04 giugno 2026
Dramma Libano: 127mila sfollati. Hezbollah rifiuta la tregua con Israele. Ucciso casco blu
I negoziati di pace con l’Iran potrebbero concludersi “entro il fine settimana”, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale
Translated by AI.
For feedback, please contact
english@ilsole24ore.com
Sintesi per punti
4 giugno 2026
Idf: ucciso un ufficiale in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano
Un ufficiale delle forze di difesa israeliane (Idf) è rimasto ucciso oggi in un attacco missilistico anticarro di Hezbollah nel sud del Libano, secondo quanto annunciato dall’esercito. Lo scrive The Times of Israel. L’ufficiale ucciso è stato identificato come il capitano Eitan Shmuel Lemberg, 21 anni, del 75° battaglione della 7ª brigata corazzata, originario di Mishmar HaShiv’a. Intorno alle 16 ora locale (le 15 in Italia), un militante di Hezbollah ha lanciato un missile anticarro contro un carro armato israeliano che operava a nord del fiume Litani, uccidendo Lemberg.
4 giugno 2026
Rubio: attacchi contro il Kuwait oltraggiosi e inaccettabili
Gli Stati Uniti hanno condannato oggi gli “attacchi oltraggiosi e inaccettabili” attribuiti all’Iran e compiuti contro l’aeroporto internazionale del Kuwait, che hanno causato un morto e circa 60 feriti. Il Segretario di Stato Marco Rubio “ha condannato gli attacchi oltraggiosi e inaccettabili perpetrati dall’Iran contro l’aeroporto internazionale del Kuwait e altre zone del Paese”, ha affermato, secondo una dichiarazione rilasciata dal suo portavoce poche ore dopo un incontro a Washington tra Rubio e il suo omologo kuwaitiano.
4 giugno 2026
Allarme Aiea: Teheran nega informazioni sul nucleare

L’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha espresso «preoccupazione» per il mancato accesso dei suoi ispettori ai siti nucleari in Iran, avvertendo il rischio di una «proliferazione» nucleare. Lo si legge in un rapporto nel quale la stessa Aiea invita il regime di Teheran a «collaborare in modo costruttivo con l’agenzia». Pur riconoscendo che gli attacchi militari contro le strutture e i siti nucleari iraniani hanno creato «una situazione senza precedenti», l’agenzia afferma che è «fondamentale condurre senza indugio attività di verifica in Iran».
Le autorità iraniane hanno autorizzato questa settimana gli ispettori dell’Aiea a visitare la centrale nucleare di Bushehr, ma non hanno dato informazioni su dove sono state collocate le scorte di uranio arricchito. Sebbene la visita a Bushehr sia stata accolta con favore dall’Aiea, che ha tuttavia sottolineato «le crescenti preoccupazioni relative alle scorte di uranio arricchito, di grado quasi nucleare, presenti nella Repubblica islamica». Da oltre un anno - viene fatto notare nel rapporto - non è stato possibile effettuare verifiche su questo materiale, sufficiente a fabbricare una dozzina di testate nucleari.
Una casa distrutta a Dibbin, nel Libano del sud REUTERS
Fai una domanda alla redazione
Hai domande o segnalazioni su questo articolo? Scrivi alla redazione
4 giugno 2026
Libano, media: da Hezbollah sì a tregua se Israele cessa ostilità
Hezbollah sembrerebbe aver accettato un cessate il fuoco in Libano, sebbene i dettagli di questo accordo rimangano poco chiari. Questo quanto riferito ad Haaretz da una fonte libanese non coinvolta nei colloqui ma informata sulla questione da alti funzionari libanesi. “Hanno più o meno accettato di cessare le ostilità se Israele lo farà”, ha affermato la fonte, sottolineando peraltro come sia forte in Libano la preoccupazione per la potenziale fragilità del cessate il fuoco, anche in considerazione della situazione politica israeliana e delle imminenti elezioni del 2026. Preoccupa anche il rischio che il presidente statunitense Donald Trump possa essere distratto da altri eventi nei prossimi mesi, ha aggiunto. Sempre oggi, una fonte israeliana, citando rappresentanti libanesi, ha riferito ad Haaretz che Hezbollah avrebbe accettato i termini del cessate il fuoco. In un discorso tenuto oggi, il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha però respinto l’idea di una tregua.
4 giugno 2026
Canada e Italia scelgono sistemi militari europei, sfidando la supremazia Usa
di Gregory Alegi*

In questi giorni il Canada ha scelto l’addestratore italiano Leonardo M-346 e il radar volante svedese Saab GlobalEye e l’Italia il multiruolo da rifornimento e trasporto franco-tedesco Airbus A330 Mrtt. Tre sistemi europei di elevato contenuto tecnologico e alto valore militare per formare piloti da caccia, scoprire a distanza le minacce, estendere il raggio operativo. Tre sistemi in grado di battere gli equivalenti Boeing T-7A Red Hawk, E-7 Wedgetail e KC-46A Pegasus. Una sconfitta commerciale del valore miliardario, ma soprattutto un distacco dalla dipendenza dagli Usa da parte di due Paesi chiave della Nato. Se la scelta del jet italiano era attesa (il Canada già invia istruttori e allievi alla scuola internazionale creata in Sardegna dall’Aeronautica Militare con Leonardo), le altre fanno rumore, perché tanker e radar sono tra le capacità più pregiate – e rare - per le forze aeree moderne. Il quadro internazionale impone dunque di analizzarne il significato simbolico e concreto.
A prescindere dalla politica, è bene dire che questi prodotti europei sono leader nei propri segmenti di mercato, in prima fila in ogni competizione internazionale. Benché battuti nelle gare statunitensi, nelle quali giocava un pesante “buy American”, questi sistemi europei hanno già colto una lunga serie di affermazioni internazionali. L’M-346 ha il suo punto di forza nel sistema addestrativo integrato, che comprende non solo i classici simulatori ma anche la capacità di far interagire aerei veri e virtuali, aumentando il rendimento e abbattendo i costi. I radar volanti Saab sono stati scelti da quattro Paesi Nato e volano in Ucraina. L’Mrtt ha dietro di sé ben 1.970 A330 venduti. Le scelte sono dunque ineccepibili, ed è possibile che sarebbero state fatte comunque.
4 giugno 2026
Leader Houthi: coordinati con combattenti in Libano e Palestina
“Ribadiamo la nostra la nostra determinazione ad affrontare i nostri nemici” e “siamo pienamente coordinati con i nostri fratelli combattenti dell’asse della resistenza riguardo a quanto sta accadendo in Libano e Palestina”: lo ha detto oggi il leader del gruppo yemenita Houthi, Sayyid Abdulmalik al-Houthi, in un discorso riportato dai media locali.
Il leader yemenita ha quindi ammonito “tutte le forze e le parti della regione sul rischio di finire trascinate dagli americani in una lotta al fianco del nemico sionista”, sottolineando che “gli americani stanno davvero cercando di spingere queste forze e queste parti al punto dove entreranno in guerra al servizio degli ebrei sionisti”.
“Gli americani stanno tentando di coinvolgere alcuni, anche se questo comporta in un grosso pericolo per loro, e le conseguenze saranno perdite, vergogna, disonore e gravi ripercussioni”, ha aggiunto il leader Houthi.
4 giugno 2026
Hezbollah: attaccato tank israeliano vicino al castello di Beaufort
Hezbollah ha rivendicato un attacco missilistico contro un carro armato israeliano Merkava nei pressi del Castello di Beaufort, in Libano, affermando di averlo distrutto. Lo riporta l’emittente libanese Al Manar.
Le forze israeliane hanno occupato nei giorni scorsi il Castello di Beaufort, situato nei pressi della città di Nabatieh, nel sud del Libano.
Hezbollah ha anche affermato di aver preso di mira con droni un centro di supporto logistico dell’esercito israeliano creato di recente alla periferia di Yohmor Al-Shaqif, dove si trova il Castello di Beaufort.
4 giugno 2026
Trump minaccia l’Oman per Hormuz mettendo a rischio un’alleanza storica

Quando il Segretario al Tesoro americano ha dichiarato che il suo ministero avrebbe «preso di mira aggressivamente» chiunque avesse favorito l’imposizione di pedaggi nello Stretto di Hormuz, e che l’Oman avrebbe dovuto saperlo, è arrivata la conferma: le precedenti parole di Donald Trump non erano un lapsus. Il giorno prima, infatti, il presidente americano aveva detto che su Hormuz l’Oman si sarebbe dovuto comportare come gli altri «o li faremo esplodere». Qualcuno aveva ipotizzato che Trump avesse detto “Oman” al posto di “Iran”, tanto quella frase pareva surreale.
La settimana scorsa, l’Iran aveva fatto sapere che erano in corso colloqui con il Sultanato, l’altro custode geografico dello Stretto, per definire un protocollo congiunto di supervisione del traffico commerciale. Un portavoce di Teheran aveva negato la volontà di introdurre pedaggi parlando, però, genericamente di «servizi» che richiedono «costi» e di quanto fosse «responsabilità di Iran e Oman formulare meccanismi» per il passaggio sicuro delle navi. Da Muscat non erano arrivate reazioni. Le sei monarchie del Golfo si erano ufficialmente espresse contro i pedaggi marittimi, con il Qatar che poi ha aperto a tasse provvisorie.
4 giugno 2026
Viviamo nell’era della “pace ibrida”
Ascolta Macro, le notizie a impatto globale.
4 giugno 2026
Libano, almeno 3.526 morti negli attacchi israeliani dal 2 marzo
Almeno 3.526 persone sono state uccise negli attacchi israeliani in tutto il Libano dallo scorso 2 marzo. Lo ha indicato il ministero della Salute Pubblica del Libano.
Il ministero ha inoltre dichiarato che altre 10.733 persone sono rimaste ferite nello stesso periodo.
4 giugno 2026
Oms, in Libano restano sfollate oltre 127.000 persone
Dal 2 marzo 2026, giorno del coinvolgimento del Libano nel conflitto mediorientale, sono stati segnalati oltre 191 attacchi contro strutture sanitarie nel Paese che hanno causato la morte di 128 operatori sanitari e il ferimento di 351. Lo si legge del Rapporto dell’Oms sulla situazione relativa al conflitto in Medio Oriente secondo cui oltre 127.700 persone rimangono sfollate in 631 rifugi collettivi in tutto il Paese, con i casi di diarrea acuta che continuano ad aumentare, passando da 504 casi nella settimana 17 a 803 casi nella settimana 20, per un totale cumulativo di 2.777 casi. Dal 2 marzo in Libano ci sono stati 3.468 morti e 10.577 feriti. Continuano intanto i movimenti di popolazione libanese, con oltre 448.000 persone che, secondo le segnalazioni, hanno attraversato il confine con la Siria dal 2 marzo.
4 giugno 2026
Libano: Ue stanzia 100 mln per sostenere l’esercito dopo accordo di tregua
L’Unione europea concederà un aiuto di 100 milioni di euro a sostegno dell’esercito libanese dopo l’annuncio di un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano. Lo ha annunciato l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas. Questa dotazione - ha dichiarato la Kallas in una nota - “aiuterà lo Stato libanese ad affermare il proprio monopolio sulle armi e a disarmare gli attori non statali come Hezbollah”. “Il modo migliore per eliminare la minaccia rappresentata da Hezbollah è rafforzare lo Stato libanese”, ha aggiunto. L’esercito libanese inizierà a dispiegarsi in “zone pilota” del sud del Paese, dove Hezbollah è presente, ha annunciato il primo ministro Nawaf Salam, all’indomani dell’accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele annunciato a Washington. L’intesa, respinta da Hezbollah filo-iraniano, prevede l’istituzione di aree controllate esclusivamente dall’esercito libanese dopo il ritiro delle forze israeliane da alcune zone del Libano meridionale.
4 giugno 2026
Libano, ex portavoce Israele: «Accordo è via libera Usa per operazioni difensive contro Hezbollah»
“Il nuovo accordo di cessate il fuoco va letto come un via libera degli Stati Uniti a Israele per continuare, se necessario, le sue operazioni difensive contro Hezbollah”. Lo dice all’Adnkronos l’ex portavoce del governo israeliano Eylon Levy, commentando la dichiarazione congiunta tra Israele e Libano firmata a Washington e la posizione del movimento sciita filo-iraniano, che non ha partecipato ai negoziati e ha già fatto sapere di non riconoscere l’intesa. A proposito dell’uccisione di un caso blu serbo nel sud, Levy ha ribadito la linea delle Idf secondo cui Hezbollah sarebbe responsabile dell’incidente, e definisce “tragico” che le forze Onu siano “facile preda” degli attacchi del movimento. Secondo Levy, il cessate il fuoco è “condizionato” e non può essere interpretato come una svolta definitiva. “Si tratta di un cessate il fuoco basato su condizioni: Israele si ritirerà se Hezbollah smetterà di sparare e si ritirerà dietro il fiume Litani”, spiega, ricordando però che “è esattamente ciò che Hezbollah avrebbe dovuto fare già con il cessate il fuoco del novembre 2024 e non lo ha fatto”. Da qui la sua lettura: “interpreto questo come un via libera degli Stati Uniti a Israele”, e in questo scenario, aggiunge, “continueremo a vedere un’azione militare israeliana contro Hezbollah”, che potrebbe anche aprire uno spazio politico interno in Libano. Il problema, osserva, è che “il governo libanese ha avuto paura di cogliere qualsiasi occasione di affrontare Hezbollah” e non ha voluto confrontarsi con la milizia sostenuta dall’Iran. “Purtroppo è stata solo l’azione militare israeliana a creare un senso di urgenza da parte libanese”, afferma, perché Beirut “comprende i costi di essere trascinata in un’altra guerra”.
4 giugno 2026
Aiea, preoccupazione per mancato accesso a siti nucleari iraniani
L’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha espresso ’’preoccupazione’’ per il mancato accesso dei suoi ispettori ai siti nucleari in Iran, avvertendo il rischio di una ’’proliferazione’’ nucleare. Lo si legge in un rapporto elaborato dall’Aiea, che ha invitato la Repubblica islamica dell’Iran a “collaborare in modo costruttivo con l’agenzia”. Pur riconoscendo che gli attacchi militari contro le strutture e i siti nucleari iraniani hanno creato ’’una situazione senza precedenti’’, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha affermato nel rapporto che è ’’fondamentale condurre senza indugio attività di verifica’’ in Iran.
4 giugno 2026
Iran, il messaggio di Mojtaba Khamenei: «Usa e Israele hanno subito un colpo decisivo»
Il leader supremo dell’Iran ha esortato il popolo del suo Paese a «rimanere saldo, lucido e unito» di fronte al «piano di guerra ibrida» messo in atto da Israele e dagli Stati Uniti. Il messaggio dell’Ayatollah Mojtaba Khamenei è stato letto dal suo rappresentante durante una manifestazione tenutasi a Teheran in occasione dell’anniversario della morte, avvenuta nel 1989, del defunto leader supremo Ayatollah Ruhollah Khomeini.
4 giugno 2026
Beirut, nuovi raid israeliani sul Libano: almeno 6 morti e 8 feriti
Almeno sei morti e otto feriti. È il bilancio degli attacchi condotti dall’Idf in Libano nelle ultime ore. Secondo il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour, i raid israeliani hanno colpito sette volte il comune di Sohmor, nella valle della Bekaa occidentale, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro. Presa di mira nella stessa zona del Paese anche la diga di Qaraoun, una delle più importanti del Libano, dove è stato colpito un altro civile, e la periferia di Lebbaya, con due feriti. Gli attacchi dell’Idf hanno preso di mira anche la zona a sud di Beirut. A Tiro una persona è rimasta vittima di un offensiva condotta con droni, mentre un’altra è rimasta ferita. Colpite dagli attacchi israeliani anche le città di Nabatieh e Bint Jbeil.
4 giugno 2026
Libano, Macron si inchina «con rispetto a memoria» casco blu ucciso
“Mi inchino con grande rispetto davanti alla memoria del soldato serbo ucciso in Libano”. Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, dal Montenegro.
Colpi di mortaio sono caduti su una base Unifil (Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite) a Marjayoun, nel sud del Libano: il sergente serbo Milovan Jovanovic è morto e altri due caschi blu sono rimasti feriti.
4 giugno 2026
Libano: rifiuto di Hezbollah ad accordo è stato coordinato con Iran
È stato coordinato con l’Iran il rifiuto, da parte di Hezbollah, dell’accordo sul cesssate il fuoco in Libano raggiunto a Washington tra la delegazione israeliana e quella libanese. Lo scrive Haaretz citando una propria fonte libanese vicina al governo di Beirut. Per Teheran, infatti, il cessate il fuoco in Libano è una condizione da inserire nell’accordo tra Iran e Stati Uniti. Secondo la fonte, non è possibile raggiungere un accordo con gli Stati Uniti e Israele senza il consenso interno libanese. Inoltre, ha aggiunto, la posizione di Hezbollah sui negoziati è orientata verso la sfera politica interna ed è inaccettabile per Hezbollah accettare condizioni di tregua che equivalgano ad ammettere la sconfitta. “Hezbollah non ammetterà la sconfitta, non annuncerà il disarmo e non accetterà di ritirarsi. Ma ciò che determinerà gli sviluppi sul campo sarà se, in una prima fase, verrà dato l’ordine ai vertici militari di non attaccare gli insediamenti israeliani e se verrà raggiunto un accordo per non attaccare le forze armate israeliane”, ha aggiunto la fonte.
4 giugno 2026
Trump: «I 4 cattivi repubblicani si vergognino, sono antipatriottici»
“Ieri, con un voto privo di significato, la Camera ha votato — 4 cattivi Repubblicani e tutti i Democratici — per limitare i miei poteri di guerra, proprio nel mezzo delle mie negoziazioni finali per porre fine alla guerra con la Repubblica Islamica dell’Iran. Chi potrebbe fare una cosa così antipatriottica?”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump, criticando la risoluzione con cui la Camera dei Rappresentanti ha ordinato il ritiro delle truppe americane dalla guerra in Iran.
4 giugno 2026
Leader Hezbollah: l’accordo di Washington è una capitolazione e una sconfitta
L’accordo di Washington tra Libano e Israele è “una capitolazione e una sconfitta”: lo afferma il leader di Hezbollah Naim Qassem invitando il Libano a “porre fine alla farsa e all’umiliazione dei negoziati” con Israele.
4 giugno 2026
Trump: «Cessate il fuoco? In certi posti vuol dire sparare con più moderazione»
Le parole - dentro lo Studio Ovale - del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
4 giugno 2026
Idf: colpi di mortaio verso avamposto Unifil sparati da Hezbollah
“L’organizzazione terroristica Hezbollah ha sparato colpi di mortaio che hanno colpito un avamposto dell’Unifil, uccidendo un membro delle Nazioni Unite nel sud del Libano e ferendone altri due. Un esame della traiettoria dei proiettili indica chiaramente che l’attacco è stato effettuato dall’organizzazione terroristica”. Lo ha affermato un portavoce dell’Idf commentando le notizie secondo cui il soldato sarebbe stato ucciso in un attacco israeliano. Lo riporta Ynet.
4 giugno 2026
Libano, pasdaran: Hezbollah vuole che Israele torni a posizioni pre-guerra
La richiesta fondamentale in Libano è che l’esercito israeliano si ritiri alle posizioni che occupava prima dell’inizio della guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Lo ha dichiarato un funzionario dei Guardiani della Rivoluzione islamica.
Il comandante della Forza Quds, Esmail Qaani, ha inoltre affermato che i combattenti di Hezbollah vedranno presto i “risultati della loro coraggiosa resistenza”, aggiungendo che sostenere il gruppo contro le forze israeliane che occupano il Libano è il “dovere di tutti i musulmani”.
“Eliminare Israele dalla regione è un obiettivo raggiungibile”, ha dichiarato.
4 giugno 2026
Iran: risarcimenti e sanzioni, i nodi che dividono Teheran e Washington
- I risarcimenti economici richiesti da Teheran per far fronte ai danni di guerra e la revoca delle sanzioni rappresentano alcuni degli ultimi ostacoli che frenano il raggiungimento di un accordo sul nucleare tra Iran e Stati Uniti. Lo riferisce la Cnn, citando un funzionario americano informato sui negoziati, secondo il quale il presidente Donald Trump è determinato a chiudere un’intesa che possa essere considerata più vantaggiosa rispetto al Jcpoa, siglato nel 2015 dall’amministrazione di Barack Obama. Secondo l’emittente, l’Iran avrebbe comunicato ai mediatori di voler ottenere una forma di compensazione economica immediatamente dopo la firma di un memorandum d’intesa iniziale tra le parti, senza attendere le fasi successive dell’accordo. Una richiesta che incontra la resistenza dell’amministrazione Trump, preoccupata che lo sblocco anticipato di fondi possa ridurre la pressione economica esercitata su Teheran ed indebolire uno dei principali strumenti di leva negoziale a disposizione di Washington. La questione è particolarmente delicata per Trump, che avrebbe chiarito ai suoi collaboratori di non voler sottoscrivere alcun accordo che preveda un trasferimento diretto di denaro americano all’Iran. Il presidente, infatti, continua a criticare l’intesa raggiunta da Obama, che comportò lo sblocco di 1,7 miliardi di dollari a favore di Teheran. Nelle trattative in corso, invece, l’Iran avrebbe avanzato richieste per circa 12 miliardi di dollari.
4 giugno 2026
Hezbollah respinge l’accordo di cessate il fuoco
Hezbollah ha respinto il cessate il fuoco tra Libano e Israele, mediato dagli Stati Uniti. In una dichiarazione, ripresa da Sky News uk, il gruppo militante afferma di aver “informato ufficialmente il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell’accordo, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”. Hezbollah aggiunge inoltre di considerare “il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi” come “condizioni essenziali per qualsiasi futuro accordo”.
4 giugno 2026
Farnesina, attacco a Unifil nel settore est, non coinvolti italiani
La Farnesina esclude che ci siano italiani coinvolti nell’attacco con colpi di mortaio contro una base Unifil nel sud del Libano, dove è morto un casco blu e altri due sono rimasti feriti. L’incidente è avvenuto nel settore est dove non ci sono connazionali.
4 giugno 2026
Iran: Wsj, Trump a consiglieri «guerra riprende solo se uccisi soldati Usa»
Il presidente americano Donald Trump ha confidato ai suoi collaboratori di voler mantenere l’attuale cessate il fuoco con l’Iran e di essere disposto a prendere in considerazione una nuova campagna militare su larga scala soltanto nel caso in cui attacchi iraniani causassero la morte di militari statunitensi. Lo riferiscono al Wall Street Journal funzionari americani, secondo i quali la Casa Bianca intende preservare la tregua nonostante i ripetuti episodi di tensione registrati nelle ultime settimane. La posizione di Trump suggerisce una volontà di tollerare attacchi limitati e scaramucce regionali pur di evitare una nuova escalation in Medio Oriente. Sebbene gli scontri tra Stati Uniti e Iran siano proseguiti dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’amministrazione americana continua a considerare tali episodi come reazioni circoscritte e non come una ripresa della guerra.
Per Approfondire
4 giugno 2026
Unifil conferma, un casco blu ucciso e due feriti nel sud del Libano
L’Unifil conferma su X che un casco blu è morto “questa mattina presto a causa di ferite gravi riportate quando colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino Marjayoun nel Libano sudorientale. Due altri caschi blu, che hanno riportato anch’essi ferite, stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base Unifil”.
4 giugno 2026
Khamenei, Usa e Israele hanno subito una bruciante sconfitta
Il leader supremo Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto ha dichiarato che “il nemico malvagio”, gli Stati Uniti e Israele hanno subito una “bruciante sconfitta” nella guerra scatenata contro l’Iran. Ora, aggiunge, “il loro strumento principale” per indebolire l’Iran “è seminare i semi del dubbio, della disperazione, della paura, della sfiducia e della divisione”, ha affermato.
4 giugno 2026
Afp, ucciso un casco blu nel sud del Libano
Una fonte della sicurezza riferisce all’Afp che un Casco Blu è stato ucciso nel sud del Libano.
4 giugno 2026
Libano, Katz plaude a cessate il fuoco mediato dagli Usa
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha accolto con favore il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti in Libano, dichiarando che “i membri dell’opposizione dovrebbero scusarsi e riconoscere questo grande risultato in Libano, sia sul campo che a livello diplomatico”.
L’accordo, ha affermato, è “l’espressione della realtà che abbiamo creato in Libano fino ad ora. Una realtà che può portare a un accordo di pace con lo Stato libanese”. “Abbiamo promesso sicurezza agli abitanti del nord e l’abbiamo mantenuta”, ha aggiunto.
Il cessate il fuoco “include una dichiarazione inequivocabile sul disarmo di Hezbollah, l’allontanamento dei terroristi di Hezbollah dall’area a sud del fiume Litani, la presenza continua delle Forze di difesa israeliane (Idf) nell’area di sicurezza e la libertà d’azione per Israele”, ha sottolineato.
4 giugno 2026
Libano, bombardamenti Idf segnalati ancora nel sud
Continuano a essere segnalati attacchi israeliani nel Libano meridionale. Diverse persone sono rimaste ferite questa mattina sulla strada tra Zefta e Kafroue, nel Libano meridionale, dove un’auto è stata colpita da un drone israeliano, secondo quanto riportato dall’Agenzia nazionale di stampa (Nna), senza fornire ulteriori dettagli.
La Nna aveva precedentemente segnalato altri due raid nel distretto di Nabatieh, poche ore dopo l’annuncio a Washington di un accordo di cessate il fuoco israelo-libanese, condizionato alla “cessazione completa” degli attacchi di Hezbollah.
4 giugno 2026
Israele e Libano concordano di «attuare un cessate il fuoco»
Israele e Libano hanno concordato nella notte di “attuare un cessate il fuoco” e la creazione di “zone pilota” sotto il controllo dell’esercito libanese dove sarebbe vietato l’accesso ai militanti di Hezbollah, secondo un comunicato congiunto diramato dopo due giorni di colloqui a Washington.
“A seguito di negoziati condotti sotto l’egida degli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato di attuare un cessate il fuoco”, che sarà subordinato alla “cessazione completa del fuoco di Hezbollah e all’evacuazione di tutti i membri di Hezbollah dal settore del Litani meridionale”, si legge nel comunicato firmato dalle tre parti coinvolte nei negoziat
4 giugno 2026
Raid Israele su Gaza: nove morti, quattro sono bambini

Il bilancio delle vittime dei quattro raid aerei israeliani che hanno colpito complessi residenziali di Gaza City durante la notte è salito a nove, tra cui quattro bambini, secondo quanto riportato da Al Jazeera Arabic.
Gli aerei da guerra israeliani, sottolinea la testata araba, hanno effettuato i raid senza alcun preavviso alla popolazione civile. Le operazioni di ricerca e soccorso continuano nei luoghi degli attacchi.
4 giugno 2026
Comando Usa, falso che Teheran ha sparato contro nostra nave da guerra
- Il Comando centrale Usa smentisce le affermazioni da parte dell’Iran riguardo ad una attacco contro una nave da guerra americana nel Golfo dell’Oman. “L’Iran sostiene ora di aver preso di mira un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti nel Golfo dell’Oman”, ma “l’Iran sta mentendo. I mezzi militari statunitensi in mare continuano a volare, navigare e operare in sicurezza e senza ostacoli”, afferma il Centcom in un pos
4 giugno 2026
Trump, «negoziati potrebbero concludersi entro fine settimana»
I negoziati di pace con l’Iran potrebbero concludersi “entro il fine settimana”. A dichiararlo è stato il presidente americano Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale. L’Iran è “molto vicino” a firmare un accordo di pace con gli Stati Uniti, ha dichiarato. “Potrebbe accadere nel fine settimana”. “Tutto può succedere quando si ha a che fare con l’Iran... è una parte del mondo molto instabile, probabilmente la più instabile. La popolazione è instabile. La leadership, vedete cosa sta succedendo”, ha affermato. Trump ha poi ribadito che il punto cruciale dei negoziati è l’impegno dell’Iran a non possedere, sviluppare o acquistare mai un’arma nucleare. Data la forza militare degli Stati Uniti, “potremmo andare avanti per altre due o tre settimane e spazzare via tutti”, ha poi aggiunto.“Preferirei non farlo”, ha concluso. “È molto facile da fare. Ma se riusciamo a mettere qualcosa per iscritto che raggiunga lo stesso risultato senza uccidere tutti, mi piacerebbe farlo. La maggior parte dei miei sarebbe d’accordo. Alcuni no, ma la maggior parte sì.”
4 giugno 2026
Trump, Netanyahu è per me un grande partner
“Bibi Netanyahu è stato per me un grande partner. Per altre persone non è stato altrettanto valido; per me, invece, è stato ottimo”. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca e ridimensionando il suo recente scontro col premier israeliano. “Siamo stati molto efficaci in ciò che abbiamo fatto, e loro avevano bisogno di noi”, ha detto Trump, riferendosi alla collaborazione militare tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Non avrebbero potuto farcela senza di noi, non ci sarebbero nemmeno andati vicini”, ha detto il presidente.
4 giugno 2026
Iran: Pasdaran «colpito caccia torpediniere Usa», Centcom «menzogne»
- Le forze armate statunitensi hanno smentito le notizie secondo cui un cacciatorpediniere della Marina americana sarebbe stato preso di mira da attacchi militari iraniani, definendole “menzogne”. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha annunciato, in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim, che attacchi missilistici e con droni sono stati condotti contro un “centro di comando e controllo”, nello specifico il cacciatorpediniere statunitense, nel Golfo dell’Oman. Secondo la stessa dichiarazione, anche una base aerea statunitense e una nave portacontainer civile, identificata come MSC Panaya, sarebbero state bersaglio degli attacchi, che sarebbero avvenuti in risposta agli attacchi statunitensi contro una petroliera iraniana e una torre di comunicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha però negato che i suoi obiettivi siano stati colpiti, affermando che i missili balistici iraniani non hanno raggiunto i bersagli nella regione. “L’Iran sta mentendo. Le risorse militari statunitensi in mare continuano a volare, navigare e operare in sicurezza e senza ostacoli”, si legge su X.
4 giugno 2026
Trump: Hormuz riaprirà appena sarà firmato memorandum intesa
- “Appena sarà firmato il Memorandum d’Intesa, lo Stretto di Hormuz riaprirà”. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump conversando con i giornalisti nello Studio Ovale.
4 giugno 2026
Camera Usa ordina il ritiro dalla guerra in Iran, ma Trump può porre veto
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dalla guerra in Iran, un duro colpo politico per il presidente Donald Trump, che ha dato inizio al conflitto a febbraio. La risoluzione, adottata con quattro membri del Partito Repubblicano di Trump che si sono uniti ai Democratici, è in gran parte simbolica, poiché il presidente degli Stati Uniti può porre il veto sul provvedimento se questo ottiene l’approvazione del Senato.
4 giugno 2026
Rubio, «stop a sanzioni su vendita petrolio russo è temporaneo non definitivo»
- Il segretario di Stato americano Marco Rubio è finito nel mirino bipartisan al Senato in merito alla decisione dell’amministrazione Trump di prorogare la sospensione delle sanzioni sul petrolio russo per allentare le tensioni su domanda globale di greggio causate dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran. “Il Presidente Trump ha fatto bene a imporre quelle sanzioni lo scorso autunno. Tuttavia, le deroghe forniscono a Mosca entrate di cui ha un disperato bisogno e, a mio avviso, incidono in maniera trascurabile sul prezzo della benzina per i consumatori americani”, ha replicato Rubio nel corso di un’audizione, difendendo la mossa perché “si tratta di deroghe a breve termine, non permanenti”. Ad aprile, il Dipartimento del Tesoro ha prorogato la cosiddetta “licenza generale” per il petrolio russo che era stato caricato entro l’11 marzo: tali proroghe hanno evidenziato come le ripercussioni del conflitto in Iran abbiano accresciuto la capacità di Mosca di trarre profitto dalle proprie esportazioni energetiche, che erano state limitate a partire dall’invasione dell’Ucraina.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 4 giugno
Photogallery9 foto
4 giugno 2026
Media, «F-15 Usa abbattuto in Iran ad aprile, fu missile made in China»
Secondo quanto riportato dai media, che citano fonti ufficiali statunitensi, un caccia F-15E Strike Eagle statunitense abbattuto sull’Iran ad aprile sarebbe stato probabilmente colpito da un missile portatile di fabbricazione cinese. La rivista National Interest ha riportato la notizia in un articolo pubblicato ieri e ripreso da Iran International. La Nbc News ha riferito, citando tre persone a conoscenza dei fatti, che gli investigatori ritengono che il velivolo possa essere stato colpito da un sistema di difesa aerea portatile (Manpads) di fabbricazione cinese. La Cina aveva in passato negato di aver fornito assistenza militare all’Iran, con la sua ambasciata che ha respinto quelle che ha definito “calunnie infondate e associazioni malevole”. Tuttavia, secondo quanto riportato, funzionari dell’intelligence statunitense avrebbero valutato che Pechino potrebbe prepararsi a trasferire ulteriori sistemi di difesa aerea a Teheran tramite terze parti, sebbene i dettagli di tali trasferimenti rimangano poco chiari.
4 giugno 2026
Libano: ambasciatore Israele, noi e Beirut vogliamo Iran fuori da regione
“Ciò che l’esito odierno ribadisce: Israele e il Libano vogliono che l’Iran esca dalla nostra regione. Insieme, ci impegneremo per garantire che l’Iran e i suoi gruppi terroristici alleati non continuino a seminare il caos nelle nostre vite in nome del terrore e della distruzione”. Lo ha scritto in un post su X l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter. “I colloqui di oggi hanno rappresentato un altro passo importante nel processo volto a facilitare la pace tra Israele e il Libano. Ma non fraintendete: se Hezbollah pensa che questo risultato gli garantisca l’immunità, si sbaglia. Questo cessate il fuoco dipende interamente dalla completa cessazione dei combattimenti contro Israele e dallo smantellamento totale di Hezbollah e della sua infrastruttura terroristica”, ha aggiunto.
4 giugno 2026
Iran: Wsj, Trump riprenderebbe guerra solo se venissero uccisi soldati Usa
- Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe dichiarato in privato ai suoi collaboratori che prenderebbe in considerazione la possibilità di porre fine alla tregua con l’Iran qualora Teheran uccidesse soldati americani. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi, i quali hanno sottolineato che la tregua nei raid aerei, in atto da settimane, rimane in vigore nonostante il susseguirsi costante di violenti scontri. La riluttanza del presidente a riaccendere la guerra suggerisce che potrebbe essere disposto a sopportare piccoli focolai di violenza per settimane, o addirittura mesi, pur di evitare un conflitto più ampio in Medio Oriente. Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno affermato che i ripetuti attacchi hanno aumentato la pressione su Trump e messo in dubbio la sostenibilità a lungo termine del cessate il fuoco.
4 giugno 2026
Nuovo ciclo di colloqui Israele-Libano in settimana del 22 giugno
Israele e Libano hanno concordato di partecipare a un nuovo ciclo di colloqui nella settimana del 22 giugno con l’obiettivo di raggiungere un “accordo globale”, si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata al termine dei colloqui condotti sotto l’egida degli Stati Uniti a Washington.







