L’intervista

«Formazione su misura per i dipendenti e per i professionisti»

Marco Natali, presidente di Confprofessioni: decisioni e strategie basate sui dati

di Maria Carla De Cesari

Marco Natali. (Imagoeconomica)

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«Il rinnovo del contratto degli studi professionali rappresenta un passo importante verso un modello di lavoro più inclusivo e sostenibile. Le innovazioni introdotte in materia di welfare, tutela della genitorialità e inserimento dei giovani rispondono alle esigenze di un mercato del lavoro in rapida evoluzione. Si sono poste al centro la persona e la qualità della vita lavorativa».

Marco Natali, presidente di Confprofessioni da quasi un anno, sintetizza le priorità alla base del contratto collettivo, la disciplina del lavoro che può diventare una leva per la crescita degli studi.

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Domanda: Presidente, alla luce dei dati raccolti dall’Osservatorio qual è lo stato delle libere professioni?

Risposta: L’Osservatorio è uno strumento per conoscere e monitorare il mondo delle libere professioni, sia quelle ordinistiche sia quelle organizzate in associazioni. I dati dell’Osservatorio sono certificati dall’Istat: siamo l’unica realtà a svolgere un’analisi completa su questo segmento economico. Lo studio è essenziale per comprendere e per assumere decisioni in una realtà cangiante. Quanto alla salute delle professioni ci sono luci e ombre.

D: Vale a dire? 

R: Tutte le statistiche dicono che i professionisti devono mettersi insieme: è una necessità per competere e per migliorare la propria situazione reddituale. È una richiesta del mercato: alle imprese va fornito un servizio multidisciplinare e integrato. Invece, le realtà professionali continuano a essere troppo piccole, anche se si nota una tendenza al consolidamento.

D: La riforma fiscale ha iniziato un percorso d facilitazione con il regime neutrale per i conferimenti. 

R: Sì ma occorre superare anche la penalizzazione della tassazione rispetto al regime forfettario e poi va cancellata la doppia contribuzione integrativa per il socio e per la società.

D: Con l’Osservatorio avete sondato anche l’atteggiamento dei professionisti verso l’intelligenza artificiale?

R: Rispetto all’Ai ci sono curiosità e interesse. Come Fondoprofessioni investiremo nella formazione dei dipendenti degli studi. Per i professionisti stiamo lavorando a convenzioni con alcune Regioni del Nord e province autonome: occorre essere preparati. L’innovazione negli studi non passerà però dall’intelligenza artificiale che ragiona per medie, scartando le soluzioni più creative ma gli strumenti di intelligenza artificiale semplificheranno una parte del lavoro.

D: Il welfare è una pietra miliare nel contratto per gli studi professionali. Per i dipendenti ma anche per i datori di lavoro.

R: Negli studi dipendenti e titolari siedono dallo stesso lato della scrivania: è l’intera filiera che produce valore ascoltando e rispondendo alle questioni dei clienti. Per questo le tutele sono inclusive, per i lavoratori, per i loro familiari e per i professionisti.

D: I giovani: quali iniziative per attrarre le nuove leve, oltre al praticantato attraverso l’apprendistato?

R: I giovani possono svolgere negli studi anche esperienze di alternanza scuola lavoro: abbiamo previsto, attraverso Ebipro, un assegno di mille euro: 250 in buoni libri per lo studente e 750 per compensare lo studio dell’impegno per la formazione.

D: L’altro tema è fidelizzare i dipendenti non solo con il welfare ma anche con la formazione e la riqualificazione. Come incentivate questa scelta?

R: L’ente bilaterale può contribuire al costo del dipendente in formazione, fino a 40 ore annue. Ricordo che i nostri avvisi puntano sempre più su una formazione su misura.

D: Nelle vostre ricerche e in alcune iniziative avete ricompreso anche le professioni non ordinistiche. Continuerete su questa strada?

R: Sì, non possiamo trascurare il mondo delle nuove professioni che originano dalle nuove esigenze del mercato.

D: Che cosa chiedete al legislatore?

R: Di essere trattati come gli altri. Come professionisti siamo fonte di innovazione e di valore, anche economico, per il Paese. Eppure spesso questo è trascurato. Forse non siamo riusciti a trasmettere ciò che siamo e quello che facciamo a favore del sistema delle imprese e in generale per i nostri clienti. Siamo fondamentali nella crescita economica, nel rispetto della legalità. si deve partire da qui.

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