Materie prime

Gazprom taglia il gas alla Moldavia, a rischio anche il transito via Ucraina

La Russia dal primo gennaio 2025 azzera le forniture a causa delle violazioni contrattuali del rifiuto di saldare il debito per le forniture

FILE PHOTO: An employee works at the Chisinau-1 gas distribution plant of Moldovatransgaz energy company in Chisinau, Moldova March 4, 2023. REUTERS/Vladislav Culiomza/File Photo

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Mentre è in scadenza l’accordo per il transito di gas via Ucraina, Gazprom azzererà le forniture di gas alla Moldavia dal primo gennaio 2025 a causa delle violazioni contrattuali del rifiuto di saldare il debito per le forniture. Lo ha reso noto la compagnia russa in un comunicato, come riporta la Tass. Gazprom ha inviato una notifica a Moldovagaz in cui si afferma che «sulla base delle disposizioni del contratto e delle norme applicabili della legislazione russa, Gazprom introdurrà una restrizione sulle forniture di gas naturale alla Repubblica di Moldavia a 0 metri cubi al giorno dalle 8 ora di Mosca del primo gennaio 2025». Un’altra alternativa, per Gazprom, era il proseguimento del flusso attraverso l’Ucraina, se Chisinau e Kiev avessero raggiunto un accordo in tal senso. Kiev tuttavia non è disponibile a una tale intesa, dal momento che Moldovagaz - l’azienda che trasporta il gas in Moldova - è al 50 per cento di Gazprom.

Il caso Ucraina

Venerdì il mercato del gas è tornato in fibrillazione dopo le affermazioni di Vladimir Putin, che ha constatato come ormai non si possa più sperare in una proroga del contratto di transito in Ucraina delle forniture di Gazprom: «Non c’è più tempo». L’accordo scade il 31 dicembre e un rinnovo «è impossibile da concludere in 3-4 giorni, non c’è modo», ha detto il presidente russo.

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Il prezzo del gas - già in tensione da giorni - è salito ancora, toccando quota 48 euro per Megawattora al Ttf venerdì 27 in apertura di contrattazioni. Nelle ore successive è subentrato un andamento volatile, specchio delle forti incertezze che tuttora influenzano gli operatori, ma la seduta si è comunque conclusa in rialzo del 4,3% a 47,7 euro.

I conti di Gazprom

Le tensioni geopolitiche si sommano ai problemi di Gasprom, le cui vendite crollano: nel 2023 il gigante energetico russo ha registrato una perdita di 629 miliardi di rubli (pari a 6,9 miliardi di dollari), la peggiore degli ultimi decenni. L’invasione russa dell’Ucraina ha infatti portato al crollo delle vendite in Europa, la sua principale fonte di reddito. I ricavi di Gazprom sono così diminuiti di quasi il 30% su base annua a 8,5 trilioni di rubli, con le vendite di gas che sono scese da 6,5 trilioni di rubli nel 2022 a 3,1 trilioni di rubli. Gli analisti sottolineano come Gazprom, non sia riuscita ad adattarsi alla perdita del mercato europeo, con i ricavi dalle vendite di gas al di fuori della Russia che sono scesi da 7,3 trilioni di rubli nel 2022 a 2,9 trilioni di rubli lo scorso anno. I profitti del petrolio, del gas condensato e dei prodotti petroliferi sono invece saliti a 4,1 trilioni di rubli (+4,3%), troppo poco per compensare le perdite del business principale.

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