Gvs amplia e riordina la struttura produttiva. Focus sull’innovazione
La duplice sfida: integrare la neoacquisita Haemotronic e difendere i margini dal rischio inflazione. Il 6-7% dei ricavi investiti in ricerca e sviluppo
di Vittorio Carlini
5' di lettura
Le ultime da Radiocor
Borsa: Milano (+2,2%) regina della settimana con rally Prysmian (+18,8%)
Intel: accordo con Apple per produzione chip, titolo vola a +15%
Delfin: per holding 'ricorso Basilico e' infondato, non incide su passaggio quote'
5' di lettura
Integrare la neoacquista Haemotronic. Inoltre: proseguire gli investimenti in ricerca e sviluppo. Ancora: efficientare e razionalizzare la base produttiva. Sono tra le priorità di Gvs a sostegno del business. Già, il business. Per meglio comprendere i focus dell’azienda è utile ricordarne l’oggetto sociale.
Il business
Il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, divide l’attività in tre divisioni: una (il 54,5% del totale dei ricavi alla fine del primo trimestre del 2022) è la cosiddetta Healthcare & Life Sciences. Qui sono ricondotti diversi prodotti: dai filtri per anestesie o ventilazione a quelli impiegati nei laboratori fino alle soluzioni per trasfusioni o somministrazione di medicinali. La seconda (24,8% del fatturato) è l’Energy & Mobility. Appannaggio di essa sono filtri e soluzioni utilizzati nelle auto (ad esempio per sistemi frenanti Abs) o nel settore energetico. Infine l’ultima divisione: l’Health & Safety (20,6% del giro d’affari). A questa si riconducono: da una parte, essenzialmente i filtri per i grandi sistemi di depurazione; e, dall’altra, le maschere respiratorie professionali o consumabili.
La base produttiva
Ebbene, tra i focus della società c’è per l’appunto quello sulla struttura produttiva. Si tratta di una priorità che consegue anche all’M&A. Il gruppo, nel 2021, ha acquisito l’americana RPB e il 100% della cinese Shanghai Transfusion Technology. Nell’anno in corso, poi, c’è stato lo shopping di Haemotronic. Al di là dell’impatto delle singole operazioni (tra il 2019 e 2025 l’M&A è previsto contribuire alla crescita dei ricavi con un Cagr del 7%) lo shopping comunque influenza la base produttiva. Quindi Gvs punta a riordinarla e renderla più efficiente. Ad oggi la società ha 19 stabilimenti. La volontà è incrementare l’efficienza della produzione ed aumentare la saturazione degli impianti, riducendo così il costo marginale. L’obiettivo è da raggiungersi, oltre che con gli investimenti in innovazione ed automazione, anche attraverso la riduzione degli stessi stabilimenti. In tal senso la previsione dell’azienda è che, tra Nord America e Cina, dovrebbero essere chiuse tre fabbriche.
Lo shopping
Ma non è solo la base produttiva. Altra priorità è l’integrazione di Haemotronic. La neoacquisita (212 milioni il prezzo dello shopping) è attiva nella produzione di componenti medicali, sacche monouso nel settore farmaceutico e medical device. La strategicità industriale dell’operazione - indica l’azienda - consiste, tra le altre cose, nella complementarietà del portafoglio prodotti e delle tecnologie tra Gvs ed Haemotronic. Una duplice condizione che potrà contribuire, da un lato, al rafforzamento del gruppo nell’healtcare in Europa e Nord America; e, dall’altro, al raggiungimento di sinergie (finora, però, non comunicate).
L’acquisizione è stata chiusa ad un prezzo di 15 volte il rapporto tra Enterprise value ed Ebitda normalizzato di Haemotronic del 2021. Si tratta di un multiplo che alcuni esperti hanno considerato elevato. La società, invitando ad un’analisi più approfondita, rigetta l’affermazione. Dapprima perché, viene spiegato, Haemotronic è un asset strategicamente unico. Poi perché, afferma l’azienda, il multiplo, rispetto al mercato di riferimento, non è caro. Infine perché, dice sempre Gvs, il prezzo dell’acquisizione post sinergie è stimato scendere a 12 volte l’Ev/Ebitda adjusted.



