Lettera al risparmiatore

Gvs, il target è arrivare a 500 milioni di ricavi grazie alle acquisizioni

Scenari. Focus sulla ricerca. Il nodo della diminuzione della domanda legata alla pandemia: il gruppo dice che sarà controbilanciata da altre aree di business

di Vittorio Carlini

6' di lettura

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Proseguire negli sforzi sulla Ricerca & Sviluppo per realizzare nuovi prodotti. Poi: continuare a sfruttare, a fianco dell’espansione organica, la leva dell’M&A. Sono tra le priorità di Gvs a sostegno del business.

Oggetto sociale

Già, il business. Al fine di meglio comprendere le strategie aziendali è dapprima utile ricordare l’oggetto sociale del gruppo. La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, articola l’attività in tre divisioni. Una (37% dei ricavi al 31/3/2021) è la cosiddetta Health & Safety che, a sua volta, comprende due sub divisioni: da una parte i filtri essenzialmente per i grandi sistemi di depurazione dell’aria (Air safety); dall’altra il Personal safety (maschere respiratorie professionali o consumabili). La seconda, la più rilevante per i ricavi (44% del fatturato a fine del primo trimestre del 2021), è l’ Healthcare & Lifesciences. Qui sono ricondotti diversi prodotti: dai filtri impiegati nei laboratori (Laboratory) a quelli per trasfusioni e somministrazione di medicinali (Healthcare Liquid) fino ai filtri per le anestesie o la ventilazione (Healthcare Air & Gas). Infine l’ultima divisione (19% dei ricavi) è l Energy & Mobility. Qui sono compresi filtri e componenti che trovano applicazione essenzialmente nell’automotive: dai sistemi frenanti ABS fino ai filtri per il carburante.

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I TRIMESTRI A CONFRONTO

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Il fronte dell’R&D

Ebbene una priorità del gruppo è, per l’appunto, la spinta sulla ricerca e sviluppo. La società, con l’eccezione del 2020 dove la percentuale è stata inferiore, investe mediamente l’anno il 7-8% dei ricavi in R&D. Nell’esercizio in corso gli esborsi su questo fronte dovrebbero assestarsi a circa 21 milioni, di cui intorno al 20% sono investimenti capitalizzati. L’impegno, a ben vedere, è trasversale alle tre principali divisioni. Così nell’ Energy & Mobility un “la” alla realizzazione di nuovi prodotti è dato dal processo di elettrificazione delle vetture che richiede un maggiore numero di filtri nel veicolo stesso. Rispetto, invece, alla divisione Healthcare & Lifesciences l’impegno, tra le altre cose, riguarda la realizzazione di nuove membrane di filtrazione per la trasfusione ed infusione sanguinea. Riguardo, infine, al mondo dell’Health & Safety il gruppo vuole ampliare il proprio portafoglio prodotti. Dove? Ad esempio nel settore delle maschere che permettano la completa copertura del viso.

LA DINAMICA DEI RICAVI DELLE DIVISIONI

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Lo shopping

Ma non è solo questione di Ricerca & Sviluppo. Un focus è sulle acquisizioni. Gvs, nell’ultimo ventennio, ha una crescita media annuale del fatturato intorno al 16%. Di questa il 3% circa è da attribuirsi proprio all’M&A. Insomma: lo shopping è importante. Ciò detto, qual è l’identikit del potenziale target? In media si tratta di aziende che hanno un fatturato di 60-70 milioni. Non sono esclusi i turnaroud. Anzi! Il gruppo punta spesso a rilevare realtà da rilanciare. Non c’è, inoltre, una preferenza geografica particolare. Seppure negli Stati Uniti, proprio per la natura maggiormente frammentata di quel mercato (primo al mondo), le opportunità da cogliere sono maggiori. Rispetto, infine, alla tipologia di business sono l’Health & Safety e l’Healtcare & Lifesciences le divisioni cui Gvs guarda con maggiore interesse per la crescita per linee esterne. Un’attività di shopping che, se realizzata, dovrebbe nel medio periodo consentire al gruppo, unitamente all’espansione organica, di raggiungere l’obiettivo del mezzo miliardo di ricavi.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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Il bilancio

Fin qui alcune suggestioni su R&D e acquisizioni. Il risparmiatore, però, è interessato anche all’andamento del conto economico. Nel 2020 il gruppo è stato contraddistinto da fatturato e redditività in aumento. I ricavi sono stati pari a 363,3 milioni, in rialzo del 59,8% rispetto ai 227,4 milioni del 2019. L’Ebitda normalizzato, invece, si è assestato a 144,06 milioni (erano stati 62,3 milioni l’anno prima). Il rapporto tra Mol adjusted e ricavi, dal canto suo, è risultato del 39,7% (38,1% quello reported). La dinamica, a ben vedere, ha proseguito nel primo trimestre del 2021. Da una parte i ricavi consolidati sono saliti a 103 milioni (+71% rispetto allo stesso periodo del 2020); dall’altra il risultato netto normalizzato è cresciuto a 32 milioni (a fronte dei 10,6 milioni di un anno prima).

RAPPORTO TRA PFN E EBITDA RETTIFICATO

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Pandemia e domanda

Insomma: tutto facile come bere un bicchiere d’acqua? La realtà è più complicata. Il risparmiatore sottolinea un aspetto. Gvs, nel recente passato, ha in generale beneficiato anche e soprattutto della domanda di prodotti collegati alla crisi sanitaria. Uno fra tutti le maschere Ffp3. La futura (seppure lenta ma auspicabile) uscita della pandemia fa venire meno questa tipologia di richiesta. Il che rischia di frenare la crescita del business aziendale. La società non condivide la preoccupazione. L’azienda sottolinea la sua sempre maggiore diversificazione geografica, di business e nelle linee di prodotto. Un’articolazione che, è l’indicazione, consente, nell’eventualità un settore non cresca, di controbilanciare il trend negativo con l’andamento delle altre attività. A ben vedere, conclude l’azienda, è proprio quello che è accaduto nel 2020 dove, nonostante la frenata dell’Energy & Mobility, il business è cresciuto.

Le divisioni

Già, cresciuto. Ma quali sono le dinamiche in particolare delle varie divisioni? Riguardo all’Health & Safety è stato previsto un primo trimestre positivo (come è accaduto), una certa debolezza nel secondo, e poi la ripartenza nel terzo e quarto quarter. Si tratta di un trend, unitamente alla ripresa dell’industra, dovuto tra le altre cose al fatto che nel settore delle maschere consumabili (Ffp3 o N99) il gruppo durante la pandemia è riuscito a vendere e a fare conoscere le proprie soluzioni. Dal che, indipendentemente dall’emergenza sanitaria, ora è in grado di acquisire contratti per la fornitura delle facial mask in questione. L’Healthcare & Lifesciences, dal canto suo, è previsto in crescita nel 2021. Il trend, oltre alle positive prospettive nel Laboratory e Healthcare Liquid, è conseguenza del fatto che i minori volumi di filtri legati ad esempio alle rianimazioni sono via via sostituiti da altre soluzioni (tra le altre quelle nella spirometria). Infine: l’Energy e Mobility. Qui Gvs indica che gli ordini già acquisiti garantiscono il fatturato della divisione in rialzo.

Rischio materie prime

Sennonché il risparmiatore rimarca un aspetto. Di recente si è assistito all’aumento dei prezzi delle materie prime. Un trend che implica l’incremento del costo del venduto, da cui scaturisce un impatto per la redditività delle società, compresa Gvs. Il gruppo, rispetto al tema in oggetto, professa fiducia. In primis perché la presenza in vari mercati geografici consente di limitare i costi di approvvigionamento. Tanto che, rispetto ai primi sei mesi dell’anno, i maggiori oneri sono stati contenuti. Inoltre perché, dice sempre Gvs, la parte dei più alti costi non coperti viene, come di prassi nel settore, traslata sul listino finale del prodotto. A fronte di ciò, però, può ulteriormente obiettarsi che la crisi economico-sanitaria ha indotto il malfunzionamento delle filiere globali di forniture di materiali e commodity. Il rischio è che il contesto incida sul business di Gvs. La società nuovamente, non condivide la preoccupazione. L’azienda, dapprima, sottolinea di avere realizzato sufficienti scorte per coprire la produzione fino alla fine del 2021. Inoltre, è l’indicazione, proprio l’articolazione della base produttiva in varie parti del mondo limita la dipendenza del gruppo dalle “supply chain” globali.

Espansione estera

Dalle filiere globali all’espansione internazionale. Alla fine del 2020 la ripartizione geografica dei ricavi del gruppo è la seguente: l’indicidenza di Nord America ed Europa è rispettivamente del 38 e 43%; l’Asia pesa per il 14% mentre il resto del Mondo ha generato il 5% del fatturato. La divisione descritta cambierà nel tempo? Al netto dell’M&A il gruppo punta a raggiungere una maggiore presenza in Asia. In particolare si guarda al Nord Est asiatico. Dopo le filiali commerciali in India, Malaysia e Thailandia entro la fine del 2021 dovrebbe essere la volta del Vietnam. Ciò detto va sottolineato che, viste le maggiori opportunità di operazioni straordinarie negli Stati Uniti (seppure la stessa Asia sia - sotto questo fronte -rilevante), anche l’America è prevedibile possa aumentare il suo peso sul giro d’affari.A fronte di un simile contesto quali, allora, le prospettive sull’intero 2021? Il gruppo conferma la stima dei ricavi tra 345 e 370 milioni (363,3 milioni nel 2020) e l’Ebitda margin adjusted tra il 32 e 35%.

FOCUS

Posizione finanziaria netta
Al 31/3/2021 la Pfn di Gvs è positiva per 54,8 milioni. Una somma cui deve sottrarsi la cifra di 22,75 milioni di dividendi messi in pagamento il 23/6/2021. L’ingente liquidità è anche, soprattutto, in funzione dell’M&A

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