Medio Oriente

Gaza, Idf: Hamas prepara nuova guerra. Al sicuro in Italia palestinese dissidente

Il gruppo militare produrrebbe centinaia di bombe e missili anticarro al mese, starebbe reclutando e avrebbe ripreso ad addestrare la forza d’élite

di Enrico Bronzo

aggiornato alle 18:00

I palestinesi sfollati seguono la conferenza stampa del nuovo portavoce delle Brigate Ezzedine Al-Qassam, nel campo profughi di Bureij, nella parte centrale della Striscia di Gaza, il 29 dicembre 2025.  (Foto di Eyad Baba / AFP) AFP

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

“L’Italia mi ha accolto. Qui mi sento protetto, lontano dalla persecuzione di Hamas. Con me c’è la mia famiglia. Ringrazio l’Italia dal profondo del cuore”. Moumen Al-Natour, 30 anni, avvocato e attivista per i diritti umani è uno dei più noti dissidenti di Gaza per le sue battaglie contro Hamas. Fondatore del movimento ’Vogliamo Vivere’, ha lanciato la prima protesta interna a Gaza. Hamas gli dà la caccia.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Dall’appartamento nel nord Italia dove vive adesso ha parlato con l’Ansa per la prima volta da quando è stato messo in salvo dalla Striscia. Arrestato, torturato, detenuto da Hamas più di venti volte, ora ha lo status di richiedente asilo.

Loading...

Idf avverte che Hamas si sta preparando a nuova guerra

Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica israeliana Kan, alti ufficiali della Direzione dell’intelligence militare e del Comando meridionale delle Forze di difesa israeliane (Idf) hanno inviato la scorsa settimana un avvertimento al Capo di Stato Maggiore, il tenente generale Eyal Zamir, affermando che l’ala militare di Hamas si sta preparando a una nuova guerra con Israele.

Secondo quanto riportato da fonti anonime, il gruppo palestinese produrrebbe centinaia di ordigni esplosivi e missili anticarro ogni mese, recluterebbe combattenti di età compresa tra i 18 e i 22 anni e recentemente avrebbe ripreso l’addestramento dei membri della sua forza d’élite Nukhba.

Inoltre si sostiene che Hamas stia ricostruendo infrastrutture sotterranee in tutta Gaza e che stia tentando di contrabbandare droni e dispositivi di comunicazione dal Sinai.

“Hamas è forte sul territorio. Nessuno lo minaccia e l’organizzazione non è disposta a rinunciare al controllo di Gaza”, si legge nell’avvertimento”, avrebbero affermato i militari.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 29 giugno

Photogallery10 foto

Katz: concordato con Centcom, Idf non si ritira da Libano, Siria, Gaza

Israele “non ha ambizioni territoriali in Libano”, ma l’Idf non si ritirerà “di un millimetro” finché il gruppo terroristico Hezbollah non sarà disarmato. Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz in un briefing con i giornalisti, spiegando che questa posizione è accettata dagli Stati Uniti ed è sancita dall’allegato militare all’accordo quadro firmato la scorsa settimana tra Israele e Libano.

Katz osserva inoltre che, durante l’incontro con l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, è stato concordato che “ l’Idf non si ritireranno dalle tre zone di sicurezza: in Libano, Siria e Gaza”.

Katz ha affermato inoltre di non credere che l’esercito libanese “si trasformerà improvvisamente in leoni che caricano contro Hezbollah” e che, pertanto, la presenza delle Forze di Difesa Israeliane in Libano sarà “a lungo termine”.

Il ministro della Difesa conferma che Israele ha tentato di convincere l’esercito libanese a entrare nell’area della cresta di Ali Taher, sotto la quale Hezbollah ha una vasta rete di tunnel, e a bonificarla dai terroristi. Tuttavia, “l’esercito libanese si è rifiutato di farlo”, ha affermato Katz ricordando che nei passaggi sotterranei si ritiene si nascondano circa 30 miliziani di Hezbollah.

50% macchine per dialisi a Gaza non funziona

Quasi la metà delle macchine per la dialisi nel più grande ospedale di Gaza ha smesso di funzionare a causa della grave carenza di bicarbonato di sodio, una sostanza essenziale che neutralizza l’acidità potenzialmente letale nel sangue dei pazienti affetti da insufficienza renale.

Lo riporta al Jazeera, citando Ghazi al-Yaziji, primario del reparto di rene artificiale presso il complesso medico al-Shifa, secondo cui 25 macchine sono state messe fuori servizio, lasciandone solo 26 parzialmente operative.

Il personale medico è stato costretto a ridurre le sedute di dialisi da quattro a tre ore e a tagliare i trattamenti settimanali da tre a due, ha affermat il medico. Secondo al-Yaziji, le misure adottate hanno avuto un impatto significativo su circa 240 pazienti affetti da insufficienza renale cronica di stadio 5, aumentando il rischio di complicazioni cardiache e respiratorie che in alcuni casi potrebbero portare alla morte.

L’archivio Idf

Segnato come ucciso uno degli autori della strage del 7 ottobre

Akram Muhammad Mahmoud Abu Mazi, membro dell'ala militare di Hamas, che secondo l'Idf si era infiltrato nel territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre, ucciso domenica 21 giugno 2026 dall'esercito israeliano, a Gaza. X/IDF

Tre morti in attacco israeliano in Striscia

L’esercito israeliano ha riferito di avere ucciso domenica sera Zaher Abu Salem, membro della Jihad islamica che, secondo l’Idf era coinvolto nell’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele. Domenica sono stati sferrati diversi attacchi intorno a Gaza che hanno causato la morte di quattro persone, tra cui una ragazza di 13 anni, Eileen al-Farra, colpita da schegge di un bombardamento di carri armati israeliani e sepolta oggi.

Oggi a Deir al-Balah, l’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa ha dichiarato che le vittime sono due uomini e un bambino di 8 anni, mentre un terzo uomo è rimasto ferito.

Idf: ucciso comandante della brigata Rafah di Hamas

La scorsa settimana l’Idf e lo Shin Bet hanno condotto un attacco in cui è stato ucciso Ismail Masri, figura di alto livello e responsabile della sicurezza militare della Brigata Rafah di Hamas.

Nell’ambito del suo incarico, era responsabile della pianificazione e del coordinamento di attività finalizzate a colpire i soldati israeliani nella Striscia di Gaza, riferisce l’esercito israeliano.

B’Tselem: 235 minori uccisi da Idf in Cisgiordania dal 2023

“Dal 7 ottobre 2023 al 7 giugno 2026, le forze israeliane hanno ucciso 235 bambini e adolescenti palestinesi in Cisgiordania. Altri cinque sono stati uccisi dai coloni”: è quanto ha reso noto oggi l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, presentando in un rapporto “tutte le storie dei 54 bambini e adolescenti uccisi nel 2025”.

“Secondo i dati dell’organizzazione per i diritti umani Yesh Din - si legge nel comunicato diffuso oggi da B’Tselem - dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023 non risulta che siano stati emessi atti d’accusa per i casi di uccisioni in Cisgiordania”.

Secondo l’organizzazione, “il forte incremento delle uccisioni di bambini in Cisgiordania da parte delle forze israeliane non può essere separato dagli oltre 21.000 bambini palestinesi che Israele ha ucciso nell’ambito della sua offensiva genocidaria contro la Striscia di Gaza dall’ottobre 2023”.

Cpj annuncia la revisione del database dei reporter uccisi a Gaza

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha annunciato in un comunicato una completa revisione del database dei reporter uccisi nella Striscia di Gaza, come compare sul suo sito.

Secondo il Times of Israel, l’annuncio della revisione è arrivato in seguito a una sua inchiesta pubblicata la settimana scorsa in cui ha esaminato una parte delle centinaia di necrologi con foto e nomi pubblicati negli ultimi mesi dai canali Telegram ufficiali di Hamas e della Jihad islamica palestinese in cui veniva rivendicata l’uccisione di propri miliziani. Il Times of Israel ha identificato diversi nomi che compaiono anche nella lista del Cpj (organizzazione no-profit indipendente con sede a New York).

In precedenza, il Comitato aveva già rimosso otto nomi dal suo database dopo aver appurato che si trattava di combattenti di Hamas o della Jihad islamica, e altri 12 nomi ’’per altre ragioni’’, come si legge sul sito del Cpj.

’Il Cpj è sempre stato chiaro sul fatto che non includiamo nessuno nei nostri database se esistono prove che stesse partecipando a combattimenti o incitando a violenza imminente’’, ha affermato nella nota Jodie Ginsberg, direttrice del Cpj, aggiungendo che l’organizzazione ’’condanna senza mezzi termini la falsa rappresentazione di combattenti come giornalisti o operatori dei media’’. La revisione dovrebbe essere completata a luglio, riferisce il Cpj.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti