Dichiarazioni dei redditi

Fisco, allarme Cgil: 730 a rischio per errori sui redditi. Le Entrate: precompilate già aggiornate

I Caf del sindacato denunciano la presenza di errori nel calcolo del nuovo taglio al cuneo fiscale. L’Agenzia: in caso di certificazioni uniche rettificative emesse dai sostituti i contribuenti saranno informati con avvisi personalizzati

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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L’allarme arriva dalla Cgil a ventiquattrore dal debutto della precompilata 2026: a rischio i 730 per errori nelle certificazioni uniche. Ma la replica dell’amministrazione finanziaria circoscrive l’impatto della denuncia. Secondo le Entrate, infatti, «alcuni sostituti di imposta (datori di lavoro o enti pensionistici) nelle scorse settimane hanno rilevato delle anomalie nelle certificazioni uniche (Cu) da loro predisposte e hanno immediatamente provveduto alla correzione e alla ritrasmissione delle stesse. Pertanto, la dichiarazione precompilata 2026 è stata già aggiornata con i nuovi dati pervenuti».

Solo consultazione fino al 14 maggio

L’Agenzia ricorda che «fino al 14 maggio la precompilata 2026 sarà disponibile solo per la visualizzazione e nel caso in cui qualche sostituto dovesse rendersi conto di aver commesso degli errori nelle Cu emesse lo stesso sostituto di imposta dovrà trasmettere all’Agenzia una certificazione rettificativa».

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Avviso personalizzato in caso di certificazione unica rettificativa

Inoltre sottolineano le Entrate «i contribuenti interessati saranno informati della presenza della Certificazione unica rettificativa nel cassetto fiscale con un avviso personalizzato visibile nella pagina web della dichiarazione precompilata»

Il caso sollevato dalla Cgil

Secondo la Cgil, che aveva inviato una lettera il 21 aprile al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro dell’Economia Maurizio Leo, «è emerso come una quota significativa di sostituti d’imposta abbia rilasciato ai lavoratori dipendenti Certificazioni Uniche 2026 in cui risultano dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (articolo 49, comma 1, del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (« somma aggiuntiva») o all’ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente». In pratica sarebbero stati commessi errori dai sostituti d’imposta nell’indicazione delle nuove voci che caratterizzano il taglio al cuneo fiscale applicato dal 2025.

Il monitoraggio dei Caf

Il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, e la presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil, Monica Iviglia avevano spiegato che a quella lettera non ha ancora fatto seguito una risposta e il problema rischia di avere un effetto sui 730 precompilati che saranno messi a disposizione dal pomeriggio del 30 aprile sull’area riservata del sito delle Entrate. Gli errori nelle Certificazioni uniche è emersa attraverso il monitoraggio costante delle strutture territoriali dell’organizzazione e dei suoi Centri di assistenza fiscale.

Casse edili, alcune amministrazioni pubbliche e imprese private

Secondo l’allarme lanciato dalla Cgil, tra i sostituti che avrebbero commesso errori ci sarebbero «le Casse edili che hanno corrisposto l’Ape (Anzianità professionale edile), alcune amministrazioni pubbliche e non poche imprese private»

Nelle Certificazioni uniche in questione «i redditi di lavoro dipendente o loro indennità sostitutive sono stati certificati dal sostituto come redditi di lavoro dipendente non compresi fra i redditi di lavoro ex articolo 49, comma 1 del Tuir».

Gli errori a cascata sul 730

Come spiega la nota della Cgil «si tratta di un errore estremamente grave perché tali importi, è il caso di ribadirlo, sono fondamentali per determinare il calcolo della somma aggiuntiva e la corretta detrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025, benefici economici che l’attuale architettura del modello 730 non permette di recuperare in sede di dichiarazione se il dato di partenza della certificazione è incompleto».

La Cgil risollecita l’amministrazione finanziaria

Christian Ferrari e Monica Iviglia avevano così sollecitato «un’azione del ministero affinché il sistema rifletta la reale situazione reddituale delle lavoratrici e dei lavoratori, eliminando ogni ostacolo burocratico e aggiornando i flussi di dati. Un intervento tempestivo resta l’unica via percorribile per tutelare i redditi ed evitare che un errore tecnico si trasformi in un’ingiusta perdita economica per il lavoro dipendente».

La comunicazione delle Entrate

Sollecitazione a cui ha risposto la comunicazione di servizio diffusa dalle Entrate, che ha anche colto l’occasione per ricordare che dal pomeriggio di giovedì 30 aprile 2026 sarà disponibile sul sito la dichiarazione precompilata 2026 per tutti i contribuenti italiani con oltre 1,3 miliardi di dati su redditi e spese già inseriti.

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