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L’orale di matematica al liceo classico può, per alcuni studenti, venire percepito come qualcosa di imprevedibile e difficile da controllare ma quello che la commissione vuole capire è, sostanzialmente, se lo studente possiede alcuni strumenti fondamentali quali ad esempio la chiarezza logica nel ragionamento, l’uso corretto del linguaggio specifico della disciplina e la capacità di collegare idee diverse evitando di imparare formule a memoria meccanicamente.
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In quest’ottica, la prima cosa da fare è concentrarsi sui nuclei fondamentali del programma. È inutile disperdersi in decine di esercizi complicati se non si conosce bene l’andamento delle funzioni elementari; inoltre, almeno per quanto riguarda funzioni razionali intere e fratte e semplici funzioni irrazionali, esponenziali e logaritmiche, bisognerebbe saperne riconoscere rapidamente dominio, crescita, segno, asintoti e comportamento qualitativo del grafico. Molti studenti cercano di memorizzare procedure, ma all’orale emerge subito chi ha realmente interiorizzato il concetto di funzione.
Un secondo aspetto fondamentale riguarda le definizione. La matematica non è una raccolta di formule ma è soprattutto un linguaggio rigoroso. Definizioni come limite, continuità, derivabilità, massimo, minimo, flesso, rapporto incrementale, ecc. devono essere comprese in profondità, altrimenti il rischio è che ci si possa bloccare se la commissione chiede un approfondimento od un chiarimento. Perciò consiglio sempre di preparare alcuni esempi “strategici” da poter utilizzare durante l’orale. Ad esempio: una verifica di un limite; una funzione discontinua in un punto; una funzione continua ma non derivabile; una funzione che ammette un asintoto verticale e/o orizzontale; una funzione che abbia un asintoto obliquo. Avere esempi pronti permette di uscire dall’aspetto prettamente teorico e può aiutare molto anche gli studenti più ansiosi ed emotivi ad avere dei punti fermi durante l’esposizione.
In una preparazione last minute bisogna evitare uno studio puramente passivo: rileggere infinite volte gli appunti non basta. L’orale di matematica si prepara soprattutto parlando, spiegando definizioni e teoremi ad alta voce, ricostruendo i passaggi logici senza dipendere dal libro. Molti studenti scoprono di non conoscere davvero un argomento solo quando provano a esporlo autonomamente. Da non sottovalutare sono anche i collegamenti interdisciplinari evitando però grossolane forzature. Un collegamento apprezzabile nasce quando la matematica diventa uno strumento per comprendere altri ambiti culturali. Ad esempio: il rapporto tra razionalità e conoscenza nella filosofia moderna; i concetti di velocità, accelerazione, corrente elettrica nella fisica classica; il concetto di funzione nella descrizione dei fenomeni naturali; il concetto di modello matematico nello sviluppo delle intelligenze artificiali; le funzioni esponenziali nella descrizione di fenomeni economici e/o pandemici. La commissione potrebbe gratificare molto uno studente che riesce a concepire la matematica come disciplina integrata con il resto del sapere.
Infine, è importante affrontare l’orale con equilibrio e determinazione, sfruttando l’adrenalina come fonte di energia positiva. Nessuno pretende una preparazione perfetta o universitaria, ma ciò che conta davvero è ragionare con calma mantenendo la lucidità e provare a costruire un discorso personale.
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