Lettera al risparmiatore

Il business di d’Amico fa rotta sulla crescita grazie alle tariffe record

Il gruppo armatoriale sfrutta il forte rialzo delle quotazioni dei noli marittimi. Focus sulla riduzione del debito. Il rischio inflazione

di Vittorio Carlini

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5' di lettura

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Da una parte sfruttare, capitalizzando gli importanti investimenti realizzati sulla flotta di navi, il positivo momento di mercato. Dall’altra proseguire nella strategia di riduzione del debito. Il tutto mantenendo il focus sull’ efficienza operativa della stessa flotta e sui costi. Sono tra le priorità di d’Amico International Shipping a sostegno del business.

Oggetto sociale

Già, il business. La società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici finanziari, è attiva nel trasporto internazionale marittimo. I ricavi, secondo quanto indicato nell’ultima relazione finanziaria, derivano principalmente dall’impiego delle navi, con contratti spot e noleggi time charter, per il trasporto marittimo di raffinati. Nel caso dei contratti spot il nolo (corrispettivo per l’uso della nave) viene pagato per un singolo trasporto di merci da un porto di carico ad un porto di scarico. Nel time charter, invece, il corrispettivo è pattuito per un determinato periodo di tempo. Chiaro, quindi, che la nave impiegata con quest’ultimo tipo di accordo dà luogo, solitamente, a flussi di cassa più costanti e prevedibili rispetto a quella impiegata nel mercato spot. I contratti su singola tratta, al contrario, permettono di massimizzare i ricavi durante i periodi d’incremento delle tariffe di mercato.

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I fondamentali del mercato

Ebbene: il settore attualmente beneficia delle inefficienze nei commerci marittimi che derivano, tra le altre cose, dalla guerra in Ucraina. In particolare il conflitto, riducendo l’export della Russia verso l’Ue, ha indotto l’aumento delle esportazioni di Mosca verso Cina, Turchia e India. Un contesto il quale: da un lato ha portato all’allungamento delle distanze percorse; e, dall’altro, ha fatto sì che la stessa Turchia diventasse (spesso) polo di smistamento dei prodotti, facendone aumentare i tempi di trasporto, per destinazioni quali l’Europa. In un simile contesto, unitamente alle positive prospettive sulla domanda di petrolio, i valore dei noli è salito.

Insomma: si tratta di un mercato con fondamentali forti che d’Amico International Shipping intende sfruttare. In tal senso ben si capisce la strategia dell’azienda riguardo ai contratti spot o time charter. Alla fine dei primi nove mesi del 2022, il 38,8% dei giorni totali d’impiego è coperto con contratti a tempo. Un valore che, nell’ultimo trimestre, diminuisce al 19,6%. La dinamica, a ben vedere, è l’effetto di una precisa volontà. Cioè: in previsione del forte rialzo dei noli, la società ha voluto rimanere maggiormente “esposta” (anche rispetto alla sua media storica) ai contratti spot in modo da capitalizzare al meglio il trend di mercato. Ciò detto l’ attuale obiettivo, rispetto al 2023, è di gradualmente portare la copertura dei contrattati a tempo (ora all’11,5%) tra il 20 e il 30%. La durata prevista, ad oggi, di questi time charter è piuttosto breve: circa un anno. d’Amico, infatti, valuta che il corrispettivo per coperture dai due anni in su, non rifletta i forti fondamentali del mercato.

NOVE MESI A CONFRONTO

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LE TARIFFE GIORNALIERE

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Riduzione del debito

Ma non è solo l’andamento dei corrispettivi per il noleggio. Altro focus, per l’appunto, è la riduzione della leva. Al 30 settembre 2022 il debito netto è risultato di 453,9 milioni di dollari (399,8 milioni ex Ifrs 16). Il dato è in calo rispetto ai 520,3 milioni (439,8 senza Ifrs 16) di fine del 2021. La volontà del gruppo armatoriale, dopo gli importanti investimenti sulla flotta (924,4 milioni di dollari dal 2012 al 2019 per 22 nuove navi), è di proseguire nella riduzione dell’indebitamento. In che modo? Una strada consiste nel graduale esercizio delle opzioni sulle navi noleggiate a scafo nudo, per le quali ci sono obblighi d’acquisto (per il tema dell’esercizio delle opzioni vedere box in alto). Inoltre, c’è l’ipotesi del rimborso anticipato (totale o parziale) di alcuni finanziamenti bancari. Il tutto, per l’appunto, al fine di diminuire l’indebitamento.

LE NAVI DEL GRUPPO

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IL DEBITO

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Il rischio recessione

Sennonché il risparmiatore ricorda un aspetto: le prospettive di crescita globali, nel 2023, sono ridimensionate. Inoltre i continui lockdown in Cina incidono sulla stessa domanda di petrolio dell’ex Regno di Mezzo. Si tratta di un contesto che rischia di frenare le prospettive di espansione del gruppo. La società, pure consapevole della dinamica, non condivide il timore. In primis perché, viene ricordato, da un lato le inefficienze nel commercio marittimo (dovute soprattutto alla guerra in Ucraina) hanno contribuito a creare un mercato forte; dall’altro, l’entrata in vigore delle sanzioni da parte dell’Ue sull’export russo di crude oil (dal 5/12/2022) e di raffinati (dal 5/2/2023) dovrebbero accentuare le inefficienze stesse. Poi perché, al di là che in varie regioni del mondo i limiti sui movimenti vengono via via eliminati, rispetto alla Cina - dice sempre d’Amico - ci sono chiari segnali di allentamento delle restrizioni. Di più. Anche tenendo in considerazione una frenata economica dell’Occidente, la società rammenta che l’Iea prevede, nel 2023, una domanda di petrolio in crescita di 1,7 milioni di barili al giorno. In definitiva, quindi, sul tema in oggetto il gruppo non vede particolari problemi. Ciò considerato, però, può ulteriormente obiettarsi che l’eventuale fine del conflitto ucraino influirebbe negativamente sui noli. Vero conferma l’azienda che tuttavia, auspicando il raggiungimento del cessate il fuoco, rimarca come l’effetto sarebbe di breve periodo. L’accordo di pace in realtà, prospetticamente, dovrebbe agevolare la discesa d’inflazione e tassi d’interesse. Un contesto che contribuirebbe all’accelerazione della crescita economica e, di conseguenza, del trasporto di petrolio e raffinati, portando alla successiva rapida ripresa dei noli.

Fin qui alcune considerazioni rispetto a debito, rischio recessione e gestione dei contratti. Altro focus, però, è quello sul continuo efficientamento operativo della flotta. Qua, contestualmente all’obiettivo di un business sempre più eco-sostenibile (al 30/9/2022 il 78% delle navi controllate è eco-design), il gruppo, tra le altre cose, prevede sulle navi non-eco l’uso di soluzioni che, riducendo il consumo di carburante e quindi delle emissioni di CO2, permettono di avere unità più efficienti. Un esempio? La pittura della carena a basso coefficiente di frizione. Non solo. Gli investimenti in tecnologia hanno migliorato l’attività di manutenzione. Così, tra le altre cose, può ricordarsi la realizzazione di sonde in grado di ispezionare il motore e individuare, con precisione, quale pezzo debba essere cambiato. Una maintenance, più efficace di quella basata su valutazioni statistiche, che permette di conseguire maggiori efficienze e più risparmi. Quei minori costi i quali, peraltro, sono un altro punto di attenzione della società armatoriale. Alla fine dei primi nove mesi del 2022, gli oneri operativi legati alle navi controllate sono diminuiti del 7,7% rispetto al 30 settembre del 2018.

Il nodo inflazione

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore, pure conscio della dinamica dei costi aziendali, esprime un timore. Il recente forte risveglio dell’inflazione, in generale, fa aumentare gli oneri. Ad esempio, rispetto ai costi legati al personale. Una situazione che rischia di costituire un freno per la redditività. d’Amico, sul tema in oggetto, professa fiducia. Certo, è l’indicazione, nel prossimo futuro si dovrà affrontare l’ aumento dei costi d’equipaggio, che deriva dalle pressioni sugli stipendi presente in molti paesi e settori, in aggiunta ad una più specifica carenza di marittimi dall’Ucraina, per via del conflitto. Inoltre, afferma sempre l’azienda, ci sarà l’aumento degli oneri assicurativi. In particolare: delle polizze corpo e macchina. Queste, viene ricordato, sono influenzate dalla variazione del valore di mercato della flotta. Un dato che, nell’ultimo anno, è salito in modo sostanziale. Ciò detto, però, il gruppo ricorda, da una parte, che il ringiovanimento della flotta (22 nuove navi dal 2012) ha prodotto, e produrrà, maggiori efficienze; e, dall’altra, che i forti fondamentali del comparto consentiranno una crescita del business più che adeguata rispetto alla dinamica dei costi operativi. A fronte di un simile contesto, quali allora le prospettive sull’ultimo trimestre del 2022? La società rimarca che il quarto quarter è positivo. Quando sono stati approvati i dati del terzo trimestre, è l’indicazione, l’azienda ha comunicato il risultato stimato sui giorni spot già impiegati nel trimestre, ed il valore era di 37.500 dollari al giorno. Da allora, però, il mercato dei noli si è ulteriormente rafforzato. Esiste quindi la possibilità, conclude d’Amico, che il quarto trimestre possa essere migliore del terzo.

Per approfondire

L'andamento del titolo

L'analisi tecnica del titolo

L'analisi di Finlabo research

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