Itinerari d’inverno tra prelibatezze per il palato, vedute e antichità
Gli scavi di Pompei e Torre Annunziata tra affreschi e nuove scoperte
L’apertura al pubblico dello scavo di ampliamento della Villa di Poppea, avvenuta poche ore fa, rappresenta un ulteriore regalo per gli appassionati di archeologia. Nella casa attribuita alla seconda moglie di Nerone presso il sito di Oplontis a Torre Annunziata, infatti, si possono ammirare maschere di scena, pavoni dai vivacissimi piumaggi che hanno custodito grazie ai fitti strati di cenere e lapillo tutta la propria personalità. Si riconoscono bene anche le impronte di alberi. Accompagnati dal personale del Parco, si prova il piacere di entrare nel cuore di questo cantiere di restauro e di trovarsi a tu per tu con gli splendidi affreschi del Salone della Maschera e del Pavone, individuando persino un personaggio appartenente alla Commedia Atellana. Lo scavo ha portato alla luce altri quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già conosciuti. La gemma artistica di questo parco archeologico resta pur sempre Pompei dove in febbraio la presenza turistica è più contenuta, specialmente nei giorni feriali, perciò si possono godere al meglio la Villa dei Misteri, le strade e ville di epoca romana quali quella del Fauno, dei Vettii, la Casa del Poeta Tragico, del Menandro, l’anfiteatro, il santuario di Apollo, il Tempio di Giove e di Venere. Mentre nella ottocentesca Casina dell’Aquila, all’interno del ristorante Chora, l’unico ammesso all’interno degli Scavi, si possono gustare i piatti preparati con i prodotti coltivati nel sito archeologico dai ragazzi della cooperativa Il Tulipano.
