un fronte dove le imminenti elezioni presidenziali in America introducono nuove incertezze. Il candidato democratico Kamala Harris dovrebbe non avere troppe soluzioni di continuità rispetto a Joe Biden. Più dura, invece, parrebbe la posizione di Donald Trump, il quale propone d’implementare in generale del 10% le tariffe su tutti i beni esteri e del 60% sull’import dalla Cina. Certo: le promesse in campagna elettorale - spesso - vengono dimenticate nel post elezione. E tuttavia, similmente al rischio escalation su Taiwan, le Borse non sembrano finora prezzare alcun pericolo. Con il che il risparmiatore fai-da-te deve fare molta attenzione. Così come deve monitorare i multipli del titolo. Secondo il terminale Bloomberg, Broadcom nell’ultimo anno è salita, al 28/8/2024, del 77,7% (+80,8% il total return). Sul biennio, invece, il rialzo è del 207,6%. In un simile contesto, a detta di Seeking Alpha, il rapporto tra prezzo ed utile non GAAP sul 2024 è di 34,3 (al 30/8/2024). Si tratta di un valore superiore alla media del settore. Il che mostra - in sintonia con altri indicatori quali l’Ev in rapporto all’Ebitda - come il titolo non sia di certo a sconto. Inoltre nell’ultimo quarter la redditività è risultata in calo. In un simile contesto diventa cruciale l’appuntamento del 5 settembre prossimo, in cui Broadcom pubblica i dati del terzo trimestre. Lì si vedrà come reagirà il mercato.

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

L’analisi di Finlabo research

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