GM, persi 8 miliardi con i robotaxi. Il progetto Origin torna in stand by
Il veicolo multi-passeggero senza volante né altri controlli destinati a un conducente umano non sarà più prodotto nel 2024, neppure come prototipo
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Cruise pianifica la rivincita in una città non precisata e punta a espandersi successivamente. A fine ottobre il Department of Motor Vehicles della California (la Motorizzazione del Golden State) ha vietato ai 400 veicoli a guida autonoma dell’unità robotaxi della General Motors, che dal 2016 ha prodotto perdite per più di 8 miliardi di dollari, di circolare e operare come veri e propri taxi senza conducente, in seguito a una serie di incidenti. Il più grave ha visto il coinvolgimento di una donna, che è stata investita da un’altro mezzo e trascinata per alcuni metri dal robotaxi che si è avvicinato al marciapiede senza rilevare il problema. Il fatto più inquietante è che le autorità hanno accusato Cruise di avere omesso proprio la parte finale del video.
Nell’ambito dei suoi precedenti piani di crescita, Cruise nel 2022 aveva chiesto alla National highway traffic safety administration, l’agenzia governativa che determina gli standard per la sicurezza sulle strade, il permesso di ampliare la flotta fino a 2.500 veicoli a guida autonoma all’anno. Obiettivo: espandersi anche in altre città Usa, offrendo un servizio di corse in taxi privi di conducente.
E invece la scorsa settimana è stata sospesa ogni attività per avviare un’ampia revisione dei livelli di sicurezza dei suoi veicoli. Una fase ad alta tensione che ha portato alle dimissioni dei due fondatori (Cruise è nata nel 2013), il ceo Kyle Vogt e il capo del prodotto, Daniel Kan.
Mentre l’altra azienda in campo a San Francisco, Waymo (controllata da Alphabet, Google) continua ad operare, lo stop repentino imposto a Cruise rappresenta comunque una battuta d’arresto per un settore il cui successo si basa sulla fiducia del pubblico e sulla cooperazione delle autorità di regolamentazione.
«Una volta che avremo adottato misure per migliorare la nostra cultura della sicurezza e ricostruire la fiducia, torneremo operativi in una città per dimostrare la nostra affidabilità, prima di crescere nuovamente», ha spiegato la società in una nota.


