Lettera al risparmiatore

Hasbro, taglio dei costi e Monopoly digitale per sostenere i margini

Il progetto di riordino dell’attività dà i suoi frutti e il titolo risale in Borsa. L’azienda dei giocattoli, però, deve affrontare un mercato che rimane difficile

class="conParagrafo_R21"> Vittorio Carlini

6' di lettura

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Nel 2021 i ricavi di Hasbro, secondo il terminale Bloomberg, erano stati 6,42 miliardi di dollari. Nell’esercizio successivo la voce contabile è risultata di 5,86 miliardi per poi, nel 2023, assestarsi a 5 miliardi di dollari.

La discesa è proseguita nel 2024 con il giro d’affari dell’azienda di giocattoli che, al 30 Giugno scorso, è valso 1,75 miliardi (erano stati 2,2 miliardi un anno prima). Anche la redditività ha battuto in testa.

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Nel 2022 l’Ebitda rettificato, sempre secondo il terminale Bloomberg, era di 1,5 miliardi mentre nel 2023 è crollato a 714 milioni. Certo! Sull’ultimo numero ha pesato, tra le altre cose, la svalutazione dell’avviamento di Entertainment One (eOne) che, a fine anno, è stata venduta. Ciò detto, però, la dinamica di fondo d’indebolimento della redditività rimane inequivocabile. Sennonché, nell’anno in corso, i margini hanno preso una direzione differente.

L’Operating profit da una parte, nel secondo trimestre del 2024, è risalito a 212 milioni (nello stesso periodo del 2023 era stata postata una perdita operativa); e dall’altra, nel più ampio periodo del semestre concluso di recente, lo stesso Ebit è stato di 328 milioni (170 milioni il rosso dell’anno precedente). Si tratta di una dinamica di cui la Borsa si è accorta. Il titolo, in calo del 2,7% negli ultimi 12 mesi, da inizio 2024 guadagna il 25,8% (chiusura al 9/8/2024).

TRIMESTRI A CONFRONTO

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La riorganizzazione

Cosa è accaduto? È successo che il piano di ristrutturazione, lanciato nel 2022, dà i suoi frutti. Il programma, articolato su diversi livelli, ha in primis un focus sull’efficientamento operativo e riduzione dei costi. Nella prima metà del 2024 il gruppo ha raggiunto risparmi lordi per 150 milioni di dollari.

L’obiettivo, sull’intero anno, è arrivare a circa 300 milioni. Più in generale - va ricordato - Hasbro lo scorso anno è riuscito a portarsi a casa “saving” per 220 milioni di dollari (20 milioni nel 2022). Si tratta di un processo il quale - a fronte degli ulteriori 210 milioni di risparmi previsti nel 2025 - dovrebbe consentire al gruppo di Peppa Pig di raggiungere, in quattro anni, circa 750 milioni di gross saving cumulati. Il pressing, peraltro, ha ad oggetto la stessa “inventory” della società.

Le scorte aziendali, salite troppo in scia alle prospettive del boom della domanda di giocattoli durante il Covid, sono state fatte calare. Nel secondo trimestre del 2024 il magazzino si è assestato a 358 milioni di dollari. Vale a dire: un livello, da un lato, inferiore del 51% a quello del medesimo periodo del 2023; e, dall’altro, in calo del 37% se confrontato con il secondo trimestre del 2019. Le dinamiche descritte, per l’appunto e -vien da aggiungere- inevitabilmente, hanno dato la mano alla ripresa nei margini, soprattutto nell’ultimo trimestre. Nel secondo quarter, l’Earning per share (Eps) è risultato di 1,22 dollari. Un dato migliore delle stime del mercato (78 centesimi ad azione) e che è più che raddoppiato rispetto ai 49 centesimi dell’Eps dello stesso trimestre del 2023.

LA DINAMICA DEI MARCHI

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Il difficile contesto

Insomma, tutto facile come bere un bicchiere d’acqua? La realtà è più complicata. Dapprima va rimarcato che il comparto del giocattolo, a livello globale, non se la passa troppo bene. Il settore, nel 2023, è calato del 2% rispetto all’anno precedente. Lo stesso 2024, a detta delle grandi aziende, dovrebbe essere contraddistinto da un modesto declino.

Si tratta - spiegano gli analisti - del ritirarsi dell’onda lunga legata al Covid. Durante la pandemia, il confinamento in casa aveva dato molta spinta all’intero mondo dei toys. Adesso il propellente è venuto meno. Non solo. L’andamento del settore - a detta di alcuni esperti - è reso problematico anche dal trend delle scorte dei clienti.

Perchè? È accaduto che - per l’appunto a causa dell’euforia nel settore in scia alla pandemia - troppi rivenditori abbiano fatto “incetta” di giocattoli, eccedendo nelle scorte. A fronte di ciò è partito, negli esercizi precedenti, un “de-stocking” generalizzato che, però, non sarebbe completamente terminato. Vero! Hasbro sottolinea, ad oggi, di avere notato segnali di domanda incoraggianti, ottenendo un buon supporto dai rivenditori per le novità previste nella seconda metà del 2024 (tra le altre il film animato “Transformers One”). Al di là ciò, tuttavia, la perplessità sulla pulizia totale dei magazzini dei clienti rimane. Il che contribuisce a rendere volatile l’umore degli operatori in merito alla ripresa dell’industria dei giocattoli. Almeno, nel 2024.

IL RISPARMIO DEI COSTI

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Passaggi sbagliati

Ma non è solo questione di mercato di riferimento. Giocano il loro ruolo anche le mosse sbagliate, realizzate in passato, da Hasbro. Una fra tutte l’acquisizione di e One nel 2019 per circa 4 miliardi di dollari.

L’operazione è stata descritta dal fondo attivista Ancora come «un passo falso nell’allocazione del capitale (...) che è diventato una distrazione» nella gestione del business. La definizione pare azzeccata. Nel 2023 il gruppo ha perfezionato la vendita di eOne a Liosgate per 375 milioni di dollari. Cioè, un prezzo molto inferiore a quello pagato per l’acquisto. Certo! Il franchising di Peppa Pig, in dote ad eOne, rimane nelle mani di Hasbro. Inoltre, va rammentato che la stessa eOne produce molti film o serie TV (tra le altre Grey’s Anatomy) le quali non sono legati ai giocattoli del produttore di Monopoly. Con il che, il disfarsene è un passaggio logico e razionale.

Ciononostante, resta il fatto che il peso contabile dell’operazione non è trascurabile. Il gruppo indica che, a livello di fatturato, la discesa nel secondo trimestre senza l’effetto e One sarebbe stata del 6% (e non del 18%). Riguardo, invece, all’Operating margin sono da considerarsi 37 milioni di ammortamenti, perdite sulla dismissione e costi associati all’operazione. Insomma: l’impatto contabile di e One è soprattutto nel 2023. Tuttavia, l’effetto dell’errata strategia si fa sentire ancora adesso e non è facile -soprattutto in un contesto di mercato debole - mettersi il tutto alle spalle.

ANDAMENTO DELLE SCORTE

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Il fenomeno dei «kidults»

Fin qua alcune considerazioni su taglio dei costi e maggiori efficienze operative. Hasbro, tuttavia, guarda anche alla prima riga di bilancio. Qui - al di là del focus su un minore numero di marchi più grandi (ricavi oltre 25 milioni) e maggiormente redditizi (operatin margin non inferiore al 25%) - il gruppo vuole - tra le altre cose - sfruttare il fenomeno dei cosiddetti “kidult” (crasi tra le parole inglese “kid” e “adult”).

Vale a dire: gli acquisti di balocchi che non sono in favore di bambini, bensì vengono realizzati da soggetti più adulti. L’azienda, in tal senso, ha indicato che più del 60% delle vendite è riferita persone con più di 13 anni. In una simile ottica, non stupisce la presenza del sito HasbroPulse dedicato al proprio mondo degli adulti. Si tratta, a ben vedere, di una piattaforma digitale che consente diverse operatività. Un esempio? Il crowdfunding finalizzato al finanziamento della produzione di action figure. Cioè: giocattoli da collezione in numero limitato, costruiti in base alle storie (spesso film o serie TV) che narrano le gesta di eroi (più o meno noti).

La spinta sul digitale

Già, più o meno noti. La società punta - anche -a fare leva sui suoi brand più prestigiosi: dai “Transformers” a “Magich: The gatering” fino a “Monopoly”. La strategia, volta a rafforzare le comunità di giocatori o ampliarne il numero, è articolata. Ne é un esempio lo sforzo sul digitale. Qui, di recente, Hasbro ha lanciato “Monopoly Go!”, la versione per smartphone e tablet del famoso gioco da tavolo.

Non solo. Gli stessi “Magic: The Gathering Arena” e “D&D Beyond” , che sono la trasposizione in bit degli omonimi famosissimi game, stanno riscuotendo molto successo. A ben vedere, quelli indicati sono solo alcuni esempi di come l’azienda - che ha visto la divisione “Wizards of the Coast and Digital Gaming” crescere del 20% nell’ultimo trimestre, scommetta con forza sul business non analogico. Una sfida che - anche grazie a partnership tecnologiche - il gruppo vuole affrontare al fine di portare a termine il “turnaround”.

Ciò considerato, quali allora le prospettive sul 2024? Hasbro prevede che il segmento “Consumer Products” avrà ricavi in calo tra il 7 e 11% con l’Adjusted operating margin tra il 4% e 6%. La divisione”Wizards of the Coast”, dal canto suo, dovrebbe essere caratterizzata dall’Ebit margin di circa il 42% mentre l’Operating margin rettificato dell’area “Entertainment” è stimato intorno al 60%.

Infine, l’Ebitda adjusted di gruppo: a conclusione dell’anno in corso Hasbro stima la voce contabile tra 975 e 1.025 milioni di dollari.

Per approfondire

L’andamento del titolo

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