Bruxelles

I fari della Ue su Temu: «Oggetti contraffatti o pericolosi»

La Commissione intensifica l’indagine, il colosso cinese starebbe violando il Digital Services Act

di B.Sim.

2' di lettura

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C’è ancora Temu, nel mirino di Bruxelles. Nelle scorse ore, la Commissione Europea ha annunciato di aver intensificato l’indagine nei confronti della piattaforma di eCommerce cinese. E l’accusa è quella di non avere strumenti adeguati per valutare e prevenire la vendita di prodotti illegali o pericolosi all’interno del mercato UE.

Secondo Bruxelles, Temu - gigante dell’eCommerce a basso costo di proprietà della holding cinese – starebbe violando il Digital Services Act, la normativa che regola i contenuti digitali nello spazio comunitario. Più nel dettaglio, l’indagine preliminare pare abbia rilevato che la valutazione dei rischi condotta dalla società cinese nell’ottobre scorso fosse imprecisa. E le verifiche condotte direttamente dalla Commissione, anche attraverso alcuni prodotti acquistati a campione, avrebbero dimostrato che gli utenti europei sono esposti a un elevato rischio di ricevere prodotti contraffatti o non sicuri, tra cui giocattoli per bambini ed elettronica.

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«A nostro avviso, Temu è ben lontana dagli standard richiesti dal Digital Services Act per la valutazione dei rischi per i propri utenti», ha dichiarato Henna Virkkunen, commissaria UE per il digitale. «La sicurezza dei consumatori online non è negoziabile in Europa».

L’indagine, giova ricordarlo, era stata avviata lo scorso anno, nel quadro del DSA, con una lista di contestazioni che includono anche il ricorso a design manipolativi per trattenere gli utenti sulla piattaforma e la scarsa efficacia nel contrastare la vendita di beni illegali. Parallelamente, è in corso un’altra istruttoria basata sulle norme europee per la tutela dei consumatori, che prende di mira pratiche commerciali scorrette come recensioni false e sconti ingannevoli.

Come da regolamento, adesso Temu avrà la possibilità di rispondere alle accuse o proporre misure correttive. In caso contrario, la società rischia multe fino al 6% del fatturato globale annuo, come previsto dal Digital Services Act che ha misure sanzionatorie molto stringenti.

Dopo la notizia sugli sviluppi dell’indagine UE, un portavoce di Temu ha fatto sapere che l’azienda continuerà «a cooperare pienamente con la Commissione».

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