Guida all’orale di Storia
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Ogni avvenimento o soggetto storico va inserito nel tempo e nello spazio. Solo se si parte da queste coordinate si può parlare di trattazione storica. È necessario, pertanto studiare ogni argomento affrontato nel corso dell’anno a partire da due strumenti fondamentali: la tavola cronologica e la mappa geografica, meglio se geo-storica. Qualora non ci fosse nel manuale in adozione è molto utile ricorrere a un atlante storico. Al momento dello studio non bisogna farsi prendere dall’ansia di dover memorizzare le nozioni, quanto cercare di comprendere la dinamica degli avvenimenti, riflettere su tutti i nessi causali: da quelli economici e politici agli sviluppi culturali artistici, tecnologici, mediatici e finanziari. Si scoprirà che le conoscenze essenziali si apprendono e si ricordano con più facilità e precisione. Dopo aver collocato gli avvenimenti nel contesto geo-storico, tenendo conto del nesso storico-causale tra ciò che precede cronologicamente e ciò che segue, occorre non trascurare il dibattito storiografico. Ogni avvenimento è oggetto di molteplici letture e interpretazioni da parte degli storici. Normalmente i manuali sono corredati di pagine storiografiche per dare giusto rilievo al dibattito storiografico. L’approccio controversistico alla storia (mettere a confronto una tesi con una a essa contraria) ci permette di comprendere in profondità sia la complessità di una lettura storiografica che l’avvenimento stesso e il lavoro dello storico.
Chiedilo al Sole
Giunti al quinto anno non si dovrebbe più evidenziare questa differenza, ma l’esperienza induce noi docenti a doverla ribadire: occorre distinguere tra tesi storiografica e fonte. Sono entrambi presenti nell’appendice della trattazione manualistica, ma in due sezioni separate, spesso opportunamente differenziate cromaticamente. La fonte è una lettura altrettanto importante per la comprensione dell’avvenimento da trattare, proprio perché è l’oggetto dello studio e dell’analisi dello storico. Da essa deriva la sua interpretazione. Ogni studente, nel momento in cui si confronta con il documento prodotto in quel determinato periodo storico diventa un interprete del contenuto che quel documento esprime, quindi fa egli stesso, autonomamente, il lavoro dello storico. Non ci sono solo fonti scritte, pertanto è necessario non trascurare, al momento dell’esposizione, tutto quello che si è appreso dalle esperienze sul campo: visite a luoghi storici, musei, monumenti, come gli auspicabili incontri con i testimoni. Spesso questi testimoni li possiamo avere anche in casa: i nonni (perfino qualche bisnonno) e magari gli stessi genitori per la storia dei tempi a noi più vicini. È così possibile apprendere e constatare che la storia è materia sempre viva e presente nel nostro contesto civile.
Mettere in rilievo i collegamenti con le altre discipline: la storia è per sua natura materia interdisciplinare. La prima delle discipline da considerare è proprio l’educazione alla cittadinanza che si scoprirà essere tutt’uno con la storia. L’importanza della storia consiste proprio nella formazione degli strumenti idonei per l’apprendimento e il discernimento delle notizie, così come ce le propongono i mass media e i social. A tal proposito le letture monografiche come i film ambientati in determinati contesti e che narrano specifici avvenimenti sono senz’altro motivo di riflessione e di stimolo per nuovi interrogativi ed approfondimenti. Farvi riferimento nel corso dell’esposizione dà prova dell’interesse suscitato da uno studio attento.
Docente di Storia e Filosofia al Liceo Newton di Roma
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