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Guerra, ultime notizie. C’è l’accordo Israele-Libano: cosa prevedono i 14 punti. No di Hezbollah. Teheran: ripresi scambi commerciali con Emirati Arabi Uniti
Firmato a Washington un accordo quadro che spiana la strada alla pace. “Un primo passo”, commenta il Segretario di Stato Usa Rubio. “Un colpo all’Iran”, per il primo ministro israeliano Netanyahu. Intanto, risale la tensione ad Horumz dopo attacchi iraniani alle navi. Le Guardie Rivoluzionarie rivendicano di affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi in risposta ai raid Usa
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Sintesi per punti
Nuovo round colloqui Teheran-Usa a Doha a luglio
Nelle ultime ore si è assistito a un’escalation fra Iran e Stati Uniti, la prima dalla firma del memorandum d’intesa fra le parti in Svizzera del 17 giugno. Washington ha accusato Teheran di aver attaccato una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, provocando una risposta Usa sotto forma di attacchi contro diversi obiettivi. A ciò ha fatto seguito una risposta iraniana: il Bahrain, sede della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, ha denunciato che “numerosi droni iraniani” hanno preso di mira il Paese. L’Iran oggi ha condannato gli attacchi Usa di venerdì contro il suo territorio, definendoli una “flagrante violazione” del memorandum d’intesa.
27 giugno 2026
Katz, useremo la forza contro l’Iran se impedirà attuazione dell’accordo
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, afferma che userà la “forza” contro l’Iran se attaccasse Israele nel tentativo di impedire l’attuazione di un accordo con il Libano volto a garantire la pace tra i due Paesi. “Se l’Iran tenterà di attaccare Israele per impedire l’attuazione dell’accordo, agiremo contro di esso con grande forza”, ha dichiarato Israel Katz in una dichiarazione video, aggiungendo che l’accordo con il Libano ha inferto un “colpo strategico all’asse iraniano”.
27 giugno 2026
Media, nuovo round di negoziati Usa-Iran a luglio in Qatar
Un nuovo round di colloqui Usa-Iran dovrebbe iniziare a luglio e tenersi a Doha, in Qatar, per affrontare il tema dei beni iraniani congelati. Lo riferisce l’emittente Al Arabiya, citando fonti proprie, sul suo canale in lingua araba. La stessa emittente riferisce che in seguito “il Pakistan ospiterà un ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare”. La tv parla inoltre di una visita ufficiale in Iran del premier pachistano Shehbaz Sharif il 2 luglio.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter applaudono dopo aver firmato un accordo quadro tra Israele e Libano insieme al consigliere del Dipartimento di Stato Daniel Holler e all’ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh, presso il Dipartimento di Stato a Washington, D.C., Stati Uniti, 26 giugno 2026. REUTERS/Ken Cedeno REUTERS
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27 giugno 2026
Iran, Teheran: ripresi scambi commerciali con Emirati Arabi Uniti
Gli scambi commerciali tra Iran ed Emirati Arabi Uniti sono ripresi. Lo ha dichiarato Mohammad Sadegh Ghanadzadeh, vice responsabile dei servizi commerciali dell’Organizzazione per la promozione del commercio dell’Iran.
“Ora, dopo il ritorno di una relativa calma nella regione, stiamo vedendo spedizioni di merci e container dal porto di Jebel Ali verso l’Iran. Il commercio sta gradualmente aumentando. Speriamo che possa tornare progressivamente alle condizioni normali precedenti alla guerra”, ha affermato Ghanadzadeh, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna.
Il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ha discusso ieri della situazione regionale in una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, a seguito della firma del Memorandum d’intesa (MoU) tra Teheran e Washington. Durante la conversazione, il ministro degli Esteri emiratino ha sottolineato l’importanza di attuare i termini del memorandum, rispettare i principi di sovranità e di buon vicinato e garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Abdullah bin Zayed ha inoltre espresso la speranza che i negoziati in corso possano produrre risultati positivi, tali da garantire una sicurezza e una stabilità durature nella regione.
27 giugno 2026
Iran: inflazione all’89% annuo a giugno causa guerra, alimentari raddoppiati
A giugno l’inflazione iraniana è balzata ulteriormente all’88,6% su base annua a causa del conflitto durato oltre tre mesi con Stati Uniti e Israele. Sono i dati ufficiali diffusi dal Centro di statistica iraniano. I prezzi dei generi alimentari tra il 22 maggio e il 21 giugno, il mese di Khordad nel calendario persiano, sono più che raddoppiati con pane e cereali che hanno registrato un incremento del 138,8% annuo e i prezzi di carne rossa e pollame del 178,2% annuo. Nel mese di Bahman, 21 gennaio-19 febbraio, precedente all’attacco contro Teheran i prezzi erano del 68% più alti rispetto allo stesso periodo del 2025 in ragione dell’iperinflazione che da anni colpisce il Paese a causa delle sanzioni internazionali imposte all’Iran e della perdita di valore della valuta nazionale. A dicembre, i prezzi erano in aumento di oltre il 50% annuo ed erano scoppiate manifestazioni di piazza contro il caro vita.
27 giugno 2026
Media, due fratelli palestinesi uccisi a Gaza dai droni dell’Idf
Un attacco di droni israeliani ha ucciso due fratelli palestinesi, tra cui una ragazza di 15 anni, nel sud di Gaza e ferito almeno altre sette persone. Lo riferisce, scrive il Times of Israel, l’ospedale Nasser, dove sono stati trasportati i feriti. L’attacco ha preso di mira le tende che ospitavano i palestinesi sfollati nel vasto campo di Muwasi, uccidendo, a quanto pare, Islam Moussa, di 15 anni, e suo fratello Abdullah Moussa, di 30 anni. L’esercito israeliano ha ammesso di aver colpito l’area di Muwasi, affermando di aver preso di mira un terrorista di Hamas, ma non ha fornito immediatamente ulteriori informazioni. Inoltre i palestinesi hanno riferito di aver udito un forte boato a Gaza City. Secondo l’ospedale Shifa, l’esercito israeliano ha colpito una tenda che ospitava palestinesi sfollati nella parte occidentale di Gaza City, ferendo almeno 12 persone. Il servizio di ambulanze della Mezzaluna Rossa Palestinese afferma che due persone sono gravemente ferite e che la maggior parte dei feriti sono donne.
27 giugno 2026
Iran, media: due i droni impiegati nell’attacco denunciato dal Bahrein
Due droni sono stati impiegati nell’attacco iraniano denunciato stamani dal Bahrein. Lo afferma un ufficiale degli Stati Uniti citato dal New York Times. Un drone, ha spiegato la fonte, è stato intercettato e abbattuto. L’altro è finito, senza conseguenze, in una zona isolata di una base aerea, ha aggiunto. Stamani il ministero degli Esteri del Bahrein aveva denunciato un attacco “all’alba” da parte di “diversi droni iraniani” dopo che i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, avevano annunciato di aver attaccato obiettivi Usa nella regione a seguito delle operazioni americane contro il territorio della Repubblica islamica.
27 giugno 2026
Guerra in Iran e Medio Oriente, 27 giugno
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27 giugno 2026
Giordania si congratula con Libano per accordo con Israele
Il ministro degli Esteri libanese, Youssef Raggi, ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata dal suo omologo giordano, Ayman Safadi, che si è congratulato con lui per la firma, da parte del Libano, dell’accordo quadro mediato dagli Stati Uniti con Israele. Safadi “ha espresso la speranza che l’accordo favorisca gli interessi del Libano”, compreso il rafforzamento della sua sovranità e il ripristino della stabilità, ha scritto Raggi su X. “Da parte mia, l’ho ringraziato per il costante sostegno della Giordania al Libano e ho ribadito che questo accordo rappresenta una vittoria della diplomazia e, soprattutto, dell’autorità dello Stato e delle sue istituzioni”, ha concluso.
27 giugno 2026
Von der Leyen saluta accordo tra Israele e Libano: tappa “cruciale”
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha accolto con favore l’accordo raggiunto tra Israele e il Libano a Washington, definito un passo “cruciale” verso una de-escalation nella regione del Medio Oriente.
“Non può esserci pace in Medio Oriente finché il Libano è in preda alle fiamme”, ha sottolineato la presidente dell’esecutivo europeo sui social network. “I prossimi passi fondamentali sono il disarmo dei gruppi non statali e la salvaguardia della sovranità e dell’integrità territoriale del Libano”, ha aggiunto nel post, assicurando che l’Unione europea è pronta a “sostenere” questo percorso verso una “stabilità regionale duratura”.
27 giugno 2026
Libano: capo Hezbollah, accordo con Israele è umiliante e vergognoso
Il capo di Hezbollah, Naim Qassem, ha definito l’accordo quadro fra Libano e Israele mediato dagli Stati Uniti “umiliante e vergognoso” e rappresenta “una rinuncia alla sovranità”. Lo riporta il canale televisivo libanese Al Mayadeen. Secondo Qassem l’accordo è “nullo” mentre devono essere attuate “le disposizioni del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti”. “Non abbiamo abbandonato il campo nemmeno nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo - ha detto ancora Qassem - è tempo che le autorità libanesi si pentano del loro peccato che sta distruggendo il Libano”.
27 giugno 2026
Iran, media: Teheran valuta stop colloqui tecnici con Usa in Svizzera
I negoziatori iraniani stanno valutando la possibilità di annullare i colloqui tecnici in programma in Svizzera dopo l’attacco americano di ieri a Sirik, nel sud dell’Iran. Lo riporta il sito Iran Nuances, affermando che secondo i negoziatori “occorre rispondere alla palese violazione dell’articolo 1 del Memorandum d’intesa con l’interruzione dei negoziati”. Nei giorni scorsi il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, aveva annunciato per il 29 e 30 giugno i colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran in Svizzera.
27 giugno 2026
Iran: Consiglio cooperazione Golfo condanna raid contro Bahrein
Il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), Jasem Mohamed Albudaiwi, in una dichiarazione su X, ha dichiarato di “condannare con la massima fermezza i perfidi attacchi iraniani” contro il Bahrein, in seguito alle notizie riguardanti droni che avrebbero preso di mira il suo territorio. Albudaiwi ha affermato che i raid hanno preso di mira “infrastrutture e proprietà civili”.
27 giugno 2026
Libano, Tajani: Hezbollah scontenta, Iran favorisca l’accordo
«È chiaro che Hezbollah non è contenta che possa essere ridotto il suo potere, che possa essere anche l’obiettivo di disarmarlo. Ovvio. Bisogna vedere se l’Iran favorirà almeno l’accordo. Questo è il tema. Però certamente non è una vittoria per Hezbollah l’accordo che stato fatto a Novosibirsk. Ieri hanno fatto una manifestazione, quindi vediamo come procedere però Hezbollah non può continuare a svolgere un ruolo militare al di fuori della legalità istituzionale». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa durante il Forum di Dubrovnik.
27 giugno 2026
Media, drone israeliano su Nabatiyeh nel sud del Libano
Un drone israeliano ha colpito oggi la zona di Nabatiyeh, nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale libanese citata da Al Arabya. L’attacco è avvenuto il giorno dopo la firma, da parte di Israele e Libano, di un accordo di sicurezza mediato dagli Stati Uniti, volto a ridurre le tensioni lungo il confine in seguito a mesi di ostilità transfrontaliere con Hezbollah.
27 giugno 2026
Iran, consigliere Khamenei: risponderemo a ogni violazione Usa
Mohsen Rezaei, consigliere della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ed ex comandante dei pasdaran, ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il memorandun di intesa, affermando che la risposta di Teheran a ogni violazione sarà “rapida e decisa”. “Gli Stati Uniti hanno violato l’articolo 1 del Memorandun di intesa, sostenendo le azioni delle loro forze proxy nella regione, e l’articolo 5, continuando a creare tensione nello Stretto di Hormuz - ha scritto su X - la risposta a ogni violazione dell’intesa sarà rapida e decisa”.
27 giugno 2026
Media Beirut, raid droni israeliani sul sud
Secondo l’agenzia di stampa libanese Nna un drone israeliano avrebbe colpito la zona di Nabatieh, nel sud del Libano. L’attacco giunge il giorno dopo la firma da parte di Israele e Libano di un accordo quadro mediato dagli Stati Uniti.
27 giugno 2026
Marina Usa, ampliata rotta vicino a Oman per facilitare traffico Hormuz
Un ente marittimo supervisionato dalla Marina statunitense ha dichiarato sabato che una rotta attraverso lo Stretto di Hormuz vicino alle coste dell’Oman si sta ampliando per consentire il traffico sia in entrata sia in uscita. L’annuncio del Joint Maritime Information Center rappresenta un ulteriore avvertimento all’Iran, secondo cui gli Stati Uniti stanno spingendo per riaprire lo stretto.
L’Iran ha insistito sul fatto che le navi debbano obbedire ai suoi ordini e avverte che inizierà a imporre tariffe per il transito attraverso lo stretto, attraverso il quale passa un quinto di tutto il petrolio e del gas naturale mondiale. Gli Stati Uniti e i paesi arabi del Golfo hanno respinto le richieste iraniane. Lo stretto è considerato a livello internazionale una via d’acqua internazionale, nonostante si trovi nelle acque territoriali di Iran e Oman.
27 giugno 2026
Bahrein, attaccati da diversi droni iraniani
Il Bahrein ha annunciato di essere stato preso di mira da diversi droni iraniani, accusando Teheran di “sabotare gli sforzi di pace”, dopo i primi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran dalla conclusione del protocollo d’intesa a metà giugno. In un comunicato, il ministero degli Affari esteri del Bahrein ha condannato “l’attacco al proprio territorio all’alba di sabato da parte di diversi droni iraniani, in flagrante violazione della propria sovranità”, e “attribuisce a Teheran la piena responsabilità di aver sabotato gli sforzi di pace”.
27 giugno 2026
L’Iran accusa gli Usa di “palese violazione dell’accordo di pace”
Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi statunitensi contro alcune aree della costa meridionale del Paese, affermando che tali azioni violano la Carta delle Nazioni Unite e il recente memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine al conflitto. Secondo la dichiarazione, riportata dalla televisione di Stato, gli attacchi hanno preso di mira strutture di sorveglianza costiera; il comunicato ha inoltre sottolineato che le forze armate hanno lanciato azioni di rappresaglia contro obiettivi legati agli Stati Uniti, esercitando il proprio diritto alla legittima difesa.
27 giugno 2026
Media Teheran, nessun danno a porto Sirik dopo raid Usa
L’agenzia di stampa iraniana Mehr - citando il responsabile dei porti di Hormozgan, nella parte orientale del paese - ha reso noto che il porto di Sirik, attaccato in un raid americano, non ha subito danni. L’agenzia ha aggiunto che il porto operava normalmente e che non si erano verificati danni alle sue attrezzature, nonostante le esplosioni segnalate in precedenza all’interno della struttura.
27 giugno 2026
Libano, Tajani: “Post-Unifil? Serve un accordo multilaterale”
Per la nuova missione che dovrebbe succedere a Unifil in Libano serve “un accordo multilaterale”, altrimenti “si rischia di vanificare il lavoro”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Dubrovnik, a margine del Dubrovnik Forum, commentando l’ipotesi che nell’eventuale nuova missione facciano parte anche le monarchie del Golfo. “Vediamo quale sarà la formazione. Certamente dovrà essere un accordo internazionale sotto le Nazioni Unite o l’Unione Europea, vediamo come sarà, però dovrà essere certamente frutto di un accordo multilaterale”, ha spiegato Tajani, secondo cui “non sarà un’iniziativa unilaterale. Noi abbiamo l’accordo bilaterale per la formazione delle forze armate (libanesi, ndr)”, ma per il dopo Unifil “bisogna trovare un accordo che poi permetta alla missione di essere operativa al 100%, altrimenti si rischia di vanificare il lavoro”.
27 giugno 2026
Media, “nella notte bombardamenti israeliani nei pressi del confine con il Libano”
L’Agenzia nazionale di stampa libanese, citata da Al Jazeera, riferisce che durante la notte le forze israeliane hanno bombardato le vicinanze della città di Markaba, situata a 1,5 km (1 miglio) dal confine tra Israele e Libano. La notizia arriva dopo che Israele e Libano hanno firmato a Washington un “accordo quadro” che il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha definito un “primo passo” nei negoziati.
27 giugno 2026
Iran, pasdaran: lanciati attacchi di rappresaglia contro siti Usa
L’Iran ha lanciato attacchi contro siti militari americani nella regione in risposta ai raid aerei lanciati da Washington sulla costa iraniana. E’ quanto hanno annunciato i Guardiani della rivoluzione islamica in un comunicato riportato dai media locali.
Ieri il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha riferito di attacchi contro depositi di missili e droni iraniani e postazioni radar costiere, in risposta all’attacco di due giorni fa a una nave mercantile che stava transitando nello Stretto di Hormuz.
“Dopo la violazione del cessate il fuoco nel sud del Libano da parte del regime sionista, poche ore fa anche il regime americano, come sempre violando i trattati, è venuto meno ai propri impegni - si legge nella nota dei pasdaran - con vari pretesti legati al passaggio di una nave che violava il trattato attraverso una rotta non autorizzata nello Stretto di Hormuz, ha lanciato un attacco aereo contro le coste iraniane. In risposta a questa aggressione, la marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha colpito posizioni militari statunitensi nella regione”.
27 giugno 2026
Rubio, accordo stabilisce percorso strutturato per disarmare Hezbollah
Israele e Libano hanno preso una decisione “audace” nel concordare un “quadro d’intesa che traccia un percorso realistico per uscire da un conflitto senza fine”. Lo afferma il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in una nota nella quale commenta l’“accordo trilaterale” siglato a Washington, che stabilisce un processo “chiaro e strutturato” per “ripristinare la sovranità del Libano, disarmare Hezbollah e smantellarne le infrastrutture terroristiche, consentendo inoltre a Israele di tornare ai propri confini una volta eliminata la minaccia per i suoi cittadini”. L’accordo, prosegue Rubio, “prevede inoltre la creazione di un Gruppo di coordinamento militare trilaterale per il Libano (MCG4L), facilitato dagli Stati Uniti, che consentirà alle due parti di attuare il suddetto quadro d’intesa”. Per il Libano, sottolinea Rubio, “questo accordo offre una reale via d’uscita da una crisi prolungata”, mentre per Israele, “crea un percorso verificabile per eliminare la minaccia persistente al confine settentrionale”.
Secondo Rubio l’accordo quadro “stabilisce un processo chiaro e strutturato per ripristinare la sovranità del Libano, disarmare Hezbollah e smantellare la sua infrastruttura terroristica, e consentire a Israele di tornare ai suoi confini una volta eliminata la minaccia per i suoi cittadini”
27 giugno 2026
Hezbollah in piazza a Beirut contro l’accordo, interviene l’esercito
I sostenitori del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah hanno protestato nella notte nelle strade di Beirut contro l’accordo quadro raggiunto tra Libano, Israele e Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa libanese Nna e da giornalisti dell’Afp. Secondo la Nna, “hanno sfilato in motocicletta per le strade di Beirut”, in particolare nei quartieri vicino al Parlamento e lungo una strada che porta all’aeroporto, bloccando almeno una strada con pneumatici in fiamme. L’Afp ha visto persone in motocicletta percorrere una strada, così come posti di blocco temporanei allestiti dall’esercito libanese in diverse vie.
27 giugno 2026
Ecco cosa prevede l’accordo quadro in 14 punti tra Libano, Israele e Usa
L’accordo quadro tra Israele e Libano mediato dall’amministrazione Trump è ’’un accordo trilaterale’’ in 14 punti raggiunto tra il governo di Israele e il governo del Libano, con il pieno sostegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Nel testo, firmato a Washington, si afferma che ’’l’obiettivo comune’’ è quello di ’’raggiungere una pace e una sicurezza durature’’. Come espresso in questo accordo quadro trilaterale, e attraverso futuri accordi, ’’i due paesi dichiarano la loro ambizione di porre fine al conflitto tra di loro, garantire la sovranità e la sicurezza di entrambi i paesi e stabilire relazioni pacifiche di buon vicinato tra i due paesi’’.
Ecco i 14 punti dell’accordo, firmato in tre copie e scritto in inglese:
1. Israele e Libano affermano il diritto di ciascuno stato ad esistere in pace e il loro reciproco desiderio di vivere in sicurezza come stati sovrani confinanti. Israele e Libano dichiarano con la presente la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, affrontare le sue cause profonde e, con ciò, concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro. Questo accordo quadro, raggiunto dopo molteplici cicli di negoziati diretti tra le parti, si basa su precedenti accordi e intese di successo ed esprime la determinazione a compiere progressi irreversibili verso la risoluzione globale di tutte le questioni tra i due Paesi. Entrambi i Paesi affermano la loro intenzione di risolvere tali questioni in quanto Stati sovrani attraverso negoziati bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Stati Uniti.
2. Il governo di Israele e il governo del Libano si impegnano in un processo reciproco e sequenziale, con condizioni chiare, in base al quale le Forze Armate Libanesi (Laf) ripristineranno l’effettiva autorità sovrana su tutto il territorio libanese, in attesa del disarmo verificato dei gruppi armati non statali e dello smantellamento delle infrastrutture associate, consentendo alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ritirarsi progressivamente dal territorio libanese. Le componenti di questo processo saranno dettagliate in un Allegato sulla Sicurezza, elaborato con il pieno sostegno degli Stati Uniti, che integrerà il presente accordo quadro. L’accordo quadro definirà le misure necessarie, gli accordi di sicurezza e i meccanismi di verifica per promuovere questo processo. L’attuazione efficace di questo accordo quadro aprirà la strada a una relazione stabile e pacifica tra i due Paesi e consentirà alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ritirarsi dal territorio libanese.
3. In conformità all’Allegato sulla Sicurezza, e nell’ambito del più ampio sforzo volto al monopolio statale delle armi e al controllo sovrano del territorio da parte dello Stato libanese, le Forze Armate Libanesi assumeranno gradualmente la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza in zone pilota, che serviranno da meccanismo per il ritiro graduale e verificato delle Idf e per il dispiegamento delle Forze Armate Libanesi. Due zone iniziali sono state concordate tra le Idf e le Laf, e anche le future zone pilota saranno concordate di comune accordo.Una volta confermato il disarmo dei gruppi armati non statali e lo smantellamento delle loro infrastrutture in queste zone, le Forze Armate Libanesi assumeranno la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza in queste aree, inizieranno gli sforzi di ricostruzione sostenuti a livello internazionale e i civili libanesi potranno tornare in sicurezza in queste zone sotto il controllo esclusivo delle autorità statali libanesi. Gli Stati Uniti intendono collaborare strettamente con entrambi i paesi per verificare e sostenere questo processo.
4. Il governo del Libano ribadisce il suo impegno risoluto e irreversibile a ripristinare ed esercitare la piena sovranità su tutto il suo territorio. Il governo del Libano ricostruirà il monopolio statale sull’uso della forza, raggiungerà il disarmo completo e verificato di tutti i gruppi armati non statali e garantirà che tali gruppi non abbiano alcun ruolo militare o di sicurezza né capacità armate in nessuna parte del Libano. Il governo del Libano chiede pertanto il sostegno dei partner internazionali e in particolare arabi, sotto la guida degli Stati Uniti, per raggiungere questo obiettivo.
5. Il governo di Israele sottolinea che le sue azioni militari in Libano sono unicamente una conseguenza degli attacchi, della minaccia e delle intenzioni ostili di gruppi armati non statali, in particolare Hezbollah. Il governo di Israele ribadisce che la cessazione di tale minaccia, attraverso il disarmo e lo smantellamento di tali gruppi in tutto il Libano e ulteriori accordi di sicurezza da concordare tra i due Paesi, eliminerà qualsiasi futura necessità di azioni o presenza militare delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) in Libano. In virtù di quanto sopra, il governo di Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano.
6. Il Governo del Libano, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e nell’esercizio della sua autorità sovrana, ribadisce che le sue forze di sicurezza hanno la responsabilità esclusiva della sicurezza e della difesa del Libano e che il governo del Libano detiene l’esclusiva autorità sovrana di dichiarare guerra e pace. Il governo del Libano respinge le pretese di qualsiasi attore statale o non statale di usare la forza per suo conto senza la sua esplicita autorizzazione e ribadisce che qualsiasi pretesa da parte di qualsiasi attore statale o non statale di esercitare un ruolo militare o di sicurezza è illegale secondo le decisioni del governo libanese e contraria agli interessi nazionali libanesi.
7. Il governo del Libano e il governo di Israele affermano che nulla nel presente accordo quadro impedisce loro di esercitare il loro diritto intrinseco di difendersi, come riconosciuto nella Carta delle Nazioni Unite e in conformità con il diritto internazionale applicabile, riaffermando che nessuna terza parte può esercitare tale diritto per loro conto. Entrambi i governi si impegnano a istituire un gruppo di coordinamento militare, con il sostegno e la partecipazione degli Stati Uniti, per garantire l’attuazione complessiva del presente accordo quadro.
8. I due paesi affermano di condividere l’obiettivo di un Libano sicuro e ricostruito, sotto la piena sovranità statale libanese, in cui nessun gruppo armato non statale rappresenta una minaccia per Israele, il Libano o i cittadini di entrambi i paesi. Inoltre, i due paesi riconoscono che il ripristino della sicurezza nel Libano meridionale attraverso il dispiegamento delle Forze Armate Libanesi, il ritorno in sicurezza della popolazione civile e la sicurezza delle comunità settentrionali di Israele sono essenziali per la stabilità e la pace a lungo termine.
9. Il governo del Libano si impegna in un programma rigoroso e basato sulle prestazioni per consentire alle Laf di esercitare il pieno controllo militare e di sicurezza all’interno del Libano in conformità con gli accordi di sicurezza, concordati nell’ambito dei negoziati, e di attuare il disarmo di tutti i gruppi armati non statali ed esercitare un’autorità effettiva in tutto il Libano. Il governo del Libano accoglie con favore la disponibilità degli Stati Uniti a sostenere tali sforzi, riconoscendo che qualsiasi nuova assistenza statunitense sarà strettamente subordinata a traguardi verificabili, piena trasparenza, risultati dimostrati e supervisione continua. Questo impegno consentirà il ripristino sicuro e ordinato della sovranità libanese, contribuendo anche alla più ampia stabilità e sicurezza dell’intero Medio Oriente.
10. Separatamente e simultaneamente, gli Stati Uniti mobiliteranno i partner internazionali affinché sostengano attivamente il governo del Libano nella ricostruzione del Paese, nella riparazione delle infrastrutture, nel rilancio dell’economia e nella creazione di opportunità di prosperità. Ciò dovrebbe includere la mobilitazione di ingenti aiuti umanitari e per la ricostruzione del Libano, programmi di ripresa economica e iniziative di investimento, affinché il Libano possa riprendersi da anni di conflitto e garantire un futuro migliore a tutti i suoi cittadini.
11. Il Libano e gli Stati Uniti si impegnano a impedire che i fondi confluiscano verso qualsiasi entità, organizzazione o individuo affiliato a gruppi armati non statali e ad adottare le misure legali disponibili per proibire l’attività di tali entità, organizzazioni o individui. Il governo del Libano si impegna esplicitamente a impedire che i fondi per la ricostruzione confluiscano verso gruppi armati non statali ed entità collegate.
12. Dopo la firma del presente Accordo Quadro, i due Paesi lavoreranno per istituire gruppi di lavoro incaricati di redigere l’accordo globale completo sulla pace e la sicurezza. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo Quadro, i due governi istituiranno immediatamente percorsi complementari di impegno diretto e continuo, facilitati dagli Stati Uniti. I due governi si impegnano a procedere in buona fede fino al raggiungimento di una pace piena e duratura, che porti sicurezza, stabilità e prosperità ai popoli di Israele e del Libano.
13. In linea con i loro obiettivi comuni di stabilire relazioni stabili e pacifiche, Israele e il Libano si impegnano ad adottare misure in buona fede che dimostrino intenzioni positive, compresa la cessazione di tutte le azioni ostili o avverse nei forum politici o giuridici internazionali, e si impegnano a lavorare per la ricerca e la restituzione dei resti e per il rilascio dei detenuti.
14. I due governi riconoscono il ruolo degli Stati Uniti nel sostenere i loro sforzi per porre fine a decenni di conflitto e stabilire una stabilità duratura e una pace globale tra i due paesi ed esprimono il loro profondo apprezzamento per la visione e la leadership del Presidente Donald Trump.
27 giugno 2026
Hezbollah condanna l’accordo-quadro, “causa divisioni interne”
Il parlamentare libanese di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha rilasciato una dichiarazione sulla firma dell’accordo quadro a Washington, scrivendo: “Riaffermiamo la posizione di Hezbollah che respinge i negoziati diretti con il nemico israeliano. Mettiamo in guardia contro la deriva politica e di sicurezza dei negoziati, che mina la sovranità del Libano e causa pericolose divisioni interne”.
27 giugno 2026
Libano, Israele e Usa hanno firmato l’accordo quadro
Venerdì 26 giugno Libano, Israele e Stati Uniti hanno firmato l’accordo quadro che spiana la strada alla pace. La firma è avvenuta al Dipartimento di Stato Usa. “Questo rappresenta un primo passo verso il ripristino della sovranità del Libano, garantendo un cessate il fuoco permanente e definitivo che consentirà ai nostri cittadini di tornare nelle loro terre e permetterà a tutti i libanesi di vivere in pace, sicurezza e prosperità”. Lo ha detto l’ambasciatrice del Libano a Washington, Nada Maawad Hamad, durante la cerimonia di firma dell’accordo quadro con Israele. “È stato un incontro lungo e difficile. Ringraziamo i nostri ospiti e le delegazioni di entrambe le parti per la loro collaborazione nel corso dei colloqui”, ha aggiunto.






