Lettera al risparmiatore

GPI, sul piatto 50 milioni per le nuove acquisizioni La sfida sui ricavi esteri

La società, che è una small cap, divide l’attività in 5 Aree strategiche d’affari: software, care, automation, Ict e pay

di Vittorio Carlini

6' di lettura

6' di lettura

Proseguire, unitamente all’espansione per linee interne, nell’attività di M&A. Poi: aumentare il giro d’affari generato oltreconfine. Ancora: puntare sulla R&D per lo sviluppo di nuovi prodotti. Sono tra le priorità di Gpi a sostegno del business

Oggetto sociale

Già, il business. La società, che è una small cap e quindi il risparmiatore deve maneggiarne il titolo con attenzione, divide l’attività in 5 Aree strategiche d’affari (Asf). Le 2 principali sono: il Software (37,9% dei ricavi nel 2020 -ultimo dato disponibile -) e il Care (48,9%). Appannaggio della prima Asf c’è lo sviluppo di sistemi informatici per attività essenzialmente del mondo sanitario: dalla gestione di processi clinici e amministrativo-contabili negli ospedali fino a quelli socio-assistenziali delle strutture sanitarie territoriali. La seconda area, invece, ricomprende, tra le altre cose, l’amministrazione in outsourcing (sia con personale fisico che attraverso soluzioni hardware e software) di centri di prenotazione e contact center sempre nell’ambito sanitario. Le ulteriori 3 aree, dal canto loro, sono: l’Automation (4,4% del fatturato 2020) cui si riconduce (sia sul fronte hardware che software) la gestione automatica della logistica del farmaco negli ospedali o nella farmacie; l’Ict (5,5%) che, di fatto, è costituito da servizi di manutenzione (ad esempio, dei desktop dei clienti); e, infine, il Pay (3,3%). Quest’ultima riguarda i sistemi di pagamento che, come l’Ict, può anche essere d’integrazione all’offerta delle altre aree.

Loading...

IL GRUPPO GPI IN NUMERI

IL GRUPPO GPI IN NUMERI

Le acquisizioni

Ciò detto un focus, per l’appunto, è l’M&A. GPI è un acquisitore seriale. Nel 2021 sono state perfezionate l’acquisizione del rimanente 40% della controllata spagnola Hemasoft Software e lo shopping totale del gruppo Medinfo. Si tratta di una strategia che, da una parte, nel 2020 ha contribuito per il 5,9% all’incremento dei ricavi; e che, dall’altra, la società intende continuare. Quale, allora, l’identikit del potenziale target? In generale, se l’operazione riguarda aree di business già presidiate, si tratta di aziende medio piccole (da 1-2 milioni di ricavi in su). Altrimenti le dimensioni sono tendenzialmente maggiori. Non sono esclusi turnaround o start up, seppure normalmente l’M&A riguarda aziende già redditizie. Il focus, poi, è essenzialmente sull’area dell’Automation e, soprattutto, del Software. Infine: la disponibilità per le operazioni straordinarie, il cosiddetto “tesoretto”. Sotto questo aspetto, considerando la dote di 22,3 milioni acquisita con la recente conversione dei warrant e la potenziale leva che ha quale tetto massimo del “Net debt to Ebitda” di 3,5 volte, il gruppo può arrivare a mettere sul piatto 50 milioni.

L’execution risk

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. GPI è cresciuta, per l’appunto, anche tramite le operazioni straordinarie. Queste, proprio perché molteplici, accentuano l’attenzione sul rischio di esecuzione. Un elemento il quale, è il timore del risparmiatore, può, ad esempio, impattare sulla marginalità del gruppo. La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, non condivide la preoccupazione. In primis perché, spiega l’azienda, viene sempre effettuata una severa selezione a monte dei target, la quale è contraddistinta da prudenza e un’approfondita due diligence. Inoltre perché, dice sempre GPI, esiste un collaudato sistema d’integrazione che, tra le altre cose, prevede di affiancare personale del gruppo alle figure apicali della realtà acquisenda. Infine perché, viene ricordato, la serie storica delle operazioni straordinarie mostra che queste, mediamente, sono accrescitive della redditività.

Ma non è solo questione di acquisizioni. Altro focus, per l’appunto, è la spinta sull’internazionalizzazione. Alla fine del 2020 i ricavi generati oltreconfine dalla società erano l’8,8% del totale. È una percentuale che l’azienda intende aumentare. In tal senso l’obiettivo è arrivare, nel medio periodo, ad una ripartizione paritetica tra il giro d’affari domestico e quello oltreconfine nell’area delle Tecnologie. Il che implica, sempre nel medio periodo, il target di circa il 25% dei ricavi generati all’estero sul totale del fatturato di gruppo. L’obiettivo non è da poco: come dovrebbe essere raggiunto? La società, nei mercati oltreconfine, è presente o tramite accordi con distributori oppure direttamente con una filiale/società. Rispetto a questa seconda modalità, nel Vecchio continente, l’azienda è attiva in Austria, Germania, Polonia, Francia, Spagna e la stessa Russia (senza dimenticare Malta). In tal senso può ipotizzarsi che, al netto della volontà più generale di espandersi nel Centro ed Est Europa (oltre che nei mercati nordici), sono i Paesi indicati sopra quelli che potrebbero vedere la maggiore accelerazione. Senza peraltro scordare la Gran Bretagna e, soprattutto, gli Stati Uniti. Negli Usa, dove GPI è attiva nel settore delle trasfusioni di sangue, il target è di via via ampliare l’offerta.

Le aree di business

Quell’offerta che a ben vedere si articola, sempre all’estero, essenzialmente (a fini dell’espansione) in tre aree. La prima, per l’appunto, è la gestione delle trasfusioni di sangue. La seconda è l’amministrazione automatica, in ospedali o farmacie, del farmaco. La terza è la telemedicina. Vale a dire, ad esempio, il monitoraggio in remoto di parametri vitali di un paziente con una malattia cronica.

Ciò detto, la crescita oltreconfine avviene solamente per via organica? La risposta è negativa. Una leva importante per l’internazionalizzazione è costituita proprio dallo shopping. Un’attività straordinaria che, da una parte, tende a cogliere le opportunità strategiche dove si presentano; ma, dall’altra, guarda con particolare attenzione a Francia e Germania.

I conti

Fin qui alcune considerazioni su M&A e internazionalizzazione. Il risparmiatore, però, guarda anche al conto economico. Su questo fronte, secondo le previsioni dei dati preliminari, i ricavi (+28%) e l’Ebitda (oltre 14 milioni a fronte dei 12,5 di un anno prima) sono in crescita (analogamente al 2020 sul 2019) rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Un trend che trova riscontro nella conferma del rialzo delle stesse stime, a parità di perimetro di fine 2020, al 2024: ricavi oltre 330 milioni; l’Ebitda margin superiore al 16,5% e il “Net debt to Ebitda” inferiore o uguale a 1. Sennonché le previsioni degli esperti per la crescita del mercato di riferimento in Italia sono state abbassate: il Cagr era del 6,6% nel periodo 2019-’23 (valutazione pre Covid) ed è sceso al 5,7% nel 2020-25 (valutazione 1 Q 2021). In un simile scenario gli obiettivi di GPI possono apparire troppo ambiziosi. La società non condivide la considerazione. Dapprima, viene sottolineato, il gruppo ha storicamente sempre battuto i target indicati. Non solo. L’azienda ricorda che, da un lato, la digitalizzazione della PA, compresa la sanità, è una dinamica ormai avviata; e che, dall’altro, il Pnnr, al netto di imprevisti non auspicabili, porterà investimenti proprio sul fronte delle tecnologie. Con il che, afferma il gruppo, stime così contenute di crescita non possono essere condivise.

La cyber sicurezza

Ciò detto, però, può ulteriormente sottolinearsi un altro aspetto: la crescita degli attacchi hacker. La regione Lazio, di recente, ne ha subito uno. In quell’occasione le soluzioni di GPI sono state precauzionalmente sospese e poi ripristinate. Il timore tuttavia è che, in un simile contesto, ci sia la frenata dell’evoluzione digitale della PA e questo possa incidere sullo sviluppo del business. GPI, pure conscia della situazione, nuovamente rigetta il dubbio. La digitalizzazione - dice l’azienda-, anche per la ricerca di maggiori efficienze e minori costi, è irreversibile. Inoltre, afferma sempre la società, il gruppo da poco ha creato una newco nella cyber security. Entro il 2021 saranno lanciate le primi soluzioni. Quindi, è la conclusione, oltre all’acquisizione di know how, GPI potrà ampliare la sua offerta.

Un’offerta la cui evoluzione è legata anche all’R&D. In media la società investe 8-10 milioni nella ricerca. Si tratta di un’attività che, tra le altre cose, è finalizzata allo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie. Così, nel Software in Italia, può pensarsi alle soluzioni che, tra le altre cose, re-ingegnerizzano le piattaforme per consentire, ad esempio, il coordinamento degli investimenti di diversi ospedali facenti capo allo stesso ente sanitario territoriale.

Oppure possono ricordarsi i test sulla realizzazione di un’intelligenza artificiale che, nell’ambito dei contact center o delle Cup, monitora le parole o il tono di voce degli utenti in modo da “coglierne” l’umore. Un’ evoluzione che potrà rendere più efficiente l’Asf del Care.

Focus

Prospettive sul 2021

La società, rispetto ai volumi delle gare, conferma che nel 2021 questi dovrebbero essere in linea con quelli del 2020. Inoltre GPI, ricordando i dati preliminari del I° sem, stima il business del 2021 in crescita rispetto al 2020.

Per approfondire

L'andamento del titolo
L'analisi tecnica del titolo
L'analisi di Finlabo research

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti