Il sisma

Il terremoto devasta il Venezuela: 170 morti e 10mila persone disperse

Le dimensioni del disastro fanno pensare al peggio: la prima scossa è stata di magnitudo 7.1, la seconda addirittura del 7.5. Italia invia l Protezione Civile.

epa13063290 Emergency responders search for victims after two powerful earthquakes struck the Venezuelan Caribbean coast near Caracas, Venezuela, 25 June 2026.  At least 32 people were killed and 700 injured after two back-to-back earthquakes hit north-central Venezuela in rapid succession, triggering the collapse of buildings, cracking facades, and prompting a national state of emergency, according to Venezuela's acting President Delcy Rodriguez.  EPA/Ronald Peña R EPA

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Due violentissime scosse di terremoto, a breve distanza una dall’altra, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici. Le dimensioni del disastro fanno pensare al peggio: la prima scossa è stata di magnitudo 7.1, la seconda addirittura del 7.5. A rendere le conseguenze di questo terremoto ancora più grave la bassa profondità dell’epicentro, appena 10 chilometri sotto il suolo. E soprattutto le case costruite senza alcuna osservanza delle norme antisismiche.

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La zona più colpita, oltre alla Capitale, quella a ovest di Caracas. In particolare la provincia rurale di Yumarè, un centro di circa 20mila abitanti, che rimane ancora completamente isolato. La rete telefonica non funziona e si comunica solo via WhatsApp. Si è trattato del terremoto più violento da 126 anni a questa parte, tanto che le scosse si sono sentite sino a oltre 160 chilometri dall’epicentro, ai confini con la Colombia.

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Panico e disperazione tra la gente che in pochi minuti ha perso tutto, nella capitale Caracas, come in una vasta zona a ovest del Paese. “La casa ci stava cadendo addosso, sembrava un film horror”, ha raccontato una signora che si è salvata scappando dalla sua abitazione a Caracas, ora ridotta un ammasso di calcinacci. “Il boato è stato terrificante”, ha aggiunto una vicina.

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Il numero delle vittime

Sinora sono 174 le vittime accertate e oltre 900 feriti, ma si teme una strage. Un sindaco della città di Chacao, una delle più colpite, ha ammesso che ci sono delle vittime, ma senza dare dettagli. Gravemente danneggiato l’aeroporto internazionale che ha sospeso i voli: in tante aree dello scalo il tetto è crollato, con scene di panico tra i passeggeri. In pochi minuti sono saltate le comunicazioni telefoniche, messe sotto pressione dalle chiamate dei milioni di venezuelani che vivono all’estero, ansiosi di avere informazioni dei propri cari. Sospeso anche il rifornimento del gas per motivi di sicurezza. Oltre 10.000 persone risultano disperse in seguito ai devastanti terremoti di ieri sera. Lo riferisce Sky News, che riporta quanto emerge da un sito web creato per rintracciare le persone scomparse condiviso online sui social dai leader dell’opposizione venezuelana. Molti dei leader dell’opposizione si trovano all’estero a causa del regime al potere, ma continuano a fornire aggiornamenti umanitari.

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Stato di Emergenza

La gente si è riversata per strada in stato di shock. Solo dopo tre ore dal disastro, la presidente ad interim, Delcy Rodriguez, dalla tv pubblica, visibilmente provata, ha parlato alla popolazione, annunciando lo stato di emergenza e lanciando un appello all’unità nazionale: «Dopo le due prime scosse abbiamo avuto 20 repliche. La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il mio messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro».

Occhi sul Petrolio

Le infrastrutture petrolifere del Venezuela non sarebbero state danneggiate dal sisma: è quanto riporta l’agenzia di stampa britannica Reuters. In precedenza, il presidente ad interim venezuelano Rodríguez aveva dichiarato che una serie di forti scosse di terremoto aveva danneggiato numerosi edifici, comprese abitazioni, nella capitale Caracas, così come negli stati di Miranda, La Guaira, Aragua, Carabobo e Falcon.

L’intervento degli USA

Il presidente Usa Donald Trump ha detto di aver ordinato a tutte le agenzie del governo degli Stati uniti di prepararsi a intervenire rapidamente per assistere il Venezuela, colpito da due forti terremoti.“Le due grandi scosse che hanno appena colpito il grande popolo del Venezuela sono entrambe di enorme intensità e hanno provocato un numero devastante di morti. Gli Usa sono pronti, disponibili e in grado di aiutare”, ha scritto Trump su Truth Social nella notte.

L’intervento di Meloni

Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione”. Così in una nota di Palazzo Chigi.“La presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali”, aggiunge.

Il ministro Tajani

Il ministro degli Esteri Antono Tajani ha parlato con l’ambasciatore d’Italia a Caracas, Giovanni De Vito, ed è stato informato degli effetti del potente terremoto che ha colpito il Venezuela. Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del numero delle vittime, Tajani ha chiesto all’ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che che “l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il ”meccanismo di protezione civile Ue” che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere”

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