Focus

Fortinet gioca le carte tra sicurezza informatica e intelligenza artificiale

Il gruppo hi tech punta sull’integrazione tra gestione di rete e soluzioni contro gli attacchi hacker. Titolo non caro ma è scivolato in Borsa

class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini

5' di lettura

5' di lettura

Fortinet. È una realtà rilevante nel mondo della sicurezza informatica. Il gruppo, quotato al Nasdaq, divide il business in tre aree: Secure Networking, Unified Sase (Secure access service edge) e Security Operations. Il primo segmento (67% del fatturato nel primo trimestre del 2024) consiste in un approccio che combina le funzioni di rete con quelle di sicurezza quali, ad esempio, i firewall. In altre parole: l’obiettivo è proteggere e gestire la rete interna di un’azienda. Appannaggio della seconda area (Unified Sase), invece, sono il software e l’hardware per funzioni di rete e sicurezza basate sul cloud compunting. Cioè: mentre il Secure Networking, normalmente, è implementato localmente negli uffici o data center dell’azienda, l’Unified Sase (24% del fatturato nei primi tre mese del 2024) fa leva sulla nuvola informatica, spesso esterna all’azienda stessa, ed è accessibile da qualsiasi luogo. Infine: il Security Operations (9%). Qui sono ricompresi servizi e prodotti che servono, tra le altre cose, al monitoraggio, rilevamento delle minacce e risposta agli incidenti. Oltre, poi, all’automazione della sicurezza e recupero, ad esempio, di dati.

Il conto economico

Si tratta di un’attività che, nell’ultimo quarter, è stata caratterizzata da giro d’affari e redditività in crescita. I ricavi sono stati 1,35 miliardi di dollari, in rialzo del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2023. L’utile netto GAAP, dal canto suo, è risultato di 299,3 milioni (a fronte dei 247,7 milioni di un anno prima). Insomma: i numeri sono in espansione. Vero! Un singolo trimestre racconta metà della storia. E, tuttavia, il medesimo andamento è riscontrabile anche andando indietro nel tempo. Nel 2021, ad esempio, i ricavi sono valsi 3,3 miliardi. Poi, via via, la top line è salita, arrivando a 5,3 miliardi di dollari nell’ultimo esercizio. La stessa redditività netta rettificata, secondo il terminale Bloomberg, è cresciuta: si era assestata a 605,6 milioni tre anni fa, mentre nel 2023 è valsa 1,145 miliardi di dollari. In espansione anche la marginalità. Il rapporto tra Ebitda e ricavi è passato dal 22,6% (2021) al 26,3% nel 2023.

Loading...

TRIMESTRI A CONFRONTO

Loading...

Il mondo della Borsa

Sennonché in Borsa il titolo – almeno negli ultimi 12 mesi – non si è mosso in conformità rispetto al trend dei fondamentali. Ad esempio, dopo la pubblicazione degli ultimi numeri trimestrali Fortinet è scesa. Perché? La risposta è articolata. La società, da una parte, ha battuto le stime riguardanti giro d’affari e profitti; ma, dall’altra, ha indicato un calo del 6,4% rispetto alla fatturazione di prodotti e servizi. Inoltre, sempre riguardo alla fatturazione – che è un indicatore importante della dinamica futura dei ricavi –, il gruppo ha previsto nel 2024 l’incremento massimo di circa il 3%. Un passo di marcia inferiore a quello dello scorso anno, quando la crescita di questa voce contabile era stata del 14,4%. A fronte di un simile contesto gli operatori hanno venduto le azioni. Non solo. Ubs, in un report, ha indicato come il business sia «ancora molto difficile da prevedere (...) Uno slancio più sostanziale con i prodotti Sase richiederà tempo per essere costruito». In altre parole: la volatilità dell’attività aziendale pone, ad oggi, delle incognite.

AREE DI BUSINESS E FATTURAZIONE

Loading...

Trend strutturali

Sennonché c’è anche chi rimarca come esistano dei trend strutturali i quali, al di là dei singoli momenti aziendali, sostengono le società di questo comparto, Fortinet compresa. Uno di questi è l’Artificial intelligence (AI). L’AI, al di là dei soliti nomi noti in Borsa, pervade sempre più diversi settori. Tra quelli più esposti alla sua “intrusione” c’è, per l’appunto, la sicurezza informatica. È stato stimato che il mercato globale dei servizi di cyber security basati sull’Intelligenza artificiale dovrebbe passare da circa 15 miliardi di dollari nel 2021 a 135 miliardi nel 2023.

BUY BACK

Loading...

L’Intelligenza artificiale

Di più. Da un lato, l’Artificial intelligence consente di generare rapidamente un nuovo tipo di minacce sofisticate e personalizzate; dall’altro, però, permette di aiutare a rafforzare le difese digitali. In tal senso Fortinet ha sviluppato la sua offerta. Un esempio? La soluzione FortiAI che sfrutta proprio l’Intelligenza artificiale per rilevare e rispondere rapidamente agli attacchi cyber. Così, tra le altre cose, un’azienda – usando FortiAI – dapprima può identificare l’attività sospetta, sfruttando il machine learning. Successivamente è in grado di isolare i dispositivi compromessi e, infine, di avviare in automatico le contromisure necessarie. Contemporaneamente, FortiGuard Labs (centro di ricerca del gruppo sulle minacce) analizza nuovi rischi e aggiorna in tempo reale le difese della rete.

Certo! Vari esperti affermano che, rispetto a molteplici concorrenti, l’applicazione della nuova tecnologia da parte di Fortinet non è così avanzata. Cioè: il gruppo sarebbe indietro nei confronti dei competitor. E, però, il tema di fondo non cambia: anche il gruppo di Sunnyvale, California, sale sul carro dell’AI.

IL CRUSCOTTO DEL TITOLO

Loading...

I multipli

Ma non è solo questione delle applicazioni concrete dell’Artificial inteligence. C’è anche l’effetto narrazione. Vale a dire: da quando, nel novembre 2022, c’è stato il lancio di Chat GPT, l’Intelligenza artificiale – giusto o sbagliato che sia – è diventata un market mover di Borsa. Un tema che ha aiutato, in particolare in comparti quali la cyber security, il rally dei titoli. Esempio ne sia la performance di aziende quali Palaintir Technologies o CrowdStrike, che nell’ultimo anno sono salite rispettivamente più del 127% e del 153%. Sennonché, simili andamenti hanno fatto balzare verso l’alto anche i multipli.

Prendiamo il caso di CrowdStrike. Certo! Quest’ultima, nel quarto trimestre dell’esercizio 2023-24, da un lato ha riportato ricavi in rialzo del 33% e dall’altro ha visto l’utile GAAP a 53,7 milioni (47,5 milioni la perdita un anno prima). Inoltre: sull’intero scorso esercizio, il gruppo ha chiuso in nero a fronte della perdita nel 2022-23. Di più. A detta di diversi analisti l’azienda è tra le meglio posizionate per sfruttare l’Ai generativa. Al di là di tutto ciò, però, il rapporto tra prezzo ed utile GAAP attuale (calcolato sugli ultimi 12 mesi) è, secondo il terminale Bloomberg, attorno ad 800 volte. Il p/e non GAAP prospettico sul 2024, dal canto suo, scende – a detta di Seeking Alpha – intorno a 87 (23,7 la mediana del settore). Quest’ultimo è un dato molto inferiore al primo, ma comunque indica che – se l’utile per azione in teoria rimanesse sempre quello – ci vorrebbero 87 anni per ripagare il prezzo del titolo. Insomma: le azioni di CrowStrike sono care. Questo, evidentemente, non toglie appeal all’azienda. Il gruppo, se confermasse il balzo dell’Eps non GAAP a fine 2024 – previsto tra 3,77 e 3,97 dollari – potrebbe finanche sostenere il trend (domani c’è la pubblicazione della trimestrali). Ciononostante, la considerazione di fondo non è invalidata: le azioni di CrowStrike hanno corso parecchio e sono care. Un aspetto che il risparmiatore fai-de-te deve sempre tenere in conto.

L’approccio

Così come deve valutarsi il fatto che, a loro volta, il multipli di Fortinet sono più contenuti. Sempre secondo Seeking Alpha, il p/e non GAAP prospettico è 34,2 mentre il PEG non GAAP prospettico è di 2,28 volte (2 volte la mediana del settore di confronto). In altre parole – anche in scia al recente trend negativo in Borsa – le azioni di Fortinet paiono meno care. Di nuovo, tuttavia, non va scordato che i multipli sono sempre solo parte della storia. Altri indicatori, fondamentali e non, devono prendersi in considerazione. Nell’ambito dei titoli hi tech, ad esempio, bisogna analizzare la dinamica della politica monetaria della Fed. Superfluo dire, infatti, che – alzando o diminuendo i tassi in base ai quali vengono attualizzati i flussi di cassa per poi definire i prezzi obiettivo – gli andamenti in Borsa cambiano. Analogamente mutano i profili di rischio degli stessi risparmiatori/investitori fai-da-te. I quali, soprattutto con aziende high growth quali quelle in oggetto, devono sempre partire da una domanda: quanti denari sono disposto a perdere? Invece che: quanto voglio guadagnare? Si tratta sempre, infatti, di capitale di rischio.

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

L’analisi di Finlabo research

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti