Generali, doppio focus: diversificare il business e spingere sull’efficienza
di Vittorio Carlini
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Da un lato spingere sulla gestione tecnica e, più in generale, sull’efficienza operativa. Dall’altro proseguire sul fronte della diversificazione del business. Sono tra i focus del gruppo Generali a sostegno dell’attività, in particolare nell’attuale crisi economico-sanitaria.
La gestione tecnica
Analogamente a tutte le compagnie assicurative il Leone di Trieste non ha vita facile, visto i tassi di mercato rasoterra o negaviti in Europa, sul fronte dei rendimenti nella gestione finanziaria. Per questo un focus riguarda quella tecnica.
Nel 2020 il Combined ratio (indicatore d’efficienza nell’area in oggetto per il ramo Danni) della multinazionale italiana si è assestato a quota 89,1%. Il valore è in diminuzione, quindi in miglioramento, rispetto al 92,6% dell’esercizio precedente. Certo: la dinamica è stata agevolata, soprattutto durante il primo più duro round di lockdown, dal calo dei sinistri nell’Rca Auto conseguente alla minore circolazione di veicoli. E tuttavia da un lato i premi, dove la raccolta nei vari mercati ha compensato la forte diminuzione del business di Europ Assistance, sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,1%); ma dall’altro la redditività operativa del segmento Danni, nonostante anche il minore apporto degli investementi, è salita (+19,4%). Un dato quest’ultimo che segnala, similmente al trend del Combined Ratio, il positivo ruolo della gestione tecnica. Detto ciò quali le prospettive sull’indicatore per fine 2021? La compagnia, anche a fronte della terza ondata del virus e del persistere di limitazioni alla circolazione, conferma che il Combined Ratio dovrebbe assestarsi nella parte bassa della forchetta compresa tra il 90 e 92%.
Il ramo Vita
L’efficienza, però, non attiene solo al Danni. È tra i focus nello stesso Ramo Vita. Qui il contributo della marginalità tecnica alla redditività operativa, sempre nel 2020, è in aumento (+56 milioni sul 2019). Il dato consegue anche ad un più favorevole business mix indirizzato, soprattutto, verso prodotti a minore assorbimento di capitale. Un esempio? Le unit linked. Rispetto ad esse la raccolta netta è stata di 7,1 miliardi su di un totale di 12,1 miliardi di net inflow. Non solo. Un’indicatore rilevante in funzione dell’efficienza tecnica è, per Generali, il cosiddetto New Business Margin. Quest’ultimo, che in linea di massima esprime la redditività del nuovo business, a fine 2020 è risultato in crescita: dal 3,89% di due anni fa si è assestato nel 2020 al 3,94%.
La dinamica del “Nbm”
Ciò detto, però, può sottolinearsi un aspetto. Il New business margin negli anni precedenti, aveva raggiunto livelli più alti. Era stato del 4,o1% e 4,35% rispettivamente nel 2017 e 2018. Insomma: l’andamento dell’indicatore, seppure nel 2020 superiore esercizio su esercizio, non pare avere un’impostazione di fondo al rialzo. Il che induce un dubbio. Generali, che è stata sentita dalla “Lettera al risparmiatore”, non condivide la considerazione. Il valore del 2020, è l’indicazione, escludendo l’operazione (comunque creatice di valore) con il Fondo Cometa, sarebbe del 4,08%. Cioè in linea con quello degli anni precedenti al 2019. Inoltre il dato, dice sempre la società, da una parte, rispetto ai concorrenti in Europa, è il più elevato; e, dall’altra, è in sé di assoluta soddisfazione. Di conseguenza la società, che ricorda la sua capacità nel gestire i bassi tassi di mercato, non vede particolari problemi su questo fronte.


