I pagamenti digitali corrono con il contactless e gli strumenti innovativi
La penetrazione del digitale sale al 33%, ma il contante resta la forma privilegiata. Gli effetti del cashback e della lotteria degli scontrini
di Pierangelo Soldavini
3' di lettura
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Il 2020 potrebbe essere stato davvero l’anno della svolta per la transizione dal contante al digitale, il 2021 è chiamato a consolidare un cambio di abitudini verso mezzi di pagamento che si sono trasformati «da alternativa a necessità», come recita il titolo del report dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano.
Un rapporto che fotografa una realtà in cui, a fronte di una caduta dei consumi stimata nel 13%, «i pagamenti digitali hanno rappresentato una risposta concreta abilitando non solo gli acquisti da remoto, ma anche quelli fisici a distanza, senza contatto», sottolinea Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio.
Così l’anno scorso i pagamenti digitali hanno toccato quota 5,2 miliardi in termini di transazioni, passando dal 29% al 33% del valore totale dei pagamenti in Italia, con un valore del transato pari a 268 miliardi, in calo dello 0,7%, ma a fronte della flessione a due cifre dei consumi. Aumenta quindi la penetrazione rispetto al contante, che rimane però ancora il mezzo di gran lunga più utilizzato, senza permettere all’Italia di migliorare la posizione in Europa dove rimane 24ima su 27: le 77 transazioni digitali procapite sono poco più della metà delle 141 della media Ue. Alle nostre spalle ci sono solo solo Germania, Romania e Bulgaria, tutti paesi con crescite maggiori alla nostra.
Nel modificare i comportamenti è stata comunque decisiva l’azione del Governo con la scelta di imporre la detrazione fiscale solo a fronte di pagamenti digitali e con le tanto discusse operazione Cashback e lotteria degli scontrini, che proprio ieri ha visto i primi premiati.
Per quanto riguarda le carte, quelle di credito hanno registrato una flessione del 15% legata soprattutto al deterioramento del settore dei viaggi, mentre le prepagate hanno messo a segno un rimbalzo del 15,5% grazie al loro utilizzo per gli acquisti online e per l’assegnazione del reddito di cittadinanza.


