Il business di d’Amico fa rotta sulla crescita grazie alle tariffe record
Il gruppo armatoriale sfrutta il forte rialzo delle quotazioni dei noli marittimi. Focus sulla riduzione del debito. Il rischio inflazione
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Da una parte sfruttare, capitalizzando gli importanti investimenti realizzati sulla flotta di navi, il positivo momento di mercato. Dall’altra proseguire nella strategia di riduzione del debito. Il tutto mantenendo il focus sull’ efficienza operativa della stessa flotta e sui costi. Sono tra le priorità di d’Amico International Shipping a sostegno del business.
Oggetto sociale
Già, il business. La società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici finanziari, è attiva nel trasporto internazionale marittimo. I ricavi, secondo quanto indicato nell’ultima relazione finanziaria, derivano principalmente dall’impiego delle navi, con contratti spot e noleggi time charter, per il trasporto marittimo di raffinati. Nel caso dei contratti spot il nolo (corrispettivo per l’uso della nave) viene pagato per un singolo trasporto di merci da un porto di carico ad un porto di scarico. Nel time charter, invece, il corrispettivo è pattuito per un determinato periodo di tempo. Chiaro, quindi, che la nave impiegata con quest’ultimo tipo di accordo dà luogo, solitamente, a flussi di cassa più costanti e prevedibili rispetto a quella impiegata nel mercato spot. I contratti su singola tratta, al contrario, permettono di massimizzare i ricavi durante i periodi d’incremento delle tariffe di mercato.
I fondamentali del mercato
Ebbene: il settore attualmente beneficia delle inefficienze nei commerci marittimi che derivano, tra le altre cose, dalla guerra in Ucraina. In particolare il conflitto, riducendo l’export della Russia verso l’Ue, ha indotto l’aumento delle esportazioni di Mosca verso Cina, Turchia e India. Un contesto il quale: da un lato ha portato all’allungamento delle distanze percorse; e, dall’altro, ha fatto sì che la stessa Turchia diventasse (spesso) polo di smistamento dei prodotti, facendone aumentare i tempi di trasporto, per destinazioni quali l’Europa. In un simile contesto, unitamente alle positive prospettive sulla domanda di petrolio, i valore dei noli è salito.
Insomma: si tratta di un mercato con fondamentali forti che d’Amico International Shipping intende sfruttare. In tal senso ben si capisce la strategia dell’azienda riguardo ai contratti spot o time charter. Alla fine dei primi nove mesi del 2022, il 38,8% dei giorni totali d’impiego è coperto con contratti a tempo. Un valore che, nell’ultimo trimestre, diminuisce al 19,6%. La dinamica, a ben vedere, è l’effetto di una precisa volontà. Cioè: in previsione del forte rialzo dei noli, la società ha voluto rimanere maggiormente “esposta” (anche rispetto alla sua media storica) ai contratti spot in modo da capitalizzare al meglio il trend di mercato. Ciò detto l’ attuale obiettivo, rispetto al 2023, è di gradualmente portare la copertura dei contrattati a tempo (ora all’11,5%) tra il 20 e il 30%. La durata prevista, ad oggi, di questi time charter è piuttosto breve: circa un anno. d’Amico, infatti, valuta che il corrispettivo per coperture dai due anni in su, non rifletta i forti fondamentali del mercato.
Riduzione del debito
Ma non è solo l’andamento dei corrispettivi per il noleggio. Altro focus, per l’appunto, è la riduzione della leva. Al 30 settembre 2022 il debito netto è risultato di 453,9 milioni di dollari (399,8 milioni ex Ifrs 16). Il dato è in calo rispetto ai 520,3 milioni (439,8 senza Ifrs 16) di fine del 2021. La volontà del gruppo armatoriale, dopo gli importanti investimenti sulla flotta (924,4 milioni di dollari dal 2012 al 2019 per 22 nuove navi), è di proseguire nella riduzione dell’indebitamento. In che modo? Una strada consiste nel graduale esercizio delle opzioni sulle navi noleggiate a scafo nudo, per le quali ci sono obblighi d’acquisto (per il tema dell’esercizio delle opzioni vedere box in alto). Inoltre, c’è l’ipotesi del rimborso anticipato (totale o parziale) di alcuni finanziamenti bancari. Il tutto, per l’appunto, al fine di diminuire l’indebitamento.


