Lettera al risparmiatore

Intelligenza artificiale: Amd sfida i chip di Nvidia In Borsa resta l’incertezza

Il titolo del gruppo è risalito grazie alla trimestrale e ai nuovi processori. Settore volatile a causa dei multipli elevati e del ritorno dei titoli old economy

class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini

(Photo by JUSTIN SULLIVAN / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

6' di lettura

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Sul medio lungo periodo non c’è partita. Il titolo di Advanced Micro Devices(Amd), negli ultimi dodici mesi secondo il terminale Bloomberg, guadagna (alla chiusura del 4/9/2024) solamente il 27,16%. La concorrente Nvidia, invece, porta a casa l’incremento del 118,7%. Non solo. Da inizio anno e nei più recenti sei mesi il consuntivo in Borsa del gruppo guidato da Lisa Su è addirittura in rosso: le azioni cedono rispettivamente il 4,43 e 31,3%. La star dei chip nell’Artificial intelligence (AI), dal canto suo, è in aumento del 114,5 e 23,5%. Nell’ultimo mese, invece, la narrazione borsistica cambia. Amd, riuscendo a salire del 4,5%, si affianca ad Nvidia la quale, a sua volta, si accontenta dell’incremento del 5,7%.

«News flow»

Cosa è accaduto? In primis, a partire dalla fine di luglio, c’è stato un flusso di notizie riguardanti Advanced micro devices che il mercato ha valutato positivamente. Certo! Il titolo ha subito, come tutto il comparto, il peso degli eventi negativi legati ai listini in generale. Uno tra tutti: la caduta di inizio agosto. Ciò detto, però, è innegabile che gli investitori hanno apprezzato alcuni eventi connessi alla società. Questa ha pubblicato i dati del secondo trimestre, dove i ricavi (5,8 miliardi di dollari) hanno battuto il consensus (5,7 miliardi il fatturato atteso) e lo stesso utile rettificato per azione (69 centesimi) è stato maggiore delle attese. Inoltre, la guidance sul quarter in corso (6,7 miliardi +/- 300 milioni) ha sorpeso positivamente la Borsa che ha premiato - in scia ai numeri di bialncio - il titolo. Quell’azione che è salita (+4,5%) anche nel giorno in cui è stato comunicato lo shopping di ZT Systems. L’investimento (4,9 miliardi di dollari in cash e azioni, compresi circa 400 milioni al raggiungimento di alcuni target) ha profonda valenza strategica. ZT System è attiva nel disegno e produzione di server ed infrastrutture per data center. Cioè: i luoghi dove le intelligenze artificiali vengono sviluppate ed allenate anche grazie ai microprocessori di Amd. Chiaro, quindi, come il gruppo cerchi, sul fronte dell’AI e similmente a quanto fa Nvidia, di proporre ai clienti (soprattutto gli hyperscaler) un’offerta integrata , non limitata al solo chip. In particolare, nell’ambito del cloud computing. Quella nuvola informatica dove, peraltro, la società in precedenza ha già compiuto altre operazioni straordinarie: dallo shopping, nel 2022, della start up di elaborazione distribuita Pensando Systems fino all’acquisizione del più grande laboratorio privato europeo nell’AI (Silo Ai).

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Nuove tecnologie

Il progetto, evidentemente, fa leva sulla continua evoluzione dei microprocessori. Così, Amd punta molto sulla famiglia delle Graphic processing unit (Gpu) Instinct (basta pensare alla serie Istinct MI300). Una tipologia di semiconduttori rispetto alla quale, nel quarto trimestre del 2024, è previsto il lancio del nuovo acceleratore (sempre per intelligenza artificiale) AMD instinct MI325x. A fronte di ciò non stupisce più di tanto che, nel secondo trimestre, i ricavi della divisione Data center - la quale, tra le altre cose, comprende proprio questo tipo di hardware dedicato all’AI - siano cresciuti del 115% a 2,8 miliardi di dollari. Un balzo in avanti causato anche, e soprattutto, proprio dalla tipologia microhip in oggetto.

Insomma: è forte la scommessa sulle soluzioni di Artificial intelligenge nell’ambito dei centri elaborazione dati. Una sfida che dà i suoi frutti? A dare retta alle indicazioni della società parrebbe di sì. Il gruppo, ad inizio anno, aveva previsto circa 3,5 miliardi di vendite nel 2024 proprio dalle Gpu per Data Center . In aprile il target era stato portato a 4 miliardi e, nella presentazione dell’ultima trimestrale, l’obiettivo ha subito un ulteriore ritocco all’insù, arrivando a quota 4,5 miliardi (anche grazie alla decisione di Microsfot di sfruttare la Gpu di Amd in diversi suoi prodotti).

La sfida

Sennonché, il risparmiatore domanda: al di là della capacità di generare ricavi e profitti con i suoi prodotti, Amd è in grado realmente di contrastare lo strapotere di Nvdia? Gli esperti - ricordando le indiscrezioni sull’ipotetico abuso di posizione dominante che avrebbe indotto il Dipartimento di Giustizia Usa a chiedere informazioni all’azienda guidata da Jensen Huang - sottolineano un aspetto. E , cioè, che: l’attività aziendale si richiama al sistema “platform”. Vale a dire, Nvidia offre, oltre all’hardware, altri elementi: dalle soluzioni software fino ai servizi (il sistema Cuda). Sulla piattaforma della società soggetti terzi, o partner aziendali, possono, tra le altre cose, sviluppare le soluzioni tecnologiche. Testarle, in un ambiente protetto. In altre parole Nvidia ha creato un ampio eco-sistema tecnologico che è difficile da attaccare ad opera dei concorrenti. Anche perché, secondo Mizuho Securities il gruppo di Huang controlla tra il 70 e 95% del mercato dei chip usati per lo sviluppo e allentamento delle intelligenza artificiali. Una market share che, inevitabilmente, le dà un “power pricing” notevole.

Vero! Nvidia, dopo l’ultima trimestrale con numeri oltre le stime, è comunque tracollata in Borsa. Un po’ perché, nonostante le prospettive di ulteriore espansione, la velocità di crociera è calata e il mercato - tarato su un maggiore incremento dei ricavi - ha venduto. Un po’ perché - e questo è il tema che riguarda Amd - Nvidia ha fatto cenno ad alcuni problemi riguardanti i chip Blackwell di nuova generazione. In realtà, la società ha anche detto di «prevedere l’avvio della loro produzione nel quarto trimestre» con la spedizione di «diversi miliardi di dollari di fatturato Blackwell». Quindi, le difficoltà non sussisterebbero. Ma tant’è, lo “scricchiolio” è bastato ad indurre le vendite e a fare pensare che altre realtà (tra cui Amd) stiano scalando le gerarchie. Ciò detto, però, la distanza appare molto, troppo ampia per parlare di un inizio di scacco alla “Regina”.

Il mondo delle CPU

Più realmente, può affermarsi che Amd si va ritagliando uno spazio nel mercato delle GPU per Ai. Il che giustifica la stessa recente ripresa in Borsa del suo titolo. Una rimonta la quale, e qui il tema ha una maggiore sostanza, è sostenuta anche dalla crescita nelle CPU per pc e desktop. Secondo Mercury Research, nell’ultimo trimestre, la market share di Amd per unità di vendite di processori nei computer è stata del 21,1% rispetto al 17,3% di un anno prima. Si tratta di una crescita (che riguarda la divisione Client) cui contribuiscono le difficoltà di business di Intel.

SEMESTRI A CONFRONTO

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La storica azienda californiana (fondata nel 1968) ha vissuto un agosto da incubo. Prima ha riportato una trimestrale al di sotto delle stime (Eps adjusted di 2 centesimi contro le sitime di 10), condita dalla notizia di 10.000 licenziamenti e lo stop al dividendo. Un mix che ha fatto cadere il titolo a Wall Stret. Poi, nonostante i rumors di un piano di rilancio con Morgan Stanley e Goldman Sachs, l’azienda è ricaduta in Borsa nel martedì nero dei chip. E, infine, ha perso ulteriore terreno in scia alla notizia di problemi nella collaborazione con Broadcom. In un simile contesto, ben può comprendersi perché diversi esperti rimarcano come Amd possa - sul fronte delle AI CPU per computer - sfruttare le difficoltà altrui e migliorare questa parte di attività.

RICAVI PER AREA DI BUSINESS

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REDDITIVITÀ E DIVISIONI

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MAGAZZINO

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Fin qui alcune suggestioni riguardo al business di Amd e sue prospettive (per l’oggetto sociale vedere box sotto i grafici). Al di là di ciò, però, non può dimenticarsi che- indipendentemente dai fondamentali aziendali - in Borsa il titolo del gruppo - similmente a quelli di altre aziende - è influenzato dalle dinamiche generali del comparto. Nel 2024 il mondo complessivo dei chip dovrebbe aumentare oltre 109 miliardi di dollari (+3,4% sul 2023), con l’area dei microprocessori legati all’AI attesa al balzo a 71,3 miliardi di dollari (53,6 lo scorso anno). Anche fronte di un simile contesto, le azioni delle aziende dei chip hanno corso in Borsa. L’indice di settore (il Philadelphia semiconductor index), in un anno, è aumentato del 30,7%. In un simile contesto i multipli di tante società sono cresciuti. Secondo seeking Alpha, AMD ha un rapporto prospettico sul 2024 tra prezzo e utili non GAAP di 41,67 (23, 06 la mediana del settore di riferimento). Inoltre, da una parte, il PEG non GAAP prospettico è di 0,97 (1,82); e, dall’altra, il “Price to sale ratio” (sempre prospettico) è di 8,9 volte (2,77). In altre parole il titolo di Amd è caro. Certo non si arriva ai livelli di Nvidia che, anche dopo i recenti crolli, ha un P/e non GAAP prospettico di 37,4 e, soprattutto, un rapporto tra prezzo e ricavi di 20,7 volte. E, tuttavia, le azioni di Advanced micro devices non sono in saldo. Così il risparmiatore fai-da-te deve porre molta attenzione. Anche perché, come si è visto negli ultimi tempi, le singole storie aziendali non sono sufficienti ad arginare i flussi d’investimento legati a variabili macro o di settore. Un esempio? La paventata rotazione tra i titoli growth e value. Nel momento in cui le azioni hi tech (comprese quelle dei chip) sono troppo care, il mercato guarda ad altri comparti. E, non appena, c’è qualche piccolo fattore che non soddisfa si vende. L’obiettivo? Portarsi a casa la plusvalenza ed aprire il portafoglio ad altri comparti (magari old economy).

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

L’analisi di Finlabo research

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