02 maggio 2026
Guerra ultime notizie. Usa autorizzano vendita armi a Paesi Golfo e Israele per 8,6 mld $. Trump: «Dopo Iran, prenderò Cuba»
Gli Stati Uniti potrebbero trovarsi “meglio” se non si arrivasse a un accordo con l’Iran, dice Donald Trump. I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono “terminate” e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto.
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Sintesi per punti
2 maggio 2026Aggiornamento fissato
Torna lo spettro della guerra in Iran, Trump punta anche a Cuba
Lo spettro della guerra torna ad aleggiare sull’Iran. Frustrato dalle proposte iraniane che non lo soddisfano e pronto a chiudere definitivamente la partita, Donald Trump appare sempre meno ottimista su un possibile accordo e torna a minacciare attacchi mentre guarda già alla sua prossima ’preda’: Cuba.
“Le opzioni sono: un’intesa o bombardamenti a tappeto”, ha avvertito il presidente dicendosi “non contento” delle misure messe sul piatto dall’Iran. Nella sua ultima proposta Teheran ha offerto la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte degli iraniani in parallelo alla revoca del blocco statunitense; colloqui sul programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni; e il riconoscimento da parte di Washington del diritto dell’Iran ad arricchire l’uranio per scopi pacifici.
Anche se la proposta segnala “progressi”, Teheran - ha ammesso il commander-in-chief - “chiede cose che non posso accettare. Non sono sicuro che arriveranno mai” dove vogliono gli Stati Uniti. Il pessimismo che emerge dalle sue parole lascia presupporre che la postura americana potrebbe cambiare a breve con l’abbandono, almeno temporaneamente, della via diplomatica.
Teheran è ben consapevole che il rischio di una ripresa dei combattimenti è elevato.
Trump sa che il tempo a sua disposizione per la guerra sta stringendo e i malumori in casa stanno aumentando. Il conflitto piace agli americani meno di quello in Vietnam, e in Congresso le polemiche sono accese anche fra i repubblicani sull’autorizzazione al conflitto.
Il presidente ha scritto allo speaker della camera, il repubblicano Mike Johnson, una lettera per spiegare che le “ostilità” in Iran sono “terminate” e quindi non c’è bisogno di chiedere alcuna autorizzazione per proseguire la guerra. La Casa Bianca sostiene infatti che il cessate il fuoco in vigore dal 7 aprile abbia interrotto il computo dei 60 giorni previsti dalla legge per la notifica ufficiale al Congresso del conflitto e la richiesta di autorizzazione a continuare. Le elezioni di metà mandato inoltre spingono il commander-in-chief a chiudere il dossier iraniano rapidamente e sperare che gli americani si dimentichino per novembre della guerra.
L’orologio scorre velocemente soprattutto se il presidente, come lascia intendere da mesi, dovesse decidere di lanciare l’affondo su Cuba. Per ora Trump resta a guardare: “Mi piace finire un lavoro prima di iniziarne un altro”, ha detto scherzosamente riferendosi all’Iran. “Non è detto che una portaerei non possa però fermarsi a Cuba sulla via del ritorno dal Medio Oriente. Prenderemmo il controllo quasi immediatamente”, ha aggiunto. Immediata la replica del governo cubano: “Nessun aggressore, per quanto potente, otterrà la nostra resa”.
Trump taglia 5mila soldati in Germania, nel mirino anche Italia e Spagna
La rappresaglia di Donald Trump contro gli alleati Nato ’rei’ di non averlo aiutato in Iran punta al cuore dello schieramento americano sul terreno europeo: quella Germania che ospita 50.000 militari, il grosso di un contingente di 90.000 unità che ha le sue radici nella Guerra Fredda. Sean Parnell, portavoce del Pentagono, ha spiegato che nei prossimi 6-12 mesi 5.000 soldati a stelle strisce lasceranno il Vecchio Continente per tornare in patria ed esser dispiegati altrove, per concentrarsi sulle sue priorità domestiche e sull’indo-pacifico. Il tycoon non ha ben digerito le parole del cancelliere Merz sugli Usa “umiliati” dall’Iran e “privi di una strategia” nella guerra, ma nel mirino del commander-in-chief sono finite anche la Spagna - colpevole di non aver sostenuto le azioni militari in Medio Oriente e di non spendere abbastanza per la Nato - e l’Italia, col tycoon piccato per il no ricevuto da palazzo Chigi all’uso delle basi per la guerra, oltre che per la presa di posizione di Giorgia Meloni dopo le sue frasi su Papa Leone XIV. Il presidente americano aveva lasciato intendere giovedì sera un possibile ritiro delle sue truppe anche dal nostro Paese e da quello di Pedro Sanchez. E ieri ha insistito: ’Non sono contento di loro, pensano che possa essere accettabile che Teheran abbia l’atomica’.
2 maggio 2026
Idf: «Uccisi almeno tre terroristi e ferito un quarto oggi a Gaza»
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver ucciso almeno “tre terroristi” e ferito un quarto dopo che questi si erano avvicinati alle truppe israeliane nella Striscia di Gaza oggi. Secondo l’Idf, in diversi episodi, le truppe della Divisione di Gaza di stanza nel sud della Striscia hanno identificato “quattro terroristi che hanno oltrepassato la Linea Gialla e si sono avvicinati alle forze in modo da costituire una minaccia imminente”. L’esercito afferma inoltre di aver “colpito i terroristi per eliminare la minaccia”, aggiungendo che tre sono stati uccisi e un quarto “è rimasto ferito”.
2 maggio 2026
Usa autorizzano vendita armi a Paesi Golfo e Israele per 8,6 mld $
L’amministrazione Usa ha autorizzato oltre 8,6 miliardi di dollari in vendite di armi d’emergenza ai partner in Medio Oriente. Lo scrive il New York Times.
Il Dipartimento di Stato ha annunciato le vendite ieri sera con una serie di comunicati stampa. Esse prevedono il trasferimento di razzi a Israele, Qatar ed Emirati Arabi Uniti e di equipaggiamenti per la difesa aerea a Qatar e Kuwait. I Paesi del Golfo Persico hanno subito ripetuti attacchi di droni e missili balistici iraniani durante la guerra tra Stati Uniti e Israele con l’Iran.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha accelerato gli accordi avvalendosi di una disposizione di emergenza che consentiva la “vendita immediata” delle armi, ha dichiarato il Dipartimento di Stato, aggirando la normale procedura di revisione del Congresso e suscitando critiche da parte dei parlamentari democratici.
Questa è la terza volta - ricorda il quotidiano newyorchese - che la seconda amministrazione Trump invoca un’autorizzazione di emergenza durante la guerra con l’Iran per scavalcare il Congresso sulla vendita di armi.
Un'esplosione di quello che sembra essere fosforo bianco lanciato dall'IDF sul versante libanese del confine tra Israele e Libano, vista dal versante israeliano del confine, 30 aprile 2026. REUTERS/Ayal Margolin REUTERS
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2 maggio 2026
Iran, Tajani sente Araghchi: intensificare sforzi per la tregua
«Ho appena avuto un altro colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi per fare il punto sul conflitto in Iran e sulla situazione in Medio Oriente. Ho voluto evidenziare la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali, sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz anche per scongiurare conseguenze negative sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità in Africa». Lo fa sapere il ministro degli Esteri Antonio Tajani con un post su X.
Ho appena avuto un altro colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri iraniano 🇮🇷 @araghchi per fare il punto sul conflitto in Iran e sulla situazione in Medio Oriente.
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) May 2, 2026
Ho voluto evidenziare la forte preoccupazione dell'Italia per l'aumento delle tensioni regionali,… pic.twitter.com/eooKODayLY
2 maggio 2026
Teheran prepara bozza legge per regolamentare transito Hormuz
L’Iran ha annunciato di aver predisposto una bozza di legge per regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è stato il vicepresidente del Parlamento iraniano Hamidreza Haji-Babaei, citato da Al Jazeera, secondo cui il provvedimento vieterebbe in particolare il passaggio di navi israeliane lungo la rotta marittima strategica. Haji-Babaei ha inoltre spiegato che la proposta prevede il divieto di transito per le navi di Paesi considerati “nemici”, a meno che non versino eventuali riparazioni di guerra. Le altre imbarcazioni, ha aggiunto, potranno attraversare lo stretto solo previa autorizzazione e approvazione delle autorità iraniane. «Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz non tornerà a essere quello precedente alla guerra», ha affermato il vicepresidente del Parlamento.
2 maggio 2026
Teheran: «Ora Usa devono scegliere fra diplomazia e scontro»
L’Iran ha illustrato agli ambasciatori stranieri a Teheran la sua ultima proposta per porre fine alla guerra guidata dagli Stati Uniti, affermando che il piano è stato presentato al Pakistan in qualità di mediatore e che Washington deve ora scegliere fra la diplomazia e lo scontro. Lo riporta Iran International, riferendo che Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, ha incontrato oggi gli ambasciatori stranieri con sede a Teheran per discutere di quella che ha definito la proposta dell’Iran per porre fine alla «guerra e all’aggressione» da parte degli Stati Uniti e di Israele. Gharibabadi ha affermato che l’Iran è pienamente preparato a respingere qualsiasi attacco contro il Paese e il suo popolo, aggiungendo tuttavia che Teheran crede ancora nella diplomazia basata sugli interessi nazionali.
2 maggio 2026
Teheran: «Usa ipocriti su nucleare, violano Trattato non proliferazione»
La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), definendo il comportamento di Washington «ipocrita». «Per 56 anni, gli Stati Uniti – detentori di migliaia di testate nucleari e principale proliferatore di tali armi – sono stati in chiara violazione dei loro obblighi di non proliferazione e disarmo nucleare previsti dagli articoli I e VI del Trattato», si legge in un comunicato pubblicato su X dalla missione diplomatica. La nota prosegue affermando che «gli Stati Uniti non dovrebbero ricevere alcuna copertura per il loro comportamento scandaloso e ipocrita». Secondo la missione iraniana, inoltre, dal punto di vista giuridico «non esiste alcuna restrizione al livello di arricchimento dell’uranio, purché avvenga sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, come nel caso dell’Iran».
2 maggio 2026
Nato: preoccupazione nel Gop per ritiro da Germania, «segnale sbagliato per Putin»
Due importanti esponenti repubblicani del Congresso statunitense hanno espresso preoccupazione per la decisione del Pentagono di ritirare 5.000 soldati dalla Germania, Paese alleato nella Nato. «Siamo molto preoccupati per la decisione di ritirare una brigata statunitense dalla Germania», hanno dichiarato in una nota congiunta il senatore Roger Wicker e il deputato Mike Rogers. I due parlamentari, rispettivamente a capo delle commissioni Forze armate di Senato e Camera, hanno sottolineato che qualsiasi modifica significativa alla presenza militare americana in Europa dovrebbe essere «esaminata e coordinata con il Congresso e con gli alleati degli Stati Uniti». Hanno inoltre avvertito che una riduzione prematura delle truppe «rischia di indebolire la deterrenza e di inviare il segnale sbagliato a Vladimir Putin», aggiungendo che anche con un aumento della spesa per la difesa da parte dei Paesi Nato al 5% del Pil, la costruzione di capacità autonome richiederà tempo. La decisione del Pentagono prevede il completamento del ritiro entro sei-dodici mesi. Sullo sfondo restano le tensioni politiche, anche dopo le dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva criticato la gestione statunitense dell’operazione militare contro l’Iran La Nato ha intanto fatto sapere di essere in contatto con Washington per chiarire i dettagli del piano di ridislocazione delle forze in Germania.
2 maggio 2026
Iran, Centcom: «In 20 giorni reindirizzate 48 navi causa blocco»
Il Comando centrale dell’esercito statunitense (Centcom) ha reso noto che «48 navi sono state reindirizzate per garantire il rispetto del blocco» navale imposto dagli Usa nei confronti dei porti iraniani. Il dato, calcolato dall’entrata in vigore lo scorso 13 aprile, segna un aumento di quattro unità rispetto alle 44 navi precedentemente segnalate.
2 maggio 2026
Libano: in due mesi di attacchi Israele ha ucciso 2.659 persone
Tra il 2 marzo e il 2 maggio, gli attacchi israeliani in tutto il Libano hanno causato 2.659 morti e 8.183 feriti. Lo ha comunicato il Ministero della Salute pubblica libanese pubblicando gli ultimi dati sul bilancio delle vittime dall’inizio degli attacchi israeliani in Libano, esattamente due mesi fa. Il Ministero della Salute pubblica libanese ha aggiunto che nei raid israeliani, nelle ultime 24 ore, 41 persone sono state uccise e altre 11 sono rimaste ferite.
2 maggio 2026
Comitato Nobel: L’Iran deve rilasciare il premio Nobel Mohammadi per cure mediche
Il capo del comitato per il premio Nobel per la pace ha dichiarato a Reuters che le autorità iraniane hanno il dovere di rilasciare Narges Mohammadi, affidandola al suo team medico dedicato affinchè possa ricevere le cure urgenti di cui ha bisogno. La salute di Mohammadi, che ha vinto il premio Nobel per la pace per la sua campagna a favore dei diritti umani in Iran nel 2023, è deteriorata in modo serio, secondo la famiglia e il suo avvocato.
2 maggio 2026
Cina ignorerà sanzioni Usa contro aziende accusate di acquistare petrolio iraniano
Il governo cinese ha annunciato che non si conformerà alle sanzioni statunitensi contro cinque aziende cinesi accusate di acquistare petrolio iraniano. Negli ultimi mesi, nel tentativo di interrompere le entrate dell’Iran, Washington ha inasprito le sanzioni contro le raffinerie petrolifere cinesi che acquistano greggio a prezzi scontati dalla Repubblica Islamica. Il ministero del Commercio cinese già aveva dichiarato in merito ad altre sanzioni che «non dovrebbero essere riconosciute, attuate o rispettate». In una nota ha poi aggiunto che queste sanzioni «proibiscono o limitano indebitamente le normali attività economiche, commerciali e connesse delle aziende cinesi con paesi terzi e violano il diritto internazionale e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali», sottolineando che «il governo cinese si è sempre opposto alle sanzioni unilaterali prive dell’autorizzazione delle Nazioni Unite e di fondamento nel diritto internazionale».
2 maggio 2026
I cinque punti della proposta iraniana su Hormuz, nucleare e sanzioni
Fine della guerra con la garanzia che Israele e gli Stati Uniti non attaccheranno di nuovo; riapertura dello Stretto di Hormuz da parte degli iraniani; revoca del blocco statunitense; colloqui sul programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni statunitensi; e riconoscimento da parte di Washington del diritto dell’Iran ad arricchire l’uranio per scopi pacifici, con l’Iran che però accetta di sospendere il processo. Sono i 5 elementi sul tavolo al centro della proposta iraniana riferiti da un alto funzionario iraniano e riportati da Reuters sul suo sito. «In questo quadro, i negoziati sulla più complessa questione nucleare sono stati spostati alla fase finale per creare un clima più favorevole», ha dichiarato il funzionario.
2 maggio 2026
Alleato Trump, ’se Iran non cede, il presidente dovrebbe finire il lavoro’
Donald Trump dovrebbe «portare a termine il lavoro» in Iran e riprendere gli attacchi militari se Teheran dovesse continuare con le «provocazioni». Lo afferma Lindsey Graham, il senatore repubblicano alleato di Trump, in un’intervista al Financial Times. Falco per l’Iran, Graham è uno degli alleati che più ha spinto il presidente a lanciare la campagna in Iran. Secondo il senatore, gli Stati Uniti devono «aprire lo stretto» per rompere l’impasse e questo richiederà un’azione militare. «Tra il blocco e l’aver fatto intendere all’Iran che l’isola di Kharg è nel mirino, speriamo di aver generato un certo effetto deterrente. Se così non fosse, dovremo semplicemente tenere testa all’Iran, impedendo loro di farla franca con il ricatto nei confronti del mondo intero», ha messo in evidenza Graham.
2 maggio 2026
Iran: Usa minacciano sanzioni a chi paga pedaggio a Hormuz
Gli Stati Uniti stanno avvertendo le compagnie di navigazione che potrebbero andare incontro a sanzioni qualora effettuassero pagamenti all’Iran per transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz. L’avviso pubblicato venerdì dall’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri degli Stati Uniti (OFAC) aggiunge un ulteriore livello di pressione nello stallo tra Stati Uniti e Iran sul controllo dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha di fatto chiuso lo stretto al traffico normale minacciando di attaccare le navi dopo che Stati Uniti e Israele hanno dato il via alla guerra lo scorso 28 febbraio. Successivamente ha iniziato a offrire il passaggio sicuro ad alcune navi, deviandole attraverso rotte alternative più vicine alla sua costa, talvolta chiedendo un pagamento per il servizio. Questo “pedaggio” è al centro dell’avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche «attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura», comprese donazioni caritatevoli e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha spiegato l’OFAC avvertendo dei rischi di sanzioni derivanti dall’effettuare tali pagamenti all’Iran o dal richiedere garanzie per il passaggio sicuro. «Questi rischi esistono indipendentemente dal metodo di pagamento», si legge nell’avviso. Gli Stati Uniti hanno risposto alla chiusura dello stretto da parte dell’Iran con un blocco navale dal 13 aprile, impedendo a qualsiasi petroliera iraniana di partire e privando l’Iran delle entrate petrolifere di cui ha bisogno per sostenere la sua economia in difficoltà. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che 45 navi commerciali sono state istruite a fare dietrofront da quando è iniziato il blocco.
2 maggio 2026
Iran, Araghchi sente Barrot: focus su iniziative diplomatiche per fine guerra
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha avuto un colloquio telefonico con il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi questa mattina. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri iraniano su Telegram. L’agenzia di stampa iraniana Irna ha spiegato che i due ministri hanno «discusso degli ultimi sviluppi in Medioriente, oltre che di questioni e iniziative diplomatiche finalizzate a mettere fine alla guerra iniziata dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio».
2 maggio 2026
Iran, segnalate due navi sospette al largo dello Yemen
Due navi sospette sono state avvistate al largo della costa meridionale dello Yemen, a 84 miglia nautiche a sud-ovest del porto di Mukalla. Lo segnala l’Ukmto, UK Maritime Trade Operations. Secondo l’agenzia britannica che si occupa della sicurezza in mare, una nave portarinfuse ha segnalato che le si sono avvicinati, a meno di 500 metri, una piccola imbarcazione e un peschereccio. Dal lancio della guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, l’Ukmto ha registrato 41 incidenti tra il primo marzo e il 27 aprile, la maggior parte dei quali consisteva in attacchi che hanno danneggiato navi, ferito equipaggi o causato danni collaterali. “Le chiamate più angoscianti sono quelle provenienti da navi sotto attacco”, ha affermato il comandante Jo Black, responsabile delle operazioni dell’Ukmto.
2 maggio 2026
Iran: figlio Pezeshkian, prepararsi al peggio per non essere colti di sorpresa
«Dovremmo prepararci al peggio, così da non essere colti alla sprovvista». Lo ha affermato in un post su Telegram riportato da Iran International, Yousef Pezeshkian, figlio e consigliere del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. «L’Iran ha subito danni economici a causa dei danni alle infrastrutture e danni alla capacità gestionale a causa della perdita delle sue migliori forze, ma in termini di credibilità e posizione globale ne ha finora tratto vantaggio», ha aggiunto.
2 maggio 2026
Media, «Usa minacciano sanzioni a chi paga il pedaggio a Hormuz»
Gli Stati Uniti avvertono le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti all’Iran al fine di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive la Associated Press sul suo sito. L’allerta, pubblicata ieri dall’Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac) degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore livello di pressione alla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha iniziato a offrire ad alcune navi un passaggio sicuro deviandole su rotte alternative più vicine alla sua costa, a volte addebitando un pedaggio per il servizio. Questa pratica di ’pedaggio’ è al centro dell’avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche “attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura”, comprese donazioni di beneficenza e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha affermato l’Ofac. “L’Ofac emette questo avviso per mettere in guardia i cittadini statunitensi e non statunitensi sui rischi di sanzioni derivanti dall’effettuare tali pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro. Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento”.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 2 maggio
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2 maggio 2026
Madrid su ritiro truppe Usa, «Spagna alleato totalmente affidabile»
“La Spagna è un alleato totalmente affidabile della Nato e abbiamo in questo momento uno spiegamento storico di militari e di aerei che aiutano, ad esempio, alla sicurezza dei cieli dei Paesi Baltici”. Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, nel replicare alla minaccia del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di ritirare le truppe statunitensi da Germania, Italia e Spagna. In un’intervista a Catalunya Radio, Albares ha ribadito che “l’impegno” di Madrid “è fuori di ogni dubbio”. “Sinceramente mi dedico a fare e non a commentare commenti”, ha segnalato il capo della diplomazia spagnola, interrogato sull’intenzione espressa da Trump. Albares ha detto di non conoscere “il numero esatto” di militari statunitensi attualmente presenti nelle basi aerea di Moron e navale di Rota, in Andalusia, “di uso congiunto”. Ma ha ribadito che queste “operano con completa normalità” e, “in base all’accordo ispano-nordamericano” che le regge, “i canali di comunicazione sono di totale fluidità”. Alla domanda se Madrid tema rappresaglie ripetutamente minacciate dall’inquilino della Casa Bianca per la posizione sul conflitto in Iran e l’opposizione a elevare la spesa in difesa dall’attuale 2% al 5% stabilito dagli impegni Nato, il ministro ha replicato: “Sarebbe il mondo al contrario”, poiché “Spagna ha una politica estera coerente e sempre assolutamente concorde con il diritto internazionale. Il suo obiettivo è la protezione degli interessi dei propri cittadini, degli spagnoli e delle spagnole, e allo stesso tempo cercare la pace, la stabilità, la sicurezza internazionale”. “La nostra posizione sull’Iran è stata chiara, dal primo momento, e non cambierà”, ha ripetuto Albares. “La guerra unilaterale in Iran deve terminare. Il lancio di missili da parte dell’Iran su tutti i Paesi del medio Oriente deve cessare. Il Libano deve essere parte del cessate il fuoco permanente e della pace. Lo Stretto di Hormuz deve tornare a garantire, come prima dell’azione unilaterale” di Stati Uniti e Israele contro Theeran, “il passaggio sicuro e indiscriminato delle navi e senza riscuotere alcun tipo di canone e l’Iran non può dotarsi di armi nucleari”. “Questi sono i parametri sui quali ci muoviamo”, ha evidenziato l’esponente dell’esecutivo di Madrid, sottolineanco che la Spagna appoggia la mediazione pakistana per i negoziati di pace
2 maggio 2026
Nato: «In contatto con gli Usa per capire i dettagli sulla Germania»
- “Stiamo collaborando con gli Stati Uniti per comprendere i dettagli della loro decisione relativa alla presenza militare in Germania: questo adeguamento sottolinea la necessità che l’Europa continui a investire maggiormente nella difesa e si assuma una quota maggiore di responsabilità per la nostra sicurezza comune”. Lo afferma la portavoce della Nato. “Restiamo fiduciosi nella nostra capacità di garantire la nostra deterrenza e difesa mentre prosegue questo passaggio verso un’Europa più forte in una Nato più forte”, aggiunge.
2 maggio 2026
Germania: Europa deve rafforzare sue difese
Il previsto ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania dovrebbe spingere gli europei a rafforzare ulteriormente le proprie difese, ha dichiarato sabato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, in seguito all’ultimo attacco di Washington contro i legami transatlantici.
Il Pentagono ha annunciato venerdì che gli Stati Uniti ritireranno 5.000 soldati dalla Germania, la loro più grande base europea, mentre le tensioni sulla guerra con l’Iran e sui dazi doganali mettono ulteriormente a dura prova le relazioni tra Stati Uniti ed Europa.
Pistorius ha affermato che la mossa era prevista. Trump aveva minacciato un ritiro delle forze all’inizio di questa settimana, dopo un acceso scambio di battute con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha messo in discussione la strategia di Washington in Medio Oriente.
2 maggio 2026
Iran: Starmer, «Gb non tornerà a status quo con riapertura Stretto, più vicini a Ue e transizione verde»
L’economia in Gran Bretagna “non ritornerà alla normalità” con la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha affermato il Premier Keir Starmer in una intervista alla Bbc in cui anticipa un picco dell’inflazione nel momento in cui c’è una guerra su due fronti. Il Paese “deve prendere una strada diversa” per il suo futuro e non tornare “allo status quo” come era stato fatto dopo altre crisi sistemiche, come quella del 2008 o dopo la pandemia di covid. “Molti elettori, molte persone in tutto il Paese, sono frustrate perché non hanno visto i cambiamenti che chiedevano per questo Paese. Siamo rimasti fermi per la maggior parte degli ultimi 20 anni. Ogni volta che siamo colpiti da una crisi come quella di queste settimane, che sia la crisi finanziaria del 2008, la Brexit o il covid, il governo del momento non vuole altro che il ritorno allo status quo il prima possibile”, ha aggiunto, anticipando la necessità di rendere la Gran Bretagna “più resiliente”, con legami più stretti con l’Europa e la transizione verso energie pulite. “Ma lo status quo non funzionava. Quindi non possiamo ripetere questo errore. Dobbiamo prendere una strada diversa in risposta a questa crisi”. “Dobbiamo riunire Paesi per arrivare all’apertura dello Stretto, che è quello che sto facendo nella coalizione che sto guidando insieme al Presidente francese Emmanuel Macron, su cui sto lavorando con molto impegno nelle ultime settimane, perché dobbiamo tornare all’apertura dello Stretto il prima possibile. Ma non voglio che nessuno pensi che quando questo accadrà, tornerà tutto alla normalità, non sarà così. C’è anche la guerra in Ucraina e tutti gli indicatori ci dicono che ci sarà più volatilità, non meno, nel mondo”.
2 maggio 2026
Iran: eseguite due condanne a morte, «erano spie del Mossad»
In Iran sono state eseguite le condanne alla pena di morte inflitte a due persone accusate di spionaggio a favore di Israele. “Yaghoub Karimpour e Nasser Bekrzadeh sono stati impiccati per i reati di cooperazione con l’intelligence e spionaggio a favore” di Israele, ha reso noto Mizan Online, il sito web della magistratura della Repubblica islamica. Non è chiaro a quando risalgano gli arresti dei due uomini. Secondo Mizan, Karimpour è stato condannato per aver “filmato e fotografato siti militari e della sicurezza e aver inviato il materiale a un agente del Mossad” durante i 12 giorni di guerra dello scorso giugno. Bekrzadeh è stato invece accusato di aver collaborato con il Mossad inviando informazioni su “persone religiose e figure di spicco livello provinciale” e su “centri importanti come l’area di Natanz”, dove si trova un sito nucleare. Non è chiaro a quando risalgano i fatti.
2 maggio 2026
Flotilla: «Governo si adoperi per rilascio attivisti’, presidio davanti a Farnesina»
“Thiago Avila e Saif Abukeshek sono stati rapiti mentre navigavano su imbarcazioni battenti bandiera italiana. La responsabilità politica e legale è in capo al nostro governo. Chiediamo che il governo italiano si adoperi per l’immediato rilascio degli attivisti e di tutti i prigionieri politici palestinesi”. E’ la richiesta della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, che ha convocato un presidio alle 9 davanti alla Farnesina aperto a tutta la cittadinanza, per sollecitare anche l’interruzione dei rapporti con Israele, le sanzioni e l’embargo. Alle 12 si terrà una conferenza stampa a cui sarà presente Maria Elena Delia, portavoce di Global Sumud Italia. Si parlerà tra l’altro dell’esposto urgente depositato dal team legale presso la Procura di Roma e delle azioni giudiziarie avviate in sede nazionale e internazionale, della situazione a Creta, delle condizioni dei partecipanti ricoverati in ospedale e degli aggiornamenti relativi ai rimpatri.
2 maggio 2026
Teheran: «Probabile una nuova guerra con gli Stati Uniti»
Il generale Mohammed Jafar Asadi, un alto ufficiale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, citato dall’agenzia di stampa Fars, ha dichiarato oggi che “una ripresa degli scontri tra Iran e Stati Uniti è probabile”. “I fatti dimostrano che gli Stati Uniti non rispettano alcun impegno”, ha insistito.
“Le azioni e le dichiarazioni degli americani sono principalmente frutto di una manipolazione mediatica, volta in primo luogo a impedire un calo dei prezzi del petrolio e poi a tirarsi fuori dalla difficile situazione che loro stessi hanno creato”, ha affermato l’alto militare, aggiungendo che le forze armate iraniane sono “pienamente preparate ad affrontare qualsiasi nuova avventura o errore da parte degli americani”.
La prima tregua tra Iran e Usa è scattata il 7 e 8 aprile. Doveva durare due settimane ma è stata prorogata a più riprese. Da circa tre settimane quindi non si combatte ma non può essere considerata una pace definitiva.
2 maggio 2026
La rabbia dei dem contro Trump per l’autorizzazione della guerra, «è illegale»
I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono “terminate” e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto. “Quello che ha dichiarato non riflette la realtà per decine di migliaia di soldati nella regione. Trump è entrato questa guerra senza strategia e senza un’autorizzazione legale e quanto ha detto al Congresso non cambia nessuna delle due cose”, ha detto la senatrice democratica Jeanne Shaheen. “Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici”, ha messo in evidenza il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer.
2 maggio 2026
Trump: «Forse è meglio non fare accordo»
Gli Stati Uniti potrebbero trovarsi “meglio” se non si arrivasse a un accordo con l’Iran. Parola di Donald Trump. “Francamente forse staremmo meglio se non si facesse un accordo - ha detto in dichiarazioni rilanciate dalla Cnn - Volete sapere la verità? Perché non possiamo lasciare questa situazione vada avanti così”. “Va avanti da troppo tempo”, ha sostenuto dalla Florida dopo che qualche ora prima aveva detto alla rete americana di non essere soddisfatto dell’ultima proposta di Teheran e dopo che ancora prima dalla Casa Bianca aveva affermato che le opzioni sull’Iran si riducono alla scelta tra una forte escalation militare e il raggiungimento di un accordo
2 maggio 2026
Trump: «Tradimento dire che Usa non stanno vincendo»
Per Donald Trump è “un atto di tradimento” il fatto che qualcuno dica che gli Stati Uniti non stanno “vincendo” nel conflitto contro l’Iran. Il presidente, riporta la Cnn, è intervenuto durante un evento in Florida dopo la notifica dell’Amministrazione Trump al Congresso secondo cui sono “terminate” le “ostilità” con l’Iran, iniziate con le operazioni avviate da Usa e Israele lo scorso 28 febbraio. Secondo una lettera ottenuta dalla rete americana, indirizzata al presidente della Camera Mike Johnson e al presidente pro tempore del Senato Chuck Grassley, il tycoon afferma che “il 7 aprile 2026 ho ordinato un cessate il fuoco di due settimane” ed “è stato da allora prorogato e non c’è stato alcuno scambio di fuoco tra le forze degli Stati Uniti e l’Iran dal 7 aprile”. Così il presidente evita di dover chiedere al Congresso l’autorizzazione a proseguire la guerra, al termine dei 60 giorni durante i quali non era necessaria. Trump ha anche definito “completamente incostituzionale” la legge in materia.
2 maggio 2026
Trump: «Prenderemo controllo di Cuba, portaerei Usa potrebbe fermarsi di ritorno da Iran»
Dopo aver annunciato un inasprimento delle sanzioni americane, Donald Trump è tornato nelle scorse ore a parlare di Cuba, e - con tono scherzoso, come evidenzia la Cnn - ha evocato la possibilità che gli Stati Uniti ne “prendano il controllo”. “È originario di un posto che si chiama Cuba, un posto di cui prenderemo quasi immediatamente il controllo”, ha detto il presidente americano rivolgendosi a una persona tra la folla che lo ascoltava durante un evento in Florida.
Nel suo intervento Trump ha collegato tutto a quanto accade in Medio Oriente. “Prima ne finiremo una, mi piacerebbe concludere il lavoro”, ha affermato, riferendosi all’Iran. “Di ritorno dall’Iran, faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Uss Abraham Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini, si mantenga a circa 100 metri dalla costa e ci diranno ’molte grazie, ci arrendiamo’”, ha aggiunto, alludendo a quella che - a suo avviso - potrebbe essere una risposta delle autorità cubane, mentre il pubblico rideva. Cuba ha già definito “illegali” e “abusive” le nuove sanzioni annunciate dagli Usa.
2 maggio 2026
Iran: Trump, dire che non stiamo vincendo è tradimento
Il presidente Usa Donald Trump ha affermato di considerare “tradimento” che si dica che gli Stati Uniti non stanno “vincendo” la guerra con l’Iran, nonostante avessero già avvisato il Congresso che le ostilità erano “terminate”. Trump ha parlato venerdì sera davanti al Forum Club di Palm Beaches.
2 maggio 2026
Cbs, «Pentagono vuole ritirare 5.000 soldati dalla Germania»
Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull’Iran.







