Cosa cambia

È il momento degli orali alla maturità: tutte le novità

L’esame 2026 ridisegna il colloquio: meno materie, più profondità, e qualche regola nuova da conoscere prima di arrivare agli esami.

di Laura Virli

Primo giorno di esami di maturità alla presenza del provveditore Dott. Giuseppe Antonio Panzardi presso l’istituto Majorana di san Lazzaro di Savena Bologna (Italia) 18 Giugno 2026 (Photo Guido Calamosca / LaPresse)  First day of the *maturità* exams at the Majorana Institute in San Lazzaro di Savena, attended by the Superintendent, Dr. Giuseppe Antonio Panzardi. jun 18, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/ LaPresse ) LAPRESSE

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La maturità 2026 ridisegna il colloquio: meno materie, più profondità, e qualche regola nuova da conoscere prima di arrivare agli esami. Per chi ha lavorato con costanza in questi tre anni, queste novità potrebbero persino giocare a favore.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Com’era prima

Fino all’anno scorso il colloquio era un momento unico davanti alla commissione, ma articolato in quattro fasi distinte. Si partiva da un materiale scelto la mattina stessa, prima del colloquio, dalla commissione tenendo conto del percorso svolto e del suo curriculum. Poteva essere un testo, un’immagine, un grafico, un problema, praticamente di tutto per discutere dei collegamenti tra le varie materie. Poi si presentava una relazione su quella che una volta si chiamava “alternanza scuola-lavoro”, raccontando cosa si era imparato e come era servito nella pratica. Durante il colloquio si affrontava anche l’educazione civica per dimostrare le competenze acquisite durante l’anno, e infine si discutevano insieme gli scritti, commentando come erano andate le prime due prove.

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Cosa cambia dal 2026

Il punteggio massimo resta di 20 punti e viene assegnato lo stesso giorno del colloquio. La grande novità è questa: non più domande su tante materie, ma solo su quattro discipline scelte dal ministero. Quelle di quest’anno sono state rese note con il Decreto ministeriale 13 del 29 gennaio scorso. L’obiettivo è rendere l’esame più mirato e approfondito, concentrandosi su un nucleo essenziale di saperi invece di disperdersi su troppi aspetti. Questo permetterà di valutare con maggiore serietà e serenità le competenze più rappresentative. Le altre discipline non scompaiono del tutto: restano valutate attraverso il credito scolastico del triennio, creando un sistema bilanciato tra il percorso complessivo e l’esame finale.

Come si svolge

Il colloquio si tiene in un’unica soluzione e alla presenza dell’intera commissione. È il presidente a garantire che tutto fili liscio: suo compito è curare l’equilibrata articolazione del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però che il confronto si irrigidisca in una successione meccanica di domande materia per materia. L’idea è quella di un dialogo fluido, in cui i saperi si intrecciano naturalmente.

Nel 2026, l’orale partirà in modo diverso: gli studenti inizieranno con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale. Si potrà raccontare cosa ha segnato questi anni di scuola, quali esperienze sono state più formative e come si è cresciuti lungo il percorso. Sarà il momento per presentarsi come persone oltre che come studenti, l’occasione per far emergere la propria identità al di là dei voti e delle conoscenze disciplinari.

Dopo questa introduzione, si passerà alle domande e agli approfondimenti sulle quattro discipline. L’obiettivo non è solo verificare che si conoscano i contenuti, ma valutare se si riesca a collegarli tra loro, a ragionare in modo critico e personale, e a dimostrare la maturità raggiunta. Tradotto in pratica, conta il ragionamento, non la risposta giusta. Il colloquio continuerà poi con le parti già note: la presentazione delle esperienze di formazione scuola-lavoro con una breve relazione o un lavoro multimediale, le competenze di educazione civica e la discussione delle prove scritte.

Durante il colloquio, la commissione terrà d’occhio il curriculum dello studente. Sarà utile per valutare non solo le conoscenze acquisite, ma anche il percorso di crescita personale e l’impegno dimostrato. Per gli studenti con disabilità o disturbi specifici di apprendimento, il colloquio segue le indicazioni contenute nel piano educativo individualizzato predisposto dal consiglio di classe, nel rispetto del percorso personalizzato seguito durante l’anno.

Il nodo della condotta

C’è un aspetto che quest’anno merita attenzione particolare: il voto di condotta. Chi alla fine dell’anno si ritrova con un 6 in condotta dovrà affrontare il colloquio con un impegno in più. Sarà necessario preparare un elaborato critico sul tema della cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe. Non si tratta di una punizione, ma di un’opportunità, se pur obbligata, per riflettere su temi civici e sociali e dimostrare consapevolezza. L’elaborato entrerà a far parte del colloquio e sarà valutato dalla commissione insieme agli altri elementi. È un segnale chiaro della direzione che il Mim ha voluto imprimere a questa maturità: il voto di condotta non fa solo media per il calcolo del credito scolastico, ma concorre in modo concreto al raggiungimento della maturità dello studente come cittadino.

Come si organizza il calendario

Di norma si tengono cinque colloqui al giorno. L’ordine non è lasciato al caso. È il presidente a stabilirlo durante la riunione plenaria che precede l’inizio degli esami, fissando la data di avvio e definendo, tramite sorteggio, l’ordine di precedenza tra le due classi abbinate alla stessa commissione. All’interno di ciascuna classe, il sorteggio determina anche chi va prima tra i candidati esterni e quelli interni, e l’ordine di convocazione segue l’alfabeto. Quando più commissioni condividono gli stessi commissari, i presidenti si coordinano tra loro per trovare accordi operativi che evitino sovrapposizioni e garantiscano il regolare svolgimento di tutti i colloqui.

La gestione delle assenze

Può capitare che durante i colloqui il presidente o un commissario non si presenti o debba assentarsi per un motivo legittimo. Le regole in questo caso sono precise, i lavori si fermano: nessun colloquio può svolgersi. Se l’assenza si protrae, il commissario assente viene sostituito per la parte restante dell’esame.

Lo studente che, per un grave motivo documentato, non riesce a presentarsi nella data prevista può ottenere un rinvio, a condizione che la commissione riconosca la legittimità dell’impedimento: in quel caso viene fissata una nuova data entro il calendario già deliberato. Se nemmeno questo è possibile, il colloquio si svolgerà in una sessione straordinaria stabilita dal ministero, di solito a inizio settembre.

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