Generalfinance, la sfida è accelerare gli acquisti dei crediti commerciali
Small cap. Con il factoring l’istituto compra e gestisce crediti non problematici di società in difficoltà, finanziando le stesse imprese. Focus sul business digitale
di Vittorio Carlini
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Spingere ulteriormente l’ammontare di crediti commerciali in gestione. Poi: proseguire nella digitalizzazione del business. Sono tra i focus di Generalfinance a sostegno dell’attività.
Già, l’attività. L’istituto, intermediario finanziario ex art. 106 del Tub, è specializzato nel settore del factoring, soprattutto nella forma pro-solvendo. Più in particolare la società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, offre servizi finanziari e di gestione del credito su misura ad imprese che, da una parte, sono “distressed” (cioè con una tensione finanziaria che rende loro difficile ricorrere ai tradizionali canali di finanziamento); ma che, dall’altra, hanno ancora un portafoglio di debitori performing.
Gli obiettivi
Ebbene tra le priorità dell’istituto, sbarcato il 22 giugno scorso allo Star ma con una piccola capitalizzazione che deve quindi indurre il risparmiatore fai-da-te a cautela, c’è per l’appunto l’ulteriore incremento dell’ammontare nominale dei crediti acquisiti e in gestione. Nel gergo tecnico: il turnover del factoring. Questo, alla fine del primo semestre del 2022, si è assestato a quota 933 milioni, in rialzo del 71% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio (546 milioni). Si tratta di una dinamica in aumento che, a ben vedere, prosegue non da oggi. Il turnover dell’intero 2019, infatti, era di 590 milioni, quello dell’anno successivo di 761 milioni per, poi, arrivare a 1,403 miliardi nel 2021. L’obiettivo sul 2022? Superare, è l’indicazione di Generalfinance, la soglia dei 2 miliardi.
Il target, che nelle intenzioni dell’istituto continuerà a salire nei futuri esercizi, viene perseguito attraverso un mix di fattori. In primis c’è la volontà di aumentare il turnover per singolo cliente. Qui, va ricordato, esiste già l’effetto dell’attuale dinamica inflazionistica. Questa fa salire il valore dei crediti commerciali e, quindi, del turnover stesso. Al di là di ciò la società, anche attraverso i continui rapporti con il cliente e l’analisi della sua struttura credito-debitoria, punta ad incrementare il business a lui collegato. Così può sottolinearsi che, alla fine del 2021, la media del turnover per cliente è di 6,5 milioni. L’obiettivo, nel medio periodo, è arrivare a 8-10 milioni.
Non solo. Generalfinance vuole anche aumentare il numero dei clienti stessi. Ad oggi sono 212. Il target, nel medio periodo e al netto delle aziende che terminano il rapporto con l’istituto, è di assestarsi a quota 240-250. Ciò detto, quale l’identikit del potenziale cliente? In generale Generalfinance ha nel radar soprattutto imprese con un fatturato oltre 20 milioni (seppure non sono escluse quelle contraddistinte da un giro d’affari inferiore). Inoltre, rispetto al posizionamento geografico, il focus è sul Nord Italia. Tra le diverse regioni, oltre a quelle del Nord-est, possono ricordarsi: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Ciò detto, l’istituto guarda anche al Centro-sud della Penisola.


