Tabacco

Imperial Brands scivola a Londra dopo alert su quote mercato e impatto MO

Il gruppo che produce sigarette prevede una crescita dei ricavi modesta nel primo semestre. Per adesso conferma le attese per fine anno, ma avverte che potrebbe farsi sentire l'impatto della guerra

di Giuliana Licini

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Scivolone di Imperial Brands alla Borsa di Londra, dopo che il produttore di tabacco ha avvertito di attendersi un calo della quota di mercato nei suoi mercati principali con una crescita degli utili solo modesta nella prima metà dell'anno. Inoltre la società ha messo in guardia sul possibile impatto del conflitto in Medio Oriente nel secondo semestre. Il titolo Imperial Brands ha chiuso la seduta in calo del 4,84%. Coinvolto nella discesa anche la concorrente British American Tobacco.

In un aggiornamento sul primo semestre, il gruppo che produce le sigarette Winston, Davidoff e Gauloises ha indicato di prevedere nel primo semestre una crescita a una cifra bassa dei ricavi netti dal tabacco e dai prodotti di nuova generazione e un utile operativo rettificato in "lieve rialzo” rispetto al primo semestre del 2025, con un’accelerazione della crescita nel secondo semestre. Imperial afferma di essere «sulla buona strada per realizzare una crescita dell’utile per azione almeno di un singola cifra elevata e un free cash flow di almeno 2,2 miliardi di sterline sull’intero esercizio». Il gruppo precisa che «intende far evolvere il suo atteggiamento per riflettere le mutate dinamiche del mercato», concentrandosi sui segmenti più redditizi e questo dovrebbe comportare «in aggregato una modesta riduzione della quote di mercato» nei suoi cinque principali mercati (Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Spagna e Australia) durante la prima metà dell'anno. Come osservano gli analisti di Rbc, l'aumento di 48 punti base della quota di mercato ottenuto da Imperial negli ultimi cinque anni è stato fondamentale per la sua ripresa, quindi il calo previsto nella prima metà dell'anno è fonte di preoccupazione. Nell'ambito di una strategia quinquennale definita dal suo predecessore, il ceo Lukas Paravicini punta a sviluppare le attività alternative al tabacco, caratterizzate da una crescita più elevata, preservando al contempo le operazioni tradizionali. L'intero settore sta del resto cercando di adattarsi al calo delle vendite di sigarette e al passaggio verso prodotti alternativi a base di nicotina, come sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina.

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Sul fronte delle prospettive, Imperial Brands ha confermato le proprie previsioni per il 2026 che puntano anche a ricavi netti in crescita di una singola cifra bassa per il tabacco e a due cifre per i prodotti di nuova generazione, con un aumento del 3-5% dell’utile operativo rettificato a valute costanti. Al tempo stesso la società indica che «il conflitto in Medio Oriente ha causato un contesto geopolitico e macro più incerto». Imperial ha dichiarato che «finora non c’è stato alcun impatto rilevante sull’attività aziendale, ma resta incerto il possibile impatto sul secondo semestre dell’esercizio». Il gruppo fornirà ulteriori aggiornamenti il 12 maggio quando saranno pubblicati i conti semestrali.

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