Guida all’orale di Inglese
di Lucia Basile
2' di lettura
I punti chiave
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Affrontare l’esame di maturità 2026 con Inglese come materia d’esame – interna o esterna che sia – significa presentarsi al colloquio con molto più di un semplice bagaglio di contenuti disciplinari. È questo, in fondo, il messaggio che in qualità di docente di lingua inglese posso certamente consigliare agli studenti: oggi non basta conoscere la grammatica, i testi letterari o le strutture comunicative. Serve dimostrare come si è maturati anche grazie alla lingua.
Chiedilo al Sole
Il legame con il curriculum
Il nuovo impianto dell’esame valorizza infatti l’E-portfolio del triennio, uno strumento che molti ragazzi hanno vissuto come un obbligo burocratico, ma che ora rivela tutta la sua utilità.
Popolarlo con esperienze significative – attività extracurricolari, progetti nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientanto (Pcto) nel frattempo diventati Formazione scuola lavoro (Fsl), partecipazioni a scambi culturali, mobilità Erasmus, iniziative di educazione civica in inglese – permette di trasformare il colloquio in un racconto autentico del proprio percorso.
Non importa l’indirizzo: istituto tecnico, professionale o liceo linguistico. Ciò che conta è mostrare come l’inglese abbia attraversato la propria formazione, diventando una chiave per leggere il mondo.
In virtù di questo, insisto su un punto: la maturità 2026 premia la consapevolezza, non la semplice esposizione. Saper riflettere su come si è imparata una lingua straniera, su quali difficoltà si sono affrontate, su quali competenze interculturali si sono sviluppate, è un valore aggiunto che la commissione può riconoscere come tale.
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