Gli yacht di Sanlorenzo fanno rotta sulla crescita grazie ai super paperoni
L’aumento delle persone con ingenti patrimoni e le imbarcazioni come beni di lusso rendono il business resistente alla crisi. Focus sulla innovazione
di Vittorio Carlini
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Da un lato la spinta all’innovazione, soprattutto sul fronte della produzione eco-sostenibile dell’energia necessaria alle imbarcazioni. Dall’altro l’ampliamento della rete di vendita diretta e dei servizi. Il tutto con la maggiore integrazione della filera di produzione e l’ampiamento della base produttiva. Sono tra le priorità di Sanlorenzo a sostegno del business.
Già, il business. Il gruppo, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, in generale progetta, produce e commercializza yacht, posizionati nel settore del lusso e realizzati su misura. Si tratta di un’attività, rappresentata da una produzione media annua di circa 70 imbarcazioni, articolata in tre divisioni. La prima, cosiddetta Divisione yacht (65% dei ricavi netti nuovo al 30/9/2022), comprende la realizzazione di navi in composito, a marchio Sanlorenzo, con una lunghezza tra 24 e 38 metri. La seconda, invece, è la Divisione superyacht (25,4%). Appannaggio di essa sono le imbarcazioni in alluminio ed acciaio, sempre con il brand Sanlorenzo, tra i 40 e 72 metri. Infine, la Divisione Blugame (9,6%). Qui sono ricompresi, a marchio Bluegame, gli sport utility yacht in composito di dimensioni più piccole: tra 13 e 23 metri.
Innovazione eco-sostenibile
Ebbene una priorità aziendale, per l’appunto, è l’evoluzione del prodotto. In generale la società investe in innovazione il 2,5-3% dei ricavi annui e nel 2022 gli esborsi dovrebbero assestarsi intorno a 18 milioni. Di questi una parte più limitata è concentrata sulla ricerca pura. In particolare, un fronte attualmente molto importante è quello dell’uso (sulle imbarcazioni) di energia eco-sostenibile. In tal senso, tra le altre cose, può ricordarsi che nel 2023 verrà messa in mare la “chase boat” ad idrogeno la quale, dopo un anno di test, prenderà “servizio” alla Coppa America del 2024 come barca d’appoggio del team American Magic. Sempre nel 2024, grazie alla partnership con Siemens Energy, è prevista la consegna di un Superyacht che, sfruttando fuel cell alimentate ad idrogeno ottenuto dal metanolo, avrà corrente elettrica eco-sostenibile per l’uso di bordo. Non solo. Nel 2026, in scia all’accordo con Rolls-Royce Solution-Global Marine, è atteso il prototipo di uno superyacht che, da una parte, avrà un sistema di propulsione a combustione interna tradizionale, ma alimentato a metanolo verde; e, dall’altro, lo stesso metanolo fornirà l’energia elettrica per l’intera imbarcazione. Si tratta, è l’indicazione della società, del primo superyacht “carbon neutral”. La CO2 catturata per la produzione del metanolo è, infatti, la stessa che viene dispersa nell’aria dalla combustione del motore.
Insomma: al di là dei singoli esempi, l’impegno di Sanlorenzo sul fronte in oggetto - nel triennio 2023-2025 gli investimenti complessivi sulla ricerca pura previsti sono circa 10 milioni - è importante. Uno sforzo che, al di là della volontà del gruppo di produrre prodotti meno inquinanti, è anche una leva commerciale. Il super ricco che acquista simili barche spesso ama sapere d’inquinare meno il pianeta.
I canali di vendita
Ma non è solo l’innovazione. Importante è la strategia nella distribuzione. Il gruppo, nei prossimi sei mesi, punta a trovare, per l’area Asia-Pacifico, un accordo con il dealer Simpson Marine. L’obiettivo di Sanlorenzo è avere propri uffici a Hong Kong, Singapore e Sanya (nell’isola cinese di Hainan) e ampliare così la distribuzione diretta. La strategia, a ben vedere, è perseguita anche in Europa. A Palma di Maiorca, sfruttando gli “offices” già esistenti, e nel Principato di Monaco (apertura prevista entro sei mesi) la volontà è costituire punti di riferimento per la commercializzazione diretta delle imbarcazioni. Navi che, nella stessa Coté d’Azure, dovrebbero vedere venire meno l’intermediazione del broker. La società, qui, punta infatti ad acquisire un dealer. L’operazione, è l’auspicio del gruppo, dovrebbe concretizzarsi nel 2023. È chiaro, quindi, come l’azienda vada aumentando, anche al fine di offrire maggiori servizi ai clienti, la propria rete di distribuzione diretta a livello globale. Seppure non va dimenticato che, rispetto al mondo dei superyacht, circa il 50% delle commesse passa comunque attraverso gli intermediari professionisti. Dal ché Sanlorenzo vuole aprire un ufficio a Londra che è una piazza essenziale per questa specifica modalità di business. Quel business che, rispetto all’articolazione dei ricavi nelle tre divisioni, è destinato a modificarsi? La risposta è negativa. La dinamica di fondo, al netto di singole commesse che possono temporaneamente accentuare il peso di un’area rispetto ad un’altra, è linea di massima rsppresentata dsl mantenimento dell’attuale breakdown. Nel medio periodo la società prevede che la Divisione Yacht dovrebbe valere intorno al 65% del fatturato, quella degli Superyacht circa il 25% e Blumarine il 10%.



