Un poster di propaganda a Teheran con il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei  EPA

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Guerra ultime notizie. Trump: Iran ha chiesto un incontro, si terrà domani a Doha

Presidente Parlamento libanese: accordo con Israele e Usa non passerà. Teheran minaccia Bahrain, pronti a colpire con maggior forza se provocati

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Libano, Beirut: 4.257 morti dal 2 marzo, i feriti sono più di 12.000

In Libano, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah, dal 2 marzo sono 4.257 i morti. Lo denuncia il ministero della Salute di Beirut, come riporta l’agenzia libanese Nna. Nel Paese dei Cedri, precisano, si contano anche almeno 12.196 feriti.

Katz, distruzione quasi totale dei villaggi sciiti lungo la linea di contatto

Il ministro della Difesa Israel Katz ha affrontato in un briefing con i giornalisti la questione dei villaggi di confine libanesi: “Era chiaro che i villaggi sciiti lungo la linea di contatto dovevano scomparire” per proteggere il confine israeliano da Hezbollah. Secondo il ministro, nei settori occidentali e centrali del Libano meridionale, “si registra una distruzione quasi totale dei villaggi lungo la linea del fronte”, mentre nel settore orientale “il 73% dei villaggi è stato distrutto”. Katz ha affermato che circa 600.000 “sciiti provenienti dai villaggi del Libano meridionale” sono fuggiti e altri 700.000 sono stati sfollati dalla roccaforte di Hezbollah a Dahiyeh, a Beirut. Secondo Katz, se non fosse stato per le pressioni americane su Israele, l’Idf avrebbero causato il crollo di Hezbollah in Libano poichè l’esercito aveva pianificato una campagna aerea “massiccia” che “avrebbe smantellato Hezbollah”, e che il gruppo terroristico “implorava gli iraniani di salvarlo”. “Quando il presidente Trump ha collegato l’Iran e il Libano, abbiamo smesso di demolire edifici a Beirut. Il collegamento tra le due aree è un interesse americano, e questi sono i vincoli della partnership con gli Stati Uniti”, ha affermato. Katz ha poi aggiunto che l’Idf ha ancora “altri tunnel da far saltare in aria”, tra cui un importante sistema sotterraneo di Hezbollah sotto la cresta di Beaufort, che verrà distrutto con “500 tonnellate di esplosivo”.

29 giugno 2026

Katz, concordato con Centcom, Idf non si ritira da Libano, Siria, Gaza

Israele “non ha ambizioni territoriali in Libano”, ma l’Idf non si ritirerà “di un millimetro” finché il gruppo terroristico Hezbollah non sarà disarmato. Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz in un briefing con i giornalisti, spiegando che questa posizione è accettata dagli Stati Uniti ed è sancita dall’allegato militare all’accordo quadro firmato la scorsa settimana tra Israele e Libano. Katz osserva inoltre che, durante l’incontro con l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, è stato concordato che “ l’Idf non si ritireranno dalle tre zone di sicurezza: in Libano, Siria e Gaza”. Katz ha affermato inoltre di non credere che l’esercito libanese “si trasformerà improvvisamente in leoni che caricano contro Hezbollah” e che, pertanto, la presenza delle Forze di Difesa Israeliane in Libano sarà “a lungo termine”. Il ministro della Difesa conferma che Israele ha tentato di convincere l’esercito libanese a entrare nell’area della cresta di Ali Taher, sotto la quale Hezbollah ha una vasta rete di tunnel, e a bonificarla dai terroristi. Tuttavia, “l’esercito libanese si è rifiutato di farlo”, ha affermato Katz ricordando che nei passaggi sotterranei si ritiene si nascondano circa 30 miliziani di Hezbollah.

29 giugno 2026

Gaza, Idf: Hamas prepara nuova guerra. Al sicuro in Italia palestinese dissidente

Enrico Bronzodi Enrico Bronzo

I palestinesi sfollati seguono la conferenza stampa del nuovo portavoce delle Brigate Ezzedine Al-Qassam, nel campo profughi di Bureij, nella parte centrale della Striscia di Gaza, il 29 dicembre 2025.  (Foto di Eyad Baba / AFP) AFP

“L’Italia mi ha accolto. Qui mi sento protetto, lontano dalla persecuzione di Hamas. Con me c’è la mia famiglia. Ringrazio l’Italia dal profondo del cuore”. Moumen Al-Natour, 30 anni, avvocato e attivista per i diritti umani è uno dei più noti dissidenti di Gaza per le sue battaglie contro Hamas. Fondatore del movimento ’Vogliamo Vivere’, ha lanciato la prima protesta interna a Gaza. Hamas gli dà la caccia.

Dall’appartamento nel nord Italia dove vive adesso ha parlato con l’Ansa per la prima volta da quando è stato messo in salvo dalla Striscia. Arrestato, torturato, detenuto da Hamas più di venti volte, ora ha lo status di richiedente asilo.

29 giugno 2026

Katz, non ostacoliamo piano di Trump ma se l’Iran ci attacca sarà guerra già domani

“Non vogliamo essere noi a ostacolare il processo guidato dal presidente Trump. Non ci sono compromessi quando si tratta della difesa, né in Libano né nei confronti dell’Iran. Potremmo essere in guerra con l’Iran già domani. Se Teheran attaccherà, sarà la terza guerra dell’Iran”. Lo ha dichiarato in un briefing con i giornalisti il ministro della Difesa Israel Katz. “Sto delineando la nostra politica: se l’Iran lancerà missili contro Israele, Israele colpirà l’Iran con forza. Questo potrebbe accadere anche entro due giorni”.

29 giugno 2026

Tajani: «Preoccupa il fronte Libano, Hezbollah vuole continuare la guerra»

“Speriamo che si possa raggiungere un accordo a Doha per far cessare gli scontri. C’è stato un impegno da parte di Teheran e di Washington di non fare più attacchi da una parte o dall’altra. Questo è un buon segnale. Mi preoccupa invece di più il Libano dove Hezbollah continua a dire di non voler riconoscere l’accordo siglato a Washington e questo significa che Hezbollah vuole continuare la guerra. Questo non va bene perché diventa anche una provocazione nei confronti di Israele”. Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, a margine dell’81/ma Assemblea annuale dell’Unione Parmense degli Industriali (Upi) al Teatro Regio di Parma sulla situazione in Medio Oriente. “Hezbollah però risponde all’Iran - aggiunge - e se Teheran vorrà impegnarsi per chiudere la guerra in Libano, certamente con una posizione forte di Teheran, Hezbollah si fermerà”.

29 giugno 2026

Guerra in Iran e Medio Oriente, 29 giugno

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29 giugno 2026

Axios: Witkoff e Kushner vedono domani il premier del Qatar, poi colloqui tecnici

Gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner andranno a Doha oggi e incontreranno domani il premier del Qatar e altri funzionari per parlare di Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali mercoledì i tecnici di Iran e Stati Uniti si incontreranno separatamente con i mediatori del Qatar e del Pakistan.

29 giugno 2026

Iran: comitato congiunto con Oman conferma “rispetto diritto internazionale” su Hormuz

Il ministero degli Esteri dell’Oman ha riferito che la prima riunione del Comitato congiunto omanita-iraniano che si è tenuto oggi a Muscat per lo Stretto di Hormuz aveva lo scopo di “scambiare le opinioni sulla futura gestione dello stretto e le questioni correlate”. Il ministero del sultanato ha aggiunto, in una nota, che la riunione odierna ha esaminato “le modalità per rafforzare il coordinamento sulle questioni relative allo Stretto coerentemente con gli interessi comuni di entrambi i Paesi”, riaffermando “il rispetto del diritto internazionale”. “Sono stati inoltre discussi - recita il comunicato - gli ambiti di cooperazione nei settori della navigazione e dei servizi marittimi, data la posizione dei due Stati rivieraschi dello stretto e alla luce degli accordi bilaterali e internazionali esistenti”.

29 giugno 2026

Iran: calato nel weekend traffico marittimo in Stretto Hormuz

Il traffico marittimo nello stretto di Hormuz ha subito un nuovo rallentamento, dopo che sabato una petroliera è stata colpita in una serie di attacchi che hanno fatto vacillare l’accordo di pace preliminare tra Stati Uniti e Iran. In totale, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler, sabato sono state 29 le navi ad attraversare il canale e 12 domenica. Quest’ultimo dato segna un netto calo rispetto al periodo successivo alla firma del protocollo d’intesa tra Teheran e Washington (il 15 giugno), che aveva portato il traffico al livello più alto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Mercoledì scorso erano infatti stati registrati 70 attraversamenti, sempre secondo Kpler. A causare la battuta d’arresto è stato l’attacco a una petroliera con un proiettile non identificato, che ha danneggiato la plancia senza causare vittime, secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto. L’incidente è avvenuto dopo i primi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran dalla conclusione del protocollo d’intesa. In seguito all’evento, le navi hanno continuato per diverse ore a utilizzare un corridoio meridionale che attraversa le acque dell’Oman, prima che il traffico tornasse a rallentare, secondo il sito MarineTraffic, di proprietà di Kpler. Inoltre, durante il fine settimana, sarebbero entrate nel Golfo più navi di quante ne siano uscite, invertendo la tendenza osservata la settimana precedente. Il numero totale degli attraversamenti dello Stretto potrebbe però ancora essere rivisto al rialzo, poiché alcune navi vengono identificate a posteriori grazie alle immagini satellitari.

29 giugno 2026

Iran, Casa Bianca: Usa stanno rispettando il cessate il fuoco

“Per quanto ci riguarda, noi stiamo rispettando la nostra parte del cessate il fuoco” con l’Iran: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’intervista a Fox News. Leavitt ha poi ribadito quanto dichiarato dal vice presidente americano JD Vance, ossia che “alla violenza risponderemo con la violenza”, aggiungendo: “Ci sono stati attacchi contro navi mercantili e gli Stati Uniti hanno risposto”.

29 giugno 2026

Casa Bianca, Witkoff e Kushner saranno a Doha in settimana

“L’Iran non avrà un’arma nucleare”. Lo ha ribadito il presidente Usa, Donald Trump, in uno di una serie di post sul suo social Truth. Trump, che ha affermato che “l’Iran ha chiesto un incontro” e “si terrà domani a Doha”, ha scritto ancora che il costo del petrolio è “in calo” e che “i prezzi della benzina stanno calando, velocemente”. “Petrolio Wti - 69 dollari, e in calo. È un valore inferiore a quello registrato prima dell’avvio del processo di denuclearizzazione dell’Iran”, ha scritto Trump. E ancora, a proposito della benzina, “segnalate eventuali abusi a livello di vendita al dettaglio!!!”. “I dati dei sondaggi sono ai massimi storici. Ancora più alti rispetto al giorno delle elezioni, il 5 novembre”, ha affermato ancora.

29 giugno 2026

Teheran, «riunione con Usa nei prossimi giorni a Doha? Non in programma»

“Nessuna riunione” è “prevista” in settimana in Qatar tra delegazioni di Iran e Stati Uniti. E’ quanto afferma Teheran dopo le notizie secondo cui domani o “nei prossimi giorni” potrebbe esserci un incontro a Doha. “Non sono previste per questa settimana riunioni a livello tecnico dei gruppi di lavoro”, ha detto il numero due della diplomazia iraniana, Kazem Gharibabadi, in dichiarazioni diffuse dai media iraniani in cui ha precisato che continuano le consultazioni con il Qatar. In precedenza la tv satellitare al-Jazeera aveva dato voce a una fonte secondo cui “le squadre che lavorano a livello tecnico all’attuazione del memorandum d’intesa” tra Usa e Iran “hanno in programma nei prossimi giorni un incontro a Doha”. Ieri Axios ha scritto di un accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran per fermare gli attacchi che nelle scorse ore hanno messo a rischio la tregua, con l’intenzione di un incontro martedì a Doha per parlare dello Stretto di Hormuz.

29 giugno 2026

Trump: Iran ha chiesto un incontro, si terrà domani a Doha

Il presidente americano Donald Trump ha scritto oggi su Truth che “l’Iran ha chiesto un incontro”, aggiungendo: “Si terrà domani a Doha”.

29 giugno 2026

Iran, Macron sente bin Salman: sostegno a de-escalation

- Il presidente francese Emmanuel Macron e il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, hanno avuto un colloquio telefonico in cui hanno discusso degli ultimi sviluppi tra Stati Uniti e Iran. Ne ha dato notizia l’agenzia di stampa ufficiale saudita Spa. L’agenzia ha affermato che i due leader hanno discusso degli “sforzi in atto per raggiungere soluzioni globali che garantiscano la sicurezza e la stabilità della regione”. Hanno inoltre sottolineato l’importanza di garantire la libertà di navigazione e di sostenere gli sforzi diplomatici volti ad allentare le tensioni.

29 giugno 2026

Iran: domani ministro Esteri saudita a Pechino

Missione di due giorni in Cina per il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud. Sarà a Pechino domani e mercoledì, hanno reso noto dal gigante asiatico, limitandosi a precisare che si tratta di una visita su invito del capo della diplomazia cinese, Wang Yi. La visita avviene nel mezzo delle continue tensioni tra Usa e Iran.

29 giugno 2026

Al Jazeera: a Doha “nei prossimi giorni” colloqui tecnici Iran-Usa

Nonostante le dichiarazioni dell’Iran in senso opposto (si veda post sotto), una fonte a conoscenza dei negoziati tra Stati Uniti e Iran ha detto oggi ad Al Jazeera che “i team tecnici che lavorano all’attuazione del Memorandum d’intesa si incontreranno a Doha nei prossimi giorni”.

29 giugno 2026

Iran, «non sono previsti incontri con gli Usa nei prossimi giorni»

Ministero degli Esteri iraniano ha smentito le notizie secondo cui squadre tecniche iraniane e statunitensi si sarebbero incontrate nei prossimi giorni per discutere l’attuazione dell’accordo volto a porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Non sono previsti incontri tecnici dei gruppi di lavoro per questa settimana”, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi - citato dalla televisione di Stato - riferendosi alla settimana iraniana che si conclude venerdì.

29 giugno 2026

Iran, «tenuto a Muscat il primo incontro su Hormuz con l’Oman»

L’Iran ha annunciato che si è tenuto il primo incontro con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, dopo l’intesa trovata con gli Usa. “Durante il viaggio a Muscat, si è tenuto il primo incontro del Comitato congiunto di Hormuz con Abdulaziz Al-Hinai, Ministro di Stato per gli Affari Esteri dell’Oman. Nel corso della discussione sulle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum d’intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri”, ha scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.

29 giugno 2026

Pezeshkian, Qatar sbloccherà 6 mld dollari di beni congelati

Il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian ha affermato che il Qatar sbloccherà 6 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, mentre i negoziati con gli Stati Uniti sono stati messi a dura prova dagli attacchi nel Golfo Persico di questo fine settimana. Pezeshkian è il più alto funzionario iraniano ad aver fatto riferimento allo sblocco dei fondi detenuti dal Qatar, mediatore chiave nei negoziati con il Pakistan. Finora, i funzionari statunitensi affermano che nessun bene iraniano congelato è stato sbloccato.

29 giugno 2026

Pezeshkian, «l’Iran non vuole realizzare armi nucleari»

“L’Iran non mira alla costruzione di armi nucleari”. Lo ha detto il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian. “Assicuriamo alla comunità internazionale che le attività nucleari dell’Iran si svolgeranno in conformità con le esigenze del Paese e nel quadro delle politiche annunciate dal nostro Paese”, ha sottolineato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.

29 giugno 2026

Iran: Pezeshkian, «accordo con Usa grande vittoria, sbloccati 6 mld di dollari»

’’Il recente accordo con gli Stati Uniti ha rappresentato un risultato significativo e una grande vittoria per il popolo iraniano’’, considero il fatto che grazie a questo ’’sono state revocate le sanzioni sui settori petrolifero e petrolchimico’’ e ’’sei miliardi di dollari dei 12 miliardi di dollari dei nostri fondi congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese’’. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in visita alla città santa di Qom. ’’Continueremo a impegnarci per recuperare i fondi iraniani congelati rimanenti’’, ha aggiunto affermando che, come diceva ’’il defunto leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei, non intendiamo acquisire armi nucleari e continuiamo a ribadire questa posizione’’. Rivolgendosi alla comunità internazionale, il presidente iraniano ha aggiunto che ’’la nostra attività nucleare sarà proporzionata alle esigenze del Paese’’.

29 giugno 2026

Iran: Tajani, «Rutte ha detto cose sbagliate, Italia ha sempre rispettato trattati»

“Penso che Rutte abbia detto delle cose sbagliate, poi si è corretto, perché l’Italia ha sempre rispettato i trattati internazionali, non ha mai fornito basi per attacchi americani contro l’Iran. Abbiamo autorizzato l’uso delle basi per ciò che è previsto dai trattati che abbiamo con gli Stati Uniti, cioè uso solamente logistico e non per attività di guerra. Questo è quello che abbiamo fatto, non può certamente sapere Rutte cosa accade, anche perché non era attività che riguardava la Nato, quindi, ripeto, noi siamo perfettamente con le carte in regola, l’abbiamo detto anche al governo iraniano, in un lungo colloquio che ho avuto con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, spiegando che dall’Italia non sono mai partiti bombardieri americani per colpire l’Iran”. Lo ha detto il ministro degli Esteri a Radio 24Mattino, condotto da Simone Spetia, riferendosi alle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, che ha parlato di 500 voli in partenza dalle basi americane in Italia. “Credo che Teheran abbia ben compreso, lo abbiamo detto in maniera ufficiale, che l’Italia non è mai stato in guerra con l’Iran - prosegue Tajani - Tant’è che poi la nostra ambasciata funziona a Teheran. Finiti i bombardamenti americani, è stata riaperta, quindi siamo attivi. Quelle di Rutte sono state dichiarazioni sbagliate, che non hanno nulla a che vedere con la realtà, anche i numeri sono completamente inesatti. Sono stati molti di meno i voli utilizzati, gli atterraggi utilizzati dagli americani anche come scali tecnici, quindi non è così, non ha detto la verità, era male informato”.

29 giugno 2026

Iran, primo incontro con l’Oman per la gerstione dello Stretto di Hormuz

- Il Ministero degli Esteri iraniano ha reso noto di aver tenuto il primo incontro con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz da quando Teheran e Washington hanno siglato l’accordo preliminare per porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Nel corso di una visita a Muscat si è svolta la prima riunione del Comitato congiunto per Hormuz”, ha dichiarato su X il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. “Esaminando le questioni attuali relative allo stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla sua gestione futura”, ha aggiunto.

29 giugno 2026

Iran: Tajani, ci saranno tensioni fino ad accordo definitivo

“Tensioni” in Iran “ce ne saranno finché non si arriverà a un accordo definitivo, però l’annuncio di cessate il fuoco aggiuntivo è un fatto positivo, vuol dire che il dialogo procede”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista a Radio24.

29 giugno 2026

Iran: «Tenuto a Muscat il primo incontro su Hormuz con l’Oman»

L’Iran ha annunciato che si è tenuto il primo incontro con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, dopo l’intesa trovata con gli Usa. “Durante il viaggio a Muscat, si è tenuto il primo incontro del Comitato congiunto di Hormuz con Abdulaziz Al-Hinai, Ministro di Stato per gli Affari Esteri dell’Oman. Nel corso della discussione sulle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum d’intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri”, ha scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.

29 giugno 2026

Tajani: «Mi aspetto tensioni con l’Iran fino all’accordo definitivo»

Tra gli Usa e l’Iran “tensioni ce ne saranno fino all’accordo definitivo. Già l’annuncio del cessate il fuoco aggiuntivo, il fatto che non ci saranno nuovi attacchi, è un fatto positivo. Il dialogo continua”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Radio24. “Non si capisce - ha detto ancora - perché l’Iran abbia attaccato Kuwait e Bahrein, paesi che nulla hanno a che vedere col rapporto Usa-Iran. Ci sono basi americane, è vero, ma sono stati colpiti paesi estranei al conflitto”. Rispetto al caso Rutte, secondo Tajani il leader della Nato “ha detto cose sbagliate e poi si è corretto”. Ha dato “numeri completamente inesatti. Sono stati molti di meno gli atterraggi, come scali tecnici. Non ha detto la verità, era male informato”. L’Italia, invece, “ha sempre rispettato i trattati internazionali” e non ha “mai fornito basi per attacchi ma per ciò che è previsto dai trattati: uso logistico e non attività di guerra”. Tra l’altro “non lo può sapere Rutte cosa accadeva, non riguardava la Nato. Abbiamo le carte in regola, lo ho detto anche al ministro degli Esteri iraniano Araghchi: dalle nostre basi non sono mai partiti bombardieri. Credo che l’Iran lo abbia ben compreso, lo abbiamo detto in modo ufficiale che non siamo mai stati in guerra con loro” tanto è vero che “l’ambasciata è aperta”.

29 giugno 2026

Iran: Washington e Teheran interromperanno attacchi, nuovi colloqui tecnici

Gli Stati Uniti e l’Iran si apprestano a sospendere gli attacchi reciproci che avevano segnato una ripresa delle ostilità dopo la firma del loro memorandum d’intesa. «Si prevede che proseguano le discussioni tecniche su tutti i punti del memorandum d’intesa. Entrambe le parti cesseranno (gli attacchi) per il momento e le navi potranno muoversi liberamente» all’interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, ha spiegato un funzionario Usa all’Afp che non ha confermato le notizie diffuse dai media americani riguardo a un incontro tra funzionari iraniani e statunitensi previsto per martedì in Qatar, con lo Stretto di Hormuz all’ordine del giorno.

29 giugno 2026

Iran: Teheran, «Bahrein non giochi con il proprio destino»

Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha lanciato un “serio avvertimento” al Bahrein, minacciando di rispondere con maggiore forza in caso di provocazione, in seguito agli attacchi contro una base della Marina statunitense nel regno del Golfo. “Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l’Iran ad adottare decisioni drastiche”, ha dichiarato Ali Akbar Velayati, consigliere di alto livello della Guida Suprema iraniana, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L’Iran ha affermato che gli attacchi contro la base statunitense in Bahrein, avvenuti venerdì e sabato, erano una rappresaglia per gli attacchi americani sul suo territorio. Teheran ha accusato Washington di utilizzare basi militari negli stati del Golfo per lanciare operazioni contro l’Iran, un’accusa che i paesi del Golfo respingono.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 29 giugno

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29 giugno 2026

Riprendono oggi i voli tra Teheran e Dubai

- I voli tra Teheran e Dubai riprenderanno domani, a poche settimane dagli attacchi con droni e missili perpetrati dall’Iran contro obiettivi negli Emirati Arabi. Lo riferiscono i media iraniani ed emiratini. “Sono stati presi i provvedimenti necessari per riaprire la rotta Teheran-Dubai all’aeroporto Imam Khomeini”, ha detto Ramin Kashefazar, il direttore dell’aeroporto di Teheran, riferisce la tv di stato iraniana. I biglietti erano già disponibili oggi per l’acquisto sul sito web della compagnia aerea iraniana Sepehran per il volo di domani alle 10:40, ora locale, per Dubai.

29 giugno 2026

Axios, «Iran-Usa hanno concordato di cessare attacchi e vedersi martedì»

- Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo riferisce Axios citando un alto funzionario americano.

29 giugno 2026

Libano, presidente Parlamento: accordo con Israele e Usa non passerà

Il presidente del Parlamento libanese e alleato di Hezbollah, Nabih Berri, ha dichiarato che l’accordo quadro trilaterale tra Libano, Israele e Stati Uniti non verrà approvato in quanto non garantisce i diritti del Libano. “Questo accordo non passerà e non verrà attuato nella sua forma attuale”, ha dichiarato Berri in un comunicato diffuso dal suo partito, il movimento Amal, e riportato dai media locali, aggiungendo che si tratta di “un accordo di imposizioni, non di un accordo che tuteli i diritti del Libano”.

L’accordo apre la strada alla pace tra Libano e Israele e subordina il ritiro israeliano dal Libano al disarmo di Hezbollah. Hezbollah ha respinto l’accordo, avvertendo che potrebbe scatenare una guerra civile.

29 giugno 2026

Libano, Hezbollah: ci riserviamo diritto di proteggere patria

Il gruppo libanese Hezbollah ha accusato l’esercito israeliano di aver violato il cessate il fuoco in Libano lanciando diversi attacchi nelle aree meridionali domenica scorsa.

Hezbollah ha affermato che aerei da combattimento israeliani hanno preso di mira edifici residenziali nella città meridionale di Nabatieh e nella vicina città di Mayfadoun. Tra gli altri incidenti - si legge su Al Jazeera - un attacco di droni israeliani è stato lanciato in aree aperte nella città di Froun e nel distretto di Bint Jbeil, mentre esplosioni hanno colpito edifici residenziali a Taybeh e Haddatha. “Monitoriamo e osserviamo queste violazioni (dell’accordo di cessate il fuoco) e ci riserviamo il diritto di difendere la nostra patria e il nostro popolo”, si legge nella dichiarazione.

Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran prevede la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, dove Israele ha intensificato gli attacchi dall’inizio di marzo.

29 giugno 2026

Iran: Teheran minaccia Bahrain, pronti a colpire con maggior forza se provocati

Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha avvertito il Bahrein che Teheran colpirebbe il Paese con maggiore forza se provocato. “Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l’Iran ad adottare decisioni drastiche”, ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

L’Iran - si legge su Al Jazeera - ha attaccato una base della Marina statunitense in Bahrein sabato e venerdì, in risposta agli attacchi americani. Teheran sostiene che gli Stati Uniti utilizzino basi militari nella regione per lanciare attacchi sul suo territorio. Le nazioni del Golfo negano tale affermazione e Manama ha condannato gli ultimi attacchi, affermando che violano la sua sovranità e minano “le opportunità di de-escalation e stabilità nella regione”.

Il Bahrein, che ospita una numerosa popolazione sciita, ha arrestato decine di persone negli ultimi mesi con l’accusa di avere legami militari con Teheran.

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