È il momento degli orali alla maturità: tutte le novità
L’esame 2026 ridisegna il colloquio: meno materie, più profondità, e qualche regola nuova da conoscere prima di arrivare agli esami.
di Laura Virli
4' di lettura
I punti chiave
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La maturità 2026 ridisegna il colloquio: meno materie, più profondità, e qualche regola nuova da conoscere prima di arrivare agli esami. Per chi ha lavorato con costanza in questi tre anni, queste novità potrebbero persino giocare a favore.
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Com’era prima
Fino all’anno scorso il colloquio era un momento unico davanti alla commissione, ma articolato in quattro fasi distinte. Si partiva da un materiale scelto la mattina stessa, prima del colloquio, dalla commissione tenendo conto del percorso svolto e del suo curriculum. Poteva essere un testo, un’immagine, un grafico, un problema, praticamente di tutto per discutere dei collegamenti tra le varie materie. Poi si presentava una relazione su quella che una volta si chiamava “alternanza scuola-lavoro”, raccontando cosa si era imparato e come era servito nella pratica. Durante il colloquio si affrontava anche l’educazione civica per dimostrare le competenze acquisite durante l’anno, e infine si discutevano insieme gli scritti, commentando come erano andate le prime due prove.
Cosa cambia dal 2026
Il punteggio massimo resta di 20 punti e viene assegnato lo stesso giorno del colloquio. La grande novità è questa: non più domande su tante materie, ma solo su quattro discipline scelte dal ministero. Quelle di quest’anno sono state rese note con il Decreto ministeriale 13 del 29 gennaio scorso. L’obiettivo è rendere l’esame più mirato e approfondito, concentrandosi su un nucleo essenziale di saperi invece di disperdersi su troppi aspetti. Questo permetterà di valutare con maggiore serietà e serenità le competenze più rappresentative. Le altre discipline non scompaiono del tutto: restano valutate attraverso il credito scolastico del triennio, creando un sistema bilanciato tra il percorso complessivo e l’esame finale.
Come si svolge
Il colloquio si tiene in un’unica soluzione e alla presenza dell’intera commissione. È il presidente a garantire che tutto fili liscio: suo compito è curare l’equilibrata articolazione del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però che il confronto si irrigidisca in una successione meccanica di domande materia per materia. L’idea è quella di un dialogo fluido, in cui i saperi si intrecciano naturalmente.
Nel 2026, l’orale partirà in modo diverso: gli studenti inizieranno con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale. Si potrà raccontare cosa ha segnato questi anni di scuola, quali esperienze sono state più formative e come si è cresciuti lungo il percorso. Sarà il momento per presentarsi come persone oltre che come studenti, l’occasione per far emergere la propria identità al di là dei voti e delle conoscenze disciplinari.
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