Lettera al risparmiatore

Gli yacht di Sanlorenzo: più design e tecnologia per tenere dritta la rotta

Portafoglio ordini in rialzo. Il nodo delle materie prime: la società dice che l’impatto è limitato e che i costi maggiori sono trasferiti sul prezzo finale

di Vittorio Carlini

6' di lettura

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Il lancio sul mercato di nuove imbarcazioni, con design innovativo e nuove tecnologiche. Per fare leva anche, e soprattutto, sulla progressiva uscita (si spera definitiva) dalla pandemia. Poi: il proseguire nel rafforzare la struttura finanziaria e il patrimonio di competenze del gruppo. Sono tra le priorità di Sanlorenzo a sostegno del business.

I cantieri navali

Già, il business. Ma qual è, in concreto, l’oggetto sociale dell’azienda? Il gruppo progetta e realizza yacht, superyacht e sport utility yacht di lusso fatti su misura in base alle richieste del cliente. In particolare l’attività è articolata in tre aree. La prima, quella storica e più importante, è la divisione Yacht. Ad essa si riconducono barche di lunghezza tra 24 e 38 metri, con il marchio Sanlorenzo. La seconda (i cosiddetti Superyacht) comprende imbarcazioni tra 40 e 68 metri (sempre con il brand Sanlorenzo). La terza, infine, è la divisione a marchio Bluegame. Qui ci sono gli sport utility yacht con una lunghezza tra 13 e 22 metri.

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Modelli e linee di prodotto

Ebbene: il gruppo per l’appunto, seppure il numero annuo di barche prodotte sia in media di 70/80 unità, punta al “varo” di nuove tipologie d’imbarcazione. In tal senso nel 2020 Sanlorenzo ha immesso sul mercato 4 nuovi modelli. Due sono superyacht mentre gli altri si riconducono rispettivamente a Bluegame e agli yacht. Nel 2021, invece, quest’ultimi saranno contraddistinti da tre nuovi modelli cui si aggiunge una nuova barca a marchio Bluegame. Infine, rispetto al 2022, il gruppo ha previsto il lancio di una nuova linea per ciascuna delle tre divisioni. Al di là dei singoli numeri Sanlorenzo fa certamente leva, rispetto alle sue barche, sull’innovazione di design e al confort.

Così, ad esempio, uno dei nuovi yacht previsti nell’anno in corso sarà in versione “asimmetrica”. Vale a dire: avendo solo un passaggio da poppa a prua, aumenterà la superficie calpestabile a bordo. L’evoluzione del prodotto, tuttavia, riguarda anche il fronte tecnologico. In tal senso tra le altre cose, a fronte del primo prototipo per l’azienda di un cosiddetto yacht open (atteso nel 2022), la società introdurrà delle novità per renderlo meno inquinante: dalle cellule solari per alimentare tutto ciò che non è propulsione fino ai silenziatori sui motori.

Ciò detto, proprio sul fronte della propulsione eco-sostenibile il gruppo, insieme ad altre società partner, va sviluppando soluzioni hi tech. Un esempio? La realizzazione, entro il 2024, del motore ibrido per il catamarano a marchio Bluegame (la versione tradizionale, che costituisce per Sanlorenzo l’ingresso nel settore dei multiscafo, arriverà nel 2022). Insomma: l’impegno sul fronte tecnologico è rilevante. Tanto che, in media, la società investe annualmente in R&D circa il 3-3,5% dei ricavi. Una cifra che comunque, tenendo in conto la collaborazione con realtà terze (come nel caso dei motori ibridi), non coglie totalmente lo sforzo aziendale sul fronte dell’innovazione.

Il problema materie prime

Tutto facile come navigare con il pilota automatico, quindi? La realtà è più problematica. Il risparmiatore ricorda che la costruzione d’imbarcazioni richiede l’uso di materie prime i cui prezzi sono di recente saliti molto. Una condizione che fa crescere il costo del venduto, creando il rischio di un impatto sulla redditività della società. Sanlorenzo, rispetto al tema in oggetto, afferma di poter gestire la questione. In primis, viene spiegato, i fornitori di commodity della società indicano che il fenomeno dovrebbe essere contingente. Inoltre l’azienda sottolinea che le materie prime hanno un limitato peso sul costo totale dell’imbarcazione.

L’acciao e l’alluminio, ad esempio, rappresentano circa il 2,5% degli oneri totali previsti nella realizzazione dello scafo. Infine il gruppo, rimarcando che negli ultimi anni ha mantenuto i prezzi piuttosto calmierati, dice di avere il sufficiente spazio per trasferire sul listino finale i maggiori costi. E questo senza influenzare negativamente la domanda. Al di là di ciò, però, può ulteriormente sottolinearsi che la crisi economico-sanitaria mette in difficoltà le grandi filiere mondiali di fornitura di commodity e materiali. Il che può dare vita alla carenza di ciò che è necessario alla costruzione degli stessi yacht. Sanlorenzo, nuovamente, non condivide la preoccupazione. Il gruppo ricorda che la sua produzione non si basa su grandi volumi. Quindi, pure monitorando con attenzione gli approvvigionamenti, non è visto alcun particolare problema su questo fronte.

IL PORTAFOGLIO ORDINI

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Dinamiche di business

Fin qui alcune considerazioni rispetto all’innovazione e all’approvigionamento di materiali. Il risparmiatore, però, guarda anche al conto economico. Lo scorso esercizio i ricavi netti nuovo (cioè scontati dall’eventuale permuta della vecchia imbarcazione dell’acquirente) si sono assestati a 457,7 milioni (+0,4% sul 2019) mentre l’utile netto consolidato è salito del 28,3%. Nel primo trimestre del 2021, invece, la prima riga di conto economico è aumentata del 20,5% e la redditività netta del 42,7%. Il portafoglio ordini, dal canto suo, al 30/4/2021 valeva 632,1 milioni a fronte dei 408,8 milioni di fine 2020. Una dinamica del backlog rispetto alla quale la società indica che, di mese in mese, si va migliorando.

Ciò considerato, analizzando le singole divisioni sul medio periodo, salta fuori un triplice trend: da una parte il peso relativo sui ricavi netti nuovo degli yacht (62,8% nel 2018) è salito (67% al 31/3/2021); dall’altra l’incidenza degli superyacht (31,1% nel 2018) è scesa (25,2% a fine primo trimestre 2021). Bluegame, infine, ha incrementato il suo peso relativo. Le dinamiche proseguono? A ben vedere il contesto descritto è stato influenzato da situazioni contingenti (durante la pandemia, ad esempio, la storica divisione degli yacht ha giocoforza mostrato più resistenza). In generale, nel medio periodo, il target di Sanlorenzo è avere la divisione yacht che vale intorno al 60% dei ricavi netti nuovo, quella degli superyacht al 30% e Bluegame che arriva a circa il 10%.

In conclusione quindi, al di là della volontà di espandersi in tutte le tre aree, è soprattutto quest’ultimo marchio che dovrebbe accelerare. Dalle divisioni di business all’articolazione geografica. Qui il gruppo, al 31/3/2021, è contraddistinto dalla seguente divisione: l’Europa pesa per il 50,7%; l’Asia/pacifico e le Americhe rispettivamente per il 22 e 20,7%. Medio Oriente/Africa, infine, valgono il 6,6%. Si tratta di una ripartizione la quale, in linea di massima, è prevista rimanere tale nel medio periodo. Al di là di ciò è interessante sottolineare che Sanlorenzo rispetto agli Stati Uniti, che costituiscono il primo mercato al mondo nel settore, ha una specifica strategia.

Quale? Quella di volere puntare anche, e soprattutto, sul mondo dei servizi. Senza peraltro escludere, nel prossimo quinquennio, l’ipotesi di realizzare uno stabilimento per la costruzione in loco di barche. Insomma un possibile incremento della base produttiva che, più nell’immediato, dovrebbe concretizzarsi in Italia. Nel 2021 la società stima 42 -44 milioni di Capex. Una parte rilevante verrà indirizzata sullo sviluppo del prodotto. Altra porzione, invece, sarà appannaggio delle infrastrutture materiali. All’interno del distretto nautico (dove ci sono i 4 siti produttivi) la società punta ad acquisire immobili per ampliare la capacità produttiva stessa.

UTILE NETTO DI GRUPPO

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I rischi dell’indotto

Sennonché, il risparmiatore esprime una preoccupazione riguardo all’indotto. Questo è costituito da molteplici Pmi e può subire, proprio per le ridotte dimensioni delle aziende, dei contraccolpi a causa della crisi economico-sanitaria. Il che, a sua volta, può impattare il business di Sanlorenzo. Il gruppo, pure conscio del tema, professa fiducia. In primis, viene ricordato, l’azienda ha sviluppato legami storici con le realtà della filiera produttiva. Una condizione che, consentendo di gestire in maniera flessibile i rapporti, rende resistente l’indotto. Inoltre, è l’indicazione, la società ha previsto forme di sostegno quali, ad esempio, il contratto di “confirming”.

Questo, con un plafond fino a 70 milioni, permette alle imprese dell’indotto stesso di ridurre i costi dei loro finanziamenti. Infine Sanlorenzo ricorda, attraverso la sua Academy, l’impegno sul fronte della formazione. Uno sforzo che, da un lato, consente di avere maestranze specializzate; e dall’altro, conclude il gruppo, rafforza ancora di più i legami con l’ indotto. A fronte di un simile contesto, quali allora le prospettive sul 2021? Il gruppo conferma i ricavi netti nuovo tra 530 e 540 milioni; l’Ebitda rettificato tra 86 e 88 milioni e l’Adjusted Ebitda margin di 16,2-16,3%. Infine l’utile netto: è stimato tra 43 e 44 milioni.

Focus

Perini Navi troppo cara
Sanlorenzo e Ferretti hanno costituito una newco per rilevare Perini Navi. La base d’asta, attribuita a Perini dal curatore fallimentare ( 62,5 milioni), è valutata troppo alta. Perini e Ferretti si riservano di non partecipare all’asta.

Per approfondire

L'andamento del titolo
L'analisi tecnica del titolo
L'analisi di Finlabo research

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