Un uomo corre accanto ad alcune auto in fiamme dopo un attacco aereo israeliano nella città portuale meridionale di Sidone, in Libano, mercoledì 10 giugno 2026. (AP Photo/Mohammed Zaatari)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

11 giugno 2026

Guerra ultime notizie. Usa, ancora attacchi: «Diplomazia coercitiva». Axios: Israele vuole 61 nuovi insediamenti

Nuovo round di attacchi aerei nella notte da parte degli Stati Uniti contro l’Iran, che ha reagito mettendo nel mirino le basi americane in Bahrein, Kuwait e Giordania e promettendo di colpire tutte le navi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz

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11 giugno 2026

Bbc: Iran sottovalutato, Trump e Netanyahu rischiano una permacrisi

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu credevano che la vittoria sull’Iran avrebbe ridisegnato il Medio Oriente. La regione si sta effettivamente ridisegnando, ma non nel modo in cui si aspettavano. La Repubblica Islamica dell’Iran non è stata sconfitta, sottolinea la Bbc. Il rischio ora è quello di “una lunga e logorante permacrisi che oscillerà tra un conflitto aperto e l’altro”.

Il regime iraniano si è dimostrato un osso molto più duro di quanto Trump e Netanyahu avessero previsto. Il loro giudizio si è rivelato errato e i due leader hanno perso il controllo delle conseguenze. L’ultima di queste, si legge in un pezzo di analisi della Bbc, è l’abbattimento dell’elicottero Apache statunitense da parte dell’Iran. È un’ulteriore conferma che i governanti iraniani possono ancora ferire gli americani e non cederanno nella loro determinazione a uscire da questa guerra vincitori. Per loro, la vittoria equivale alla sopravvivenza e a una maggiore deterrenza, ottenuta attraverso il riconoscimento del loro controllo dello Stretto di Hormuz, una delle vie navigabili più strategiche al mondo.

Il presidente Usa e i suoi generali stanno cercando di calibrare la loro risposta alla perdita dell’elicottero, per dimostrare con altrettanta enfasi di non essere intimiditi, ma al contempo per preservare il lento e finora improduttivo processo diplomatico. L’equipaggio dell’Apache è sopravvissuto. Se fossero stati uccisi, una risposta ben più dura sarebbe stata probabilmente inevitabile, si sottolinea.

Trump ha puntato su un accordo con l’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e concordare i termini di negoziati a lungo termine sulle questioni cruciali, a cominciare dalle scorte di uranio arricchito iraniano e dai suoi più ampi piani nucleari. La guerra, inoltre, è “impopolare in America” e il presidente vuole una via d’uscita che possa presentare come una vittoria. Ma questa si sta rivelando una sfida ardua.

Trump si aspettava una vittoria rapida. Aveva assistito con soddisfazione al rapimento del presidente del Venezuela Nicolas Maduro e di sua moglie da parte dell’esercito americano, al loro trasferimento in una prigione di New York e all’insediamento di un successore compiacente a Caracas. Un cambio di regime da manuale, a suo avviso, di gran lunga migliore delle guerre interminabili combattute dai suoi predecessori in Iraq e Afghanistan. E l’Iran, nella sua testa, sarebbe stato l’obiettivo successivo.

11 giugno 2026

Kuwait: spazio aereo tornato alla normalità

L’Autorità Generale per l’Aviazione Civile del Kuwait (Dgca) ha annunciato che il traffico nello spazio aereo è tornato alla normalità dopo gli attacchi iraniani della notte in Kuwait. “L’autorità ha inoltre annunciato il ritorno alla normale operatività presso l’Aeroporto Internazionale del Kuwait e la ripresa dei voli secondo gli orari approvati, mantenendo al contempo un monitoraggio e una valutazione immediati di eventuali nuovi sviluppi e adottando tempestivamente le misure necessarie”, ha proseguito l’agenzia sulla piattaforma social X.

11 giugno 2026

Nyt, in attacchi Usa colpito impianto idrico

L’analisi di immagini satellitari e video suggerisce che ci siano stati attacchi Usa di precisione su un impianto idrico di acqua potabile sulla costa meridionale dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times (Nyt), precisando che non è chiaro se gli Usa abbiano colpito intenzionalmente l’impianto né se fossero a conoscenza della sua natura. Prendere di mira deliberatamente infrastrutture civili potrebbe costituire un crimine di guerra, sottolinea il New York Times.

11 giugno 2026

Gli Stati Uniti tornano alla «diplomazia coercitiva»

La nuova ondata di attacchi statunitensi annunciata ieri sera dal presidente Donald Trump ha seguito il copione delle precedenti, così come la reazione iraniana: in attesa di vedere se il tutto avrà qualche effetto positivo sui negoziati che la stessa Casa Bianca definisce ormai da giorni come sul punto di concludersi con un accordo.

Lo stesso Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha del resto definito i raid come “un atto di diplomazia coercitiva”, dopo che Teheran aveva affermato di voler valutare lo stato delle trattative - un atteggiamento che la Casa Bianca aveva criticato come uno “stallo” voluto di cui l’Iran avrebbe dovuto pagare il prezzo.

Sul campo, il Centcom ha lanciato nella notte una serie di attacchi lungo la costa iraniana e su altri obbiettivi quali “sistemi di sorveglianza, sistemi di comunicazione e postazioni di difesa aerea iraniani in tutto il Paese” e altri “obiettivi iraniani che rappresentavano una minaccia per le forze statunitensi e le navi mercantili internazionali in transito nelle acque regionali”, prima di dichiarare concluse le operazioni.

L’Iran da parte sua ha risposto annunciando di aver colpito diciotto obbiettivi statunitensi nelle basi di Ali Al-Salem e Ahmad Al-Jaber in Kuwait e nella base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, oltre al quartier generale della Quinta Flotta e altre due basi militari americane in Iraq e Giordania; soprattutto, Teheran ha annunciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz, notizia peraltro successivamente smentita dagli Stati Uniti.

Sul piano diplomatico, le trattative in Qatar sarebbero ancora in corso e un punto che lo stesso Trump ha tenuto a sottolineare è che Israele non ha partecipato alle operazioni militari. La Casa Bianca sembra avere fretta di arrivare ad un’intesa che permetta la riapertura dello Stretto senza scontentare troppo l’alleato israeliano - per trattare sul nucleare, il vero nodo del contendere, ci sarà tempo dopo; se la “diplomazia coercitiva” servirà allo scopo lo si vedrà nelle prossime ore.

11 giugno 2026

Axios: Israele potrebbe approvare creazione 61 nuovi insediamenti

Il governo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe approvare il finanziamento di decine di nuovi insediamenti in Cisgiordania: è quanto riporta il sito di Axios. Secondo la testata statunitense “mentre l’Amministrazione Trump - insieme ai governi europei e mediorientali - è concentrata sull’escalation della crisi con l’Iran, il governo israeliano dovrebbe approvare giovedì un piano per finanziare la creazione de facto di 61 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata”.

Il piano, promosso dal Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich (all’estrema destra) e per il quale il governo israeliano stanzierà oltre 350 milioni di dollari, prevede il finanziamento di insediamenti di case mobili, strutture pubbliche e infrastrutture comunitarie senza attendere il completamento delle procedure di pianificazione formali e “mina ulteriormente la prospettiva di un futuro Stato palestinese”.

11 giugno 2026

Teheran smentisce Trump: «Nessun contatto per fermare attacchi, noi pronti a reagire»

“Le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump secondo cui le autorità iraniane lo avrebbero contattato per porre fine ai bombardamenti sono categoricamente smentite”, si legge in una dichiarazione delle Guardie rivoluzionarie. “L’affermazione è un pretesto per evitare la guerra”, aggiunge il comunicato citato dall’agenzia di stampa iraniana Irna, sottolineando che Teheran “continuerà a rispondere militarmente a qualsiasi aggressione”.

11 giugno 2026

Ecco come Trump è finito nella trappola iraniana

Ugo Tramballidi Ugo Tramballi

 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu  REUTERS

 Due miliardi di dollari al giorno solo di costi diretti della guerra, benzina a 5 dollari al gallone e diesel a 6, la rivolta nella Camera dei rappresentanti, i fischi del Madison Square Garden. Al trentottesimo falso annuncio di accordo imminente (contati dalla Cnn), sembra che Donald Trump sia finito nella trappola iraniana.

Fra un lancio di missili e l’altro, questa estenuante trattativa per impostare la vera trattativa di pace dimostra che americani e iraniani non intendono tornare alla guerra. Ma è anche evidente che Trump abbia più fretta. I suoi annunci compulsivi di una pace alle porte, a ogni microfono che gli capiti di avere davanti, e i più calibrati commenti di Teheran non sono solo il segno di culture diverse. Trump ha bisogno di un accordo perché ogni giorno che passa in America cresce l’ostilità alla guerra e a lui.

11 giugno 2026

Iran, «attaccheremo ogni nave che transiterà per Hormuz, ne abbiamo già colpite due». Smentita Usa

L’esercito iraniano ha dichiarato che «qualsiasi nave che transiti nello Stretto di Hormuz sarà presa di mira», annunciando subito dopo di averne già colpite due. Smentita americana: le navi commerciali continuano a transitare in entrata e in uscita dallo Stretto di Hormuz, afferma il Centcom, negando che il crocevia sia stato chiuso come invece dichiarato da Teheran. Le forze americane precisano inoltre che nessuna nave da guerra Usa è stata colpita, contrariamente alle dichiarazioni rilasciate dai media iraniani.

11 giugno 2026

Attacchi americani su «molteplici» obiettivi in Iran

Le forze armate statunitensi hanno annunciato di aver lanciato attacchi contro «molteplici» obiettivi in Iran per il secondo giorno consecutivo, dopo che il presidente Donald Trump ha accusato Teheran di trascinare per le lunghe i negoziati su un accordo di pace provvisorio. Lo United States Central Command (Centcom) ha affermato di aver iniziato quelli che ha definito «ulteriori attacchi di autodifesa alle 17:15, ora di New York, di mercoledì. Gli attacchi fanno seguito ai raid di martedì effettuati in risposta all’abbattimento di un elicottero americano Apache. Tutti i target attaccati dagli Stati Uniti in Iran sono nei pressi dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno colpito postazioni radar e sistemi di difesa. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti del Pentagono.

10 giugno 2026

Il capo del Pentagono: gli attacchi all’Iran saranno potenti e netti

“Il Centcom sarà impegnato stasera. Gli attacchi di questa sera saranno potenti e netti; e se dovessero aver luogo domani sera, saranno altrettanto potenti e netti”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. “Il presidente Trump è pronto a concludere un accordo, l’Iran farebbe bene ad accettarlo; in caso contrario, dovrà fare i conti con quel genere di piani che ho avuto modo di vedere al Centcom”, ha messo in evidenza.

10 giugno 2026

«Trump nella Situation Room, valuta operazione lampo su vasta scala»

Donald Trump ha avuto oggi una riunione nella Situation Room per parlare di potenziali nuovi attacchi all’Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente valuta di lanciare un’operazione su larga scala di breve durata per spingere Teheran a negoziare.

10 giugno 2026

Iran, Seymour Hersh: Trump avrebbe valutato ipotesi uso nucleare

Il presidente Usa Donald Trump avrebbe iniziato di recente a discutere con i suoi collaboratori della possibilità di usare armi nucleari contro l’Iran per accelerare la fine del conflitto. Lo ha scritto oggi il noto giornalista statunitense Seymour Hersh, premio Pulitzer, citando fonti.

Secondo Hersh, le discussioni sarebbero rimaste circoscritte ai livelli più alti dell’amministrazione e al “presidente frustrato”. Il giornalista ha riferito le informazioni in un post pubblicato sulla piattaforma Substack.

10 giugno 2026

Iran: India protesta con Usa per attacco a petroliera

L’India ha condannato un attacco aereo statunitense contro una petroliera con equipaggio indiano al largo delle coste dell’Oman. Il Comando Centrale americano ha affermato che la nave è stata presa di mira mentre tentava di forzare il blocco dei porti iraniani. Il ministero degli Esteri di Nuova Delhi, riferisce la Cnn, ha denunciato in un comunicato «gli attacchi al trasporto marittimo commerciale e alle infrastrutture civili nella regione» e ha inoltre convocato il massimo diplomatico statunitense a Nuova Delhi, l’incaricato d’affari Jason Meeks, per presentare una protesta formale, secondo quanto riferito da fonti ministeriali.

10 giugno 2026

Iran, Axios: Teheran rifiuta negoziati diretti con gli Usa

L’Iran ha rifiutato di tenere negoziati diretti con gli Stati uniti a Doha, continuando però negli ultimi due giorni colloqui paralleli attraverso mediatori del Qatar. Lo ha riferito Axios, citando una fonte regionale. Secondo il sito, funzionari statunitensi ritengono che i recenti attacchi Usa contro l’Iran possano spingere Teheran a rispondere più rapidamente all’offerta del presidente Donald Trump. «L’accordo è ancora sul tavolo, ma il presidente è pronto a far pagare un prezzo agli iraniani se continueranno a ritardare e a trascinare i piedi», ha detto un funzionario statunitense citato da Axios.

10 giugno 2026

Iran: questa volta guerra non sarà limitata alla regione

Il capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha avvertito che questa volta la guerra «non sarà limitata alla regione», rispondendo alla minaccia di un nuovo attacco lanciata oggi dal presidente Usa Donald Trump. «Il numero delle vittime americane è già molto più alto di quanto Trump confermi, e aumenterà», ha scritto Azizi in un messaggio su X. Il parlamentare iraniano ha quindi aggiunto: «Questa volta la guerra non sarà limitata alla regione».

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10 giugno 2026

Axios, Trump frustrato dall’Iran che lo fa attendere per una risposta

Donald Trump sempre più frustrato dall’Iran. Nelle ultime due settimane l’irritazione del presidente è aumentata con l’attesa della risposta iraniana alla sua ultima proposta che non è ancora arrivata. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali gli attacchi in ritorsione all’abbattimento dell’elicottero americano hanno puntato a far riacquisire potere negoziale agli Stati Uniti ma sono stati anche calibrati per evitare vittime e quindi non precludere la possibilità di un accordo. La Casa Bianca non ha ancora stabilito se l’Iran ha volontariamente abbattuto l’elicottero ma una sua risposta all’incidente era necessaria per mostrare a Teheran che gli Stati Uniti non sono pronti ad accettare tale tipo di azioni nello Stretto di Hormuz.

10 giugno 2026

Media, l’Iran ha rifiutato un incontro a tre con Qatar e Usa

Funzionari iraniani e statunitensi hanno tenuto colloqui paralleli con i mediatori del Qatar a Doha negli ultimi due giorni. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il Qatar ha tentato di organizzare un incontro a tre per negoziare direttamente sulle divergenze ancora aperte, ma gli iraniani hanno rifiutato.

10 giugno 2026

Trump: «Adoro l’inflazione, i numeri sono ottimi»

«Adoro l’inflazione, mi piace molto». Così il presidente americano Donald Trump ha commentato i nuovi dati che mostravano un’inflazione annua ai massimi livelli degli ultimi tre anni a causa della guerra in Iran. «I numeri sono ottimi», ha affermato Trump, come riporta la Cnn. L’Ufficio di Statistica del Lavoro Usa ha riferito che l’inflazione annua ha raggiunto il 4,2% a maggio, spinta principalmente dai costi energetici, aumentati vertiginosamente da quando gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran.

10 giugno 2026

Trump: «Ho fatto passare da Hormuz oltre 100 mln barili petrolio»

Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato di avere ordinato il mese scorso una missione segreta delle forze armate statunitensi per sostenere petroliere e altre navi commerciali nel passaggio attraverso lo stretto di Hormuz, affermando che l’operazione ha consentito il transito di oltre 100 milioni di barili di petrolio. «Il mese scorso ho ordinato al nostro grande esercito statunitense di eseguire una missione segreta per sostenere petroliere e altre navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz», ha scritto Trump su Truth, precisando una dichiarazione precedente dallo Studio ovale che aveva suscitato incertezze. Il presidente Usa ha sostenuto che l’iniziativa ha avuto successo e ha permesso di mantenere aperta una delle rotte energetiche più strategiche al mondo. «Oggi sono lieto di annunciare che questo sforzo ha portato più di 100 milioni di barili di petrolio ad attraversare lo stretto e ad arrivare sul mercato aperto», ha affermato. Secondo Trump, oltre 200 navi commerciali hanno attraversato in sicurezza lo stretto. Il presidente ha rivendicato il controllo statunitense dell’area, in una fase di forte tensione con Teheran. «Questo sforzo di enorme successo è dovuto al fatto che gli Stati uniti d’America controllano lo stretto di Hormuz, non l’Iran», ha scritto.

Trump ha quindi usato toni durissimi contro la Repubblica islamica. «Il loro esercito è sconfitto e la loro economia è perduta. Per l’Iran è finita», ha affermato.

10 giugno 2026

Katz: «La campagna contro l’Iran è lontana dall’essere conclusa»

«La campagna contro l’Iran è ben lontana dall’essere conclusa e l’Idf è pronto a colpire con grande forza», ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz durante la cerimonia del Premio per la Sicurezza di Israele. «Il Medio Oriente sta cambiando sotto i nostri occhi. Se l’Iran attaccherà Israele, subirà un duro colpo, come quello che gli abbiamo inflitto pochi giorni fa».

10 giugno 2026

Delhi convoca incaricato d’affari Usa per attacco a nave a largo Oman

L’incaricato d’affari Usa sarebbe stato convocato da Delhi dopo l’attacco a una petroliera con equipaggio indiano al largo dell’Oman: lo scrivono diversi media indiani, tra cui l’agenzia di stampa Pti, che cita proprie fonti.

10 giugno 2026

India: «Attacco a nave al largo dell’Oman, dispersi 3 nostri cittadini»

Il ministero degli Esteri indiano afferma in un comunicato di “condannare” quello che sostiene essere stato “un attacco alla nave commerciale Settebello, avvenuto oggi al largo delle coste dell’Oman” e scrive che “dei 24 membri dell’equipaggio indiani a bordo, 21 sono stati finora tratti in salvo, mentre tre risultano dispersi”.

10 giugno 2026

Iran, Pezeshkian: «Usa e Israele incitano Paesi arabi contro di noi»

Le parole del residente iraniano Masoud Pezeshkian.

10 giugno 2026

Teheran: «Ogni volta che Trump parla riceve un sonoro schiaffo»

“Ogni volta che Trump ha parlato, ha ricevuto in risposta un sonoro schiaffo dall’Iran”: è quanto dichiarato dal portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate di Teheran, citato dall’agenzia Tasnim. “Gli Stati Uniti non sono più una superpotenza; il mondo ha visto la forza dell’Iran”, ha anche affermato il portavoce, che ha poi citato una frase dell’ayatollah Ali Khamenei, leader supremo ucciso dai raid israelo-statunitensi il 28 febbraio scorso, secondo cui “il nostro popolo è stato chiamato a una missione”. “I nemici di questo popolo saranno certamente sconfitti”, ha aggiunto il responsabile delle forze armate.

10 giugno 2026

Iran, gli Usa hanno colpito due riserve idriche

Secondo funzionari iraniani nei raid statunitensi sono state danneggiate anche infrastrutture civili, tra cui due serbatoi idrici. Lo riporta Al Jazeera. Se confermato, aggiunge l’emittente, si tratterebbe del primo attacco a infrastrutture civili in Iran segnalato da diverse settimane, in un momento in cui il Paese sta affrontando una grave carenza idrica. L’agenzia di stampa iraniana West Asia News Agency ha riferito - citando “fonti disponibili” - che due serbatoi idrici in cemento nel distretto di Bamani, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell’Iran, a 1.012 km dalla capitale Teheran, sarebbero stati colpiti dagli attacchi statunitensi. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha inoltre accusato gli Stati Uniti di aver colpito un impianto di desalinizzazione sull’isola di Qeshm, al largo della costa iraniana nello Stretto di Hormuz.

10 giugno 2026

Trump: «L’Iran pensa che siamo cretini, gli ho dato tempo»

Donald Trump ha detto che l’Iran “ha pensato fossimo cretini”. “Gli ho dato più tempo per un accordo ma loro continuano a cincischiare”, ha aggiunto il tycoon nello Studio Ovale.

10 giugno 2026

Beirut, 30 morti e 92 feriti in raid Idf nelle ultime 24 ore

Sono almeno 30 le persone che sono state uccisee 92 quelle rimaste ferite nei raid aerei condotti dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nelle ultime 24 ore in Libano. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese in una nota. Sale così a 3.696 morti e 11.413 feriti il bilancio totale delle vittime dal 2 marzo.

10 giugno 2026

Libano, Tiro e il rifugio cristiano che non c’è più

Ascolta l’ultima puntata di Macro, le notizie a impatto globale.

10 giugno 2026

Iran: nuova risoluzione Aiea, dovrà dare informazioni complete su nucleare

Il Consiglio dei governatori dell’Aiea ha approvato a Vienna una risoluzione che chiede all’Iran di fornire “tutte le informazioni” relative all’inventario dei suoi materiali nucleari e alla progettazione dei suoi impianti nucleari. Inoltre Teheran dovrà concedere all’Agenzia internazionale per l’energia atomica tutti gli accessi necessari per verificare sul campo le dichiarazioni fornite sul nucleare. Emerge dal testo presentato da Francia, Germania, Regno Unito e Usa e visionato dall’Afp. Questi Paesi precisano che le due misure sono “essenziali e urgenti” al fine di “verificare l’assenza di deviazione di materiali nucleari”. Il Consiglio, composto da 35 membri, ha approvato la risoluzione con 21 voti favorevoli, secondo fonti diplomatiche. Tre Paesi hanno votato contro, dieci si sono astenuti e un altro non aveva diritto di voto, sempre secondo le stesse fonti. La sorte di oltre 400 kg di uranio altamente arricchito, visti per l’ultima volta il 10 giugno 2025 dagli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, rimane tuttora incerta.

10 giugno 2026

Berlino: «Al momento non c’è motivo di applicare sanzioni contro Israele»

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul non vede al momento alcun motivo per applicare ulteriori sanzioni contro Israele o singoli ministri del governo israeliano. “Al momento, il governo federale ritiene che la nostra voce venga ascoltata in Israele e che non siano necessarie altre misure”, ha affermato il politico della Cdu durante un incontro con la sua omologa ungherese Anita Orban a Berlino. Lo riporta la Dpa. A Wadephul era stato chiesto se i ministri degli Esteri dell’Ue avrebbero discusso di nuove sanzioni contro Israele durante la riunione di lunedì della prossima settimana o se il governo federale stesse valutando sanzioni, ad esempio, contro ministri israeliani. Il governo federale ha “una posizione chiara sul diritto internazionale”, ha affermato Wadephul. Al governo israeliano è stato “detto chiaramente che riteniamo che questa politica di insediamenti illegali non debba continuare in questo modo”.

10 giugno 2026

Parà francese muore in Libano, «ucciso da colpo accidentale»

Un militare francese è stato ucciso in Libano, colpito accidentalmente da un colpo d’arma da fuoco. Ne dà notizia su X il capo di Stato Maggiore dell’esercito. “Un omaggio al soldato di prima classe Florian Gillet, deceduto oggi in servizio mentre prestava servizio per la Francia - scrive l’alto ufficiale - Schierato in Libano nell’ambito di una missione di partenariato operativo a supporto delle Forze Armate libanesi, è stato colpito accidentalmente da un’arma da fuoco durante i preparativi per un’esercitazione”. “Esprimo le più sentite condoglianze dell’Esercito francese alla sua famiglia, ai suoi cari e ai suoi commilitoni dell’8° Reggimento Paracadutisti di Fanteria di Marina (8e RPIMa), con un pensiero speciale per coloro che continuano la missione”.

10 giugno 2026

Netanyahu a Erdogan: dittatore non può fare la morale

“Il dittatore antisemita Erdogan, che commette un genocidio contro i curdi, sostiene l’organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l’ultima persona che può predicare la moralità allo Stato di Israele”. Lo ha scritto su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu replicando alle dichiarazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale stamane aveva affermato che “Israele minaccia l’umanità” e che “i suoi attacchi in Siria e Libano minacciano la Turchia”.

“Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l’esercito più integro del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l’Iran e i suoi alleati che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero”, ha aggiunto Netanyahu.

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10 giugno 2026

Cisgiordania, Amnesty accusa Israele di pulizia etnica

epa13027909 Profughi palestinesi con pentole e padelle di metallo in mano mentre si radunano per ricevere pasti caldi da una mensa di beneficenza nella parte settentrionale della città di Gaza, 10 giugno 2026. La distribuzione di cibo è avvenuta in un momento di grave carenza di aiuti di prima necessità in tutta l'enclave. Le agenzie delle Nazioni Unite hanno riferito che, nonostante un cessate il fuoco nominale, l'ingresso di aiuti essenziali a Gaza rimane fortemente limitato.  EPA/MOHAMMED SABER EPA

Israele starebbe conducendo una campagna di «pulizia etnica» nei confronti dei palestinesi nella Cisgiordania occupata, con l’obiettivo deliberato di annettere il territorio palestinese. L’accusa è contenuta in un nuovo rapporto di 149 pagine firmato da Amnesty International, secondo il quale lo sfollamento forzato dei palestinesi in Cisgiordania sarebbe il risultato di una politica statale organizzata e non solo il frutto delle azioni scellerate di singoli coloni violenti.

Dati delle Nazioni Unite indicano che oltre 100 villaggi della Cisgiordania sono stati svuotati — completamente o parzialmente — tra gennaio 2023 e aprile 2026. Allo stesso tempo, l’Onu ha registrato più di 7.280 casi di evacuazione individuale di palestinesi a causa della demolizione di case e strutture da parte delle forze israeliane (cifra che include persone sfollate più di una volta).

10 giugno 2026

Iran: Ghalibaf, qualsiasi aggressione riceverà risposta decisa

“Qualsiasi aggressione riceverà una risposta diretta e decisa”. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, commentando l’escalation con gli Stati Uniti. “Oggi la vittoria finale è vicina e questa battaglia continua”, ha detto ancora Ghalibaf, aggiungendo che “le capacità di difesa e deterrenza del Paese non sono diminuite e a qualsiasi aggressione viene data una risposta decisa e immediata”.

10 giugno 2026

Iran, negoziati con Usa «continuano» nonostante minacce Trump

I colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran continuano nonostante le minacce del presidente americano Donald Trump di intensificare gli attacchi su Teheran. Lo ha riferito un funzionario di alto livello della Casa Bianca a Fox News Digital. “I colloqui continuano ancora”, ha detto il funzionario. “Gli Stati Uniti hanno risposto all’attacco contro l’elicottero Apache e continueranno a esercitare la massima pressione per arrivare a un accordo”, ha aggiunto la fonte.

10 giugno 2026

Trump: distrutto il 55% delle capacità di difesa ricostruite

Stando al presidente americano, Donald Trump, l’Iran ha tentato di ricostruire le proprie’ capacita’ di difesa “ma non sono stati in grado di fermare gli attacchi americani” avvenuti ieri dalle 23 italiane per le successive quattro ore contro radar e stazioni di controllo iraniane vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Trey Yingst, corrispondente dell’emittente conservatrice Fox News che ha parlato con il leader Usa. Stando al giornalista, Trump ha spiegato che l’Iran e’ stato “capace di ricostruire solo una piccola percentuale di quelle capacita’ di difesa” nel corso del cessate il fuoco siglato tra Usa e Iran l’8 aprile scorso, ma Washington ha distrutto “circa il 55% di quello che sono stati in grado di ricostruire”.

10 giugno 2026

Idf ferma due sospetti in sud Libano, saranno interrogati in Israele

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver fermato due persone che si erano avvicinate alle truppe nel sud del Libano e di averle portate in Israele per essere interrogate. “Nella giornata di oggi, i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato due individui sospetti che si erano avvicinati all’area in cui operano i soldati Idf nel sud del Libano”, ha dichiarato l’esercito in un comunicato. “A seguito dell’identificazione e al fine di escludere qualsiasi minaccia, i soldati hanno fermato i sospetti, che sono stati trasferiti in territorio israeliano per ulteriori interrogatori”.

10 giugno 2026

Libano: raid Israele su auto a Sidone, 2 morti

L’esercito israeliano ha effettuato un attacco con droni contro un veicolo parcheggiato a Sidone, nel sud del Libano. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour, aggiungendo che nel raid sono morte 2 persone, i cui corpi sono stati recuperati all’interno dell’auto che ha preso fuoco. L’incendio si è propagato a diverse auto vicine causando ulteriori danni e sul posto si sono viste dense colonne di fumo.

10 giugno 2026

Onu invierà missione in Libano per raccolta prove su violazione diritti umani

Il responsabile Onu per i diritti umani invierà una missione in Libano per raccogliere prove sulle violazioni dei diritti umani commesse dall’inizio della guerra tra Hezbollah e Israele. “Ho concordato con il governo libanese di condurre una missione di valutazione imparziale e indipendente nel Paese”, ha dichiarato Volker Turk ai giornalisti, aggiungendo: “Presto invierò una squadra per raccogliere informazioni e prove sulle presunte violazioni e abusi del diritto internazionale dei diritti umani, nonché violazioni del diritto internazionale umanitario e delle leggi correlate commesse dalle parti coinvolte nel conflitto armato nel Paese a partire dal 2 marzo”.

10 giugno 2026

Cnn, «negoziatori del Qatar a Teheran per chiudere l’accordo fra Usa e Iran»

“A seguito di consultazioni con gli Stati Uniti, i negoziatori del Qatar si sono recati a Teheran questa mattina per incontrare gli iraniani nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti” e finalizzare un accordo fra Usa e Iran. Lo riferisce la Cnn, citando una fonte diplomatica a conoscenza della questione.

10 giugno 2026

Almeno 12 morti negli attacchi israeliani sul sud del Libano

I raid israeliani nel sud del Libano hanno ucciso oggi almeno 12 persone, secondo una fonte medica libanese, mentre i media statali hanno riportato attacchi israeliani in tutto il sud. “Il numero di martiri dei raid aerei israeliani nella città di Tayr Dibba è otto, e a Deir Qanun al-Nahr è quattro”, ha detto la fonte, parlando a condizione di anonimato. I media statali avevano riportato almeno quattro raid israeliani su Tayr Dibba e due su Deir Qanun al-Nahr.

10 giugno 2026

Libano, capo diplomazia: negoziati diretti unica via percorribile

I negoziati diretti con Israele sono l’unica via per porre fine alla guerra, ha affermato oggi il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi.

“Hezbollah sta facendo tutto il possibile per impedire questi negoziati diretti. Ma, per lo Stato libanese, per il governo, è l’unica via per cercare di risolvere il problema nella sua interezza”, ha dichiarato il capo della diplomazia di Beirut davanti alla Commissione Affari Esteri dell’Assemblea Libanese a Parigi. “La cosiddetta resistenza guidata da Hezbollah non ha liberato Gerusalemme, né è stata in grado di salvare Gaza, né tantomeno di difendere il Libano. Al contrario, ci ha trascinati in una violenza ancora maggiore, in un’occupazione ancora più violenta”, ha continuato, invocando il pragmatismo e sottolineando che l’opzione militare ha “dimostrato la sua inefficacia”.

10 giugno 2026

Libano, Netanyahu a Erdogan: dittatore non può fare la morale

“Il dittatore antisemita Erdogan, che commette un genocidio contro i curdi, sostiene l’organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l’ultima persona che può predicare la moralità allo Stato di Israele”. Lo ha scritto su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu replicando alle dichiarazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale stamane aveva affermato che “Israele minaccia l’umanità” e che “i suoi attacchi in Siria e Libano minacciano la Turchia”.

“Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l’esercito più integro del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l’Iran e i suoi alleati che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero”, ha aggiunto Netanyahu.

10 giugno 2026

Libano, Erdogan: Israele è diventato una minaccia per l’umanità

“Gli attacchi di Israele in Siria e Libano hanno raggiunto un punto tale da minacciare anche la Turchia”. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto riportato dal sito d’informazione israeliano Ynet. Erdogan ha aggiunto di vedere “’iniziative maligne’ guidate da Israele anche nel Mediterraneo, e nessuno dovrebbe avventurarsi in quella zona”. Secondo lui, “Israele si rifiuta di ritirarsi dal Libano e continua lì le sue operazioni nonostante gli avvertimenti dei paesi della regione. Sta fomentando disordini in una vasta area geografica ed è diventato una minaccia per l’umanità”. “Israele deve essere fermato. Questo è un dovere dell’umanità e del fronte umanitario”, ha sottolineato il presidente turco.

10 giugno 2026

Trump: media non dicono quanto sia efficace blocco navale Usa

“I media delle fake news si rifiutano di riportare quanto sia efficace il blocco navale degli Stati Uniti, il blocco di maggior successo nella storia della guerra navale. Niente passa se non lo vogliamo. È un muro d’acciaio! L’Iran non sta facendo nessuna attività commerciale, non paga i suoi militari, né alcuno dei suoi conti, e sta rapidamente diventando una nazione fallita! Un sacco di petrolio sta finendo. Sia lode ad Allah!”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth, la piattaforma social di sua proprietà.

10 giugno 2026

Trump attacca i media: «Il blocco Usa in Iran efficace, è muro d’acciaio»

Il blocco americano in Iran è “efficace, è il blocco di maggior successo nella storia navale. Nulla passa se non lo vogliamo. E’ un muro di acciaio. I media però rifiutano di dirlo”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che grazie al blocco “l’Iran non sta facendo alcun affare, non paga i militari né le bollette e si sta rapidamente trasformando in uno stato fallito! Sia lodato Allah”.

10 giugno 2026

Trump, vicino all’ordinare nuovi attacchi all’Iran

Donald Trump è vicino all’ordinare nuovi attacchi contro l’Iran. Lo ha detto lo stesso presidente a Fox.

10 giugno 2026

Libano, Idf emana ordine evacuazione per tre villaggi nel sud

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno emanato avvisi di evacuazione per tre villaggi nel Libano meridionale, Ghassaniyeh, Houmine al-Faouqa e Ansariyeh, in vista di attacchi di Israele contro Hezbollah. Gli abitanti di Ghassaniyeh e Houmine al-Faouqa sono stati invitati ad allontanarsi di almeno un chilometro. Gli abitanti di Ansariyeh sono stati invitati ad evacuare a nord del fiume Zahrani.

10 giugno 2026

Libano, Idf: a Tiro colpite infrastrutture di Hezbollah

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito, nelle ultime 24 ore, infrastrutture di Hezbollah a Tiro e in altre aree del Libano meridionale. A Tiro, secondo dichiara l’esercito, sono stati colpiti sei siti di Hezbollah utilizzati dal gruppo armato sciita per sferrare attacchi contro civili israeliani e soldati delle Idf, tra cui una struttura da cui venivano lanciati droni esplosivi con telecamera a infrarossi.

In altre zone del Libano meridionale, le Idf affermano di aver colpito dei lanciarazzi, oltre a miliziani di Hezbollah nelle aree in cui operano.

10 giugno 2026

Teheran, Usa compromettono sforzo diplomatico con attacchi

Gli Stati Uniti hanno compromesso l’attuale sforzo diplomatico internazionale volto a porre fine alla guerra, con ulteriori attacchi contro obiettivi nel sud dell’Iran. L’accusa parte dal ministero degli Esteri di Teheran: “Purtroppo, gli Stati Uniti stanno compromettendo questo processo diplomatico attraverso i messaggi contraddittori che inviano, i ripetuti cambiamenti di posizione e di richieste e, cosa peggiore di tutte, attraverso le ripetute violazioni del cessate il fuoco”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, in un videomessaggio diffuso dai media iraniani. “Qualsiasi processo diplomatico viene compromesso dall’uso della forza e dal ricorso ad azioni illegali sul terreno”.

10 giugno 2026

Gli Houthi possono davvero chiudere lo stretto di Bāb el-Mandeb?

Alberto Magnanidal nostro corrispondente Alberto Magnani

Un annuncio degli Houthi in diretta EPA

NAIROBI - I ribelli filo-iraniani Houthi sono tornati a minacciare il traffico commerciale del Mar Rosso, prospettando nuovi attacchi contro le imbarcazioni israeliane in transito sulla rotta. L’avvertimento arriva in parallelo agli annunci dell’Iran, citati da agenzie locali, sulla possibilità di «includere» nelle offensive lo Stretto di Bāb el-Mandeb: la strozzatura di 30 chilometri che separa la costa di Gibuti da quella dello Yemen e fa da porta di ingresso per lo stesso Mar Rosso dal Golfo di Aden. In un comunicato diramato ieri mattina, gli Houthi hanno proclamato un bando «completo e totale» della navigazione israeliana nel Mar Rosso e annunciano che classificheranno come bersagli «legittimi» tutti i movimenti «nemici» nella traiettoria. Il comunicato ravviva una minaccia reiterata più volte dai miliziani, affiliati al cosiddetto Asse della resistenza iraniano e già protagonisti di incursioni nel Mar Rosso fra 2023 e 2025. Ma non è chiaro fin dove possa spingersi il «blocco» appena ri-annunciato.

10 giugno 2026

Media Iran, esplosione udita vicino all’isola di Qeshm

L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che esplosioni sono state udite sull’isola di Qeshm, la cui natura non è stata tuttavia identificata. Lo scrivono diversi media internazionali. “Sebbene la natura esatta non sia ancora chiara, dato il volume, la fonte dell’esplosione potrebbe essere stata relativamente distante dalla città di Qeshm, oppure potrebbe essere correlata a movimenti nello Stretto di Hormuz”, ha sottolineato Meh

10 giugno 2026

L’ultima notte di Tiro: dalla speranza alla fuga in 24 ore

Roberto Bongiornidal nostro inviato Roberto Bongiorni

Tiro travolta dagli attacchi israeliani al Libano

TIRO - «Abbandonare il nostro quartiere? Se ce lo ordineranno non potremo far altro che obbedire. Ma continuiamo a sperare che non lo facciano. Anche se le loro bombe sono sempre più vicine. La notte fanno tremare le finestre».

Walid al Tawil non poteva sapere che la domanda posta incidentalmente il pomeriggio di lunedì si sarebbe trasformata in un dilemma reale la mattina successiva. Non poteva immaginare che, per la prima volta, martedì 9 giugno 2026, l’esercito israeliano avrebbe emesso un ordine d’evacuazione per tutta la popolazione di Tiro, inclusa quindi anche la comunità cristiana finora risparmiata perché ritenuta non ostile a Israele.

10 giugno 2026

Iran, ministro israeliano: Trump porti a termine il lavoro

-Il ministro del Patrimonio israeliano Amichai Eliyahu ha commentato l’escalation con l’Iran in un’intervista con il giornale israeliano Ynet, rivolgendo un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Ha detto di colpire duramente gli iraniani? Porti a termine il lavoro”.

In merito all’operazione portata avanti in Libano, il ministro israeliano ha affermato che l’esercito sta portando avanti l’iniziativa contro Hezbollah, “li stiamo spezzando”.

10 giugno 2026

Mosca, in Medio Oriente «le parti tornino alla diplomazia»

La Russia auspica che le parti impegnate nel conflitto in Medio Oriente tornino “il prima possibile” al “percorso politico e diplomatico”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata dalla Tass.

10 giugno 2026

Cina esorta a «fermare l’escalation» nel conflitto in Medio Oriente

La Cina ha dichiarato oggi di essere “profondamente preoccupata” per il conflitto in Medio Oriente e ha esortato a non intensificarlo dopo che Washington ha effettuato attacchi contro l’Iran in seguito all’abbattimento di un elicottero statunitense. “Le varie parti interessate dovrebbero mantenere la calma ed esercitare moderazione, smettere di intensificare il conflitto e di aggravare la situazione, e adottare misure concrete per allentare e raffreddare le tensioni”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante una conferenza stampa.

10 giugno 2026

Teheran, attacchi Usa sono flagrante violazione Carta Onu

In seguito ai recenti attacchi degli Stati Uniti, il ministero degli Esteri iraniano li ha definiti una “flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite”. In una nota, il ministero ha definito gli attacchi contro alcune zone del sud del Paese come “una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dell’articolo 2, paragrafo 4, e della regola fondamentale che vieta l’uso della forza nelle relazioni internazionali”. Lo riporta Bbc Persian.

10 giugno 2026

Iran: pasdaran, distrutti in Giordania hangar caccia e centro di comando Usa

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che le loro Forze Aerospaziali hanno lanciato missili a lungo raggio a propellente solido contro una base aerea in Giordania, che ospita personale militare degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato nel comunicato ripreso da Al Jazeera, i missili dei pasdaran hanno colpito e distrutto quattro obiettivi nella base, tra cui gli hangar dei caccia Usa F-35 e un centro di comando e controllo.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 10 giugno

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10 giugno 2026

Iran, stati regionali hanno «responsabilità legale e morale» per raid Usa e Israele

È responsabilità morale e legale di tutti i paesi della regione, in particolare degli stati costieri meridionali del Golfo Persico, interrompere l’utilizzo del proprio territorio e delle proprie infrastrutture da parte di Stati Uniti e Israele per ideare, organizzare, attuare e fornire supporto logistico alle loro azioni criminali contro l’Iran, ha dichiarato oggi il Ministero degli Esteri di Teheran in un comunicato.

10 giugno 2026

Teheran, distrutti caccia F-35 e comando militare Usa in Giordania

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato oggi di aver attaccato una base statunitense in Giordania, in seguito ai raid aerei americani contro obiettivi iraniani lungo lo Stretto di Hormuz in risposta a un attacco a un elicottero Apache. L’esercito iraniano “ha preso di mira e distrutto quattro obiettivi principali, tra cui gruppi di caccia F-35 in una base aerea e il centro di comando militare statunitense” ad Azraq in Giordania, si legge in una dichiarazione pubblicata dai media statali.

10 giugno 2026

Iran: attacca obiettivi Usa nel Golfo in risposta a offensiva statunitense

Mattinata ad elevata tensione in Medio Oriente. L’Iran ha annunciato di aver preso di mira alcune basi militari nel Golfo come rappresaglia agli attacchi sferrati da Washington contro obiettivi iraniani lungo lo Stretto di Hormuz, in un nuovo focolaio di conflitto seguito alla distruzione di un elicottero americano attribuita a Teheran, che ha scatenato la reazione statunitense.

L’Iran ha reso noto di aver subito durante la notte attacchi statunitensi contro Jask, Sirik e l’isola di Qeshm, sulla costa meridionale dell’Iran, nell’area dello Stretto di Hormuz ancora bloccato. Questi attacchi hanno “danneggiato un traliccio delle telecomunicazioni a Sirik e distrutto due serbatoi d’acqua nella città”. I canali ufficiali dell’esercito Usa hanno spiegato di aver colpito “impianti di difesa aerea, posti di controllo a terra e siti radar di sorveglianza iraniani” vicino allo stretto, secondo un comunicato del Comando centrale per il Medio Oriente (Centcom) delle forze armate statunitensi. Il Comando americano ha presentato questi attacchi come misure “di legittima difesa” e “proporzionate” in risposta alla distruzione di un elicottero Apache. L’Iran ha rivendicato in risposta un attacco missilistico contro una base aerea in Giordania che ospita forze statunitensi (Muwaffaq Salti), dopo aver preso di mira anche il Kuwait e il Bahrein.

10 giugno 2026

Iran, esercito: attaccati 21 obiettivi Usa nella regione

Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver attaccato 21 obiettivi legati agli Stati Uniti nella regione, in risposta agli attacchi statunitensi. Lo riporta l’emittente statale iraniana Irib.

“In risposta all’aggressione statunitense avvenuta nella notte sul territorio iraniano, sono stati attaccati 21 obiettivi legati agli interessi statunitensi nella regione”, ha affermato l’esercito, secondo quanto riportato da Irib.

10 giugno 2026

Pasdaran rivendicano attacco a Quinta Flotta Usa in Bahrein

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver condotto un attacco con droni contro il quartier generale della Quinta Flotta della Marina degli Stato Uniti in Bahrein, in risposta a quelle che hanno definito “recenti azioni ostili” da parte degli Stati Uniti. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha affermato: “In risposta all’azione ostile del nemico, i combattenti della Marina delle Guardie Rivoluzionarie hanno attaccato la Quinta Flotta in Bahrein con dei droni alle 2:30 del mattino”. “Se queste azioni ostili dovessero proseguire, seguiranno risposte ancora più dure”, hanno aggiunto i Pasdaran.

10 giugno 2026

Iran: prima di nuovi attacchi Vance convinto che «è molto vicino» accordo su nucleare

Per il vicepresidente statunitense JD Vance ribadisce l’affermazione Washington è “molto vicina” a un accordo che affronti il programma nucleare iraniano “a lungo termine”. “Credo che ne sapremo molto prima delle elezioni di metà mandato [di novembre]”, ha dichiarato in un’intervista a CBS News registrata prima degli ultim iattacchi. “Penso che l’accordo potrebbe essere raggiunto entro la prossima settimana, ma potrebbe anche concretizzarsi tra qualche mese”. “In questo momento, ritengo che siamo in grado di raggiungere un accordo che sia vantaggioso per gli Stati Uniti dal punto di vista economico e che affronti davvero il programma nucleare iraniano, non solo ora, non solo durante la presidenza di Donald Trump, ma a lungo termine, in modo che i miei figli, una volta adulti, possano dire: ’L’Iran non avrà armi nucleari’”, ha affermato Vance. “Questo è l’obiettivo della politica. E credo che siamo molto vicini a raggiungerlo. Ma c’è ancora molta strada da fare. Continueremo a farlo”, afferma.

10 giugno 2026

Iran, Usa: terminati attacchi in risposta a elicottero abbattuto

Le forze del Comando Centrale unificato degli Stati Uniti (Centcom) affermano in un post su X di aver “completato gli attacchi di autodifesa contro l’Iran, su ordine del Comandante in Capo, in risposta all’abbattimento, avvenuto il giorno precedente, di un elicottero Apache dell’Esercito statunitense”.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 9 giugno

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10 giugno 2026

Iran, Stati regionali hanno «responsabilità legale e morale» per raid Usa e Israele

È responsabilità morale e legale di tutti i paesi della regione, in particolare degli stati costieri meridionali del Golfo Persico, interrompere l’utilizzo del proprio territorio e delle proprie infrastrutture da parte di Stati Uniti e Israele per ideare, organizzare, attuare e fornire supporto logistico alle loro azioni criminali contro l’Iran, ha dichiarato oggi il Ministero degli Esteri di Teheran in un comunicato.

10 giugno 2026

Iran, lanceremo raid più duri contro obiettivi regionali se attacchi Usa continuano

“L’esercito criminale degli Stati Uniti deve sapere che, se la sua aggressione continuerà, l’Iran risponderà con attacchi più gravi e diffusi contro obiettivi designati nella regione”, ha dichiarato il Comando centrale di Khatam al-Anbiya in un comunicato stampa diffuso stamattina. “L’esercito iraniano e le Guardie rivoluzionarie hanno attaccato basi statunitensi nella regione, in risposta agli attacchi dell’esercito terroristico statunitense contro l’Iran meridionale, avvenuti con il falso pretesto di rappresaglia per l’abbattimento di un elicottero americano”, ha aggiunto il comunicato.

Nel frattempo, le Guardie rivoluzionarie hanno dichiarato in un comunicato stampa che l’Iran ha lanciato attacchi con droni contro quattro obiettivi nella base aerea statunitense e nel suo comando centrale dell’esercito ad Al-Azraq, in Giordania, nonché contro la Quinta flotta statunitense in Bahrein e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait alle 2:30 ora locale, in risposta agli attacchi statunitensi contro Jask, Qeshm, un radar di comunicazione e due serbatoi idrici a Sirik, avvenuti stamattina. Un drone MQ9 è stato inoltre abbattuto nei cieli della città di Jam, nella provincia di Bushehr. In un altro comunicato, le Guardie rivoluzionarie hanno affermato di aver attaccato 21 obiettivi in basi aeree e navali statunitensi nella regione. Attacchi statunitensi sono stati segnalati anche dai media locali a Bandar Abbas, Ahvaz, Kuhistak, Minab e Kouh-Mobarakeh, nel sud dell’Iran.

10 giugno 2026

Teheran lancia missili contro base in Giordania con caccia Usa

La Giordania ha dichiarato di aver abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran contro un’area che ospita una base aerea delle forze statunitensi. Teheran ha dichiarato di aver preso di mira la base aerea di Muwaffaq Salti che caccia americani F-35 e altri velivoli. L’agenzia di stampa statale giordana Petra ha riportato che non ci sono stati feriti nell’attacco e che gli artificieri hanno esaminato i detriti delle missili intercettati.

10 giugno 2026

Attacchi iraniani contro Bahrein e Kuwait

L’Iran ha lanciato attacchi anche contro obiettivi in Bahrein e Kuwait. Entrambi i paesi hanno attivato gli allarmi e messo in azione le difese aeree in risposta.

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